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TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/03/07 DAL BENEMERITO STUBBY
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Stubby 1/03/07 20:11 - 1147 commenti

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Molto bello sia sul piano strutturale che su quello puramente visivo. Una bella storia di denuncia contro l'abuso dell'uomo bianco nei confronti dei pellerossa, ma anche una bella storia di amicizia fraterna tra uomini di cultura e razza diversa. Bellissimi i passaggi in cui Costner insegna agli indiani qualcosa del suo mondo, ma anche quando li avvisa dell'arrivo dei bisonti. Tutto fila via liscio fino al tragico finale. Stupendi i paesaggi.

Magnetti 14/04/07 21:05 - 1103 commenti

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Filmone. Quasi una epopea, che fluttua nei grandi spazi americani ai margini della guerra di seccessione. Il soldato John Dunbar viene assegnato a uno degli ultimi avamposti raggiunti dalla corsa verso il west, al confine coi territori indiani. Si fondono bene aspetti paesaggistici e rappresentazione della psicologia di un uomo solo che deve ritrovare tutti i giorni un motivo per non mollare. Poi c'è l'arrivo degli indiani accolti insieme con sospetto misto a benevolenza. Pioggia infinita di premi, assolutamente meritati.

Puppigallo 23/05/07 18:25 - 4524 commenti

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La migliore e più credibile descrizione del fiero popolo dei Sioux che io abbia mai visto. Un film avvincente, a tratti quasi poetico, che può contare su immagini di rara potenza visiva e su ottimi interpreti. Esercita un tale fascino da non rendersi conto del tempo che passa (e non è poco). Gli unici momenti un po’ troppo costruiti sono quelli tra Costner e l’americana adottata dagli indiani, che sembra messa lì proprio per lui (anche se il suo nome – Alzata con pugno - è notevole). Segnalo: il lupo 2 calzini, tatanca, lo zucchero, i pony, la caccia, per sempre mio amico. Grande film.
MEMORABILE: La scena col maggiore che deve firmare il lasciapassare a Costner (pochi minuti, per un'interpretazione da Oscar).

Galbo 10/01/08 15:54 - 11447 commenti

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Ottimo esordio alla regia di Kevin Costner che costruisce una storia epica di grande respiro degna erede del western classico ma girato con una sensibilità moderna. La vicenda del tenente Dunbar che si unisce ad una tribù di Sioux è un pregevole western, ben scritto, diretto ed interpretato (che non annoia mai nonostante la non indifferente lunghezza) che parla di rispetto per la natura e gli animali, di tolleranza tra gli uomini e di amore. Bellissima la fotografia.

Capannelle 4/05/08 15:17 - 3742 commenti

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Applausi meritati per Costner sia alla regia che come attore. Una storia raccontata col giusto pathos e senza eccedere in paternalismi, dove i temi paesaggistici e dell'incontro tra culture diverse sono descritti con i giusti tempi di ripresa e bellissime musiche. Dunbar è da godersi sia quando è solo nell'avamposto, sia una volta accolto nella tribù indiana. Degna spalla è l'attore Graham Greene che impersona Uccello scalciante.

Scarlett 9/07/08 00:24 - 307 commenti

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Indubbiamemente ottimo. Una ricercatezza nei particolari ed una preparazione notevole che regala un quadro perfetto della storia di un popolo. Splendide le immagini, cast preparato e credibile. Unica perplessità la donna bianca che fa parte della tribù e le scene finali, poco verosimili e forzate.
MEMORABILE: La caccia ai "Tatanka".

Supercruel 21/08/08 17:33 - 498 commenti

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Meraviglioso affresco del fiero popolo Sioux, descritto all'interno di un kolossal epico praticamente perfetto. Nonostante l'azione sia relativamente poca, non c'è mai un momento di stanca, complice una regia in grado di valorizzare le meravigliose location e un sapiente utilizzo dell'ironia quando serve (vedasi la simpatica goffaggine di Dunbar in talune situazioni). Maestose le scene di massa, in particolar modo la caccia ai bufali. Da vedere e rivedere, in barba al debordante minutaggio che spesso frena il pubblico.

