Autopsy

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The Autopsy of Jane Doe
Anno: 2016
Genere: horror (colore)
Note: "John Doe" e "Jane Doe" vengono utilizzati negli Stati Uniti per designare persone di cui non si conosce l'identità.
Numero commenti presenti: 24
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Spostiamo l'azione all'obitorio, è un'idea. Magari non nuova (il quasi omonimo danese Bornedal ci ambientò un pregevolissimo thriller rifatto pure dagli americani, NIGHTWATCH), ma nel gelo di un ambiente asettico dove i cadaveri sono di casa è facile trovare l'ambiente ideale per spaventare. Qui si comincia come in un thriller, col corpo senza vita d'una sconosciuta trovata tra le vittime di un omicidio e chiamata per convenzione Jane Doe (Kelly): bella, bianchissima, presenta da subito anomalie difficilmente spiegabili, per il medico legale (Cox). Il poliziotto gli ha chiesto una veloce analisi per capire meglio i motivi di delitti che si presentano come assai misteriosi,...Leggi tutto lui e suo figlio (Hirsch) cominciano a scoprire durante l'autopsia particolari sempre più inquietanti: lacerazioni interne di ogni tipo, ad esempio. Sembrerebbe un caso da risolvere attraverso l'analisi progressiva d'un cadavere, quasi un ampliamento di certe intuizioni da SILENZIO DEGLI INNOCENTI, ma le intenzioni del regista sono diverse: si nota già dall'accuratezza delle scelte fotografiche, dall'attenzione riposta nella creazione di una suspense chiaramente più votata allo spavento soprannaturale. I cadaveri nelle loro celle portano tutti un campanellino alla caviglia che serve per puro scrupolo: dovesse tintinnare significa che il corpo è ancora in vita, e noi sappiamo benissimo che prima o poi quel suono lo sentiremo. Intanto seguiamo il giovane e il vecchio infilare le mani in ogni anfratto corporeo immaginabile di Jane estraendo organi, sezionando (in un tripudio gore che però mantiene il distacco dato dall'approccio scientifico anatomico), portando alla luce particolarità impensabili, provocando nella defunta reazioni non compatibili con quelle naturali. Perché? Chi era Jane Doe? E perché d'improvviso salta la luce e si verificano accadimenti direttamente collegabili al filone horror? Semplice: perché siamo in un horror; claustrofobico, che mostra di saper gestire con sufficiente destrezza effetti speciali semplici calandoli tra fumi e penombra, lasciando intravedere il terrore dapprima sotto una porta, poi da uno spiraglio... Il ricorso agli improvvisi colpi di scena - supportati da effetti speciali ben ideati - è gestito lodevolmente, ma il lavoro viene fatto unicamente sull'atmosfera, perché invece i buoni spunti iniziali della vicenda si disperdono fino a scomparire per far spazio a orrori convenzionali, che riportano tutto in un ambito più tradizionale lasciando intendere quanto la prima parte fosse in definitiva un pretesto per accedere al solito tran-tran di genere. Ad ogni modo fotografia e capacità registica sono su ottimi livelli e l'impatto è quello da orrore di raffinata classe, con il primo tempo che sarebbe perfetto non fosse per una ripetitività che giustamente il regista capisce di dover spezzare per non cadere nel rigore medico eccessivo. Piuttosto in parte, pur senza brillare particolarmente, Cox e Hirsch, incredibile “performance” della modella irlandese Olwen Kelly, che mai si direbbe possa essere davvero... viva!
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 30/12/16 DAL BENEMERITO DANIELA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 28/11/17
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Daniela 30/12/16 11:23 - 9510 commenti

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Durante l'autopsia di una giovane donna di cui si ignora l'identità, un coroner e suo figlio scoprono che il corpo, apparentemente intatto, cela al suo interno indicibili orrori... Ottima la prima parte, disseminata da indizi inquietanti uniti al realismo raccapricciante della dissezione, più ordinaria la seconda in cui si scatena la tempesta dentro e fuori la casa/obitorio. Nel complesso un horror che tiene incollati allo schermo, ben diretto, ben interpretato (anche dal cadavere), stringato nella durata, convincente anche se verso il finale forse eccede con le spiegazioni dell'inspiegabile.

