Arlington Road - L'inganno

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Arlington Road
Anno: 1999
Genere: thriller (colore)
Numero commenti presenti: 26
Papiro: cartaceo

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 7/06/08 DAL BENEMERITO MASCHERATO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 21/11/13
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Mascherato 8/06/08 00:21 - 583 commenti

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L'incipit (mancata messa a fuoco, visioni parziali, orrore distillato, come le gocce di sangue che si infrangono sulla strada, fino all'epifania finale della mutilazione del bambino) restituisce integra l'angoscia tipica della cineparanoia hollywoodiana dei '70. La contaminazione tra quello che fu un vero e proprio sottogenere e il neighborhood abuse movie, genera uno dei thriller più disturbanti degli anni '90 degno di un terzo posto in una classifica ideale che vede Se7en e I soliti sospetti ai primi due.

Ciavazzaro 10/06/08 15:03 - 4762 commenti

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Discreto thriller che, più che sulle immagini, punta sulla tensione scaturita dalla vicenda (un possibile nuovo attentato di un vecchio attentatore). La tensione si mantiene mediamente costante e gli attori principali si prodigano in modo più che buono. Da vedere.

Cotola 11/06/08 13:53 - 7513 commenti

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Fu una vera sopresa questo thriller di ottima fattura che deve la sua riuscita ad una regia solida, sicura, professionale ma soprattutto asciutta e sobria e ad una sceneggiatura davvero bella e profondamente capace di creare quasi dall'inizio un clima di mistero, sospetto e tensione che cresceranno costantemente durante tutto il corso della pellicola fino ad arrivare all'incredibile, riuscito e beffardo colpo di scena finale. Cinema d'intrattenimento a grandi livelli come ormai, purtroppo, è sempre più raro vedere sullo schermo.

Galbo 11/06/08 20:42 - 11382 commenti

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Thriller discreto che non mantiene però le premesse di un'ottima prima parte, che ricostruisce in modo eccellente un'atmosfera paranoica grazie all'impiego di un'efficace tecnica di regia. Nel prosieguo, il film diventa più convenzionale ma si continua a seguire piacevolmente grazie alle buone performances degli attori, in special modo Tim Robbins.

Ammiraglio 13/10/08 18:30 - 150 commenti

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Arlington Road è un film mediocre sotto tutti i punti di vista: la sceneggiatura è buona ma non eccellente; la regia sufficiente; la recitazione sicuramente è sotto le reali possibilità del cast e così via. Forse ciò è anche dovuto ad una eccessiva durata del film, diciamo la verità: in quasi 115 minuti si vede soltanto la paranoia continua e crescente del protagonista e la sua ricerca di informazioni sul vicino di casa. Insomma, non il miglior modo per passare il 115 minuti del proprio tempo.

Capannelle 1/11/08 22:12 - 3720 commenti

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Un'ottimo thriller, che si inserisce in un genere abbastanza in voga per il periodo anni 90: il sospetto sui vicini. Pellington dirige molto bene, la storia procede in modo convenzionale ma corre su un filo costante di tensione e incertezza. E ogni volta che potrebbe scivolare nel facile effetto o sfruttare gli echi delle cronache riesce ad evitarlo ed a mantenere la presa sullo spettatore. Presa che non si allenta nel finale, ben caratterizzato e per molti versi spiazzante.

Tarabas 14/08/09 16:15 - 1701 commenti

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In una tranquilla via di un sobborgo upper class di Washington DC (che non a caso si chiama come il più famoso cimitero militare USA) un bimbetto quasi perde una mano per un incidente. Fuochi d'artificio o c'è altro, nascosto nella villetta? Figlio dell'attentato di Oklahoma City, il film racconta una faccia poco nota dell'America, quella degli estremisti antigovernativi, costruendo una tensione crescente nel volto di Bridges, investigatore suo malgrado. Se la trama a un certo punto fatica, la chiusura inquietante e non consolatoria rimane impressa.

