Basilicata coast to coast

Media utenti
MMJ Davinotti jr
Anno: 2010
Genere: commedia (colore)
Note: Esordio da attore... muto per il cantante e musicista Max Gazzè.
Numero commenti presenti: 40
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Le enormi differenze tra Stati Uniti e Italia si possono vedere anche così: se il coast to coast americano è avventura di settimane in auto, la traversata dal Tirreno allo Ionio (da Maratea a Scanzano) può avere un senso solo a piedi, visto che coi mezzi è percorso di un’ora e mezza scarsa. Bell’idea insomma, e una trovata simpatica per promuovere una delle regioni meno battute della nostra penisola. Ma BASILICATA COAST TO COAST non è solo questo, perché è anche una commedia con un suo gusto e uno stile che, per quanto non originale, coglie nel segno. La spontaneità dei protagonisti si associa alla consumata esperienza di un attore forse poco noto ma non qualsiasi come Rocco Papaleo (decine di partecipazioni nei film di Pieraccioni...Leggi tutto e altre commedie) per dare origine a un road movie sui generis, tutto girato (volutamente) in tono minore che trova nell’ordinarietà delle situazioni la sua forza. Sono piccoli sketch legati un po’ maldestramente da momenti in cui gli spostamenti da un luogo all’altro spezzano il ritmo già non irrefrenabile, ma sono scritti con bella misura, ricchi di notazioni a loro modo acute, di gag ben interpretate che muovono spesso al sorriso. La Mezzogiorno è la diva in un cast poco noto (ed in effetti la sua presenza risulta molto più ingombrante di quanto farebbe pensare il soggetto), eppure le parti migliori sono quelle che si consumano tra amici, con un Gassman molto in parte (d’altronde il ruolo del divetto paesano in disgrazia gli si addice particolarmente), un Papaleo decisamente più a suo agio come interprete che come regista e comprimari che pur non stupendo particolarmente (ma Max Gazzè muto si scopre avere un’espressività non comune) reggono bene il gioco. I quattro uomini sono i componenti del gruppo musicale dal nome improbabile di “le pale eoliche”, che dopo anni di vani tentativi riescono a passare le selezioni per suonare al festival di Scanzano Ionico. Decidono di trasformare il risultato in un’esperienza autopromozionale (si fa per dire, visto che l’unica interessata all’avventura è una tv ultralocale la cui giornalista, Giovanna Mezzogiorno, viene mandata controvoglia a filmare le tappe della traversata): percorrere la strada da Maratea a Scanzano a piedi, con un carretto al seguito, in una sorta di percorso spirituale lontano dal progresso. Lo svolgimento del film (tratto da uno show teatrale e sceneggiato dallo stesso Papaleo) è piuttosto canonico, in linea con certo cinema italiano orgogliosamente indipendente, che ammicca alla critica ma sa farsi apprezzare anche dal pubblico. Qualche riserva sulla musica del gruppo (durante il viaggio i nostri provano i pezzi da suonare al festival), dai testi oltretutto non molto fantasiosi né divertenti come vorrebbero sembrare, molte pause ma in definitiva un’operazione che può dirsi riuscita, con personaggi bislacchi inseriti in un canovaccio recitato sottotraccia e ricco di scambi spassosi. E la Basilicata? Mah, dei paesaggi attraversati non resta poi molto, a dire il vero...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 12/04/10 DAL BENEMERITO TRAVIS76 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 17/07/10
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Ianrufus 17/04/10 21:16 - 139 commenti

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Una commedia on the road più vicina a Il viaggio della sposa di Rubini che al Turnè di Salvatores, delicato e maturo (alla faccia dell'esordio del regista). Gassman continua a crescere come figura brillante, Briguglia è sempre quello (ma funzionale), Papaleo è misurato mentre la Mezzogiorno non riesce a trasmettere simpatia al suo personaggio. La vera sorpresa è Gazzè, piacevole e divertente senza aprire bocca. Consiglio a chiunque non solo il film ma anche qualsiasi concerto di Rocco Papaleo, cantautore davvero intelligente.