Corinne 4/01/17 19:02 - 403 commenti

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L'autopsia del titolo è la parte più interessante e intrigante del film, che ha praticamente come unica location un obitorio e ne determina la riuscita, creando tensione e curiosità crescenti. Poi la storia, mano a mano che il mistero viene rivelato, diventa più convenzionale, scegliendo una tra le due più probabili evoluzioni e un finale visto e rivisto. Nel complesso, niente male.

Hackett 19/02/17 22:20 - 1728 commenti

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Inizia come un buon thriller, poi pian piano si trasforma in qualcosa di diverso, insidioso, coinvolgente, che attanaglia lo spettatore in una location quasi unica. Grazie a una regia attenta e all'interpretazione di due ottimi attori, la pellicola finisce per essere un horror molto riuscito, senza cadute di tensione, con una soluzione finale intrigante.

Deepred89 3/03/17 00:57 - 3291 commenti

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Un obitorio, due dottori, un cadavere: pochi ingredienti di base e una sollazzevole dose di anomalie e misteri per un crescendo sceneggiato con brillantezza e diretto con piglio sicuro, gustosamente chirurgico nel gore e rigoroso nei momenti di suspense. Finché il climax ascende il godimento è sommo, poi si deve dare qualche spiegazione e a quel punto qualcosa non soddisfa: soluzione magari non malvagia, ma troppo facile, troppo paranormale, incapace di valorizzare le premesse. Non vale *** pieni, ma film tanto spassosi spingono alla clemenza.

Puppigallo 23/03/17 14:04 - 4515 commenti

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Va comunque premiato per non essere un mero prodotthorror di serie, come sempre più spesso accade. Il finale però, farebbe presupporre anche una continuazione. Ma se appunto non lo si vuole sminuire, sarebbe meglio finirla qui. Detto ciò, c'è una certa tensione, le varie fasi dell'autopsia sono interessanti (il puzzle, seppur senza un iniziale senso, si ricompone scomponendo la vittima) e i due protagonisti (in realtà tre, vista l'importanza della ragazza) se la cavano piuttosto bene. Nel suo genere, riuscito.
MEMORABILE: La canzoncina; Mosca al naso; L'internopelle; Il campanello nel buio; "Voglio aiutarti...".

Capannelle 28/03/17 23:27 - 3730 commenti

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Notevole per i primi 50 minuti in cui bastano i due protagonisti, il racconto della loro professionalità e un sapiente uso di effetti, inquadrature ravvicinate e location per disegnare una sana tensione e una curiosità crescente, nonostante gli ingredienti siano quelli canonici. Al momento di tirare le fila e di seguire un certo percorso a ritroso non pare all'altezza, ma non si può dire che parta per la tangente.

Kinodrop 30/04/17 18:48 - 1540 commenti

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L'autopsia su una giovane donna rivela subito anomalie e aspetti inesplicabili che mettono in crisi la routine del coroner e il figlio assistente. L'idea stessa di partire da un esame autoptico con tutte le sue raccapriccianti operazioni costituisce la parte più orrifica e anche più interessante del thriller; ma a poco a poco si devia sul terreno ambiguo e irrazionale del paranormale, dove la verosomiglianza e il conseguente pathos perdono mordente. Nell'insieme, però, il film regge bene in virtù della regia, della tenebrosa location e della prova del cast.

Redeyes 5/07/17 15:22 - 2145 commenti

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Il film pare partire col piglio giusto tenendoci incollati alla sedia per tutta la prima parte, salvo poi andar scemando. La sceneggiatura gioca con buona saggezza fra streghe salemiane e quindi riti satanici e claustrofobia. Il neo è, come anticipavo, un progressivo peggioramento del raccontato, che prova a sollevarsi con un ritmo ben scandito, ma senza riuscirci appieno. Della bella Jane Doe non solo non sapremo il nome ma nemmeno la storia. Punto in meno per il finale estremamente aperto.

