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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Aveva resistito anche troppo, alla valanga di remake e sequel che ha seppellito il cinema di questi tempi. Possibile che nessuno avesse ancora deciso di riprendere in mano un film iconico come BLADE RUNNER per appioppargli l'inevitabile appendice? Era solo questione di tempo, infatti... L'autore di allora, Ridley Scott, qui produce e passa la mano al riconosciuto talento di Denis Villeneuve, che s'incarica di dare un seguito alle avventure dei cacciatori d'androidi che animavano l'allora futuro divenuto nel frattempo presente. Tocca quindi spostare l'azione altri trent'anni avanti immaginando che la Tyrrell corporation sia fallita e che sia stata assorbita - dopo la rivolta degli androidi...Leggi tutto - dalla Wallace, una nuova società pronta a ritentare l'esperimento garantendo l'obbedienza assoluta degli automi. La trama è piuttosto semplice: il protagonista, l'androide “K” (Gosling), viene incaricato dalla sua principale, che tutti chiamano Madame (Wright), di ritrovare un giovane che si sa essere figlio di un umano e di un androide, un ibrido che aprirebbe nuovi scenari alle potenzialità dei robot, il cui sogno resta sempre quello di avvicinarsi quanto più possibile agli umani. Una caccia che porterà K a incontrare misteriosi personaggi tra i quali pure il vecchio Deckard (Ford) in un'ultima parte destinata ad issare Ford nei crediti subito dietro il protagonista. Le ambizioni di Villeneuve sono alte e supportate da un impianto visivo-scenografico di prima classe, che agli inevitabili scorci della metropoli piovosa ripresa di notte tra mille luci e ologrammi alterna interni futuristici spettacolari in cui la fotografia di Roger Deakins riveste un ruolo fondamentale. Anche dalla minimalità della trama si può infatti arguire quanto – come fu per il primo capitolo dopotutto – a contare siano le immagini, le trovate visive innestate nelle singole scene. Si pensi al seducente ologramma casalingo (De Armas) che si sovrappone alla donna in carne ed ossa per simulare un impossibile interrelazione carnale tra reale e virtuale o all'incontro con la creatrice di ricordi mentre questa sta realizzando una sequenza di “compleanno”: scene volutamente diluite che contribuiscono a trasportare lo spettatore in quel mondo sospeso costruito per allontanarci nel tempo quanto più possibile. Al grande sforzo operato da Villeneuve in questo senso, supportato anche dall'avvolgente colonna sonora di Zimmer e Walfisch, non corrisponde tuttavia una ricerca altrettanto valida in sede di sceneggiatura, con dialoghi perlopiù vacui, ammennicoli ingombranti che mai sostanziano a dovere un film prigioniero delle sue stesse, altissime ambizioni; che affronta il classico di Scott nemmeno fosse 2001, agendo di conseguenza e perdendosi per strada col risultato di far pesare oltre il lecito la durata monstre di due ore e quaranta (l'incontro con Ford è interminabile senza un vero perché). Se insomma difficilmente si potrà rimanere delusi dalla magnificenza della messa in scena di Villeneuve, dall'altra mancano l'incisività dei personaggi (particolarmente insulso il Neander Wallace di Jared Leto), la dinamicità, l'esplosività e inevitabilmente l'originalità del futuro proposto, primo motivo del successo di BLADE RUNNER. Un bell'esempio di fantascienza matura tuttavia meno godibile dello sperato, che troppo spesso si sofferma pretestuosamente a commentare il nulla che annacqua una buona storia, comprensiva pure di uno spiazzante colpo di scena.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 5/10/17 DAL BENEMERITO MTINE POI DAVINOTTATO IL GIORNO 8/10/17
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Mtine 5/10/17 18:55 - 224 commenti

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Realizzare un'opera avveniristica e segnante come la era il suo capostipite era un'impresa quasi impossibile, ma questo Blade Runner 2(049) riesce a essere sia un pessimo sequel che un cattivo film. A partire da una storia che non si capisce mai dove voglia andare a parare, da una durata spropositata e da una parata di attori non in vena. Un colpo di scena buttato in mezzo per dare un senso al film riesce in parte nell'impresa. Ma è veramente poca cosa e la poesia del(l'imperfetto) film originale non viene neanche mai sfiorata. Inutile.

Matalo! 26/10/17 21:26 - 1368 commenti

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Sono diviso: da un lato onore al regista per non aver subito ma interpretato il film di Scott, che è immortale. Bei cambi di ambienti, fotografia e un po' il tono. Ma è innegabilmente noioso in buona parte e la storia, prevedibile sotto la scorza raffinatissima, prelude alla ormai consueta serialità. L'aspetto futuristico oggi non sconvolge. Il faccia a faccia tra Ford e Gosling (la cui recitazione è adeguata) è un po' ridicolo. Ovazione per le forme di Ana de Armas!

Pol 5/10/17 22:25 - 589 commenti

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Replicare l'impatto dell'originale era una missione impossibile: Villeneuve realizza comunque un film notevole soprattutto (come era prevedibile) dal punto di vista audio-visivo, ma nei momenti in cui la suggestione sensoriale viene meno il film ne risente. La trama si collega bene al precedente ma complice la durata eccessiva anche gli spunti migliori si perdono per strada e rimane difficile appassionarsi fino alla fine. Quello che rimane è il fascino di uno stile che dopo 35 anni riesce ancora a mozzare il fiato.