Travis76 12/04/10 23:26 - 28 commenti

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4 amici con la passione per la musica decidono di intraprendere il viaggio della vita, attraversando a piedi, dal Tirreno allo Ionio, la propria regione, per partecipare a un importante festival locale. Dopo 10 giorni avventurosi immersi nei paesaggi locali, finalmente raggiungeranno il palco della propria esistenza. Gradevole esordio autobiografico del bravo Papaleo che ci racconta la propria terra ingiustamente dimenticata (“…la Basilicata è come Dio, ci credi o non ci credi”) con sguardo sincero e affettuoso, con un cast adeguato e buona musica.
MEMORABILE: L'arrivo dei briganti a cavallo... col casco.

Cif 22/05/10 13:00 - 272 commenti

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Un film semplice, un viaggio catartico e di maturazione di un gruppo di giovani (ma nemmeno troppo) lucani, che attraverso il contatto con la loro terra, coast to coast e rigorosamente a piedi, cercano di chiudere i conti con il passato e la vita. Per uscire dalla zona d'ombra. In bilico tra zingarate e storie di eterni ragazzotti (in stile primo Pieraccioni per intenderci). Mezzo punto in più per l'originalità dell'ambientazione e dei luoghi. Dall'amore di Papaleo per la sua terra, bellissime "cartoline" dalla Basilicata. Tre pallini.
MEMORABILE: Gran bella colonna sonora. Bravi Max Gazzè e Gassman, in un ruolo da mattatore. Ovviamente il più bravo di tutti è Rocco Papaleo.

Ilcassiere 11/07/10 18:18 - 283 commenti

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Esordio originale per Papaleo che dirige questa semplice ma piacevole commedia in cui i quattro protagonisti, con una gran voglia di evasione dalla quotidianità della vita di paese, colgono l'occasione di un festival dove dovranno suonare per intraprendere un goliardico viaggio che li porterà ad attraversare la Basilicata a piedi da una costa all'altra. La musica funge da colonna portante del viaggio. Bravi gli attori, solo la Mezzogiorno non brilla. Ottimo Gazzè che, anche senza mai parlare, regala un'interpretazione ad alti livelli.
MEMORABILE: Frase memorabile? Il titolo.

Markus 17/07/10 17:47 - 3333 commenti

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Il simpatico Rocco Papaleo tenta la regia con questo strampalato road movie (si fa per dire) nella sua terra natia, ovverosia la Basilicata. Poche le innovazioni: la voglia di evasione, il sogno, la coralità tipica di un certo cinema semi-impegnato italiano, le abbiamo già viste in decine di film; il vero elemento di novità sarebbe perciò la Basilicata extra Matera ma, da quello che si scorge, potevano essere tranquillamente a pochi km da Roma. Opera prima parzialmente riuscita, vedremo la prossima. Funzionale Gassman.

Galbo 8/08/10 07:49 - 11453 commenti

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Road movie regionale, il film d'esordio alla regia dell'attore Rocco Papaleo è una commedia fortemente legata alla terra d'origine dell'artista che viene celebrata attraverso i suoi panorami aspri e selvaggi e le facce della sua gente. Pur mancando di una sceneggiatura organica (la sensazione è che più di una volta il cast sia ricorso all'improvvisazione), il film è gradevole anche per l'impegno di un cast valido e ben assortito e diretto dall'esordiente regista. Piacevole la colonna sonora.

Saintgifts 3/09/10 22:22 - 4098 commenti

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Ci sono momenti di grande divertimento, che riescono ad iniettare entusiasmo anche a chi è seduto e fa lo spettatore. Ci sono anche buone battute, non fini a se stesse, ma che aiutano a capire il carattere e l'intelligenza degli abitanti della Basilicata. Poi ci sono momenti di stanca riempiti dal paesaggio, forse da non togliere il fiato, ma di una bellezza che si scopre nel raccontarlo. Gli interpreti sono bravi, la Mezzogiorno troppo distaccata anche quando avrebbe dovuto sciogliersi e Gassman con qualche tic di troppo. Qualche scontatezza.

Bruce 20/12/10 17:25 - 1006 commenti

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Un viaggio fuori tempo. Si improvvisa secondo lo stile di Miles Davis e lungo il tragitto si scopre che non è importante la destinazione ma il percorso fatto insieme dai protagonisti. Originale progetto, totalmente fuori dagli schemi e per questo oggi assai apprezzabile. Bravi gli attori, con la piacevole sorpresa di Max Gazzè.

