American horror story (10 stagioni)

Media utenti
Titolo originale: American Horror Story
Anno: 2011
Genere: fiction (colore)
Regia: Vari
Note: La seconda stagione si chiama "Asylum", la terza "Coven", la quarta "Freak show", la quinta "Hotel", la sesta "Roanoke", la settima "Cult", l'ottava "Apocalypse", la nona "1984".
Lo trovi su

LE LOCATIONLE LOCATION

TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/01/12 DAL BENEMERITO RYO
Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione
ORDINA COMMENTI PER: BENIAMINI GERARCHIA DATA

Ryo 6/01/12 13:44 - 2169 commenti

I gusti di Ryo

C'è di tutto: horror psicologico, slasher, fantasmi e "mostri", senza trascurare "orrori" della vita reale (stupri, abbandoni, malattie). Molto promettente il primo episodio, che esorta senza ombra di dubbio a seguitare la visione degli episodi successivi. Una regia confusa e disturbante spiazza altamente, ma si "calma" via via che la serie prosegue. La seconda metà è meno interessante, anche se l'ultimo episodio aggiusta il tiro e regala un degno finale. Splendida la location della casa e meravigliosa la fotografia. Ricco di citazioni.
MEMORABILE: L'uomo col terrore delle leggende metropolitane; L'episodio doppio di Halloween.

Hackett 4/02/12 12:37 - 1829 commenti

I gusti di Hackett

Serie tv ben fatta, che omaggia l'horror e tutto ciò che gira intorno a questo genere da sempre. Le situazioni sono al limite, gli intrecci rapiscono lo spettatore. Un telefilm "malato" quanto basta per coinvolgere chi guarda. Dopo dieci episodi si inizia a sentire il peso di una vicenda che si attorciglia su se stessa. Fortunatamente (ed intelligentemente) i creatori hanno pensato a soli 12 episodi. Già si parla di una seconda serie, ma con trame ed interpreti nuovi.

Mutaforme 1/02/12 00:01 - 402 commenti

I gusti di Mutaforme

Partita in sordina, questa serie è diventata via via un appuntamento settimanale fisso. Del resto è tra le più originali degli ultimi anni: un mix di horror, noir, sesso, mistero. Tutt'altro che banali le storie: sorprendono ad ogni puntata rendendo sempre vivo l'interesse. Intriganti e sfaccettati i personaggi, alcuni persino irresistibili (la domestica in versione giovane). L'unica pecca è il finale un po' troppo sbrigativo. La vera rivelazione del 2011.

Mickes2 3/02/12 16:13 - 1668 commenti

I gusti di Mickes2

Il caleidoscopio di eventi che questo serial ci propone, riesce a spaziare con discreti risultati su vari registri narrativi prendendosi beffa degli ormai logori clichè del cinema horror, addizionando cura nella forma, gusto per l'inquadratura e nella messinscena e buone interpretazioni. Tuttavia, da metà in poi si assiste ad uno script che imposta il pilota automatico giocando per di più a carte scoperte. Ciò che di buono era stato creato, soprattutto a livello evocativo e di atmosfera, viene quasi del tutto affossato da flebili ripetizioni.

Redeyes 3/02/12 21:10 - 2289 commenti

I gusti di Redeyes

Una nota di merito alla prima puntata e sopratutto alla scena coi fratelli rossi, eccellente atmosfera da horror. La storia va, poi, dipandandosi, attraverso piccoli incubi quotidiani e situazioni veramente ben girate. I personaggi sono decisamente ben riusciti e gli attori recitano bene. Sicuramente è un genere di serial tv che mancava. Il finale non eccelle nel suo svolgimento, ma le ultimissime scene sono degno spunto per la successiva.
MEMORABILE: La prima scena.

Jena 26/02/12 16:34 - 1373 commenti

I gusti di Jena

La serie parte veramente alla grande, innovativa ed intrigante. Non si vede l'ora di vedere la puntata sucessiva. Ma ad un certo punto il tutto si imballa: diventa ripetitivo, i colpi di scena stucchevoli, le incongruenze eccessive. Si arriva alla fine col fiatone. Gli autori, che non sono uomini di horror, hanno messo troppa carne al fuoco e alla fine si sono persi. Piuttosto odiosi i personaggi ad eccezione forse del buon McDermont. In ogni caso obbligo di visione per ogni buon horrorofilo.