Rambo90 7/10/17 20:05 - 6318 commenti

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Con l'approccio di un fan, Villeneuve riesce nell'impresa non tanto di eguagliare il predecessore ma almeno di creare una trama interessante e un apparato visivo che stupisce a ogni inquadratura. Fotografia eccezionale, scenografie fantastiche in un film che ha forse l'unico difetto di essere a tratti troppo lento (soprattutto nel mezzo). Si collega bene al primo e anzi ne amplia alcuni aspetti, riproponendone l'affascinante filosofia. Bene Gosling, ma quando appare Ford non c'è più spazio per nessuno. Ottimo.

Il ferrini 8/10/17 01:46 - 1665 commenti

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Esperienza visiva di grande impatto e atmosfere che ricalcano, almeno nella prima parte, le suggestioni dell'originale. La storia riprende là dove l'avevamo lasciata 35 anni fa e considerato l'enorme carico di responsabilità che si è sobbarcato, non si può dire che Villeneuve abbia fallito. Gosling però ha un'unica espressione e in 165 minuti la cosa inizia a pesare un po', Leto ininfluente. Meglio le donne: Robin Wright come sempre di gran classe, la splendida Ana de Armas e la Hoeks, perfetta antagonista. Si rimpiange Vangelis.
MEMORABILE: I cambi d'abito di Joi; Il lavoro minorile gestito da Lennie James; L'incontro Gosling-Harrison Ford.

Maxi 7/10/17 11:26 - 2 commenti

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Interessanti il percorso psicologico del protagonista, la visione distopica e la virtualizzazione dei rapporti umani. Wallace è inspiegabilmente poco realistico/credibile ma soprattutto il tema fondamentale dell'ibridazione umano/mutante rimane sullo sfondo. Peccato, il tema poteva essere sviluppato di più, vista la durata del film. All'uscita dalla sala la sensazione è di aver visto un trailer per il terzo episodio. Ben confezionato, buone interpretazioni, ma la storia non decolla (e neanche il giudizio).

Taxius 7/10/17 18:49 - 1643 commenti

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Villeneuve è uno dei migliori registi in circolazione e lo dimostra con questo scomodissimo sequel di uno dei più grandi capolavori della storia del cinema. Il regista riesce a eguagliare la maestosità del film di Scott? Assolutamente no, ma con un'ottima sceneggiatura costruisce un film solido e credibile che non snatura ma evolve il film dell'82, il tutto mantenendo anche gli stessi ritmi piuttosto lenti. Visivamente è spettacolare così come lo sono la colonna sonora e tutto il reparto tecnico. Dura molto ma non è affatto pesante. Fantascienza pura.
MEMORABILE: Gli ologrammi e la scena d'amore a tre con le sovrapposizioni.

Noncha17 6/10/17 21:00 - 87 commenti

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La sensazione che si ha è che il protagonista che "vede" quest'avventura abbia già visto cosa accadde al protagonista del film originale e lo voglia proiettare nella propria mente. Il problema vero è che vengono aperte talmente tante sottotrame (in vista di probabili sequel?) che, a volte, ci si vorrebbe proprio assentare... Inoltre viene a mancare l'enfasi e si hanno troppi silenzi! Fortunatamente la sfolgorante bellezza di quello che vediamo sopperisce, in parte, a quello che non sentiamo.
MEMORABILE: La ragazza in proiezione "modificabile"; Il muro della Atari; L'analisi del legno; Le statue della vecchia civiltà; L'ormai vecchio e ingrassato EJO.

Puppigallo 7/10/17 00:19 - 4499 commenti

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Con un simile originale era un grosso azzardo realizzare un sequel, anche se alcune basi erano comunque state gettate proprio nel finale. Ebbene, bisogna riconoscere che questa pellicola ha una sua dignità, alcune trovate interessanti (l'ologramma malato di inconsistenza) e un protagonista convincente, che accompagnerà lo spettatore nella sua ricerca della verità, che non è quasi mai quella che ci si aspetta (altro punto a favore). Purtroppo il minutaggio si fa sentire, perché se non sei un genio della regia, alcuni rallentamenti rimangono fini a se stessi. Ma nel complesso merita la visione.
MEMORABILE: Il protagonista "Il cane è vero?". E Ford "Non lo so, chiediglielo"; Il finale, che è un chiaro rimando al passato (allora la pioggia, qui la neve).

124c 9/10/17 01:30 - 2762 commenti

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Anche Blade runner cade nella cine-serialità a cui, oggigiorno, siamo abituati. Secondo me si poteva lasciare tutto così com'era visto che Ridley Scott, dell'originale, aveva già fatto troppe edizioni alternative. Nonostante questo, rispetto ad altre vecchie saghe anni '80 rilanciate con scarsi risultati, "Blade runner 2049" non delude; merito del nuovo regista e di Ryan Gosling, che non sfigura affatto come nuovo cacciatore di replicanti accettando di confrontarsi col vecchio Harrison Ford ad armi pari. Non un capolavoro, ma un bel film.

Bruce 9/10/17 11:03 - 1002 commenti

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Se l'originale è un capolavoro inarrivabile, questo non lo è di sicuro; eppure lo sforzo registico e produttivo compiuto per evocarne l'atmosfera dando una nuova prospettiva al tema è apprezzabile. Molto convincente è Ryan Gosling, ottime sono le originali ambientazioni, la fotografia, così come gli effetti. Ingiustificata è invece la durata del film, davvero eccessiva considerate le tante inutili lungaggini e le incertezze del secondo tempo. In estrema sintesi bene ma non troppo.