Ciavazzaro 2/10/08 15:34 - 4766 commenti

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Un bravo Kevin Costner (anche regista) in un ottimo esempio di moderno western che prende in un certo senso le difese degli indiani sioux. Costner non è male neanche come attore. L'unica pecca del film è l'essere un po' troppo lungo (in vhs uscì diviso in due parti).

Pigro 7/12/08 10:51 - 7904 commenti

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Ufficiale dell'esercito diventa Sioux. Un gran bel film sulla trasformazione esistenziale di un uomo a contatto con un diverso ritmo della vita e una diversa cultura. Raccontata da un'altra angolazione, nella ristrettezza dell'angolo di visuale proposto (l'avamposto e la tribù), la vicenda epocale e mitica che fa da sfondo assume tutt'altro rilievo: quello non della nascita di una nazione, ma della distruzione di equilibri secolari e esistenziali. Bravo Costner sia come attore che come regista nel saper dosare scene d'azione e rapiti silenzi.

Cotola 15/03/09 18:45 - 7607 commenti

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Straordinario esordio dietro la mdp di Kevin Kostner che sceglie di dirigere un film western (genere ormai desueto ed in pieno declino) dalla parte degli indiani. Lo fa con risultati davvero notevoli: la pellicola, infatti, emoziona moltissimo ed il coinvolgimento cresce sempre più col passare dei minuti e la regia è già matura. Splendide le immagini il cui impatto emotivo rischia fortemente di essere smorzato in tv. Enorme il debito di riconoscenza nei confronti de La tortura della freccia di Samuel Fuller cui lo legano tanti elementi.

Tarabas 1/05/09 23:54 - 1717 commenti

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Una giacca blu finita in un avamposto entra in contatto con una tribù Lakota, se ne guadagna la fiducia e alla fine si unisce a loro, accettandone il modo di vivere e condividendone il destino. Con intento documentaristico (la ricostruzione è accuratissima e i dialoghi sono in Lakota, sottotitolati), Costner gira un western atipico, epico e gigantesco: per durata (4 ore), messa in scena, fotografia (i paesaggi). Più profondo e non ideologico (alla Soldato Blu), narra un confronto inevitabile tra culture dal punto di vista di un antieroe dalla faccia onesta.

Caesars 5/05/09 11:29 - 2763 commenti

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A modesto avviso dello scrivente l'esordio registico di Kevin Costner, pur non disprezzabile, è ampiamente sopravvalutato. Mi è sempre parso un "cocktail" di altri celebri e ben migliori pellicole (Piccolo grande uomo, Soldato blu, Un uomo chiamato cavallo), inoltre anche la sua eccessiva lunghezza nuoce alla riuscita complessiva del film. Ben lontano comunque dall'essere un brutto film, non mi pare quindi quel grande lavoro che tanto pubblico ma anche tanta critica ha acclamato. Forse sbaglio io ma non si va oltre al "non male".

Saintgifts 7/05/09 12:25 - 4098 commenti

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Il film è quasi perfetto. Quello che viene messo in evidenza maggiormente sono la cultura, l'onestà, la forza morale e il rispetto verso la natura e l'uomo che dimostrano i nativi americani, rispetto al "civile" e civilizzato uomo bianco. Purtroppo è quest'ultimo a vincere e proprio in virtù del suo comportamento e del suo modo di concepire la vita. Costner sforna un film che ha tantissimi e titolati predecessori, ma che riesce ad avvincere ripetendo, nel giusto modo, quello che era già in nostra conoscenza. Tutto molto ben dosato.
MEMORABILE: Il primo incontro con Uccello Scalciante: molto umano e fuori dagli stereotipi.