Corinne 21/05/12 15:56 - 412 commenti

I gusti di Corinne

Bella serie che mescola horror vecchio stile a suggestioni orrorifiche più attuali, con personaggi ben delineati e interpreti azzeccati (bravissima la Lange), una piacevole novità nel genere. Soddisfacente anche il finale, che lascia spazio ad un seguito senza risultare inconcludente.

John trent 5/10/13 11:23 - 326 commenti

I gusti di John trent

Due ottime stagioni. Se nella prima il cliché della classica casa infestata può sembrare un po' abusato (ma comunque reso in maniera eccellente), nella seconda l'ambientazione in un ospedale psichiatrico degli anni 60 è originale e sorprendente. Ci sono fantasmi, possessioni demoniache, esorcismi, serial killer che scuoiano le proprie vittime, esperimenti filonazisti, leggende metropolitane e chi più ne ha più ne metta. Ottimo il gioco temporale che sposta l'azione continuamente dal passato ai giorni nostri. Jessica Lange sontuosa. Sigla pazzesca.
MEMORABILE: La cameriera; La strage a scuola; L'uomo con la tuta in lattice; Anna Frank; Suor Mary posseduta; I tormenti di suor Jude; Il monsignore crocifisso.

Undying 19/10/13 00:59 - 3814 commenti

I gusti di Undying

Una serie televisiva che riesce a sintetizzare, episodio dopo episodio, le mille facce della paura. E lo fa con cognizione di causa, in virtù d'una regia dinamica in grado di non stordire per eccessi stilistici e tempi frenetici. Le psicologie dei personaggi sono ben rese grazie all'apporto di ottimi attori (bravissima Jessica Lange!) e per verosimiglianza di orrori "reali" che sono vera causa/effetto della magione infernale. L'aspetto più spaventoso della serie è tutto qua: a far paura sono le nostre paroniche, sconosciute pulsioni quotidiane.

Buiomega71 10/01/14 11:54 - 2591 commenti

I gusti di Buiomega71

Una serie sagace fatta di drammi, ora grotteschi ora puramente spaventosi, con una vena di fondo cinica e intinta nell'humor più macabro, condita da creature mostruose (anche nell'animo) e picchi splatter. Alcune trovate sono messe lì a forza (l'irruzione alla Funny games, il personaggio di Betty Short) e le citazioni, a volte stucchevoli. Ma la forza narrativa è dirompente, ci si affeziona ai personaggi e l'episodio finale ha momenti davvero superlativi (come la chiusa beffarda). Tra Shining e un Beetlejuice rivisitato Tennessee Williams. Fantasmagorico.
MEMORABILE: Thaddeus; I flashback negli anni 20 con Dottor Montgomery e famiglia; Il motivetto "Twisted Nerve"; La procacità sessuale di Moira; L'episodio finale.

Vari HA DIRETTO ANCHE...

Aal 11/12/15 14:18 - 322 commenti

I gusti di Aal

Serie matura, interessante, accattivante, costruita con una formula vincente: ogni stagione propone tematiche, ambientazioni e tempi storici diversi ma lo stesso cast (o quasi). Ottime prove di attori navigati (Jessica Lange, Angela Bassett, Kathy Bates) e giovani rivelazioni (Wes Bentley, Evan Peters, Emma Roberts), tutti convincenti. Una scrittura mai banale, a tratti onirica si unisce a una fotografia curatissima e molto caratterizzata per ogni stagione. Notevoli le stagioni 1, 2 e 5, meno a fuoco la 3 e la 4.

Lythops 1/01/16 18:50 - 980 commenti

I gusti di Lythops

Se si riesce a superare indenni il primo episodio, ricco di luoghi comuni e con tutti gli ingredienti della più banale commedia americana di genere, ci si ritrova in un'opera che, pur ricca di citazioni, approfondisce la psicologia dei personaggi con salti spazio-temporali interessanti ora drammatici ora grotteschi. Jessica Lange regala una delle sue prestazioni migliori e una regia attenta garantisce un'interesse e una tensione crescenti. Ottimo prodotto, degno di rispetto anche per la sceneggiatura. Plauso al cast femminile.