Flazich 10/10/17 23:22 - 658 commenti

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Man mano che abbandonavo la sala deserta, raggiungevo la consapevolezza di aver assistito a un grande momento di cinema. Rarefatto, artisticamente e visivamente ineccepibile. Qualcosa che oggigiorno si vede raramente. Prima di entrare in sala non sapevo nulla del film, non avevo visto un solo fotogramma di trailer. Ho resettato paure e preconcett. Ebbene, Villeneuve riesce a creare una grande opera silenziosa che sussurra allo spettatore qualcosa di altamente catartico. Quasi definitivo.

Fedeerra 13/10/17 11:09 - 404 commenti

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Villeneuve non ha girato un film, ha costruito un grandissimo congegno pubblicitario, sfociante nell'esibizionismo più logorroico e nella banalità più superflua. Il rapporto con gli aspetti emotivi, filosofici e iconografici dell'originale sembra essersi congedato; al suo posto solo un triste ed evidente deterioramento delle emozioni. Questo, a conti fatti, è.

Enzus79 14/10/17 10:10 - 1763 commenti

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Non era facile girare un sequel di un capolavoro della fantascienza come Blade runner. Stupisce però come Blade Runner 2049 sia stato scritto e diretto in maniera quasi impeccabile. Coinvolgente, può contare su di una trama che si fa sempre più interessante con il passare dei minuti (la durata di due ore e quaranta non l'ho sentita). Buono il cast: Gosling e la Szecli convincenti, Harrison Ford impeccabile.

Josephtura 15/10/17 10:08 - 148 commenti

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Opulento e un po' sbruffone, il film si autocelebra troppo. A un certo punto mi è salita in mente la "Lola" dei Kinks: "Boys will be girls, and girls will be boys". Qui replicanti e umani si mescolano e si contagiano e forse vediamo già un possibile sequel: un contatto tra Blade runner e Terminator. Peccato per tanta autocelebrazione e una certa perdita di spontaneità. Alla fine senza senso, peccato.

Cotola 18/10/17 21:24 - 7461 commenti

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Il comparto visivo è di valore assoluto: Villeneuve ci regala, coadiuvato da una splendida fotografia, immagini di grande impatto e di una bellezza che lascia il segno e non si dimentica. Peccato che la storia, pur inserendosi bene e con naturalezza nel solco del prototipo, non sia all'altezza del resto e presenti elementi banali ed a tratti imbarazzanti come quello di servirci l'ennesima figura messianica di cui non se ne può proprio più. Ciononostante non c'è nulla da dire sulla durata strong (due ore e quaranta), poiché il film scorre bene, tranne un po' il segmento con Ford, e non annoia.

Magi94 22/10/17 11:51 - 659 commenti

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Tremendo. Villeneuve sceglie una regia parallela a quella del vecchio Blade runner, fatta tutta di silenzi, scene interminabili e musiche auliche, ma al posto di ammaliarci con una trama di fantascienza profonda alla Philip K. Dick cosa ci propina? Una sorta di soap opera futuristica, un noiosissimo polpettone familiare e sentimentale tra androidi. Gosling con la scusa di essere un replicante non cambia espressione per le 2 ore e 40 (e quando lo fa è patetico), Harrison Ford non ha più l'età. I dialoghi sono stucchevoli.
MEMORABILE: Jared Leto che, in evidente trip da LSD, inanella una serie incredibile di monologhi imbarazzanti per lui e per noi che lo stiamo a sentire.

Xamini 23/10/17 01:27 - 1000 commenti

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Villeneuve riesce in un'impresa: quella di non sfigurare di fronte a una pietra miliare della fantascienza moderna, pur restandone legato a doppio filo. Questo 2049 è un'amalgama di elementi di grande qualità: una grande fotografia, a fare il paio con la distopia ravvivata dell'ambientazione, una scrittura soddisfacente, una serie di personaggi che funzionano (si poteva reggere il confronto con Rachel? Ana de Armas ci riesce), ma soprattutto una serie di idee cristallizzate in altrettante scene, destinate a rimanere nell'immaginario.
MEMORABILE: L'amore sovrapposto, la nascita, il finale

Tarabas 27/10/17 16:45 - 1691 commenti

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Sovraccaricato com'è dalla mitologia intorno all'originale, è arduo dare un giudizio su questo sequel, un buon film tecnicamente e visivamente raffinato, finanche coraggioso nel suo tentativo di evitare scorciatoie di genere. Soffre di una durata eccessiva e di una certa debolezza del personaggio di K, con cui è quasi impossibile empatizzare, dato il modesto impatto (ponderato per il peso specifico del ruolo). Forse si dovrebbe vedere dopo un "espianto" dei ricordi dell'originale; vale certamente la visione, soprattutto in una sala adeguata.
MEMORABILE: La realizzatrice di ricordi sintetici, forse l'immagine più potente del film.

Deepred89 27/10/17 19:12 - 3272 commenti

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Sequel di cui non si sentiva troppo il bisogno, messo in scena con assoluto professionismo da Villeneuve che, sbarazzandosi delle facilonerie visive del precedente Arrival, dipinge uno scenario futuristico di grande suggestione, non indegno dell'originale di Scott. L'estetica dunque c'è, così come qualche discreta idea di sceneggiatura, ma il ritmo ipnotico fa presto a farsi sonnambolico e la tardiva entrata in scena di un Harrison Ford in tenuta casual suscita non poche perplessità. Azzeccata la scelta di Gosling.