124c 1/10/09 16:15 - 2778 commenti

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Kevin Costner, con questo film, nel 1990, dimostrò che non il solo Clint Eastwood poteva girare un western riscontrando ancora un buon successo di pubblico. Lo stile è da western americano, mentre Eastwood è sempre stato molto "italiano". Kevin Costner aveva già girato un western, cinque anni prima, Silverado di Kasdan, ma non era il protagonista. In "Balla coi lupi", invece, non è solo protagonista ma anche regista e produttore. Il film è pro-indiani, dura tre ore, ma è bellissimo.
MEMORABILE: Le discussioni davanti al fuoco fra il tenente Dumbar e gli indiani, fumando il calumet della pace. Senza dimenticare il lupo Due calzini.

Lovejoy 24/12/09 14:43 - 1824 commenti

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Decisamente sopravvalutato. Non propriamente un western, sopratutto nella prima parte, ma contiene almeno una sequenza memorabile, quella della caccia ai bisonti. Il resto, è una gran fatica seguirlo. Vuoi per la parte parlata in lingua indiana e vuoi per la durata, sicuramente eccessiva. Cast non particolarmente eccelso. Non un capolavoro.

Matalo! 22/12/09 19:26 - 1368 commenti

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Che dire? Grande nelle location, riprese con whitmaniana virulenza ma decisamente un film buonista: sì, perché per pareggiare i conti con la storia Costner ci propone gli indiani più buoni della storia del cinema, senza melassa ma manichei. Un film americano al 100%, con il buono e il cattivo della propria tradizione ma assolutamente non contro la tradizione. Epico ma privo di cattiveria, intento a dimostrare la bontà dell'uomo bianco anche quando si spoglia delle sue divise.

Piero68 27/04/10 13:42 - 2780 commenti

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Anche se nel 70 uscì Soldato blu, "Balla coi lupi" può sicuramente essere considerato il primo vero film a favore dei nativi americani. Ma anche se il film può contare su una bellissima fotografia e su di una sapiente regia, trovo che la sceneggiatura presenti delle pecche e/o forzature. Dei veri e propri plot-hole consapevolmente voluti e necessari per lo svolgimento della storia. Come ad esempio l'indisciplina dei soldati o il trattamento riservato a Dumbar d'acchitto. E questo secondo me vanifica di molto il buon lavoro portato avanti da Costner e co.

Hackett 18/05/10 07:51 - 1743 commenti

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Capolavoro di Costner, "Balla coi lupi" è il film che ha dato all'attore-regista americano le chiavi di Hollywood. La storia di fondo non è originale ma il film è ben girato, scritto e recitato, diretto con mano sicura (nonostante fosse un esordio) e mai fuori dai binari. La pellicola costituì anche un eccellente rilancio per il genere western, per molto boicottato dagli studios. Sfida vinta per Kevin che non bisserà (pur con le migliori intenzioni) mai questo meritato successo. Da non perdere.

Disorder 25/06/10 13:12 - 1410 commenti

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Davvero stupendo. C'è più dramma che western, nel raccontare lo sterminio sistematico dei nativi americani da parte dei coloni europei. Ma è anche una storia di formazione, un racconto che ancora oggi fà riflettere sul fatto che tutto è relativo, sul fatto che alla base delle guerre c'è proprio la mancanza di volontà di conoscere il "diverso". Va detto che l'italianissimo Tex Willer questi concetti li portava avanti già da 40 anni, ma Costner è sicuramente il primo ad aver fatto un film così radicale (e bello) sull'argomento. Da vedere.