Belfagor 4/05/20 22:25 - 2652 commenti

I gusti di Belfagor

Il fatto che ogni stagione sia autoconclusiva rende difficile formulare un giudizio generale, anche se si possono riscontrare pregi e difetti ricorrenti. Da un lato c'è la ricerca di un'estetica particolare per ogni annata e il dispiegamento di un cast superbo, dall'altro diverse sottotrame aperte e mai concluse, finali raramente all'altezza delle aspettative e un'omogeneità altalenante per quanto riguarda i contenuti. Dopo le prime tre stagioni la qualità cala vistosamente per riprendersi con la nona, forse la migliore.
MEMORABILE: Le sigle; L'angelo Shachath; La suora posseduta dal demonio, Dandy e Gloria; Il massacro di Camp Redwood in puro stile slasher.
Per inserire un commento devi loggarti. Se non hai accesso al sito è necessario prima effettuare la registrazione.

In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Buiomega71 • 29/12/21 10:10
    Pianificazione e progetti - 23872 interventi
    AMERICAN HORROR STORY stagione 7 Cult

    Episodio 4 io credo in te  di  Gwyneth Horder-Payton

    Si svelano i retroscena di come Kai arruola i suoi adepti alla causa della rivoluzione reppublicana, con fare quasi da predicatore evangelico e luciferino spirito di convinzione, rivelandosi una specie di Charles Manson 2.0

    Femminismo rivendicato (potere alla f**a), molestie sessuali e giovani giornaliste che si fanno strada andando a letto con i pezzi grossi (surclassando la meritocrazia), prendila per la f**a (il motto trumpiano per antonomasia), urlano i neo Paolini davanti alle telecamere alla reporter di colore durante i servizi.

    Kai ha capito che la rabbia repressa e l'ingiustizia può generare una nuova classe rivoluzionaria (basta umiliati e offesi), così basta pulire sperma nelle saune della palestra, basta essere etichettati come vuole la sinistra liberale, e soprattutto , con l'avvento di Trump, si può stabilire un nuovo ordine sociale, che userà il pugno duro e la violenza per imporre le sue idee repubblicane.

    Ma anche le tranquille femministe democratiche si lasciano tentare dalla vendetta sommaria di chi ha osato "violarle" (altro che la giornalista sportiva e la pacca sul sedere), con taser e mascheramenti da spedizioni punitive.

    La banda dei clown continua a menare strage (questa volta davanti alle telecamere), il palestrato maschilista e omofobo fa la fine (più o meno) come una delle vittime di Compleanno di sangue, per poi essere fatto a pezzi nella vasca da bagno di uno squallido motel e gettato (mani e testa mozzati) in una discarica, e il tipico repubblicano misogino (con tutti i cliche del caso: cappellino in testa, pick-up) messo in castigo (così non andrai a votare il tuo Trump) , dalle femministe, nello scantinato, legato con nastro adesivo, che, per liberarsi, deve, per forza, ricorrere all'escamotage alla Saw o al finale del primo Interceptor.

    Episodio che fa luce su come Kai opera il suo spirito di convinzione sulle menti più deboli (o sugli oppressi) e come il seme della violenza si insinui anche su chi la violenza, in prima istanza, la rifiuta.

    Di horror nemmeno l'ombra (se si intende, come horror, il sovrannaturale), ma la maturità narrativa di una serie che sembrava mostrare il fiato corto usando . alla fine, il solito motivetto dei morti che ritornavano e degli spritelli mutuati dalla Murder House, pare dare i suoi frutti e il pezzo in cabina elettorale su chi vota chi è un bel pezzo di tensione.

    E se l'apocalisse, paventata da Kai, fosse vicina?

    ***
    Ultima modifica: 29/12/21 13:40 da Buiomega71
  • Discussione Buiomega71 • 30/12/21 09:55
    Pianificazione e progetti - 23872 interventi
    AMERICAN HORROR STORY stagione 7 Cult

    Episodio 5 La setta  di Maggie Kiley

    POSSIBILI, E INEVITABILI, SPOILER.