Luchi78 12/01/11 10:16 - 1521 commenti

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Ottima prima prova registica di Papaleo che, grazie al suo film, rende un tributo elegante e garbato alla sua terra di origine: bella la fotografia di Olmi e strategica la scelta delle suggestive location. L'idea del coast to coast è ben studiata ed originale, il racconto è a tratti un po' lento ma sempre gradevole. Nota di merito per Gassman e Gazzè.
MEMORABILE: "Abbiamo appena superato Latronico, paese gaudente, un po' libertino, tant'è che per dire vado a fare l'amore si può dire vado a Latronico..."

Tyus23 2/02/11 11:28 - 220 commenti

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Simpatico esordio alla regia per il bravo caratterista Rocco Papaleo in un film che si fa ricordare soprattutto per i bei paesaggi di una spesso poco considerata Basilicata e per l'affiatato gruppo di attori. Nel complesso un film gradevole anche se resta l'impressione che con qualche sforbiciata qua e là il film sarebbe stato più agile e godibile. Sorprendente il muto Gazzè e belle le musiche.

Pinhead80 24/10/11 00:00 - 4007 commenti

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La storia di un viaggio che sembra come tanti altri ma che in fondo non lo è. Questo perché ogni viaggio ha sapori, odori, umori differenti. Il film riesce a inquadrare molto bene questo tipo di status e lo fa sfruttando al massimo quelle che sono le caratteristiche degli attori. L'uso della musica è strumentale all'intreccio della/delle storia/e di ogni personaggio. Da un percorso fatto insieme (o da soli) se ne esce cambiati. Che poi sia in bene o in peggio non importa, il cambiamento c'è. Anche questo film lascia la stessa impressione.

Daniela 24/04/11 10:57 - 9661 commenti

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L'idea di partenza è carina, Papaleo è simpatico, Gassman nel suo ruolo ci sguazza, Gazzè è presenza muta e buffa... però, stringi stringi, resta davvero poco di questo on the road nostrano: è vero che il "basso profilo" è palesemente una scelta, ma comunque la sceneggiatura è moscia, inanella quadretti più o meno riusciti a passaggi di scarso interesse, la Basilicata resta tanto sullo sfondo che neppure si avverte, il personaggio della Mezzogiorno sa di posticcio, le canzoncine si dimenticano presto. Intenti lodevoli, riuscita così così.

Coyote 27/04/11 19:06 - 185 commenti

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Uno di quei film che, anche se non offrono nulla di straordinario, conquistano la simpatia dello spettatore. Soprattutto, l’operazione appare onesta: meno ammiccamenti e meno pretese rispetto (ad esempio) ai modelli di Salvatores. Alcune parti un po’ lente, ma cmantiene una certa leggerezza. Bravo Papaleo, che recupera un suo vecchio pezzo sulla Basilicata direttamente da Classe di ferro.

Tarabas 7/05/11 14:01 - 1721 commenti

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Come diceva Guccini, gli americani ci fregano perché certe cose in inglese suonano meglio. Wyoming coast to coast, da Cheyenne a Rock Springs. Tutta un'altra cosa, però il film è talmente onesto e ben interpretato, con Gazzè a là Harpo Marx, che gli si perdona il montaggio stile Intervallo (manca solo la musichetta) e alcuni siparietti che proprio non funzionano (il "brigante"). Notevoli alcune canzoni. Per una volta un film italiano un po'diverso, per una volta meglio la Basilicata del Kansas City.
MEMORABILE: L'inizio con Dio che dichiara di credere nella Basilicata.

Domino86 15/05/11 10:59 - 557 commenti

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La pellicola tutto sommato non è poi male. L'idea del viaggio su strada (seppur assai breve in questo caso) è sempre un tema affascinante e accompagnato da significati. Un modo per scoprire e conoscere meglio il territorio lucano: molto bello e forse poco conosciuto. Alcune parti del film abbassano lo standard.