Markus 28/09/11 09:05 - 3329 commenti

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Film di cowboy di moderna concezione diretto da un Costner (carriera altalenate) particolarmente ispirato. Balla coi lupi si giova di un'ottima fotografia e una gran cura nei costumi; tuttavia l'estrema durata - a tratti sorniona, diciamolo - rende il film un polpettone di tre ore indigesto. All'epoca si parlò (sbagliando) di primo western dalla parte degli indiani, dimenticandosi del precedente - a parer mio meglio riuscito - Soldato blu. Ottimi incassi ed elogi da tutti, ma non da me; per questo Costner può dormire sonni tranquilli.

Von Leppe 6/09/11 11:31 - 1047 commenti

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Il film dimostra come in solitudine si possano imparare molte cose e studiare il comportamento di altre popolazioni, mentre in un ambiente come quello militare si cede alla violenza e all'ignoranza. C'è una presa di posizione in favore degli indiani (antico popolo usurpato) molto netta, ma forse non si va oltre (non vivo in america, ci saranno dei tabù sull'argomento). Simbolica la scena del vecchio indiano che mostra un antico elmo, delle prime orde di invasori. Bel film, molto convenzionale nel linguaggio e nelle musiche.

Raremirko 13/01/12 23:24 - 524 commenti

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Un capolavoro indiscutibile (peraltro un esordio) realizzato da un attore immenso che, dietro la mdp, bisserà favorevolmente con Terra di confine ma sbaglierà un po' con L'uomo del giorno dopo. Non c'è un'inquadratura sbagliata, una scena inutile, un dialogo fuori posto. Il film dà il meglio di sè nella versione integrale che sfiora i 220 minuti di durata. Ineguagliabile, tra i migliori western di sempre (e probabilmente anche il libro alla base ha i suoi meriti). Bravi tutti gli attori, McDonnel compresa (Donnie Darko). Un must; Avatar gli deve molto.
MEMORABILE: Il finale; Le scene con il lupo; L'epica sequenza con i 3300 bisonti; Le crudeltà dei soldati; La lingua originale degli indiani; La colonna sonora.

Il Gobbo 16/01/12 11:32 - 3011 commenti

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Mah. Sì, per amor di Manitù, grandi scenari, momenti di spettacolo, un buon aroma di cinema classico, figuriamoci. S'è visto di ben peggio. È che abbiamo sempre considerato Costner come un po' in deficit di carisma (rectius un pesce lesso), quindi costituzionalmente inadeguato all'epos che insegue, qui, lungamente. Troppo lungamente, fra l'altro: due balle coi lupi.

Delpiero89 12/05/13 18:17 - 263 commenti

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Che bellezza! Western atipico, lontano dai classici di John Ford e Howard Hawks, questo Balla coi Lupi di Kevin Costner (lode per la prima regia) è davvero un grande film. Svariando tra avventura, solitudine e amore le 3 ore di durata non sono per nulla indigeste come si potrebbe pensare. Paesaggi da favola, natura meravigliosa. Interessante l'immersione nel mondo Sioux con tanto di dialoghi in lingua originale. Grandissimo Kevin Costner a 360 gradi (regista e attore). Bella e intensa la colonna sonora. Applausi.
MEMORABILE: "Il tentativo di suicidio" iniziale; Due calzini; La danza intorno al fuoco; Uccello scalciante.

Fauno 7/10/13 21:29 - 1935 commenti

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Il particolare del diario è comune a 20000 leghe sotto i mari, ma se quello è un gran film, Balla coi lupi è semplicemente pietoso, ed è 7000 km sotto terra... A parte il bellissimo lupo, è un polpettone di tre ore e mezza con storie ultraritrite, lotte spesso fratricide e ben quattro scene di violenza gratuita e ripugnante sugli animali. Ritmo lentissimo e ridicoli i nomi degli indiani: visto che c'era Alzata di pugno potevano metterci anche Apertura di mano... sarebbe stato un ottimo ex-aequo. Di film così brutti ne ricordo pochi.
MEMORABILE: I soldati che fanno almeno 20 cilecche prima di compiere il più vile dei misfatti.