Giùan 10/08/17 14:27 - 3013 commenti

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Con un'ottima idea di partenza e una location che poteva rivelarsi rischiosa e che invece è saldamente tenuta, Ovredal confeziona un horror lontano dalle prevedibilità adolescenziali cui il genere si è largamente assuefatto. Ben riuscita la prima parte tra vigorie gore e latenti conflitti familiari, mentre il film soffre di una sezione centrale un po' buttata via (culminante nel ritorno della fidanzata) e di una soluzione sì raccapricciante ma troppo noncurante. Insomma, ci si poteva credere di più. La bocca socchiusa di Jane Doe tien testa a Hirsch e Cox.

Fedeerra 24/08/17 01:12 - 431 commenti

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Ritmo lento, quasi analitico, che infonde tensione e terrore. È un film splendido, così come è splendida la cura per la fotografia, in cui predominano tinte fredde virate al grigio/blu. Un'opera suggestiva, che ci fa entrare nelle viscere, quelle reali, quelle più profonde. Bravissimi Emile Hirsch e Brian Cox, anche se la vera protagonista è lei, Jane Doe, che ha il volto serafico dell'attrice irlandese Olwen Catherine Kelly.

Pumpkh75 27/09/17 14:15 - 1326 commenti

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Verrebbe voglia di chiudere qui le votazioni e dargli lo scettro di horror del quinquennio: l’alchimia tra Cox e Hirsch è un traino portentoso, il calore di casa e il gelo dell’obitorio stridono sotto l’epidermide, il bianco corpo della Kelly svela man mano un mistero così labirintico come non se ne vedevano da tempo. Il cerchio si chiude però senza la mano di Giotto: giocoforza lo svelare è inferiore al celare, l’unica cima tirata scioglie troppi nodi nonostante il finale spietato. La freccia di Cupido, comunque, ha lambito il cuore.

Didda23 28/09/17 16:04 - 2288 commenti

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Non sempre ci vogliono grandi mezzi per fare un bel film e quest'opera di Øvredal si inserisce senza se e senza ma nella categoria. Il regista gestisce bene un soggetto intrigante, scegliendo ottimamente la durata e non sprecando nemmeno un minuto in inutili lungaggini senza senso. Apprezzabile la fotografie dai toni plumbei mentre la regia si muove con efficacia negli spazi stretti di un laboratorio sotterraneo. Dialoghi basic ma incisivi e ottime prove attoriali di due cavalli di razza come Cox e Hirsch. Il finale, per una volta, non scontenta.
MEMORABILE: Il ritrovamento del cadavere della ragazza; Le verità che piano piano emergono dall'autopsia; Il rapporto fra padre e figlio.

Buiomega71 11/11/17 01:22 - 2281 commenti

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Incipit straordinario (la famiglia massacrata) ricco di atmosfere plumbee fulciane ed echi del Don Calfa del Ritorno dei morti viventi (la casa obitorio) e brucia l'adrenalina durante il chirurgico e macabro dissezionamento (con tocchi gore notevoli) del cadavere squisito. Poi l'inquietudine frana sotto la svolta da gran baracconata, che lo fa sembrare una sottospecie di Re-animator. Tra scelte narrative banali, fiamme in CG, la Jane Doe che si infiamma che manco la Mathilda May di Space vampires, si manca il bersaglio e si getta via un ottimo potenziale. Deludente.
MEMORABILE: La rimozione della scatola cranica previo seghetto; Il dente nella pergamena nascosto tra gli organi interni; Stanley il gatto; Gli occhi vitrei.

Minitina80 14/11/17 07:55 - 2364 commenti

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Un delizioso horror, minimale per i pochissimi attori coinvolti e per lo spazio ristretto in cui è stato girato. Ciò nonostante il risultato è dignitoso in quanto Øvredal riesce a infondere un clima di apprensione sferzante e perenne, tassello fondamentale e spesso sottostimato in un horror che si rispetti. Tuttavia, il valore aggiunto è rappresentato dagli indizi disseminati nel cadavere i quali aumentano vertiginosamente il desiderio di conoscere dove essi conducano. Pur non inventandosi nulla di nuovo rimane godibilissimo.