Daniela 7/04/10 14:24 - 9376 commenti

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Da un regista modesto, un buon thriller del tipo paranoico/complottista, che avrebbe potuto anche essere ottimo se avesse resistito alla tentazione di annodare tutti i fili nel finale, esplicativo ai confini del pedissequo. Peccato, perchè la prima parte risulta intrigante assai, grazie soprattutto all'ambiguità che Roberts e Cusack sanno donare ai loro personaggi, all'inizio simpatici ed amichevoli e poi progressivamente più minacciosi ed inquietanti. Un film quindi non del tutto riuscito, ma comunque che si fa seguire con interesse.
MEMORABILE: Molto bella la sequenza all'inizio, con il ragazzino ferito che barcolla in mezzo alla strada

Tomastich 25/06/10 18:47 - 1216 commenti

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Un cult personale, che visto la prima volta lascia spiazzati e le volte successive stai a pensare come è possibile chiudere un cerchio così perfetto in modo tanto avvincente. Si può vederlo come protesta sociale o come degna descrizione di alcune menti deviate, tuttavia questo film di Mark Pellington rimane un thriller valido e molto sottovalutato.

Fauno 12/04/11 11:31 - 1917 commenti

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Il film è molto suggestivo e tragicamente premonitore. Quel che mi ha sconvolto di più son state le espressioni dei vicini di casa (mi ricordano In corsa con il diavolo), nonchè il bambino ferito all'inizio e ancora di più la studentessa infiltrata. Ottimo anche il trabocchetto finale del furgone e le solite spiegazioni patetiche del pazzo che ha agito da solo...
MEMORABILE: Certo che anche il racconto sul burocrate che tappa la fontana che era la vita per un agricoltore...

Belfagor 6/08/12 08:17 - 2623 commenti

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Un professore di storia sospetta che gli affabili coniugi Lang siano in realtà dei terroristi. Il pregio innegabile del film è il voler mostrare il lato più oscuro e fascista della borghesia americana e, di riflesso, delle forze dell'ordine con cui ha dei forti legami. Nonostante l'intenzione lodevole, però, il film si spreca nel solito tentativo di costruire un intrigo troppo geometrico e volto unicamente al colpo di scena per spiazzare a tutti i costi. Alla fine le buone intenzioni sono sacrificate ala macchinosità dell'intreccio.
MEMORABILE: Il prologo con il ragazzino ferito.

Shannon 17/12/12 18:28 - 72 commenti

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C'è qualcosa che non quadra nella vita del suo vicino e così il prof. Faraday inizia a indagare: scoprirà una verità sconvolgente ma non riuscirà a comprendere di essere una pedina in un gioco terribile. Thriller davvero inquietante: il sospetto che fra gli abitanti di una tranquilla zona residenziale ci siano dei terroristi è una mina alla base delle rassicuranti certezze della società wasp. Sceneggiatura perfetta. Molto bravi Tim Robbins e Joan Cusack nelle parti dei vicini con qualcosa da nascondere. Da vedere.
MEMORABILE: Cheryl Lang sorprende Brooke al centro commerciale; La fotografia dei Piccoli Esploratori.

Deepred89 13/01/13 14:06 - 3282 commenti

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Grandissimo, sottovalutatissimo thriller polanskiano. Ritmi funzionalissimi in un primo tempo rilassati per contestualizzare la storia (un contesto provinciale intrigantissimo) e inquadrare i personaggi, poi sempre più serrati e coinvolgenti. A coronare il tutto l'impeccabile versante tecnico: una regia sapientissima, con uno studio eccellente della messa a quadro, una fotografia suggestiva, un sound design (di Badalamenti) da brivido. Per finire, cast di alto livello, Robbins e la Cusack su tutti. Da non perdere assolutamente.

Didda23 19/11/13 08:54 - 2287 commenti

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Senza dubbio uno dei migliori thriller dei novanta, un gradino sotto Seven e I soliti sospetti a causa di una regia convincente, ma non entusiasmante. Lo sceneggiatore, un giovanissimo Ehren Kruger (che poi ha firmato il remake di The ring) delinea una trama interessantissima, colma di spunti interessanti non solo per quanto riguarda il thrilling e la tensione narrativa, ma soprattutto per la critica sociale - vera e propria anima dell'opera. Si respira aria paranoica e di complotto, degna del miglior Stone. Superlative le prove di Robbins e Bridges.