B. Legnani 30/05/11 21:59 - 4790 commenti

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Simpatica scorribanda lucana (**), che funziona quando non si prende troppo sul serio e vede in primo piano o Rocco Papaleo o Vittoria Mezzogiorno. Qua e là qualcosa è un troppo forzoso e prevedibile (il parlare di Gazzè, più che telefonato, è addirittura annunciato da squilli di tromba), ma il tutto conserva una certa simpatia. Caruccio.

Ishiwara 28/08/11 16:33 - 214 commenti

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L'originalità dell'idea è da apprezzare. Il quartetto di protagonisti è ben assortito, un po' meno i comprimari. Musicalmente non va oltre il grazioso, ma almeno cerca di non essere banale. Buoni spunti ed ottimi propositi, ma il film non funziona del tutto purtroppo. Alcuni momenti riusciti mescolati ad altri un po' piatti (che ci potrebbero stare) fino a picchi eccessivi e stonati (come l'incidente d'auto). Discontinuo per essere avvincente, rimane comunque gradevole e degno di una visione. Soggetto buono, sceneggiatura mediocre. Peccato...

Nancy 16/09/11 13:36 - 774 commenti

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Papaleo, nel suo omaggio alla Lucania, ci mostra come si possa realizzare un buon film senza andare a scovare chissà quali idee. Il cast è ben diretto, i personaggi si sviluppano senza sbavature in un (breve) viaggio da Maratea a Scanzano Ionico che ne mostrerà le virtù e i vizi. La sceneggiatura ha qualche buco, perdonabilissimo, qua e là, ma si regge bene e rende il film scorrevole dall'inizio al finale con sorpresa. Migliore del cast la Mezzogiorno, nota per l'esordio di Max Gazzé, di cui si sente l'effetto positivo nella colonna sonora.
MEMORABILE: I briganti; l'aneddoto raccontato dalla Mezzogiorno a Gazzé su Babbo Natale; "Io la Basilicata l'ho vista, era notte: diciamo che l'ho intravista".

Jandileida 10/10/11 22:24 - 1277 commenti

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Qualcuno dovrebbe dire a Papaleo che ormai il Belgio è suo: difficilmente mi è capitato di sentire la gente ridere cosi di gusto in una sala stracolma. E Rocco in effetti, con la sua formula semplice ma molto sincera e la sua aria trasognata, è riuscito a conquistare anche me. Il film è divertente, il cast affiatatissimo (Gassman mi ha fatto parecchio divertire) e la storia riesce anche a non essere banale (se non in alcuni momenti meno riusciti). Certo dal punto di vista tecnico non c'è proprio nulla di eccezionale, ma stavolta si puo anche sorvolare.
MEMORABILE: "Ao' a Franco, se te sistemi co' 'a fija dell'onorevole ricordate dell'amici".

Macguffin 11/10/11 17:03 - 124 commenti

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Di questo film ricorderò sicuramente l'azzeccata idea di partenza, la particolare ambientazione lucana, i quattro protagonisti maschili (riuscito assortimento di... "diversamente vincenti") ed il bel finale nella deserta piazza notturna. Non è poco, ma nient'altro: sì, il clima generale (tra musica e schermaglie sentimentali) è simpatico, ma nello svolgimento della vicenda la sceneggiatura non riesce a proporre nulla di memorabile, anzi paga qualche banalità e scontatezza. Poteva lasciare un segno ben diverso.

Nando 7/11/11 15:42 - 3496 commenti

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Road movie in salsa lucana di quattro squinternati musicisti ed una giornalista ribelle ma figlia di papà. Location interessanti e qualche discreto pezzo musicale, ma lo sviluppo narrativo è scolastico e le vicende totalmente slegate tra loro (anzi, trasudano improvvisazione). Validi gli interpreti maschili con un Gassman a suo agio, mentre la Mezzogiorno è monocorde.
MEMORABILE: I versi di Gassman durante il festival Jazz e Anguria.

Piero68 12/12/11 08:59 - 2784 commenti

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Opera prima di Papaleo alla regia, tutto sommato abbastanza deludente. Intanto la sceneggiatura sembra piuttosto risibile se si esclude la "pubblicizzazione" della terra di Lucania. Per essere un road movie è anche fin troppo statico. Ma è la scelta del cast che secondo me inficia una buona idea di partenza. Briguglia lascia alquanto a desiderare, ma anche la Mezzogiorno e Gassman sembrano mal diretti. La scelta di Gazzè poi risulta ruffiana e commerciale. È una moda ormai ospitare cantanti in commedie: Tricarico, Caparezza...

