Analisi di un assassino

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Titolo originale: Profile for Murder
Anno: 1996
Genere: thriller (colore)
Note: Aka "The Fifth Season", "Double face". In vhs come "Analisi di un assassinio".
Numero commenti presenti: 1

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 26/10/21 DAL BENEMERITO BUIOMEGA71
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Buiomega71 26/10/21 01:07 - 2496 commenti

I gusti di Buiomega71

Buon thriller che guarda più all'aspetto psicologico, con un Henriksen luciferino e manipolatore. Un po' Doppio taglio, qualche rimando al Silenzio degli innocenti (la psichiatra in visita a casa della madre di una delle vittime), un pizzico di sesso patinato (la Severance che si tocca tra la schiuma della vasca da bagno immaginando prodezze erotiche con Henriksen non disdegnando effusioni lesbo a tre) e un finale in crescendo (nella villa con piscina, l'esplosione della barca, la vera identità dell'assassino anche se telefonata). Una cupa Seattle e una chiusa ambigua fanno il resto.
MEMORABILE: Il modus operandi dell'assassino: teiera che bolle (come nel secondo Venerdì 13), cavicchio piantato nella nuca della vittima e lavaggio delle mani.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Buiomega71 • 26/10/21 09:38
    Pianificazione e progetti - 23330 interventi
    Direttamente dalla collezione privata di Buiomega71, la vhs Monaco International Group.

    Edizione: 1997
    Durata effettiva: 1h, 28m e 57s

    [img size=424]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images58/analisi.jpg[/img]
    Ultima modifica: 26/10/21 09:46 da Zender
  • Discussione Buiomega71 • 26/10/21 10:29
    Pianificazione e progetti - 23330 interventi
    Non male questo thriller dagli acri sapori paratelevisivi, che punta quasi tutto sul versante psicologico nel gioco del gatto col topo tra un luciferino e manipolatore Lance Henriksen (gran parte del merito và al suo ghigno e alla sua stazza attoriale, anche se, a volte, un pò imbarazzante nel ruolo del Rocco Siffredi vs Patrick Bateman vs il killer de Il banchiere) e la bella profiler Joan Severance, che ne rimane turbata sessualmente (di culto quando, lei, si lascia andare a fantasie erotiche tra la schiuma della vasca da bagno, immaginando di fare le sporcellate con Henriksen, non disdegnando prodezze alla Luna di fiele o ardenti baci lesbo a tre), in un coacervo di sospetti, indagini e seduzioni.

    Un pò Doppio taglio (non più l'avvocatessa ma la psichiatra che si prende per l'indiziato numero uno), omaggi al Silenzio degli innocenti (la psichiatra in visita a casa della madre di una delle vittime del serial killer), qualcosina del romanzo di Breat Easton Ellis American Psycho (l'edonismo e il narcisismo dell'ipotetico assassino, che vive in un appartamento di lusso nel centro di Saettle), un pizzico di sesso patinato e una tensione in crescendo tra ville con piscina teatri di delitti, l'esplosione della barca e la resa dei conti con l'assassino (anche se lo svelamento della vera identità del killer è piuttosto ingenua e telefonata-io, che non sono proprio un fulmine a individuare gli assassini nei film, avevo già mangiato la foglia dopo i primi 20 minuti, ed è tutto dire-).

    Anonima ma funzionale la regia di Winning, che preferisce evitare l'azione e il trucidume per concentrarsi maggiormente sui personaggi e sulla loro psicologia (notevole tutta la sequenza sulla barca di Henriksen, con la Severance che cerca in cabina il diario "proibito" dell'uomo che potrebbe incastrarlo, in un continuo gioco di seduzione e sospetto, attrazione e paura), dove i delitti (le ragazze , rimorchiate in discoteca dal presunto assassino, passano con lui una focosa notte d'amore-alla faccia dei fidanzatini delle vittime-per poi venire uccise con un cavicchio infilato nella nuca, mentre la pentola del tè fischia-come nell'intro del secondo Venerdì 13-poi l'assassino si lava le mani e piega alla perfezione la salvietta) vengono mostrati il flash con i corpi delle ragazze immersi nella vasca da bagno e conseguente scia di sangue sul pavimento.

    Cheppoi tutte le belle ragazze non resistano al fascino scopereccio dell'ex Bishop di Aliens manco fosse Gabriel Pontello è un pò improbabile (e anche un tantino ridicolo), vieppiù tirando fuori in loro l'aspetto più libidinoso, ma la trama regge e si fa seguire con piacere, con dialoghi anche ben scritti, una certa tensione narrativa e, valore aggiunto, la cupezza di una città come Seattle e una chiusa piuttosto ambigua.

    Almeno due attimi cult: il primo la Severance che, pedinando Henriksen si becca una lesbica in discoteca che vuol portarla a casa sua, il secondo Henriksen che bacia il piedino di Julie (Heather Hanson) in piscina.

    Niente di cui gridare al miracolo, la solfa è sempre quella, ma realizzata con discreta professionalità da un regista che sa fare il suo mestiere e anche per vedere il grande Lance Henriksen in un ruolo diverso dal solito, il tombeur de femme.

    Passato , tagliuzzato, anche su Raidue in prima serata.


    Ultima modifica: 26/10/21 18:42 da Buiomega71