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TITOLO INSERITO IL GIORNO 14/02/17 DAL BENEMERITO CAPANNELLE
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Capannelle 14/02/17 14:28 - 3913 commenti

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Tratto da una pièce teatrale, con il problemino di durare oltre due ore, è incentrato sulla figura del pater familias dei Maxson e sul suo rapportarsi con la famiglia nel giardino di casa all'interno di un recinto non solo fisico. Non vuole essere drammatico, la questione razziale è usata con intelligenza ma alcuni monologhi sono comunque ostici, vuoi per la lunghezza vuoi per lo slang. Ha il grosso merito di proporre attori in gran spolvero (da Oscar?) che danno corpo a personaggi di buon spessore. Ottima la fotografia.

Saintgifts 20/04/17 20:58 - 4098 commenti

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Un limite di questa pièce, che vede in campo ottimi interpreti, è la direzione di Washington, che esprime il meglio quando dirige solamente e non recita. Si rende troppo ingombrante; il suo personaggio è principale, d'accordo, però la sua presenza pesa (il meglio infatti lo si ha nel finale). La durata eccessiva è l'altra pecca: difficile resistere, specie nella prima parte quando ben poco succede e la montagna di parole arriva a sommergere senza troppo interessare. La scenografia è ben costruita e i dettagli curati. Viola Davis su tutti.
MEMORABILE: Fratello e sorella cantano "A dog named blue" seduti sui gradini di casa.

Galbo 7/05/17 07:24 - 11672 commenti

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Le barriere del titolo sono quelle razziali e quelle che dividono i componenti della famiglia del protagonista. L'origine teatrale dell'opera è chiaramente evidente e si avverte la mancanza di un "progetto" cinematografico autonomo. La stessa regia di Washington non brilla per personalità e si limita ad "assecondare"la vicenda. Il Washington attore è invece autore di una prestazione impeccabile mostrando peraltro un notevole affiatamento con la sua partner Viola Davis, con la quale peraltro ha interpretato anche la versione teatrale.

Nando 29/09/17 16:20 - 3572 commenti

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Una pellicola di chiara impostazione teatrale ricca di dialoghi e riflessioni che offre uno spaccato sull'America nera e proletaria degli Anni 50. Un padre padrone, donnaiolo e incline al gin, con una famiglia sottomessa ma pronta alla ribellione. La seconda parte mostra più colpi di scena e arricchisce la narrazione. Ottimi Washington e la Davis, commovente Williamson, il Bubba di antica memoria.

Lou 9/10/20 13:31 - 1042 commenti

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I lunghi monologhi di Troy, che vale la pena ascoltare in lingua originale per cogliere la marcata cadenza afroamericana, sono efficaci ma impegnativi per lo spettatore, a cui è richiesto uno sforzo per apprezzare appieno un film di chiara impostazione teatrale, di lunga durata e totalmente privo di dinamicità. Ottima prova d'attore di Washington e della Davis.

Gottardi 27/07/21 11:28 - 126 commenti

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Poderoso ritratto di uomo di colore dal carattere sfaccettato e complesso e della sua famiglia negli anni 50. Egli, pur animato di buone intenzioni, non fa che porre barriere che porta dentro sé, e barriere che vede nella società da cui non sa affrancarsi se non fuori dalla famiglia. Film da camera o, in questo caso, da cortile, verte interamente sulle capaci spalle di Washington e della Davis e sui bei dialoghi serrati. Appassionante per tre quarti della durata, alla fine cede un poco verso il melò e nel dare un giudizio finale, ma rimane un bell’esempio di cinema e di recitazione.
MEMORABILE: La lite tra padre e figlio; Il confronto tra Washington e la Davis sulla storia del loro matrimonio.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Zender • 28/02/17 14:25
    Consigliere - 44760 interventi
    Oscar 2017 come miglior attrice non protagonista (Viola Davis)