Taxius 20/12/17 15:43 - 1643 commenti

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Gli horror interessanti sono veramente pochi ai giorni nostri, ma Autopsy è sicuramente uno di questi. Inizia come un thriller e finisce come un horror e il tutto è ambientato in un tetro obitorio sotterraneo. La storia gira intorno al cadavere di una ragazza sconosciuta a cui i due protagonisti stanno facendo l'autopsia, ma poco a poco si accorgeranno che qualcosa non va. Gelido e inquietante dall'inizio alla fine, nonostante la prima parte resti migliore (senza nulla togliere alla seconda, comunque notevole). Da vedere assolutamente.

Pesten 20/01/18 21:16 - 639 commenti

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2/3 di film sono di livello così alto che lo fanno annoverare tra i migliori (se non il migliore) degli ultimi anni. Angoscia incredibile, atmosfere velenose e una storia che sembra semplice ma invece offri spunti innovativi e interessanti. Anche gli effetti dell'autopsia risultano di alto livello come esecuzione. La parte finale purtroppo rovina tutto, con una sceneggiatura che perde colpi e una storia che tende a strizzare l'occhio a qualcosa di più mainstream. Anche gli effetti speciali seguono l'andazzo, divenendo prevedibili e pessimi.

Nando 18/04/18 12:34 - 3485 commenti

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Un coroner e il suo figliolo presi con una autopsia che si rivelerà più impegnativa del previsto. Dopo una prima parte didascalica con ottime riprese e cupe atmosfere, nella seconda parte esplode il lato orrofico che porta alla soluzione dell'arcano e potrebbe essere foriero di un sequel. In parte i due protagonisti e narrazione interessante che sfrutta anche la breve durata.

Piero68 7/05/18 09:24 - 2768 commenti

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Finalmente un buon horror claustrofobico che invece di perdere minutaggio inutile per spiegazioni impossibili e soluzioni assurde, concentra tutta l'attenzione sul ritmo e sulla suspense regalando alcune scene davvero al cardiopalma. Buona la fotografia e inquietanti alcune inquadrature da vera antologia horror (su tutte i primi piani del cadavere). Cox è ormai abituato agli horror e se la cava alla grande. Ma la vera sorpresa è Hirsch, che riesce a reggere in maniera eccellente la parte con un partner più anziano.

Anthonyvm 24/05/18 21:02 - 2022 commenti

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Un raro horror moderno che prova con successo a perseguire una traccia originale, pur non rinunciando a qualche jump scare e a un esiguo numero di cliché. La storia ruota intorno a un cadavere "maledetto" che porta morte e follia ovunque si trovi. Tesissima e misteriosa la prima parte, in cui i due medici legali esaminano il corpo enunciando le anomalie. La seconda metà è un po' più spettacolare e meno sottile, ma molto ben gestita. Non convince troppo la soluzione dell'enigma, ma le atmosfere e le scene di paura sono assai riuscite. Promosso!
MEMORABILE: Le scene di autopsie riprese senza timore di mostrare troppo; La camminata nel buio del cadavere senza faccia, da brividi.

Bubobubo 9/10/18 00:26 - 1223 commenti

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Come altri titoli horror di recente(-issima) produzione, v'è un po' di disequilibrio nella struttura e nella disposizione degli snodi narrativi: laddove la prima metà lavora sapientemente sulla crescita della tensione e sull'infittirsi del mistero (e delle cause ultime che lo generano), la seconda imbocca con troppa sicumera la strettoia del paranormale, infilandosi lungo subplot stregoneschi che - seppur approcciati con relativa originalità prospettica - mostrano da subito la corda. Mezzo punto in meno per un finale sgualcito e risaputo.

