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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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B. Legnani 27/02/08 22:38 - 4694 commenti

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Ipersordiano (e qui stanno sia la sua potenza sia il suo limite). Un Sordi debordante, adorabile ed eccessivo nello stesso tempo, regge da solo il film, nonostante il bimbetto sia delizioso e ci siano caratteristi cari, come Pandolfini, Mario Riva, Tedeschi e Ciccio Barbi (quello della pubblicità della Fiuggi!). Cala nei rari momenti senza il mattatore e nella seconda parte, ma si impenna nel finale, con la gag del dito del profeta... Discreto.

Puppigallo 3/09/09 13:34 - 4499 commenti

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Trattasi della classica, allegra cazzatella, che va appunto presa per quello che è. Il personaggio del maestro Ubaldo Impallato sembra cucito addosso a Sordi, che riesce a rendere piacevole e piuttosto divertente una storia misera misera. Ogni tanto esagera un po' e scivola troppo nel macchiettistico, ma quando mantiene un certo equilibrio, si fa apprezzare ("Affamato e senza soldi, fa cercare la cicoria agli alunni"; Per avere il posto fisso: "So l'italiano, il francese, l'albanese e il montenegrino"; Non sopporta il bambino, ma poi, scoperto il talento: "Chiamami zio Ubaldo"). Non male.
MEMORABILE: Sordi, che ha ritrovato il bambino, all'impresario: "Lo vado subito a prendere con l'auto?". Risposta: "Sì sì sì sì sì sì sì". E Sordi:"Ha detto sì?".

Galbo 20/11/09 07:55 - 11346 commenti

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Tra le cose più divertenti della prima parte della carriera di Sordi, quella "macchiettistica". Il film è totalmente imperniato sul suo personaggio, un cialtrone adorabile a cui Sordi dona numerose sfumature, efficacemente assistito dal piccolo coprotagonista. Il film è poco altro ma basta per qualche ora di pura evasione.

Nando 15/06/10 03:20 - 3458 commenti

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Il maestro di scuola che si ritrova fra le mani un bambino prodigio (ora sarebbe tutto facile con i mille reality show presenti in televisione) evidenzia il suo spirito maneggione e cerca in tutti i modi di proccaciarsi moneta sonante. Un Sordi valido, forse non eccelso ma capace di mostrare una nuova faccia dell'italiano capace di approfittarsi dell'ingenuità fanciullesca.
MEMORABILE: Il maestro che invita gli alunni a raccogliere la cicoria selvatica dal campo.

Il Dandi 13/04/11 12:50 - 1747 commenti

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Uno dei sempreverdi del repertorio di Sordi, che qui impersona l'uso meschino di un "potere" inconsistente (vedi l'esibizione continua dell'idioma montenegrino nel patetico tentativo di porsi in un ruolo di superiorità con gli altri) regalandoci un maestro ben diverso da quello di Vigevano, ma altrettanto sfortunato e inetto. Menzione d'onore per la voce baritonale di Sordi (che avrebbe potuto seriamente abbracciare la lirica). Grottesca, ma purtroppo avveniristica, la rappresentazione dello sfruttamento televisivo dei bambini prodigio.
MEMORABILE: Sordi si decide a tagliarsi la lunga barba e si saluta compiaciuto allo specchio: "Ohilà... Cary Grant"!

Rambo90 8/01/12 22:55 - 6318 commenti

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Un Sordi eccezionale, strabordante come capitava spesso nei suoi primi film, ma che da solo riesce a tenere in piedi un film altrimenti povero. La storia infatti è abbastanza banalotta (e quei 10 minuti del bambino che fugge sono noiosissimi), ma la caratterizzazione del maestro non può non strappare le risate. Bravi anche Riva e Pandolfini nel ruolo degli zii approfittatori, ma anche il ragazzino è scelto bene. Divertente.
MEMORABILE: Il finale.