Cloack 77 7/06/12 11:17 - 547 commenti

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Papaleo non esagera; nulla di straordinario, ma perfettamente ordinario, mai banale, mai superficiale con un tocco leggero leggero giunge a un finale adeguato e merita solo elogi. Certo, si può migliorare, si potrebbe ambire a un livello superiore, si potrebbe evitare di creare un personaggio come quello di Max Gazzè senza uno sviluppo necessario che non sia la storiella da due minuti, ma lasciarsi andare sulle note finali è un piacere che non mi aspettavo.

Fabiorossi 23/12/12 21:50 - 67 commenti

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Surreale e a volte grottesco, il film di Rocco Papaleo che lo ha consacrato regista nel 2010, può essere considerato un piccolo gioiello della cinematografia contemporanea. La storia di quattro amici musicisti che se ne vanno in giro a piedi per la Basilicata è l’espediente per raccontare scelte esistenziali: un viaggio fuori ma soprattutto dentro ognuno di loro. Sobria ma sorprendente l’interpretazione di un Max Gazzè “muto”, sempre piacevole il Rocco Papaleo che tutti conosciamo, questa volta anche come musicista, vero.
MEMORABILE: Io credo nella Basilicata, l'ho vista... era notte... diciamo che l'ho intravista.

Mco 19/06/13 17:19 - 2159 commenti

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Quando la poesia si fa musica e i paesaggi si fondono con le note. La distanza è lunga, se percorsa a piedi, per abbracciare lo Jonio dopo aver lasciato il Tirreno, ma permette di trovare l'essenza ultima che (vive e) sostanzia realmente (in) ognuno di noi. Il cast è ben assortito e Gazzè regala una prova di silenzi che si fanno espressioni, colpendo la Mezzogiorno (e non solo). Cinema italiano che deve essere veduto anche e soprattutto all'estero, al fine di mostrare un'anima che spesso (ci) viene negata. Acme il concerto per pochi eletti.
MEMORABILE: Gli irresistibili "gnummaridd"...

Qpossum 2/11/13 13:15 - 37 commenti

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Il titolo è geniale, il film assai meno, ma è simpatico e diverte. Schema da road movie, con protagonisti alle prese con sé stessi e la varia umanità in cui si imbatteranno. Il tutto non è male ma nemmeno esaltante, anche perché Papaleo fa praticamente tutto e anche se ha talento gli manca forse l'esperienza (ci sono parecchie facilonerie); per di più, man mano che il film procede si rende sempre più evidente il substrato da "spot" pro-Lucania. La cosa ci sta, ma poteva magari essere resa meno palese. Il cast centrale funziona molto bene.
MEMORABILE: Il bell'omaggio a Carlo Levi.

Disorder 5/11/13 16:23 - 1410 commenti

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Sarebbe andato bene come corto o mediometraggio pubblicitario per la regione Basilicata (oggi ormai meta cosiddetta trendy, fino a qualche anno fa abbastanza sconosciuta), ma come film è veramente debole. L'idea del road-movie a piedi sull'Appennino Lucano è buona, le location ottime, ma a non funzionare sono le storielle di contorno, che paiono posticce e abbozzate. Il personaggio della Mezzogiorno, poi, dà letteralmente sui nervi. Non esalta, ma si lascia comunque vedere.

Paulaster 9/01/14 10:03 - 2871 commenti

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Il pregio di Papaleo è cercare di far commedia senza dover far ridere a tutti i costi. Dialoghi che puntano anche a dir qualcosa e collante musicale di apprezzato genere jazz. Il viaggio inteso come esperienza vive della buona alchimia dei maschietti (Gassman ha i numeri, Gazzè bravo nel suo mutismo) e su scorci lucani che potevano essere proposti meglio. Note stonate l'interpretazione della Mezzogiorno, che fa di tutto per affossare l'umore, il ruolo del brigante e la conclusione pasticciata.