Gabigol 9/04/19 14:21 - 417 commenti

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Niente da eccepire su una una prima parte che vola sulle ali della perfezione, tra autopsie inquadrate senza lesinare in dettagli e l'atmosfera plumbea a permeare una vicenda che scuote dalle fondamenta la resistenza dello spettatore. Anche l'idea dell'indagine condotta sul corpo aiuta a corroborare la tensione; non si può dire lo stesso, purtroppo, per una seconda parte che cede a qualche cliché di troppo senza riuscire a dare una soluzione all'altezza delle aspettative. Resta un ottimo film horror con cast all'altezza e regia sapiente.
MEMORABILE: "Vogliamo aiutarti..."; L'estrazione degli organi; La camera all'angolo del corridoio; Il campanello; La radio.

Schramm 12/08/19 16:13 - 2417 commenti

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Che interrompere le pennichelle dei defunti menasse gran iattura Grau l'aveva espressamente ammonito a chiare immagini. Ma interferire con l'eterno riposo è quanto padre e figlio fanno di generazionale professione, e l'orozcopo non può che prospettar procelle: organico e sovrannaturale fan tuttuno, la putrescina esonda nell'esoterico, la weltanschaung obitoriale che rianimò l'horror torna tra noi speziata e spezzata da letterali colpi della strega. Il passo narrativo inciampa nel filo logico e i personaggi non sono l'attendibilità incarnata, ma come negare a Øvredal insigne sensucht filmico?

Lupus73 19/01/20 16:07 - 634 commenti

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Scena del crimine: tutti morti e tra loro una donna (all'esterno praticamente intatta) morta per cause ignote. Il film si basa sulla sua autopsia. Entrano in gioco diversi generi, dal gore al sovrannaturale (ghost-story moderna), all'horror gotico. Ottima fotografia e atmosfera gelida a dovere, sceneggiatura minuziosa "quasi" fino in fondo poiché nel pre-finale si tende a tirar le somme in maniera approssimativa, lasciando qualche tassello del puzzle mancante o incastrato a forza. In ogni caso un lavoro eccellente che cattura lo spettatore.
MEMORABILE: Quando i due medici legali (padre e figlio) arrivano a intuire cosa c'è dietro la storia di quella donna.

Rufus68 26/01/20 21:01 - 3117 commenti

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Finalmente un horror che ha a cuore la sua missione precipua: suscitare paura; non attraverso spaventicchi da quattro soldi (babau improvvisi, urlacci) bensì grazie a una costruzione del disagio non banale (tanto che, alla fine, si ha paura di un campanellino). Il regista dosa con cura ciò che si deve mostrare (poco), riesce a contenersi negli effettacci e si concede solo qualche vezzo alla moda (il compiacimento del sangue e delle interiora, pizzichi di coprolalia, la musica sparata). Bene Cox, meno il giovane Hirsch.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Mco • 30/03/17 22:20
    Scrivano - 9684 interventi
    Ottimo, questo è già da tempo in programma, da quando ancora lo si conosceva solo con il suo titolo originale (completo)...
  • Discussione Buiomega71 • 11/11/17 10:04
    Pianificazione e progetti - 22003 interventi
    ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

    Incipit straordinario (la famiglia massacrata, il ritrovamento del cadavere della ragazza misteriosa mezzo sepolto nella cantina di casa), poi si viaggia a mille allora tra atmosfere plumbee fulciane (la casa con l'obitorio) e l'ansiosa claustrofobia del luogo necroforo dove lavorano padre e figlio, dissezionando corpi al ritmo di musica rock, sparata dalla radio a tutto volume (non può non venire alla mente il Don Calfa di Il ritorno dei morti viventi)

    Quando il cadavere (squisito) della ragazza morta (che viene demonitato Jane Doe, perchè sconosciuto) viene portato dallo sceriffo ai due anatomopatologici per avere delle risposte entro la mattina dopo, comincia una febbrile suspense e un' inquietudine di rara angoscia

    Il corpo della ragazza viene minuziosamante dissezionato, e diviene una specie di ricettacolo di strane scoperte, come se fosse una macabra matrioska

    Caviglie e polsi fratturati, mosche che le escono dal naso sanguinante, all'esterno perfetta, mentre al suo interno devastata da indicibili e mostruose torture (gli organi interni lacerati, i polmoni bruciati, un fiore incastonato tra i polmoni, una pergamena che contiene un dente-il suo, che le e stato strappato-nascosto all'interno del suo corpo), l'inquietudine fà posto all'orrore e al timore di avere di fronte qualcosa di ultraterreno