Rebis 3/11/17 10:56 - 2088 commenti

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È "nato di uomo e di donna" l'agente K.? Se la natura di un replicante è sancita da un codice numerico impresso sul bulbo oculare, perché attraversare i deserti dell'anima per scoprirlo? Con uno straccio di sceneggiatura tra le mani, Villeneuve disanima il mistero fondativo, commuta la filosofia in misticismo petulando questioni di massima da un impianto visivo salottiero, e porta fuffa a casa. Algido ologramma che cerca d'incarnare il modello: ma tanta consapevolezza e nostalgia per le origini si dissolve come neve al sole, tra sequenze pedestri e personaggi abborracciati. Vacuo film evento.

Viccrowley 3/11/17 23:47 - 803 commenti

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La sfida avrebbe fatto tremare i polsi a chiunque, data la seminalità del prototipo. Eppure Villeneuve vince e convince, portando sullo schermo un'opera matura, profonda, sfaccettata e - quel che più conta - anti commerciale. Tempi dilatati, dialoghi scarni e pochissima azione conducono lo spettatore in un mondo quasi alieno, dove esseri umani e sintetici si fondono e confondono facendo a gara di sensibilità e spietatezza. Tantissime le riflessioni che si affastellano spargendo dubbi e dando pochissime risposte in un caleidoscopio scenografico abbacinante.

Beffardo57 30/12/17 21:15 - 262 commenti

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A parte il succedersi di effetti visivi spesso di grande suggestione, non c'è molto di notevole: anzi, dopo un po' subentra una fastidiosa sensazione di sazietà, agevolata anche dal metraggio oversize della pellicola. E anche il tema non brilla per particolare interesse: l'erede nascosta, la mamma perduta, la rivolta degli schiavi, l'aspirazione a divenire umani. Blade runner (quello originale) è stato un film assolutamente innovativo ed epocale. Questo "replicante", invece, ne è solo una vacua appendice, che merita il "ritiro" senza rimpianti.

Capannelle 16/01/18 10:47 - 3703 commenti

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Intendiamoci: lento è lento, lungo è lungo. Presenta però una sua precisa dignità fatta non solo di ambientazioni e percezioni potenti ma anche di una significativa e multiforme gamma di personaggi femminili. Lato maschietti, Gosling è adatto al ruolo ma fatica a reggere due ore e mezza di racconto, Ford sibillino, Leto imbarazzante. Nel complesso Villenueve ha portato a termine qualcosa di ambizioso, non esente da tare concettuali o zavorre ma che valorizza diversi suoi interpreti e può riservare soddisfazioni se visto nel giusto contesto.
MEMORABILE: La costruttrice di ricordi.

Daniela 27/01/18 15:12 - 9237 commenti

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Sequel in chiaroscuro: emozionante sotto l'aspetto dell'impianto visivo, con ambientazioni e scenografie di grande bellezza e suggestione esaltate su una splendida fotografie che alterna dominanti calde e terrose con altre fredde e metalliche, nonché effetti speciali funzionali senza essere invasivi. A convincere meno è la trama e la definizione dei personaggi, con snodi poco convincenti o momenti di stanchezza. Se la regia di Villeneuve non è banale, la sceneggiatura in certi momenti lo è, ma comunque nel complessp questo 2049 può essere considerato il degno seguito di un capolavoro.

Lythops 13/02/18 15:51 - 972 commenti

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Sequel caratterizzato da un profondo senso di rispetto per l'opera che vorrebbe continuare (sicuramente riuscendovi). Caratterizzato da un commento musicale mai invadente, con una eccellente partitura che cita alcuni elementi tematici di Vangelis e una fotografia che presenta tonalità ricche nonostante la loro asetticità, si lascia guardare non senza rimpiangere la profondità di contenuti che emergevano costantemente nel film originale. A volte lento, o con troppi effetti buttati lì per dire "bravi". Plauso agli scenografi.

Galbo 12/02/18 05:58 - 11350 commenti

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Sulla carta una scommessa rischiosissima affidata al miglior regista possibile. Denis Villeneuve realizza la degna prosecuzione del capolavoro di Scott. Una magnifica ricostruzione ambientale e una trama che, sebbene manchi dell’originalità del capostipite, è sufficientemente ricca di spunti, con personaggi intriganti interpretati da un bel gruppo di attori. Un film denso e appagante che non fa pesare la non indifferente durata. Notevole.

Modo 17/02/18 00:40 - 820 commenti

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Un film assolutamente ben riuscito. Villeneuve mantiene le atmosfere del primo capitolo. Il finale con Harrison Ford tra annessi e connessi ci regala emozioni forti, specialmente per chi ha amato l'indiscusso capolavoro che fu il numero uno. Non male Gosling dallo sguardo quasi assente ma riflessivo. Assolutamente grandiose scenografie e fotografia. Il ritmo lento a tratti sospirato non assopisce lo spettatore, ma lo avvolge. La trama nella sua linearità e qualche colpo di scena non delude le aspettative. Sicuramente aperto per un sequel. Chissà!

Paulaster 19/02/18 10:49 - 2731 commenti

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Il replicante K crede di essere stato concepito e non creato artificialmente. Villeneuve dimostra doti visive e cerca di distogliersi da un effetto troppo dark basandosi su cromatismi sabbiosi. La trama è troppo diluita (e lenta specie con Ford che ha poco impatto sulla storia) e poteva essere sforbiciata nei sentimentalismi e col personaggio di Leto. Qualche strizzata d'occhio al passato ci sta, male invece l'uso degli ologrammi musicali.
MEMORABILE: Il rapporto a tre con le donne che si sincronizzano.