Giùan 4/01/14 07:16 - 2987 commenti

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Film da valutare su due piani paralleli: da una parte quello politico/sociale, che mescola l’ambizione (non sempre rispettata) di indagare in maniera non anodina il fenomeno terroristico con una dose di “preveggenza” certamente choccante; l’altro lato è quello prettamente cinematografico, che innesta la new wave del thriller adrenalinico sul filone classico della spy story hitchcockiana. Incalzante, presenta snodi sciolti troppo in superficie, ma possiede una rara potenza e un memorabile confronto d’attori tra il vulnerabile Jeff e l’impenetrabile Tim.
MEMORABILE: L’incipit e il finale.

Rambo90 24/02/14 23:28 - 6343 commenti

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Thriller dalla doppia anima: misterioso, lento e angosciante nella prima parte, scatenato ed emozionante nella seconda. Il film riesce bene a fondere questi due ritmi diversi grazie a una sceneggiatura ottima e alla regia attenta di Pellington. Bridges bravissimo, Robbins e la Cusack davvero disturbanti fin dagli sguardi. Bello il finale beffardo. Notevole.

Rebis 28/05/14 09:32 - 2088 commenti

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Film in anticipo sui tempi che cattura nella forma thriller la paranoia cospirazionista scatenata dal terrorismo armato. Incuriosisce per certe connotazioni settarie in odor di zolfo, ma Pellington è più interessato a mettere ordine tra gli indizi sparsi avvalorando pedissequamente i sospetti instillati nello spettatore già dalle prime sequenze. Il bellissimo incipit rischia di cadere nel vuoto, promettendo un film che non vedremo: ma la convenzionalità del prodotto viene in parte riscattata dal finale pessimistico e sociopatico. Confezione professionale e buona prova di Bridges e Robbins.

Saintgifts 29/07/14 02:24 - 4098 commenti

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Una ellissi ben congegnata quella con al centro il professore Faraday, che insegna storia contemporanea con particolare attenzione ai molti attentati terroristici insoluti o con un unico autore, dai quali il professore sembra essere ossessionato. Vedovo con un figlio di nove anni e dei vicini di casa che imparerà a conoscere. Sembra quasi troppo perfetta questa ellissi, ma potrebbe anche essere una spirale, con sempre al centro Faraday, che parte in modo inquietante per poi stemperarsi un momento e riprendere velocità (fin troppa) nel finale.

Nicola81 19/12/14 21:40 - 1952 commenti

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Raro esempio di film statunitense in cui la minaccia terroristica non proviene dai soliti nemici esterni (sovietici, asiatici o sudamericani che siano) ma - letteralment - dagli inquilini della porta accanto e per questo è ancora più raggelante. La pregevole sceneggiatura ci fa subito respirare aria di paranoia, poi fa decollare la tensione e chiude il cerchio con un finale beffardo e inquietante. Perfetto negli interpreti (Bridges in testa), coraggioso e non convenzionale, senz'altro uno dei migliori thriller degli anni '90.
MEMORABILE: L'incipit; Il flashback con la morte della moglie; Il finale.

Bizzu 2/06/15 14:59 - 210 commenti

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Un buon thriller che per quanto mi riguarda, però, viene completamente mandato in malora quando si scoprono le carte dei cattivi e le loro motivazioni: mai visto nulla di così poco credibile. In ogni caso la tensione rimane sempre molto alta e c'è qualche scena degna di nota (l'inizio, a esempio, faceva sperare molto bene). Il final, forse un po' troppo frettoloso, lascia leggermente con l'amaro in bocca.

Il ferrini 2/11/17 23:59 - 1680 commenti

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Ottimo thriller che si avvale di un protagonista in ottima forma (Bridges) e un'antagonista (Robbins) con la faccia giusta. La regia è piuttosto didascalica ma fa il suo dovere creando un perfetto crescendo di tensione che si risolverà con lo spiazzante colpo di scena finale. È senz'altro un film che costringe a farsi delle domande: quanto conosciamo le persone che ci circondano? Possiamo realmente fidarci di loro? L'adrenalinica conclusione porterà le risposte, ma non è detto che collimino con le nostre speranze.