    Stop, fino a quì il film è un mezzo capolavoro. Ma, purtroppo (e con mio sommo rammarico) la sceneggiatura prende una svolta narrativa inaccettabile, che fà sprofondare tutta la tensione e il mistero che era già entrato sottopelle, in una baracconata da solito horroretto da bancarella

    Improvvisamente sembra di assistere ad una sottospecie di Re-Animator, la macabra bambola di carne che tanto dava irrequietezza, diventa una sorta di "space girl" come la Mathilda May di Space Vampires (da sculto quando viene incendiata sul tavolo autoptico, con fiamme in CG, che sembra davvero l'aliena hooperiana), banalità da contrapasso (la vendetta del dolore che si accanisce su Cox, la prevedibile fine dei due), fumi, porte sbarrate, fracasso (quando il film avrebbe dovuto vivere di sussurri, sospetti, impercettibili paure ataviche) e gli zombi! No, gli zombi no, basta, non se nè può più! Tanto da farmi esclamare a voce alta "Ma cos'è stà roba?"

    In un opera del genere (che fino alla prima parte faceva leva su una angoscia che non mollava la presa) ci si infilano gli zombi (bruttarelli per di più), che sembrano usciti dagli scarti di Re-Animator, mandando tutto in vacca e sputtanando un film che aveva un potenziale della malora (bellissisma anche l'intuizione delle streghe di Salem , che poteva regalare chiaroscuri tenebrosi notevoli, invece delle pagliacciate con gli zombi)

    Gli elementi disturbanti (il gatto Stanley, i neon lynchiani, l'autopsia a "scatole cinesi", che regalava anche notevoli picchi gore, le articolazioni rotte, la lingua strappata, la mosca, la pergamena incisa all'interno della pelle, gli occhi vitrei, il sangue da naso, il corpo di Jean Doe oscenamente aperto in due sul tavolo autoptico, gli strani liquami, il sangue che cola, il trauma vaginale, lo scraniamento col seghetto, il fiore, la pergamena nascosta, come se fosse una macabra e orripilante mappa del tesoro, la canzoncina funesta, i campanellini come nel Guardiano di notte-molto simile per ambientazione necrofora e gelida-) vengono buttati al vento per una scelta narrativa bambocciona e fracassona, che fà precipitare il tutto nella banalità e nel ridicolo involontario (colpo di grazia lo stupidissimo frame finale prima dei titoli di coda)

    Nulla da dire sulla chirurgica (in tutti i sensi) regia di André Øvredal (anche se nella seconda parte salta fuori il regista di Troll Hunters, che ringrazia pure i troll sui titoli di coda, vabbè), sulle atmosfere , sulla fotografia, sulle location claustrofobiche, sullo straordinario comparto attoriale (magnifica-e bravissima-cadaverella la Kelly), ma la sceneggiatura è quasi improponibile e "criminale" (dalla seconda parte in poi)

    Forse e anche un pò colpa mia, che mi aspettavo qualcosa di morboso, sottile e insinuante (come la prima parte faceva ben sperare, prima di crollare sotto il peso della baracconata)

    Morti e sepolti, in questo caso meglio sepolti per sempre

    Visto le ottime accoglienze lette in giro le mie attese erano piuttosto alte, vanificate in una sonora delusione.
    Ultima modifica: 11/11/17 14:29 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 11/11/17 10:15
    Pianificazione e progetti - 22003 interventi
    Ottimo il blu-ray edito dalla Eagle Pictures

    Formato: 2.35:1

    Audio: italiano (5.1), inglese (5.1) DTS -HD MA

    Sottotitoli: italiano

    Full HD 1080p

    Come extra solo il trailer

    Durata effettiva: 1h, 26m e 53s
  • Discussione Schramm • 12/08/19 16:36
    Risorse umane - 6712 interventi
    recuperato anch'esso, che mi venne consigliato come contraltare a opere troppo spaccate in due come una mela (l'asse babadook witch hereditary). effettivamente qua il rischio aporia è scongiurato perché Øvredal si mostra assai abile nel passare organicamente da una sfera thriller anatomopatologico a quella oltretombale (non che mancassero gli indizi, a partire da quel gatto che unisce i puntini tra il rufus di re-animator e il church di pet semetary) senza che le due si rompano irreparabilmente cozzando tra loro lasciando i cocci allo spettatore.