Thedude94 12/04/18 11:51 - 543 commenti

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Sequel eccezionale di un caposaldo della fantascienza noir e gradita conferma per un regista (Villeneuve) che rappresenta il futuro di Hollywood. Un bravo Gosling, nei panni dell'agente K, è alle prese con nuovi conflitti interiori (tipici dei replicanti) e impegnato nell'incontro con il vecchio agente (Ford), mentre la Los Angeles del futuro è al solito mostrata con una fotografia magnifica e scenografie pazzesche. Gli effetti speciali sono ottimi, al pari della musica e dell'intero cast, davvero sorprendente (soprattutto la Wright e la Hoeks).

Redeyes 15/04/18 11:27 - 2131 commenti

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Nel paradosso nasce il commento. Giudicare un sequel senza ricordare la sua origine? Non si può ma si deve pure, perché Villeneuve comunque ci regala una pellicola ottima, con buona tensione, idee intriganti (vedi l'ologramma cosciente) e rinforza quella speranza che bagnava le sorti finali del suo predecessore. Goesling non perde nel confronto con Ford, così come l'impianto scenico non esce con le ossa rotte. Detto questo al miracolo non si può più gridare, ma coscienti che Scott creò un capolavoro si apprezza fortemente anche questo.
MEMORABILE: In negativo: Jared Leto.

Minitina80 17/05/18 07:09 - 2304 commenti

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Impressionante sotto l’aspetto visivo. Luci, scenografie ed effetti digitali sono davvero di alto livello e impressionano in più occasioni. Stesso dicasi per il sonoro, diviso tra sfumature avvolgenti ed effetti roboanti. La storia, invece, è piuttosto esile e si basa su un unico assunto che in un minutaggio tanto esteso finisce per diluirsi troppo. Di conseguenza in alcuni frangenti il film indugia su sé stesso, dilungandosi in scene superflue. Il rischio di bruciarsi era alto, ma facendo una media dei singoli fattori si raggiunge la sufficienza.

Disorder 30/05/18 22:34 - 1408 commenti

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Andare a toccare un cult come Blade runner dopo così tanto tempo era un'impresa alquanto rischiosa; Villeneuve se la cava puntando soprattutto sul comparto tecnico, di livello talvolta strabiliante (un plauso specialmente a chi a composto le musiche). La trama non è male, ma l'impressione è che le idee migliori (su tutte la struggente storia d'amore fra il replicante e l'ologramma) siano state lasciate da parte in nome della pura spettacolarità. Nel complesso comunque un film sicuramente riuscito.

Piero68 4/06/18 12:56 - 2754 commenti

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E' sempre una sfida azzardata realizzare un sequel di un film cult, che nella fattispecie ha segnato generazioni e inventato un genere. Fortunatamente la sfida viene vinta a pieni voti da Villeneuve, che si avvale anche di un cast tecnico di tutto rispetto. Come Deakins alla fotografia, che dopo 14 nomination vince finalmente l'Oscar, o come Zimmer che alle musiche non fa assolutamente rimpiangere Vangelis. Lento in alcuni passaggi, è comunque uno spettacolo per gli occhi e la tensione rimane quasi sempre alta. Regia impeccabile e cast monumentale.

Hackett 9/06/18 11:37 - 1721 commenti

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L'idea di godersi un seguito di Blade runner solleticava certo la fantasia degli appassionati ma faceva pure serpeggiare una certa paura di quello che ne sarebbe potuto uscire. Il rischio però è stato scongiurato e il regista si avvicina alla leggenda con rispetto e autorità. Scenografie impeccabili, personaggi scritti benissimo e una storia che non si distacca mai da uno stile decadente e riflessivo che sono il vero marchio di fabbrica della creatura originale. Davvero un ottimo modo di fare sequel.

Fabbiu 29/07/18 15:09 - 1930 commenti

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A distanza di molti anni dal capolavoro e capostipite, i fan possono tirare un sospiro di sollievo per il rispetto dell'atmosfera ansiogena e per il fatto che la cura estetica non è stata alterata affatto e anzi, è stata migliorata grazie alle attuali potenzialità nel concept-art; musica e fotografia riescono a emozionare e calare lo spettatore nel giusto stadio di coinvolgimento. Ci sono poi Gosling, perfetto nel ruolo dell'androide protagonista grazie al suo silenzio espressivo, e Harrison Ford ancora credibile nel ruolo (invecchiato).
MEMORABILE: Quando ami qualcuno, a volte, devi diventare estraneo.

Pumpkh75 7/08/18 16:28 - 1299 commenti

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Seducente da vedere ma nebuloso. Ai titoli di coda, la sensazione di film irrisolto plana senza vento sulle spalle della storia, sopraffatte dall’attesa per Harrison Ford e dalla solitudine quasi desolata dei troppi orizzonti e delle troppe albe che vuole narrare. Nell’incompiutezza, ci si aggrappa alle donne: la De Armas non ha più bisogno neanche della carne, la Hoeks è una villain che lascia il segno dei denti. Forse Villeneuve ha rivolto lo specchio troppo su di sé: del futuro che avremmo voluto riconoscere ci sono solo tanti riflessi.

Aco 31/10/19 20:51 - 43 commenti

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Sequel visionario che riprende alcuni temi del precedente film e ne introduce di nuovi, come i programmi interattivi olografici, sviluppati per sopperire alla solitudine dilagante tra gli abitanti della megalopoli. Perché tutti i protagonisti del film sono soli e al tempo stesso prigionieri in uno spazio fisico ma anche mentale, dal quale non è possibile uscire. E sullo sfondo l’eterna domanda di Dick: che cosa distingue la realtà dal sogno, l’originale da una copia?
MEMORABILE: Freysa: “Morire per la giusta causa è la cosa più umana che possiamo fare”.