Furetto60 9/01/14 09:03 - 1129 commenti

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Un film on the road semplice e rustico come la terra in cui si svolge, tanta musica e quindi, inevitabilmente, qualche tocco poetico, accenni di sana cialtroneria, vita vissuta e vita presa alla leggera, delusioni e speranze nuove, un pizzico di follia. E’ buono il debutto di Papaleo così come la prova del cast nel quale, personalmente, ho preferito la prova della Mezzogiorno.
MEMORABILE: Il paese pieno di belle ragazze...

Rambo90 7/03/14 00:45 - 6442 commenti

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Lodato dalla critica ma a conti fatti non troppo interessante, anche se godibile. Il difetto sta nella mancanza di avvenimenti, perché al di là dello spunto simpatico e divertente succede ben poco, durante il viaggio a piedi dei protagonisti. Così ci si affida alla bravura degli interpreti: i migliori Gassman e la Mezzogiorno, ma anche Papaleo, Briguglia e l'inedito Gazzè riescono carismatici. Simpatico anche il finale, ma davvero poco da raccontare, ed è la sceneggiatura la pecca principale più che la regia inesperta.

Grifun 12/05/14 16:14 - 24 commenti

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Papaleo esordisce come regista con un road-movie che vuole essere anche un omaggio (o uno spot) alla sua terra di origine, appunto la Basilicata. Le location purtroppo non rimangono impresse nella mente, ma il film risulta comunque discreto soprattutto grazie alla caratterizzazione degli strambi personaggi e ad alcuni momenti spassosi. Il "muto" Max Gazzè svetta su tutti (bellissima la sua "Mentre dormi").

Stelio 10/05/14 15:58 - 384 commenti

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Grande esordio di Papaleo alla regia, tra caratterizzazioni notevoli, paesaggi davvero suggestivi e un'idea di fondo azzeccatissima. Il film tiene fino alla fine, la storia è limitata ma la scelta è piuttosto evidente; non è un film che vuole raccontare intrecci chissà quanto articolati ma che prova a comunicare un'esperienza non priva di elementi comici. E ci riesce pienamente.

Neapolis 30/07/14 17:20 - 175 commenti

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Si sente il profumo e il sapore del pane e frittata che sponza, dei gnummaridd e dei peperoni cruschi, in questo road movie casareccio. L'idea partorisce dal doveroso omaggio che Rocco Papaleo ha voluto fare alla sua terra e in effetti il film riesce a riflettere in pieno la natura del territorio. Splendido il passaggio tra i "palanchi" di Aliano e l'omaggio a Carlo Levi nella casa dove fu confinato, con bagno del terrazzo con "Aglianico del Vulture" rigorosamente DOC. Diventerà un cult.

Ultimo 25/11/15 10:24 - 1386 commenti

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Si guarda con piacere e se ne apprezza sopratutto l'originalità: una traversata a piedi della Basilicata da costa a costa, chiaro messaggio d'amore del regista (all'esordio) e protagonista Papaleo per la sua terra natia. Buono anche il resto del cast, specie Gassman e un inaspettato Gazzè. Il più grande limite del film sta in una sceneggiatura ridotta all'osso, il che comporta molti momenti "fermi" e parecchia (talora eccessiva) improvvisazione. Non male, nel complesso.

Hanon 2/03/16 08:41 - 27 commenti

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Opera prima di Rocco Papaleo come regista, un insolito road movie che nasce da un'ottima idea sfruttata solo in parte. Forse ci si poteva concentrare maggiormente sulla storia piuttosto che sulla sponsorizzazione del territorio lucano. Tutto sommato però il film intrattiene grazie ad alcune buone caratterizzazioni e ad altrettanto buone interpretazioni.

Lou 11/02/16 00:26 - 985 commenti

I gusti di Lou

Opera prima di Papaleo regista, che celebra la sua terra con un film originale, in cui la spontaneità è l'elemento caratterizzante. Il percorso a piedi tra la costa tirrenica e quella ionica di un gruppo di amici, stranamente assortiti e alla ricerca di se stessi, è l'occasione per raccontare una regione spesso dimenticata, descritta attraverso lo spirito e la mentalitá della gente che la abita. Il vero percorso è quello interiore dei protagonisti, nel tentativo di superare delusioni e smarrimenti. Discontinuo, ma fresco e piacevole.