Mickes2 13/10/13 23:47 - 1668 commenti

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Film fintamente anti-hollywoodiano giunto nel posto giusto al momento giusto. Approccio facile, retorico, finanche ruffiano e prolisso in più di uno snodo, in tutta sincerità riporta sì in auge - a suo modo - una certa epica del western classico nonché un certo respiro smarrito da decenni, ma l’impatto emotivo s’inchioda sul simbolismo reiterato e la fratellanza tra popoli e la scoperta dello “straniero” dal cuore puro (e di riflesso il “mutamento”) appaiono francamente un po' troppo superficiali. Belle immagini, bello score. Comunque discreto.

Giacomovie 8/01/15 19:17 - 1354 commenti

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Appassionante western di concezione moderna frutto di un’intuizione di Kevin Costner, qui nella sua migliore interpretazione. È un’opera armoniosa in cui la durata non pesa e permette lo sviluppo di diverse sfumature narrative. Le scene sono di grande rilievo, con una forza realistica delle immagini tale da far sentire lo spettatore immerso nella natura. Il soggetto punta sulla fusione pacifica di due diverse culture e sull’evoluzione di un individuo che riscopre se stesso. Musiche di John Barry dall’ampio respiro quasi mahleriano.

Magi94 16/07/17 14:54 - 701 commenti

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Costner si lancia nella regia di un western revisionista pro-indiani, ma la rivoluzione della New Hollywood è passata da vent'anni esatti e questo si fa sentire. Per carità, buona regia, ottime ambientazioni ed eccellente la ricostruzione del villaggio indiano; insomma, non si può negare che sia un buon film, ma la storia sa un po' di già visto e un po' di stucchevole, facendo a tratti abbassare le palpebre. Non raggiunge di striscio la grandezza del lontano capolavoro di Arthur Penn.

Alex75 22/02/18 13:43 - 686 commenti

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Non è il primo western “dalla parte degli indiani” e nemmeno il più significativo. Va dato atto a Costner di aver reso l’intensità dello scambio tra Dunbar e i Sioux e gli va riconosciuta una notevole attenzione agli usi e alla cultura dei Nativi; eppure la problematicità che aveva reso dirompenti i western revisionisti di vent’anni prima risulta molto smorzata. Il minutaggio è eccessivo, ma non così pesante come si potrebbe pensare.
MEMORABILE: Il lupo “Due Calzini”; Il capo Dieci Orsi.

Rigoletto 3/10/18 08:44 - 1621 commenti

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Kevin Costner, al suo esordio registico, cerca in un colpo solo filotto, pallino e steola diabolica; onore al merito, il colpo riesce (anche se non pulitissimo) e porta a casa la partita, realizzando un western vecchio stampo dal sapore epico e rischiando moltissimo in un periodo nel quale il genere era in piena decadenza. Unica pecca la durata (quasi quattro ore), che il regista dimostra sì di saper gestire ma, forse, senza tenere conto che un film così lungo con non tantissimi dialoghi e molta narrazione diventa duro per lo spettatore.
MEMORABILE: Il cameo del compianto Charles Rocket.

Lou 5/10/18 17:31 - 981 commenti

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Kevin Costner esordisce alla regia con un western intimista e innovativo, seppur denso di stereotipi. I classici paesaggi spettacolari del west fanno da sfondo a una narrazione semplice ed epica al tempo stesso, con azioni intense alternate a momenti più riflessivi. L'effetto complessivo è coinvolgente, grazie a un esplicito ribaltamento dei ruoli. Lunghezza eccessiva.

Taxius 12/01/20 12:21 - 1651 commenti

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Il protagonista è un ufficiale dell'esercito che viene mandato in un avamposto dimenticato da Dio e che, poco a poco, stringerà un forte rapporto umano con la tribù indiana che lo circonda fino a diventare uno di loro. Costner nel doppio ruolo di attore e regista dipinge un bellissimo affresco di un mondo, quello della frontiera americana, destinato da lì a poco a diventare solo storia. Regia e sceneggiatura sono davvero notevoli e nonostante la lunga durata i tempi morti sono pochi. Unico neo il personaggio della McDonnell, davvero improbabile.