Graf 26/10/13 00:07 - 685 commenti

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Ubaldo Impallato (Sordi) è un maestro sottoccupato, amante della disciplina ma anche ampolloso, saccente e avido di arricchirsi sulla pelle di uno dei suo alunni che dimostra eccezionali qualità vocali. Blando tentativo di satira di costume sugli egoismi e le avidità dei grandi, il film, in realtà, è una riuscita farsa caricaturale che si basa sulla trovata iperbolica, degna di un cartone animato, della voce miracolosamente tenorile di un piccolo bambino sballottato tra maestro e parenti tutti intenzionati a sfruttarlo commercialmente. Divertente.

Gabrius79 23/11/14 17:25 - 1186 commenti

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Luigi Filippo D'Amico dirige questa gustosa e divertente commedia con protagonista un ottimo e un po' cinico Alberto Sordim che ci regala gag indovinate grazie anche alla collaborazione del piccolo Giancarlo Zarfati. Anche il resto del cast è azzeccato. Pellicola assai scorrevole, senza momenti morti. Da rivedere.

Didda23 1/03/19 09:28 - 2282 commenti

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Un'opera minore nella carriera dell'attore romano, ma non per questo da considerare mediocre. Il personaggio del maestro che cerca continuamente il riscatto sociale (cercando di elevarsi parlando pure l'albanese e lo jugoslavo) è reso magnificamente da un Sordi ampiamente in parte. Il ritmo è buono; peccato per qualche caduta in fase di coinvolgimento (la fuga del piccolo nell'ambasciata). La sceneggiatura poggia su poche idee (il piccolo genio di stampo cartoonistico) ma condotte in maniera impeccabile. Cast di contorno alquanto anonimo.
MEMORABILE: La barba del maestro Ubaldo; La scoperta del talento; L'operazione alle tonsille.

Paulaster 24/06/19 15:30 - 2731 commenti

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Supplente precario scoprirà un bambino di talento. Commedia dai risvolti farseschi per confrontare l’opportunismo degli adulti con il semplice desiderio di paternità dei bambini. L’idea della voce da baritono è semplice ma efficace perché strappa ogni volta un sorriso. Sordi ogni tanto eccede in pomposità e crea un personaggio che sfrutta sì per il bisogno, ma che ha in fondo un cuore responsabile. Buona morale finale.
MEMORABILE: Il ragazzino che canta “Il barbiere di Siviglia”; Sordi che dà il la; Sordi che canta Rigoletto seduto sul divano; Fuori da scuola a sgasare.

Minitina80 1/11/19 20:42 - 2304 commenti

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Una commedia costruita interamente attorno a Sordi e destinata all’intrattenimento più puro e semplice. In alcuni momenti rasenta la macchietta, mentre in altri subentrano i buoni sentimenti che guidano a una conclusione positiva. Poche le spalle presenti e con un esiguo minutaggio a disposizione per farcire come si deve il film. Tuttavia Sordi regge bene la scena, non permettendo al film di avere cali significativi. Si tratta di un’opera disimpegnata che per essere apprezzata non va fraintesa o giudicata oltre il suo limite naturale.

Siska80 7/05/20 10:26 - 523 commenti

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Satira ben riuscita sullo sfruttamento minorile con picchi di surrealismo: Gigetto (il bravo e tenerissimo Zarfati, che ha proprio la faccia della vittima) non ha solo una voce tenorile, ma canta da professionista qualsiasi aria pur non avendo mai studiato né ascoltato musica operistica. Simpaticissimo il personaggio dello scroccone Ubaldo Impallato (un cognome, un perchè!), magistralmente interpretato da Sordi, il quale si cimenta anche nel "main theme" con esiti esilaranti.
MEMORABILE: Il finale a sorpresa.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Il Dandi • 11/04/18 14:58
    Contratto a progetto - 1426 interventi
    Credo che all'epoca risultasse più evidente il richiamo del titolo al Bellissima di Visconti, film che aveva da poco inaugurato l'avveniristico tema dello sfruttamento degli enfantes prodiges.