Rufus68 15/04/20 23:47 - 3050 commenti

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Prendendo a paradigma visivo l'originale di Scott e Dick, Villeneuve confeziona un prodotto di largo fascino e suggestione formale. Ma qui si ferma. La superficialità intellettuale, evidenziata già in Arrival, lo porta a preterire tutti gli ambigui nodi metafisici del modello (realtà/apparenza, umano/inorganico) riducendolo a una pedestre storia di ricerca dell'identità. Al solito, poi, mette gratuitamente troppa carne al fuoco (l'ologramma, l'imbarazzante riapparizione di Ford) diluendo la già esengue sceneggiatura. Anonimo Gosling.

Pigro 20/04/20 09:39 - 7737 commenti

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Lo spunto per l’innesto su Blade Runner (la potenziale genitorialità dei replicanti) è interessante e rende questo sequel non arbitrario come tanti altri, anche grazie a un soggetto investigativo intrigante (ma la sceneggiatura è a tratti pretenziosa e a tratti lacunosa o poco chiara). Ma il vero e unico motivo per guardare il film, ahimè troppo prolisso e noioso, è la magnificenza visiva, talmente eccellente da portare in secondo piano tutto il resto: un bene per gli occhi, un male per un’opera di cui rimane alla fine solo questa meraviglia.

Bubobubo 28/04/20 16:01 - 1187 commenti

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Scommessa rischiosissima, quella di Villeneuve: non solo per l'immediato termine di paragone, ma anche per la necessità di aggiornare cronospazialmente il nucleo di questioni filosofiche con cui prima Dick e poi Scott si erano confrontati. Anche per i non appassionati di sequel il risultato è, oggettivamente, buono: al netto di una scrittura col fiato a tratti corto (vagamente improbabile l'approdo nella LA postapocalittica, migliorabile il finale), il comparto visivo e, soprattutto, il disegno dei personaggi sono soddisfacenti.
MEMORABILE: K e Deckard a bere al bancone di un vecchio bar d'albergo.

Lebannen9_ 18/05/20 15:39 - 29 commenti

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Replicanti allo sbaraglio. Se Scott divergeva dal romanzo, ma a testa alta, Villeneuve tradisce sia il film precedente che il libro. Davanti a 163 minuti di dialoghi mielosi non ci si può che chiedere il senso della storia, tuttora aperta dato il finale (volutamente?) criptico, del novello principe d'Egitto (con olografico assitente) liberatore del suo popolo. Non bastano quindi le scenografie sontuose e la fotografia ineceppibile (bravino Zimmer) a salvare un sequel in cui il dubbio è dipanato e gli androidi sono già umani. Aridatece Roy Batty!
MEMORABILE: La "nascita" dell'androide; Il sapiente uso del chiaroscuro per nascondere il viso di un Ford che non ha più l'età.

Faggi 17/05/20 14:04 - 1487 commenti

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Oltre all'intrattenimento di qualità - e oltre al piacere visivo dell'apparato figurativo - lascia dubbi. Elucubrazioni nello spazio profondo della cibernetica e ulteriori elucubrazioni investigative sull'identità: dal loro intreccio il tessuto narrativo. È significativo che a fine visione non si abbia voglia di rivederlo; non a causa della durata quasi esorbitante, ci mancherebbe. Restano frammenti, suggestioni, schegge, luci improvvise: affascinanti, ma tutto, però, è confinato in un territorio lontano dal lirismo nero e inquietante delle fonti.

Giùan 7/07/20 09:03 - 2939 commenti

I gusti di Giùan

Ennesima considerazione sulla necessità che Villeneuve decanti il proprio talento a parte, non c'è dubbio che il progetto scivolosissimo del sequel di un film tanto iconografico ne confermi l'indipendenza autoriale, come testimonia l'attitudine a interpolare stilemi e registri del film di Scott con tematiche autonome del proprio cinema (da La donna che canta ad Arrival). Pesano la lunghezza che pare intesa come déjà vu all'originario (idem dicasi per la seriosità) e imperdonabili miscasting (Leto, la Wright). Splendida De Arnas, Gosling e Ford fan quel che devono e possono.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Poppo • 16/10/17 22:25
    Galoppino - 418 interventi
    (ovviamente ci sono i soliti SPOILER su BR2049)

    Dunque il sogno di Deck (BR-1992) è interpretabile come vero perché l'unicorno è simbolo antichissimo, spesso associato alla vergine – BR2049 parte da qui infatti con una Rachael nel ruolo di mitica vergine che partorirà un messia per i replicanti – e come tale appartiene all'inconscio collettivo degli esseri umani.

    Gaff fa origami ma solo l'unicorno è un simbolo la cui forza impattante a livello simbolico non può essere sottovalutata da chi sta lavorando al film. Gli altri origami sono un Pollo, un Omino col fallo eretto, e una Pecora (BR2049). Chiaramente l'unicorno è speciale, inoltre è fatto in carta argentata, ossia è fatto per attirare l'attenzione, nostra e di Deckard. Ma, ripeto, Deck è preoccupato per l'incolumità di Rachael, in quel momento non pensa ad altro. Solo lo spettatore può ragionarci sopra nel tempo. Perché un unicorno? Direi che la tesi posticcia (Deck/replicante) è di una banalità disarmante rispetto all'interpretazione simbolica possibile unicorno/vergine. E questa tesi è stata sviluppata appunto in BR2049.