    Titolo soaviano (in italiano, perchè in originale è Buchi, con un suo significato specifico, la tripofobia che affligge Ally, con tanto di scolopendra che esce e entra dai fori della carne martoriata del suo collo, in una scena incubotica non dissimile da quella di The Believers), per questo quinto episodio, dove si scopre chi si nasconde dietro le agghiaccianti maschere dei clown assassini (che, appunto per la loro vera identità, perdono di fascino malefico).

    Come in Arlington road, praticamente tutte le persone che gravitano attorno a Ally pare ne siano coinvolte, e la paranoia polanskiana diventa tangibile e si stringe come una morsa attorno alla donna.

    Il piano di Kai di infondere terrore presso la popolazione pare abbia i suoi effetti, e con i suoi adepti mira alla strategia del panico e della paura, come in una copia di Arancia meccanica (espressamente citato dalla reporter Beverly Hope/Adina Porter)

    Così, insieme alla sua gang di pagliacci sghignazzanti, penetra nella casa del giornalista Bob Thompson, e , per depistare, invocano , in latino, lodi a Satana.

    L'uomo viene più volte accoltellato e finito con un accetta piantata nel cranio in stile  Venerdì 13 (il tutto ripreso con uno smartphone, così che la gente possa vedere in faccia la paura e l'orrore). Ma come tutti, c'ha i suoi segreti, uno slave sessuale appeso con dei ganci simil barkeriani a mò di The Cell in soffitta. Anche lo schiavo BDSM non viene risparmiato dalla furia assassina di Kai & co.

    Ally si ritrova in una situazione tra Ammazzavampiri e Disturbia, quando assiste, spiando dalla finestra, con un telescopio, alla trafugazione di un corpo (avvolto in una coperta) da parte del suo vicino (anche lui membro della setta di Kai). L'uomo stà seppelendo viva sua moglie, rea di essere troppo debole per far parte della setta di Kai. Prima di sparire del tutto, la donna ha tempo di avvisare Ally che tutti (detective della polizia e sua moglie Ivy compresi) fanno parte della "family" di Kai.

    Ma non è l'unica vittima, Kai decide di sbarazzarsi dei suoi accoliti più deboli, e un'altro adepto ne fa le spese. Usato come bersaglio umano per la sparachiodi (tanto cara al Patrick Bateman di American Psycho), dove tutti i membri devono piantarle uno chiodo in testa, riducendolo ad una specie di Pinhead versione martirizzante.

    Ma anche Kai ha i suoi dolorosi segreti, in un passato non troppo remoto suo padre, inchiodato su una sedia a rotelle dopo un'incidente in moto, vessava la madre vomitandole addosso , ogni giorno, il suo disprezzo, la sua rabbia e la sua frustrazione (causa anche l'impotenza). La donna, presa dalla disperazione, spara al marito e si fa saltare le cervella sparandosi in bocca, il tutto davanti a Kai.

    Dopo la tragedia familiare Kai chiama il fratello (che si scopre essere uno dei personaggi fondamentali della settima stagione, lo strizzacervelli che ha in cura Ally, ma guarda un pò che coincidenza), che decide di sigillare i cadaveri dei genitori nella stanza da letto, coprendoli con la soda caustica (anche quì il Patrick Bateman di Bret Easton Ellis insegna, il cadavere di Paul Owen fa la stessa, miserabile, fine), così che possano ancora recepire i soldi dell'accompagnamento del padre, della pensione della madre e evitare scandali per l'omicidio/suicidio e la vendita dell'abitazione.

    Kai, in una macabra e necrofora pantomima alla Deranged, ogni tanto, si reca a casa a visitare i corpi ormai decomposti dei genitori, promettendo a quello che resta della madre, di diventare qualcuno...

    Il livello qualitativo di questa settima stagione si alza in maniera esponenziale, con parecchie sorprese e colpi di scena e i tasselli di un puzzle cospirativo che , pian piano, sta prendendo forma...

    ***
    Ultima modifica: 30/12/21 11:22 da Buiomega71
  • Discussione Buiomega71 • 31/12/21 10:00
    Pianificazione e progetti - 23872 interventi
    AMERICAN HORROR STORY stagione 7 Cult

    Episodio 6 Assassino nel Midwest di Bradley Buecker

    POSSIBILI, E INEVITABILI, SPOILER.