Paulaster 16/04/20 12:21 - 2863 commenti

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Tenente alla frontiera si unirà ai Sioux. Approccio western per un film che è d'avventura, con notevoli scene girate con gli animali in spazi aperti. Storia che difende le tradizioni indiane (ma ci sono anche gli indiani cattivi però) con i soldati americani stavolta dipinti come rozzi. Non un argomento nuovo ma un film girato abbastanza bene. Costner è il soldato che ogni azione che compie diventa eroica e riesce anche a sposare, guarda caso, l'unica donna bianca diventata indiana. Giusta la scelta dei sottotitoli per i dialoghi con la tribù.
MEMORABILE: I bisonti scuoiati; La caccia al bisonte; Il lupo ucciso; L'accettata nel petto.

Areknames 24/09/20 17:46 - 13 commenti

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In un'intervista durante le riprese Costner dice, ridendo sotto i baffi, che non sa ancora quale sia lo stile del film e se effettivamente ce ne sia davvero uno. Balla coi lupi trascende il discorso abusato della forma classica, è un film che sa alternare momenti più concitati - l'inizio - ad altri più meditativi. Ha dato il la al kolossal storico anni '90, al ritorno alla lunga durata (vedasi i successivi Braveheart, Il paziente inglese, Titanic) prima ancora che ravvivato brevemente il western. A distanza di anni rimane un film con un equilibrio magico, umano e coinvolgente.
MEMORABILE: La sequenza della caccia ai bufali.

Daniela 16/11/20 07:40 - 9631 commenti

I gusti di Daniela

Bella l'apertura: la cavalcata tra i due fronti ricorda certi racconti militari di Bierce, la scelta dell'eremitaggio evoca il cinema di frontiera, Quel che segue è il racconto anche troppo fluviale ma comunque ben impaginato ed interpretato di come un bianco riesca ad avvicinarsi sulla cultura indiana, instaurando un rapporto di reciproco rispetto. Forse sopravvalutato alla sua uscita sia per la tematica che per l'aver resuscitato un genere dato periodicamente per morto, un film comunque importante, con sequenze di grande impatto visivo, il migliore tra quelli diretti da Costner. 
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Hal 9000 • 11/02/10 01:40
    Galoppino - 73 interventi
    Premi (1991):

    Oscar:

    * Oscar al miglior film — Kevin Costner
    * Oscar al miglior regista — Kevin Costner
    * Oscar alla migliore sceneggiatura non originale — Michael Blake
    * Oscar alla migliore fotografia — Dean Semler
    * Oscar al miglior montaggio — Neil Travis
    * Oscar al miglior sonoro — Russell Williams II, Jeffrey Perkins, Bill W. Benton, e Gregory H. Watkins
    * Oscar alla migliore colonna sonora — John Barry.

    Golden Globe:

    * Golden Globe per il miglior film drammatico — Kevin Costner
    * Golden Globe per il miglior regista — Kevin Costner
    * Golden Globe per la migliore sceneggiatura — Michael Blake
  • Discussione Piero68 • 31/03/10 13:49
    Contatti col mondo - 234 interventi
    Nell'elenco del cast manca Wes Studi che in Balla coi lupi interpreta il ruolo del capo della banda indiana rivale (i Pawnee). In realtà raramente viene riportato il suo nome nel cast. Io però credo sia importante in quanto oltre ad essere la sua prima apparizione è anche la prima pellicola di una sua personalissima trilogia in cui interpreta la parte dell'indiano "cattivo". Segue nel 1992 la parte del traditore Magwa nel film "L'ultimo dei Mohicani", per concludere con l'interpretazione di Geronimo nell'omonimo film di Walter Hill del 1993.
    In realtà potrebbe essere considerata anche una quadrilogia visto che nel 1991 nel film "The Doors" recita una piccolissima parte vestendo sempre i panni di un indiano. Io però non la considererei in quanto nel film di Oliver Stone (anche in questo caso non riportato dalla maggioranza dei cast ufficiali), non recita la parte del guerriero "cattivo"
  • Homevideo Gestarsh99 • 29/10/11 20:18
    Scrivano - 15044 interventi
    Disponibile in edizione Blu-Ray Disc per Warner Home Video:

    DATI TECNICI

    * Formato video 2,35:1 Anamorfico 1080p
    * Formato audio 2.0 Stereo Dolby Digital: Italiano Spagnolo
    5.1 Dolby Digital: Inglese Ceco
    Dolby TrueHD 5.1: Inglese
    * Sottotitoli Italiano Inglese Spagnolo Portoghese Olandese Danese Svedese Norvegese Finlandese Islandese Ebraico Greco Rumeno Croato Sloveno Bulgaro Ungherese Lituano Lettone Estone Turco Ceco Tailandese
    Ultima modifica: 30/01/19 15:16 da Zender
  • Curiosità Buiomega71 • 6/07/15 17:18
    Pianificazione e progetti - 22095 interventi
    Direttamente dall'archivio privato di Buiomega71, il flanetto di Tv Sorrisi e Canzoni della Prima Visione Tv ("Lunedìfilm", lunedì 1 marzo 1993) di Balla coi lupi:

  • Discussione Cotola • 10/11/16 15:59
    Consigliere avanzato - 3642 interventi
    "Lacuna" del maestro o fa parte della fase dei papiri perduti?
    Ultima modifica: 10/11/16 16:00 da Cotola
  • Discussione Zender • 10/11/16 16:38
    Consigliere - 43724 interventi
    Cotola ebbe a dire:
    "Lacuna" del maestro o fa parte della fase dei papiri perduti?
    Lo vide con me al cinema Accademia di Venezia, ricordo ancora. Scrisse sull'Olivetti che Lupus K distrusse col suo famoso pulsante rosso. Bum.
  • Curiosità Buiomega71 • 3/12/17 10:56
    Pianificazione e progetti - 22095 interventi
    Direttamente dall'archivio privato di Buiomega71, il flano cinematografico di Balla coi lupi:

  • Musiche Alex75 • 9/04/18 17:08
    Call center Davinotti - 628 interventi
    Il tema di John Barry:
    https://www.youtube.com/watch?v=Hb4P0cZ0fkI
    Ultima modifica: 9/04/18 17:08 da Alex75
  • Homevideo Noncha17 • 30/01/19 14:00
    Magazziniere - 1073 interventi
    Dopo l'edizione con la "versione cinematografica", la Eagle il 13 marzo farà uscire quella con la stessa in DVD e la "long version" in Blu-ray!


    > Amazon
  • Discussione Piero68 • 20/01/20 15:46
    Contatti col mondo - 234 interventi
    Gugly ebbe a dire:
    alcune curiosità e rilevazioni sfiziose riprese dal sito www.bloopers.it

    Perché se Alzata Con Pugno ha vissuto con gli indiani da quando era una bimba, non ha una pettinatura come tutte le altre indiane?

