Analisi di un delitto

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: A murder of crows
Anno: 1998
Genere: drammatico (colore)
Note: Aka "Una strage di corvi".
Numero commenti presenti: 8
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

L'idea non è male: un giovane (Cuba Gooding jr.) si rifugia alle isole Key West, in Florida, e vi conosce uno strano personaggio (Mark Pellegrino), che prima di morire gli lascia da leggere un proprio romanzo. L'avvocato, constatato il decesso dell'autore, lo fa suo e pubblicandolo diventa miliardario. Vivrà felice e contento? Ovviamente no, perché la morale condanna la truffa e la vicenda si complicherà fornendo qualche buon colpo di scena ma perdendo poco a poco la sua originalità per trasformarsi in un legal-thriller meno avvincente del previsto. Cuba Gooding jr., protagonista unico e assoluto (l’altra star Tom Berenger ricopre un ruolo marginale, decisamente defilato) dimostra di saper recitare con misura e nel complesso è tutto...Leggi tutto il film a non salire mai sopra le righe. A MURDER OF CROWS (il titolo originale è anche il titolo del libro-chiave attorno al quale ruota la vicenda, tradotto da noi con “Una strage di corvi”) recupera tematiche affrontate più volte dal cinema giudiziario (in CONDANNATO A MORTE PER MANCANZA D’INDIZI, ad esempio) ma lo lascia acutamente sullo sfondo preferendo sviluppare la personalità del protagonista, che seguiamo dalla sua carriera avvocatesca fino al mediocre finale, che sembra suggerire un inquietante assunto: il più forte finisce sempre per schiacciare il più debole. Registicamente non troppo indovinato (nonostante le indubbie capacità tecniche del regista/autore Rowdy Harrington), praticamente privo d'azione e spesso lento nel suo incedere, il film è ben confezionato ma poco personale: l’idea, originale, poteva essere sfruttata meglio.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Puppigallo 13/07/07 09:27 - 4677 commenti

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Da un’idea originale, un thriller ben recitato (bravo Cuba Gooding jr. e anche il suo misterioso, “anziano” e cagionevole di salute amico). E’ tutto basato sul desiderio di avere successo, che può portare ad attribuirsi meriti che non si hanno, pur di raggiungerlo. Qui, uno dei personaggi, fa proprio leva su questa debolezza umana per… Un po’ forzato in certi punti, con un make-up del viso piuttosto fasullo, ai limiti del ridicolo, ha però il suo vero tallone d’Achille in alcuni tempi morti. Resta comunque vedibile e abbastanza interessante.
MEMORABILE: L'incontro al bar col misterioso vecchietto.

Daniela 16/06/09 16:51 - 10751 commenti

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Dignitoso dal punto di vista formale, discretamente recitato dal protagonista ma poco convincente a livello di plot questo thrillerino in cui un avvocato caduto in disgrazia torna sulla cresta dell'onda come scrittore di gialli di successo, sfruttando il lavoro di un misterioso quanto improbabile "amico" (truccato da vecchietto in maniera a dir poco dilettantesca). Ma è così facile scrivere un bestseller? Perchè tutta la trappola in cui cade l'avvocato/pollo si basa proprio sulla previsione del suo successo, oltre che sulla sua avidità.

Cangaceiro 10/04/10 22:37 - 982 commenti

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Inconsueto ed originale nelle premesse, avvincente nello svolgimento, risaputo e addirittura ovvio nella sua soluzione. Ai titoli di coda si rimane moderatamente soddisfatti per questa riedizione in chiave moderna e inconsapevole del Faust. Il flashforward iniziale e la struttura a narratore interno funzionano bene, guidando con discrezione lo spettatore attraverso il pasticcio in cui càpita uno stralunato (e per questo molto aderente al ruolo) Gooding jr. Berenger poliziotto passerebbe inosservato se non fosse per l'impermeabile alla Humphrey Bogart.
MEMORABILE: "I giurati sono tutti uguali. Entrano in aula per decidere se l'imputato è innocente o no, ma alla fine votano solo per l'avvocato più bravo..."

Rambo90 14/06/14 00:19 - 6858 commenti

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Un giallo godibile, imprevedibile nella prima parte ma un po' meno nella soluzione. Cuba Gooding se la cava bene e regge praticamente la storia da solo, perché Berenger è assai sprecato nel ruolo del poliziotto (anche nel finale). Qualche forzatura nel voler trovare un lieto fine, ma tutto sommato l'intreccio regge e la curiosità resta fino alla fine.

Piero68 9/12/14 09:27 - 2848 commenti

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Nonostante il low-cost bisogna riconoscergli di essere un prodotto più che dignitoso visto che comunque riesce a costruire buoni momenti di pathos e discrete atmosfere. La sceneggiatura tiene e pure bene e la regia se la cava in maniera apprezzabile. Berenger forse poco sfruttato e un po' gigione, ma nell'economia del film la cosa non costituisce un grosso handycap. Discreta anche la colonna sonora. Do 3 pallini per lo sforzo profuso nonostante fosse un film-tv.

Manfrin 26/06/15 09:42 - 343 commenti

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Non troppa azione ma un thriller solido e ben costruito, omogeneo sia nell'interessante prima parte ma pure nel - seppur intuibile - epilogo. Cuba si muove bene nella parte del semi-impostore (sfrutta un manoscritto altrui per arrivare al successo editoriale), Berenger appare forse un po' troppo caricaturizzato.

Pinhead80 20/05/16 19:13 - 4155 commenti

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Un ex avvocato che ha perso la propria autostima cerca di rimettersi in gioco plagiando un romanzo che avrà un enorme successo. E' un buon thriller che confonde per bene le idee allo spettatore e ci mostra il lato oscuro della mente umana. Il mondo che viene fatto a pezzi è quello della magistratura, che applica il concetto secondo il quale la legge non è uguale per tutti. La parte finale poteva essere gestita meglio ma nel complesso il film si fa apprezzare.

Anthonyvm 23/09/21 15:52 - 3106 commenti

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Si parte da buoni spunti (l'avvocato ribelle che fa la cosa giusta, il furto di romanzo, veri omicidi irrisolti spacciati per fiction), tuttavia certe pesanti concessioni alla sospensione dell'incredulità (la fuga di Cuba Gooding Jr. sul tetto di un camion alla Fantozzi) e i colpi di scena anticipabili sin dalle prime battute (la regia sembra confidare troppo nella scarsa attenzione del pubblico) tarpano le ali a un gialletto scorrevole (lo schema de Il fuggitivo si conferma una formula vincente), che nell'insieme non va oltre l'asticella della godibilità. Centrato l'ironico finale.
MEMORABILE: Il voltafaccia dell'avvocato nel bel mezzo del processo; La notte di passione con l'editrice; Berenger in abiti giamaicani; Il finale fra le pistole.

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