    Che dire, se Deck è un replicante è un modello obsoleto rispetto ai Nexus 6, e pure rispetto a Rachael che era un esperimento di Tyrell. Qualità e difetti di Deck sono del tutto umani. Deck non dà nessun segno di eccellenza sovrumana, in nulla. Rachael, al contrario, suona il pianoforte senza averlo mai toccato prima e, raccogliendo la pistola di Deck, spara a Leon freddandolo con la precisione di un cecchino. Deck non può competere in forza e velocità d'azione con i Nexus 6. Deck scova i replicanti con una tradizionale ricerca di investigatore sopraffino (qualità umana). Quando capisce di averne trovato uno tenta di terminarlo a colpi di arma da fuoco, cosa che gli riesce già difficile con Zhora, fallisce poi miseramente con Leon (come accennato Leon viene ucciso da Rachael). E' ancora in seria difficoltà con Pris, infine morirebbe con Roy se questi non decidesse altrimenti.

    Nel bene e nel male, o bene o male, Deckard fa il suo sporco lavoro di blade runner. Che ci siano battute nel film che possano instillare altri dubbi sulla natura di Deck non importa, perché occorre dimostrare come mai un replicante sia così obsoleto e venga scelto per fare un lavoro che non riuscirà a fare. Inoltre andrebbe in seguito dimostrato come un replicante obsoleto sia in grado di riprodursi! (BR2049).

    La natura di replicante di Deck potrebbe essere accettata solo se lo considerassimo un altro esperimento di Tyrell. Ma non ha senso che sia poi stato destinato al lavoro di blade runner per sopprimere i Nexus 6, correndo continuamente il rischio di essere annientato da questi. E poi, sinceramente, è una teoria che non sta in piedi, perché presupporrebbe che la regia occultasse in maniera disonesta qualsiasi qualità da replicante di Deck per ingannare continuamente il pubblico fino al colpo di scena finale (unicorno/sogno).

    Rimane il fatto che nessun altro replicante sarà mai in grado di riprodursi eccetto Rachael (BR2049). Diamo pure una interpretazione allegorica a questo: la bambina figlia di Rachael e Deckard fabbrica sogni per i replicanti ovvero è un messia/salvatore. Anche Anakin in SW1 era una sorta di messia. E pure Neo in Matrix. Insomma, è un discorso trito. In BR2049 abbiamo un capovolgimento dell'avvento di un messia in cui il seme è umano e il grembo che lo riceve no. Con Anakin c'erano i midi-chlorian e la cosa era paradossalmente più accettabile anche sul piano fanta-scientifico. Con Matrix è puramente allegorica (il film è a impianto allegorico), peccato poi che finisca tutto in vacca. Come dicevo giorni fa, la sci-fi è in crisi da molto tempo ormai.
    Ultima modifica: 16/10/17 22:29 da Poppo
  • Discussione 124c • 17/10/17 13:49
    Risorse umane - 5141 interventi
    Molto interessante, Poppo, davvero! Anch'io ho notato una matrice cristologica in BR2049...Ma che ci faranno 'sti americani con tutti questi Messia pagani? Tu lo sai?
  • Discussione Rebis • 18/10/17 00:22
    Comunicazione esterna - 4289 interventi
    Poppo ebbe a dire:
    (ovviamente ci sono i soliti SPOILER su BR2049)

    Dunque il sogno di Deck (BR-1992) è interpretabile come vero perché l'unicorno è simbolo antichissimo, spesso associato alla vergine – BR2049 parte da qui infatti con una Rachael nel ruolo di mitica vergine che partorirà un messia per i replicanti – e come tale appartiene all'inconscio collettivo degli esseri umani.

    Gaff fa origami ma solo l'unicorno è un simbolo la cui forza impattante a livello simbolico non può essere sottovalutata da chi sta lavorando al film. Gli altri origami sono un Pollo, un Omino col fallo eretto, e una Pecora (BR2049). Chiaramente l'unicorno è speciale, inoltre è fatto in carta argentata, ossia è fatto per attirare l'attenzione, nostra e di Deckard. Ma, ripeto, Deck è preoccupato per l'incolumità di Rachael, in quel momento non pensa ad altro. Solo lo spettatore può ragionarci sopra nel tempo. Perché un unicorno? Direi che la tesi posticcia (Deck/replicante) è di una banalità disarmante rispetto all'interpretazione simbolica possibile unicorno/vergine. E questa tesi è stata sviluppata appunto in BR2049.

    Che dire, se Deck è un replicante è un modello obsoleto rispetto ai Nexus 6, [...]


    Non so Poppo, il tema messianico e mariano è stato inserito nello script di 2049, mentre nel film del 1982 non c'era proprio... mi atterrei solo a quest'ultimo per dimostrare l'umanità di Deckard e non a quanto hanno aggiunto i nuovi sceneggiatori per un sequel realizzato trent'anni dopo, per altro con evidente impaccio creativo.

    L'unicorno è sicuramente un simbolo antico, legato alla verginità trionfante: ed è stato usato da Scott con questo valore anche in Legend. Faccio però presente che l'unicorno è anche un essere e un'immagine a cui ricorre spesso il dibattito filosofico tra innatisti ed empiristi: i primi sostengono che esistono idee e immagini innate alla nascita (come appunto quella dell'unicorno, che non deriva certo da un'esperienza diretta), mentre i secondi ritengono che la mente sia una tabula rasa su cui sarà l'esperienza a inscrivere e innestare idee e immagini (e l'unicorno sarebbe allora la sintesi operata dalla mente tra due idee esperite: il cavallo e il corno). Mi sembra che il tema sia molto calzante con Blade Runner: il film si apre con un occhio spalancato sul mondo, Roy che si reca dall'ingegnere dei bulbi oculari per avere informazioni sulle sue origini, e ancora pupille luminose, reazioni calibrate sull'iride, occhi che vengono schiacciati, edipicamente accecati, e il monologo che ha fatto la storia del cinema si apre proprio con "Ho visto cose... ".