    DA QUI ATTENZIONE SPOILER

    forse curare maggiormente lo script e dare più credibilità ai protagonisti (che d'accordo son cresciuti a pane e cadaveri, ma non paiono mai minimamente stupiti né impauriti da quanto accade, come se quella fosse l'eccezione che conferma ogni norma sulla quale hanno fondato tutta una vita lavorativa) avrebbe arricchito di un'ampissima spanna la sostanza filmica come l'arcata tensiva, che a volte ruzzola clamorosamente in buchi (di script appunto) madornali ed evitabili (la di lui ragazza che riesce a entrare ad accessi sbarrati - porte bloccate, botole sbarrate da alberi - nel mezzo di un uragano: e di nuovo il protagonista che la piagnucola 1 minuto e via che si riparte sicuri impavidi come se trovarsi a che spartire con zombi, streghe ed esp poltergeisteriani avesse fatto parte degli esami di medicina).

    ciò detto, quanto jane doe ci fa vedere coi nostri occhi è un grande spettacolo tanatofilmico, che non si tira indietro quando c'è da sferrar colpi bassi dei più potenti coi cazzotti di un fulci (o più lateralmente, di un kiyotaka tsurisaki) e auguro lunga vita lavorativa a questo regista.
    Ultima modifica: 12/08/19 17:09 da Schramm
  • Discussione Kanon • 4/02/20 18:31
    Fotocopista - 813 interventi
    Certi autori andrebbero presi a schiaffi per come riescano a gettare completamente alle ortiche delle idee così stupende. Stante un plot che si disvela nel giro di 5 minuti (la conoscenza di certe storie di Dylan Dog mi ha acceso subito una lampadina in mente), la salivazione iniziale viene presto asciugata da una vicenda che procede col regista che man mano insiste ad asciugarci la bocca come si fa ai poppanti, conscio del fatto che ci sta servendo una minestra stra-riscaldata ma servita simil-gourmet e che invece di osare qualcosa si rifugia in ridicole situazioni puerili da horror anni '00 addomesticato (i gatti, le radio ricetrasmittenti di vattelappésca te, lo zombismo) che tocca punte di ridicolo nella scena dello spiegone totale assolutamente non richiesto (perlomeno non così spiattellato) fatto dal padre (Cox) a cui si aggiungono attori privi del physique du rôle (Hirsch) quando inutili (Lovibond). Quanto all'autopsia, Cerdà aveva già posto l'epitaffio da mandare a futura memoria (scarsina, direi, o bellamente ignorata....anche da alcuni utenti....strano): ho visto più gore in Robocop 1 e 2 messi assieme.

    Uno di quei film in cui ci sarebbe da invocare un sabba per chiederne di farne un remake veramente in grado di sfruttare tale stupenda idea. Voto finale: *!
    Provocazione: in mano ad un regista europeo o asiatico forse ne avremmo viste delle belle.
    Ultima modifica: 4/02/20 18:38 da Kanon
  • Discussione Daniela • 5/02/20 11:00
    Consigliere massimo - 5217 interventi
    Kanon ebbe a dire:

    Quanto all'autopsia, Cerdà aveva già posto l'epitaffio da mandare a futura memoria (scarsina, direi, o bellamente ignorata....anche da alcuni utenti....strano)