    Quello che purtroppo molti considerano un film "che rende giustizia" agli indiani fa in realtà a pezzi storia, tradizioni e cultura dei pellerossa, per reinventare dei Sioux buoni, pacifici ed ecologisti, a uso e consumo dei sensi di colpa di *noi bianchi*. Parlo ovviamente di Balla coi lupi di Kevin Costner, che dopo il film è passato agli occhi dei Sioux dal ruolo di benefattore (quanti posti di lavoro come comparse..) a speculatore da appendere... al palo della tortura, visto che sulle Colline Nere voleva realizzare un casinò...
    Per tornare al film, ecco la serie di orrori storici e antropologici:
    1) Nella realtà i Pawnees furono le vittime, oggetto di una vera e propria pulizia etnica da parte dei Sioux. Ma la storia è capovolta, un po' per la forza del marchio "Sioux" nell'immaginario occidentale (furono l'ultima tribù sottomessa), un po' perchè il Pawnees, con le loro creste "punk" nel ruolo di buoni avrebbero stonato...
    2) Nel film un indiano regala il suo coltello all'amico bianco. Un gesto che nessun indiano avrebbe mai fatto, per la complessa simbologia legata nella cultura indiana proprio a quell'oggetto.
    3) Il buon tenente riporta la donna dalla prateria al villaggio. Nella realtà questo la avrebbe condannata a morte sicura, visto che per gli indiani il vuoto non esiste, la prateria è regno di spiriti e la donna che vi è rimasta da sola è sicuramente stata stregata da questi spiriti, diventando un'invasata, la Cerbiatta Bianca simbolo dell'incontinenza sessuale, quindi un pericolo per la stabilità della tribù, da eliminare senza esitazioni.
    4) Nel film i Sioux sembrano ispirati da una coscienza ecologista che è tutta nostra e loro non potevano avere. Semplicemente, ritenevano che gli spiriti controllassero ogni essere vivente, piante comprese, e che con gli spiriti occorresse fare i conti, anche quando si uccidevano animali o si tagliavano alberi.
    5) Curiosità in più, i Sioux erano legati alle Colline Nere dove sostenevano fosse spuntato dal sottosuolo il primo indiano nella notte dei tempi. Popolo nomade, in realtà erano lì solo da un secolo e mezzo, dopo aver spazzato via i Crow.

    Anacronismo: Durante i primi giorni di "soggiorno" nel fortino Kevin Costner, dopo aver fatto il bagno nel laghetto, sorprende un indiano a frugare tra le sue cose e per farlo fuggire lo insegue ancora nudo, dopodichè si vede un'inquadratura di lui da dietro. Beh, non so come la pensiate voi, ma io dubito fortemente che un soldato alla fine del diciottesimo secolo potesse avere il segno del costume!!!



    Anacronismo: Durante il primo tempo del film, si vedono + volte bottiglie di plastica con pure la data di scadenza scritta sopra al tappo.





    Storico: Nella scena in cui i ragazzi Sioux cercano di rubare il cavallo al soldato bianco, e poi falliscono e uno di loro cade da cavallo facendosi male, uno dei ragazzi dice al malcapitato che "quando lo verranno a sapere al campo, assaggerai la cinghia di tuo padre." Vale la pena di ricordare che i Sioux rimasero scandalizzati e costernati quando vennero a sapere che i bianchi picchiavano i loro bambini. I Sioux non lo facevano mai, preferivano educare i loro figli con l'esempio e con il dialogo. Anche in questa scena, dunque, si è persa la nozione delle vere usanze e della vera cultura di questo popolo

    Curiosità: Nella prima scena, in cui Costner è disteso su un lettino, praticamente morto, c'è un'inquadratura che punta ai suoi piedi. Qui si vedono due uomini che armeggiano con i suoi stivali: uno dei due è proprio Costner, mentre l'altro è il produttore del film!


    In effetti da un certo punto in poi il film assume contorni addirittura manichei: tutto ciò che fanno i nativi sioux è buono, tutto ciò che fanno i bianchi è cattivo.
    Ritengo però che tra le tue specifiche ci sia qualche errore di valutazione e/o storico.
    Al punto due ad esempio, l'indiano non regala il suo pugnale. Lo dà a Dumbar in cambio del cappello (buono scambio). La religiosità degli indiani Lakota è un attimino differente da come la hai descritta tu.
    E tante altre cosette che però non avrebbe senso discuterne in questa sede ed in questo modo.