Ultimo 11/03/18 10:43 - 1358 commenti

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Ottimo thriller a sfondo complottistico, merito sopratutto di due grandi protagonisti come Jeff Bridges e Tim Robbins. La vicenda è ben sviluppata (specie nella prima parte, in cui Bridges studia il passato oscuro del vicino...) grazie ai continui stati di tensione che pervadono l'ambiente. La tematica del terrorismo resta viva sino all'inaspettato finale, che permette al film, già di per sé buono, di elevarsi a notevole. Brava anche la Cusack.
MEMORABILE: Le indagini sul college frequentato da Robbins. Il finale.

Minitina80 11/05/18 17:22 - 2336 commenti

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I thriller basati sui complotti hanno inevitabilmente un fascino di cui tanti consimili non dispongono. Inoltre, parte subito bene indovinando la sequenza d’apertura che fa immediatamente capire come stanno le cose. Si abbassa di ritmo nella fase centrale, mantenendo vivo l’interesse nelle indagini per far luce sui vicini e i loro veri traffici. Alla fine lascia più di qualcosa in sospeso, dando l’impressione di essere una scelta precisa, almeno per quanto riguarda la canonica spiegazione conclusiva. Bridges e Robbins se la cavano bene.

Pinhead80 22/05/19 18:59 - 3942 commenti

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Un professore universitario che vive con il figlio e con una studentessa che frequenta il suo corso, comincia a sospettare che i vicini di casa stiano architettando qualcosa di malvagio. Un film riuscito da tanti punti di vista, perché in grado di sorprenderti fino all'ultimo. Tim Robbins sembra esser nato per interpretare la parte dell'uomo ambiguo a cui non affideresti nemmeno un centesimo. Una storia di follia che prova a farci capire quanto sia facile manipolare l'essere umano attraverso i media (e non solo).

Anthonyvm 14/10/19 14:56 - 1919 commenti

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Buon thriller complottistico che parte in quarta (bellissimo l'incipit col bambino ferito che ciondola in mezzo alla strada) per poi scalare di marcia nella seconda parte, quando al clima di paranoia e ossessione dell'inizio (molto efficace, idealmente hitchcockiano) segue un approccio più dinamico ma meno plausibile e piuttosto scontato. Il finale, pur non riuscendo a colmare qualche falla logica, è certamente d'effetto. Regia di Pellington corretta ma un po' scolastica, ottime le performance di Robbins, Bridges e Cusack (inquietantissima).
MEMORABILE: La corsa di Bridges in ospedale col bambino sanguinante; Il sorriso agghiacciante della Cusack a Hope Davis; Il cattivissimo colpo di scena finale.

Hackett 23/03/20 12:44 - 1725 commenti

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Ottimo thriller a sfondo dinamitardo, a pochi anni dall'11 settembre quando il pericolo terroristico sembrava essere solo quello interno agli Stati Uniti. Indagine privata per il bravo Jeff Bridges che man mano si vedrà sprofondare in un incubo che diventa per lui una vera ossessione. Azione dosata, grandi interpretazioni e una scrittura perfetta che regala un finale a sorpresa memorabile.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Buiomega71 • 13/04/11 11:17
    Pianificazione e progetti - 21885 interventi
    Adoro questo thriller, forse uno dei migliori degli ultimi 20 anni. Ci ho visto molto Polanski. Ma la cosa curiosa, è che vedendo il finale di Quarantena, mi è venuto alla mente il Tim Robbins di Arlington Road. Sette fondamentaliste, terroristiche o micidiali attentati ( che siano bombe o armi batteriologiche). Curiosa stà cosa, molto curiosa...
  • Discussione Capannelle • 17/06/11 23:45
    Scrivano - 2505 interventi
    @Ammiraglio: ma il film è buono o mediocre?