    Deckard ha una caratteristica importante in comune con i replicanti: non prova empatia. E lo dimstra quando rivela a Rachael la sua natura artificiale, ferendola. Questa dote gli è indispesabile per uccidere. Inoltre non ha un passato di cui parlare. Perché allora non potrebbe essere stato programmato a questo scopo? Certo Rachael è un replicante evoluto in grado di riconoscere e produrre bellezza, ma se osserviamo gli altri Nexus 6 non possimo dire che abbiano caratteristiche e abilità omogenee, anzi, sono molto differenziati, alcuni appaiono ginnici ma molto stupidi, come Pris (lo dice lei di se stessa), realizzata dalla Tyrell per soddisfare le voglie dei militari in guerra. Non possiamo certo dire che Leon sia più astuto di Deckard o equiparabile a Batty... Ogni replicante viene progettato con delle funzioni precise, ma molto dipende anche dalle esperienze che vive nel suo arco di vita - come possiamo chiaramente vedere in Batty, che comunque nasce per essere un leader.

    Non ci sono elementi per stabilire che Deckard sia o meno un replicante sulla base del suo comportamento, dato che il tema del film - e l'unico rimasto del romanzo di Dick - è che la distinzione tra umano e non umano è ineffabile, indefinibile, e un replicante può rivelarsi più umano dell'umano, e viceversa. Per quanto ne sappiano Deckard potrebbe essere stato progettato per riconoscere e sterminare i suoi simili, ma senza la consapevolezza di esserlo, per impedirgli di ribellarsi.

    Stando a quanto avviene in 2049 gli potrebbero aver persino conferito la capacità di procreare, non a suo beneficio, ma in via sperimentale, per risolvere il problema della produzione artificiale sempre più costosa e difficile: il suo incontro con Rachael sarebbe allora programmato, per niente casuale. Ma questa è un'illazione che solo un terzo eventuale capitolo potrebbe confermare o smentire.
    Ultima modifica: 18/10/17 09:56 da Rebis
  • Homevideo Noncha17 • 31/10/17 10:40
    Magazziniere - 1073 interventi
    Il montatore Joe Walker ha detto che il film, inizialmente, sarebbe dovuto durare più di 4 ore..ed inoltre, era diviso in due parti distinte!

    A quanto pare, però, Villeneuve non è concorde nel rilasciare la versione "allungata" e, soprattutto, non sembra interessato a far vedere le scene eliminate del film.


    Fonte: movieplayer.it
  • Curiosità Cotola • 5/03/18 03:54
    Consigliere avanzato - 3619 interventi
    Oscar agli effetti visivi ed alla fotografia.
  • Discussione Raremirko • 30/09/18 19:58
    Addetto riparazione hardware - 3450 interventi
    Interessante, ma visto come mi è piaciuto, speravo in capitoli successivi al cinema...
  • Discussione Noncha17 • 30/09/18 20:10
    Magazziniere - 1073 interventi
    Raremirko ebbe a dire:
    Interessante, ma visto come mi è piaciuto, speravo in capitoli successivi al cinema...

    Io l'ho detto fin dall'inizio (pagg. 3 e 4) che pareva un pilota di una Serie-TV! :)
  • Discussione Raremirko • 30/09/18 20:48
    Addetto riparazione hardware - 3450 interventi
    Noncha17 ebbe a dire:
    Raremirko ebbe a dire:
    Interessante, ma visto come mi è piaciuto, speravo in capitoli successivi al cinema...

    Io l'ho detto fin dall'inizio (pagg. 3 e 4) che pareva un pilota di una Serie-TV! :)



    Si, di quasi 3 ore però!

    Comunque si, il finale è aperto; io il film l'ho stra adorato.
  • Homevideo Aco • 31/10/19 20:52
    Galoppino - 10 interventi
    Nel cofanetto DVD, tra i tanti contenuti extra, ci sono tre cortometraggi creati per coprire i trenta anni che intercorrono tra a due film, “prologhi”, girati da altrettanti registi scelti da Denis Villeneuve (il regista del film Blade Runner 2049).

    Il primo cortometraggio prequel è un Anime, “Black Out 2022”, e racconta la vendetta dei replicanti contro gli umani che li perseguitano.

    Il secondo, “2036: Nexus Dawn” presenta una nuova versione dei Nexus totalmente obbedienti ai voleri degli esseri umani e dotati di una memoria.

    Il terzo corto, diretto sempre da Scott, è intitolato “2048 Nowhere To Run” e si concentra sul personaggio di Sapper Morton, che con il comportamento attira involontariamente le attenzioni dell’Agente K, introducendo così il film vero e proprio.

    Inoltre nel filmato “Blade Runner 101” il produttore, il regista e gli attori dell’opera spiegano che cosa siano i replicanti, quale funzione svolga l’unità Blade Runner 101, chi sia Wallace, presentato come un personaggio complesso, enigmatico, da una parte un salvatore del pianeta dall’altra un uomo che pensa di essere Dio. A seguire la descrizione della terra nel 2049, un mondo difficile, inquietante dove oltre al cibo mancano i rapporti umani ed un focus sul personaggio di Joi, chi sia e cosa sia in grado di diventare, e, per concludere, i mezzi di spostamento utilizzati nel 2049.
    Ultima modifica: 1/11/19 08:58 da Zender