Assassinio premeditato

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: A blueprint for murder
Anno: 1953
Genere: giallo (bianco e nero)
Numero commenti presenti: 8
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Si apre con la morte di una bimba, questo giallo dalle movenze hitchcockiane rese subito evidenti dalla presenza di Joseph Cotten. Con le ombre del dubbio lui ci aveva già convissuto dieci anni prima e sempre nella parte dello zio, ma questa volta sulla fine tragica della nipotina, deceduta in ospedale, si allunga la figura enigmatica della bella matrigna (Peters), che se morisse anche il fratellino della piccola erediterebbe nientemeno che un milione di dollari! Così, quando un'amica giallista (McLeod) suggerisce che l'innocente vittima potrebbe anche esser stata avvelenata con la stricnina, dati i sintomi, lo zio dispone per l'autopsia scoprendo non senza sorpresa che la scrittrice...Leggi tutto aveva ragione! L'unica che sembra aver avuto occasione e movente per commettere il delitto è proprio la matrigna, ma le prove vere mancano e l'atteggiamento è quello dell'innocente finita in un gioco più grande di lei. Il sospetto è la costante su cui il film fonda le sue basi (giusto per non farsi mancar nulla comparirà pure il bicchiere di latte avvelenato, pur con un diverso liquido contenutovi) e anche se dietro la cinepresa non c'è Hitchcock, la storia riesce comunque a intrigare. Complessa nella sua struttura ma chiara nell'esposizione, trova sponda in un cast che forse non brilla ma si dimostra adeguato a reggere credibilmente i ruoli: Cotten ha la caratteristica aria trasognata e i pensieri di chi cambia spesso opinione sulla verità, la Peters quella di chi cade (o finge di cadere) dalle nuvole quando si trova a dover rispondere alle precise accuse della polizia. Curiosa la scelta d'inserire la voce narrante solo dopo quasi un'ora di film, quando il gioco delle parti comincia a minare le certezze dello spettatore. Azzeccate le figure di contorno con una Catherine McLeod giallista capace di indovinare un delitto laddove la diagnosi dei medici imputava la morte a una malattia non ben identificata (tetano?), mentre la sceneggiatura si preoccupa di mantenere alto il livello di plausibilità concentrandosi sulle difficili indagini condotte soprattutto dallo zio, con la polizia confinata decisamente sullo sfondo. La regia di Andrew Stone è solo corretta, si mette al servizio della storia e la segue perdendosi un po' nella lunga fase sulla nave da crociera, dove rallenta prima del gran finale (con orologio) in attesa dell'inevitabile colpo di scena. Nessuna ansia di aggiungere spettacolo o azione, solo un giallo classico girato quasi tutto in interni e che fa il suo dovere inserendosi in uno schema preciso dal quale non esce mai agganciandosi a esempi più “alti” per non deludere le aspettative di chi guarda.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/04/12 DAL BENEMERITO GRAF POI DAVINOTTATO IL GIORNO 10/06/18
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Graf 22/04/12 15:47 - 698 commenti

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Un noir hollywoodiano produttivamente di serie B ma di buona resa emotiva. Cotten sospetta che sua cognata, Jean Peters, abbia avvelenati il marito e uno dei suoi figli per intascare una forte eredità. Ma è proprio così oppure, il suo, è solo un dubbio infondato? Il film gode di un canovaccio essenziale ma drammaturgicamente efficace, di una regia affilata e senza fronzoli, di personaggi schizzati con tratti rapidi ma precisi, di chiari snodi narrativi, di un ritmo inesorabile e di una ingegnosa scena finale che fa saltare il cuore in gola. Da vedere.
MEMORABILE: La sintesi fatta film: il regista e il montatore non hanno sprecato, nella pellicola, un solo fotogramma in più del necessario.

Digital 26/07/12 08:49 - 1121 commenti

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Stringato (dura appena settantacinque minuti) e godibile noir. Benché la vicenda non presenti alcun elemento di novità (vi è il solito delitto per motivi ereditari), il film si lascia guardare con interesse, riuscendo financo ad appassionare. Bravo Joseph Cotten che si improvvisa detective pur di arrivare ad incastrare il colpevole. Ma la palma del migliore va sicuramente a Jean Peters, una dark lady perfida come poche. Tesissimi gli ultimi minuti a bordo della nave da crociera.

Ciavazzaro 9/02/13 22:42 - 4765 commenti

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Ottimo noir, con un bel cast. Molto bravo Cotten protagonista nell'eterno dubbio se i suoi sospetti sulla cognata siano o meno fondati, favolosa la Peters dark lady che lascia il segno quanto a malvagità, non male Merrill. Un piccolo capolavoro di tensione il finale a bordo della nave da crociera, con lo spettatore davvero coinvolto nel serrato scontro finale Cotten-Peters. Merita la visione.

Cotola 30/03/13 16:39 - 7556 commenti

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Discreto giallo-noir che pur privo di particolari colpi di scena, mantiene abbastanza alti ritmo e tensione. La sceneggiatura è semplice ed essenziale ma la scoperta del colpevole sembra a tratti scontata a tratti no. Così lo spettacolo è piacevole e l'intrattenimento è assicurato. Bravi Cotten e la Peters. Gran finale con gli ultimi dieci minuti al cardiopalma. Nient'affato male.

Myvincent 22/02/14 07:55 - 2573 commenti

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Una donna viene accusata della morte del marito e della figliastra per questioni di eredità: il movente dunque ci sarebbe. Nulla da disprezzare in questo thriller alla stricnina, un po' Hitchcock di serie B, con una colonna sonora scarsa ma ricco di un finale dubitativo e ansiogeno. Veleni antichi, omicidi sempre attuali...

Rambo90 8/09/15 00:38 - 6388 commenti

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Dramma a tinte gialle piuttosto standardizzato per l'epoca ma scorrevole e con alcuni momenti di buona tensione, come la bella sequenza finale. Cotten e la Peters offrono un'ottima prova; peccato che la trama sia fin troppo lineare, perché altrimenti il film poteva ambire ad essere un piccolo gioiello di genere del periodo. Non male la fotografia in bianco e nero.

Nicola81 4/04/17 17:35 - 1975 commenti

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Diretto da un buon mestierante della vecchia Hollywood (suo anche il notevole Lama alla gola), un giallo che è la sintesi fatta cinema (dura 75 minuti scarsi), ma a cui nel suo piccolo non manca davvero nulla per essere considerato un piccolo gioiellino d'epoca: una trama essenziale ma intrigante, dialoghi serrati, una protagonista femminile perennemente in bilico tra colpevolezza e innocenza, una buona dose di tensione nel finale, un cast di un certo livello. Peccato non aver avvolto di ambiguità anche il personaggio di Cotten, ma tant'è...
MEMORABILE: La Peters interrogata dalla polizia; Il confronto finale tra lei e Cotten.

Daniela 15/02/20 11:19 - 9509 commenti

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Bella vedova può ereditare la fortuna del marito solo se moriranno o figli di primo letto. Quando risulta che la più piccola è stata avvelenata, il cognato inizia a sospettare... Magnifici i dieci minuti verso il finale, quando il dubbioso Cotten scopre le carte e la volitiva Peters si ostina a tenerle coperte, ma purtroppo quel che precede non è all'altezza di questo confronto: la sceneggiatura è debole, certi passaggi poco credibili, le reazioni dei personaggi a quel che avviene risultano incongrue (la morte della bambina dopo atroci sofferenze ha un impatto emotivo modestissimo). Peccato.
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