    Io, rivedendolo, confermo il giudizio assai positivo.
  • Discussione Zender • 18/06/11 10:58
    Consigliere - 43501 interventi
    Considerato che questo tale ammiraglio passò in questo porto oltre un anno fa dubito che possa risponderti...
  • Discussione Capannelle • 18/06/11 11:06
    Scrivano - 2505 interventi
    ah sì.. lasciamolo navigare verso terre lontane
  • Discussione Capannelle • 19/04/12 23:19
    Scrivano - 2505 interventi
    Questo film è come il vino... invecchiando migliora.
    Ultima modifica: 20/04/12 07:22 da Zender
  • Discussione Tarabas • 20/04/12 10:40
    Formatore stagisti - 2051 interventi
    In effetti, mi pare uno di quei casi hollywoodiani di film su commissione, probabilmente nati come prodotti senza grandi mire, che poi riescono molto meglio del previsto. Anche il fatto che sia stato affidato a un regista sostanzialmente anonimo mi conferma questa sensazione.
    Un po' come il Bryan Singer de I soliti sospetti, che poi non ha più fatto nulla di personale.
  • Discussione Buiomega71 • 20/04/12 10:51
    Pianificazione e progetti - 21885 interventi
    Quoto Capa, gran film! Lo vidi anni fà, e mi sconvolse parecchio, non aspettandomi un film così potente e polanskiano fino al midollo, ma per Davinottarlo dovrei rivedermelo. Sono passati troppi anni...

    Obbietterei sul caso Singer, ho trovato L'allievo molto, ma molto, autoriale, Singeriano fino all'assunto. Punti di vista, naturalmente...
  • Curiosità Maxspur • 18/01/14 01:48
    Galoppino - 206 interventi
    "I coniugi Michael e Lori Fortier, inizialmente coinvolti nella pianificazione ed organizzazione dell'attentato, collaborarono con le forze inquirenti e, in cambio di una lieve condanna, furono inseriti nel programma di protezione per testimoni." (Attentato di Oklahoma City)

    Fonte: Wikipedia.
  • Discussione Il ferrini • 3/11/17 00:05
    Portaborse - 76 interventi
    Faccio mea culpa, non avevo mai visto questo film e ho colmato questa lacuna soltanto stasera. Mi è piaciuto molto ma mi è rimasta una domanda in testa: se l'organizzazione terroristica non rivendica mai gli attentati ma anzi fa sempre in modo che siano attribuiti ad altri, che senso ha compierli?
  • Discussione Daniela • 3/11/17 12:36
    Consigliere massimo - 5123 interventi
    Il ferrini ebbe a dire:
    Faccio mea culpa, non avevo mai visto questo film e ho colmato questa lacuna soltanto stasera. Mi è piaciuto molto ma mi è rimasta una domanda in testa: se l'organizzazione terroristica non rivendica mai gli attentati ma anzi fa sempre in modo che siano attribuiti ad altri, che senso ha compierli?

    La rivendicazione di un atto terroristico risponde a determinate finalità, in genere per affermare la propria presenza e la propria capacità di azione, incutendo timore nell'avversario attraverso la capacità di colpirlo nel suo stesso territorio. Esempio classico ai giorni nostri è l'ISIS, che rivendica in alcuni casi in eccesso, ossia attribuendosi la responsabilità diretta anche di atti operati da "cani sciolti" che si ispirano all'ideologia dell'integralismo islamico.
    In altre situazioni storiche, il ricorso al terrorismo ha avuto il carattere di azione di guerra in condizioni di forte tensione socio/politica, o almeno così era vissuto dai suoi protagonisti che si ritenevano a tutti gli effetti veri e propri combattenti, sia pure clandestini (IRA, separatisti baschi).

    Esiste però anche il terrore utilizzato per creare un clima di incertezza destabilizzante che favorisca, in via indiretta, il raggiungimento dei propri scopi, come ad esempio una svolta politica in senso repressivo. In questi casi non solo non viene rivendicata la paternità dell'azione ma anzi si cerca di attribuirla ad altra parte politica.
    La storia d'Italia, nel periodo caratterizzato dalla cosiddetta "strategia della tensione", è punteggiato da stragi su cui, a distanza di decenni, ancora non si è voluto/potuto fare piena luce per quanto riguarda non solo esecutori materiali ma anche mandanti e complicità istituzionali.

    L'atto terroristico descritto nel film rientra in quest'ultima categoria, molto vasta e più pericolosa non in proporzione al numero delle vittime ma in quanto più subdola negli intenti, quindi più difficile da decifrare.
    Ultima modifica: 3/11/17 12:49 da Daniela