Parsifal68 24/08/16 22:18 - 607 commenti

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Un road movie che è simbolicamente un viaggio virile verso un miraggio così vicino ma, in fondo, anche così lontano. E tra (poche) vicende arrabattate e qualche spunto delizioso, si compie facendo riscoprire a questo variegato gruppo di squinternati musicisti il senso dell'improvvisazione e il gusto della libertà.

Hackett 16/01/17 18:26 - 1748 commenti

I gusti di Hackett

Sorprendente debutto alla regia di Rocco Papaleo, che dopo una carriera più da spalla che da protagonista, si butta in questa avventura on the road quasi senza paracadute, ma cade dolcemente. Infatti, se si possono fare appunti alla sceneggiatura abbastanza sommaria, non si può negare che il film funzioni e che sia trattato con una certa delicatezza e riguardo per i suoi personaggi. L' affiatamento tra il ristretto gruppo di attori è evidente e rappresenta il valore aggiunto di una pellicola comunque buona.

Minitina80 8/09/17 12:08 - 2404 commenti

I gusti di Minitina80

Una traversata inusuale quella della Basilicata, in piccolo, ma alle cui però minute dimensioni fa da contraltare un viaggio di ricerca interiore e di evasione che non ha confini. Si concentra, infatti, più sulle sensazioni da trasmettere che su vere e proprie scene costruite su testo. Gli interpreti se la cavano bene un po’ tutti: Gassman è spontaneo e tiene bene la scena, mentre Papaleo ci mette tutto sé stesso dimostrando di crederci veramente. Un film da sentire con l’anima più che da giudicare con spirito critico sul piano tecnico.

Capannelle 6/01/18 15:00 - 3746 commenti

I gusti di Capannelle

Il tono strampalato di questa scampagnata è quello che colpisce il pubblico, nel bene e nel male. Certe scelte, dal Gazzè muto al Gassman brillantone, risultano azzeccate e nel girato c'è sufficiente genuinità nonostante la tematica fosse ad alto rischio di tarallucci e vino. D'altro canto alcune sequenze sono palesemente giocate al ribasso e come regia non si può additarlo a esempio. Lo stesso dicasi per la fotografia (eccetto una panoramica sulle colline annuvolate), ma va detto che il non puntare su paesaggi da cartolina è un punto a suo favore.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Cotola • 6/05/11 23:18
    Consigliere avanzato - 3646 interventi
    1 David di Donatello:

    Miglior esordio registico


    Il film sarà anche carino, ma se questo è il
    miglior esordio italiano dell'anno...il cinema
    italiano è messo abbastanza male. E purtroppo
    credo sia proprio così (a parte i soliti nomi).
  • Discussione Zender • 7/05/11 09:36
    Consigliere - 43744 interventi
    Bisogna anche vedere contro chi se la giocava...
  • Homevideo Gestarsh99 • 23/10/11 21:08
    Scrivano - 15116 interventi
    Disponibile in edizione Blu-Ray Disc (+ dvd) per Eagle Pictures:

    DATI TECNICI

    * Formato video 1,85:1 Anamorfico 1080p
    * Formato audio 5.1 DTS HD: Italiano
    Dolby TrueHD 5.1: Italiano
    * Sottotitoli Italiano NU
    * Extra Film versione cinematografica (105 min.)
    Film versione Worlwide (97 min.)
    Post Scriptum: un filmato esclusivo e poetico di 23 minuti, girato da Rocco Papaleo sulla gente della Lucania
    Speciale Dietro le quinte (55 min.)
    Interviste (24 min.)
    Trailer
    Ultima modifica: 6/08/16 17:57 da Zender
  • Homevideo Ruber • 6/08/16 16:53
    Compilatore d’emergenza - 9009 interventi
    Anche qui non si capisce il tipo di operazione commerciale, dando br + dvd non ha proprio senso. I distributori stanno prprio alla frutta se propongono tali cose.
  • Homevideo Zender • 6/08/16 17:58
    Consigliere - 43744 interventi
    Sì, basta non segnalarlo per ogni film che esce in dvd e bluray, che sono tantissimi. Evidentemente a loro non costa niente farlo e sperano di beccare qualche acquirente in più, tutto qui.