    Perché non prendere in considerazione l'eventualità che qualcuno possa non aver considerato pertinente il rinvio a Aftermath?
    E' vero che sempre di una autopsia minuziosamente descritta si tratta, ma a mio parere ci sono differenze rilevanti nel disturbante corto di Cerdà rispetto a questo Autopsy: l'assenza dell'aspetto sovrannaturale dell'orrore e l'impossibilità per lo spettatore di provare una qualche forma di empatia nei confronti del mostro abominevole che oltraggia il cadavere della ragazza, a differenza di quel che accade con la coppia padre-impegnati a fare il loro lavoro.
  • Discussione Buiomega71 • 5/02/20 11:10
    Pianificazione e progetti - 22003 interventi
    Kanon ebbe a dire:
    Certi autori andrebbero presi a schiaffi per come riescano a gettare completamente alle ortiche delle idee così stupende. Stante un plot che si disvela nel giro di 5 minuti (la conoscenza di certe storie di Dylan Dog mi ha acceso subito una lampadina in mente), la salivazione iniziale viene presto asciugata da una vicenda che procede col regista che man mano insiste ad asciugarci la bocca come si fa ai poppanti, conscio del fatto che ci sta servendo una minestra stra-riscaldata ma servita simil-gourmet e che invece di osare qualcosa si rifugia in ridicole situazioni puerili da horror anni '00 addomesticato (i gatti, le radio ricetrasmittenti di vattelappésca te, lo zombismo) che tocca punte di ridicolo nella scena dello spiegone totale assolutamente non richiesto (perlomeno non così spiattellato) fatto dal padre (Cox) a cui si aggiungono attori privi del physique du rôle (Hirsch) quando inutili (Lovibond). Quanto all'autopsia, Cerdà aveva già posto l'epitaffio da mandare a futura memoria (scarsina, direi, o bellamente ignorata....anche da alcuni utenti....strano): ho visto più gore in Robocop 1 e 2 messi assieme.

    Uno di quei film in cui ci sarebbe da invocare un sabba per chiederne di farne un remake veramente in grado di sfruttare tale stupenda idea. Voto finale: *!
    Provocazione: in mano ad un regista europeo o asiatico forse ne avremmo viste delle belle.


    Finalmente qualcuno che viene dalla mia parte ( credevo di essere il solo e cominciavo a preoccuparmi)

    Totalmente d' accordo, e più passa il tempo e più lo reputo un filmaccio che definire sopravvalutato è un eufemismo, comprendendo ben poco tutti questi apprezzamenti e gli alti pallinaggi.
    Ultima modifica: 5/02/20 11:12 da Buiomega71
  • Discussione Kanon • 7/02/20 18:57
    Fotocopista - 813 interventi
    @Daniela :

    Si, in realtà faceziavo un pochetto perché ho letto in più d'un commento il riferimento al "gore" sebbene io (poi ognuno ha i suoi riferimenti) non ne abbia ravvisato così tanto pur rendendomi conto che la mera autopsia non sia la base del film (dove lo era nel corto di Cerdà) quanto il pretesto.

    @Buiomega :

    Anche io in verità sono rimasto abbastanza stupito dall'alto gradimento ricevuto dal film. Ribadisco che è un'idea molto bella ma sfruttata malissimo (per me).
  • Discussione Capannelle • 7/02/20 23:34
    Scrivano - 2506 interventi
    Beh una discreta fetta di commenti parla di una prima parte da manuale e di una seconda che scontenta o che almeno non è all'altezza.
    Per me come dialoghi, ambientazione e simbiosi tra i due protagonisti il primo tempo è notevolissimo. Al secondo amputerei certe scene e risvolti horror ma non rappresenta un dietrofront completo.
    Ultima modifica: 7/02/20 23:35 da Capannelle
  • Discussione Buiomega71 • 8/02/20 00:30
    Pianificazione e progetti - 22003 interventi
    Capannelle ebbe a dire:
    Beh una discreta fetta di commenti parla di una prima parte da manuale e di una seconda che scontenta o che almeno non è all'altezza.
    Per me come dialoghi, ambientazione e simbiosi tra i due protagonisti il primo tempo è notevolissimo. Al secondo amputerei certe scene e risvolti horror ma non rappresenta un dietrofront completo.


    Ahimè i film non sono fatti solo di prime parti, c'è malauguratamente anche la seconda, come in questo caso.