    Inganni, tradimenti, doppi e tripli gochi, pianificazioni diaboliche e macchiavelliche, sfiducia in tutti (come se Ally fosse attorniata da ultracorpi ovunque), sono i numi tutelari di questo episodio, che, pian piano, svela le carte su chi è davvero chi e su un progetto politico reazionario su larga scala.

    Inizio al fulmicotone con una strage all'aperto durante il comizio elettorale di Kai (che Elephant le fa un baffo), dove l'esecutrice alla Bersagli sembra essere proprio Ally (ma le apparenze possono ingannare, come insegnano, ormai, Murphy e Falchuck).

    Ally comincia , pian piano, a scoprire la verità e al complotto che gravita attorno a lei, non potendosi più fidare di nessuno (visto che non solo la polizia fa parte della setta di Kai, ma anche la sua adorata mogliettina Ivy, che , al contrario, ammetterà a Kai, nel gioco della verità, di detestare profondamente Ally, tanto da volerla morta, perchè ha portato in grembo e partorito il loro figlio, negandole il diritto di essere madre biologica).

    E se Meadow (Leslie Grossman) sembra un'adepta pentita, fuggita , per un pelo, a essere sepolta viva dalla setta, di cui faceva parte, e pare essere l'unica a collaborare con Ally (ma le apperenze possono ingannare, come insegnano, ormai, Murphy e Falchuck), Kai trova una tosta avversaria alle elezioni comunali, Sally Keffler (Mare Winningham), che, con la sua esperienza in politica,  lo mette in crisi.

    Così, mentre Ally avverte Sally del pericolo che incombe, Kai e la ghenga dei suoi clown sghignazzanti , procedono all'home invasion nella casa di Sally (mentre Ally si nasconde, terrorizzata, nel bagno) e se ne sbarazzano usando l'escamotage del suicidio annunciato su facebook, preso di peso da Unfriended

    Si torna al comizio dell'inizio , ma chi davvero spara alla folla, e poi a Kai, ferendolo, è Meadow, che , poi, si sparerà in bocca (gloria e lunga vita alla nuova carne), con l'inutile intervento di Ally per farla desistere, che si ritrova la pistola in mano circondata da teste di cuoio.

    Perchè le apparenze possono ingannare, e gli inganni sono di casa in questa settima stagione, che , passando sopra alle solite (e a volte inutili) derive omoerotiche tipiche di Murphy, sembra la stagione più compatta e matura, sicuramente quella con più sfaccettature e colpi di scena imprevedibili, dove l'orrore (quello vero) trama alle nostre spalle mentre noi dormiamo (e essi vivono).

    Diffondi il verbo del male, del panico e della paura...

    ***
    Ultima modifica: 31/12/21 18:12 da Buiomega71
  • Discussione Buiomega71 • 3/01/22 10:13
    Pianificazione e progetti - 23872 interventi
    AMERICAN HORROR STORY stagione 7 Cult

    Episodio 7 Valerie Solanas è morta per i vostri peccati  di Rachel Goldberg

    POSSIBILI, E INEVITABILI, SPOILER.

    L'inizio è Ho sparato a Andy Wharol, con Valerie Solanas che attenta alla vita al re della pop art (interpretato da Evan Peters, che si sdoppia con Kai) e che, femminista invasata, visionaria, folle e psicopatica, fonda il movimento SCUM, dove le donne (per lo più reiette e psicolabili), in una sua ipotetica rivoluzione, dovranno eliminare tutti gli uomini sulla faccia della terra (il top del delirio femminista: Steve McQueen è uno dei mali supremi del maschilismo da estrirpare, perchè ha ridotto Ali MacGraw a una "casalinga di Malibù"-sic!-).

    E così che Ho sparato a Andy Wharol si fonde con Zodiac (il film di Fincher è pure citato, apertamente, da Winter), visto che i delitti dello zodiaco altri non sono che commessi proprio dalla setta delle femministe che , coperte da una tela cerata nera con cappuccio, come se fossero una congrega di streghe (il riferimento a Coven non è un caso) circondano le coppiette in amore per poi massacrarle, o accanirsi su gay passati dalla loro parte, in stile Maniac vs Nero veneziano, per poi sbizzarrirsi in grottesche composizioni cadaveriche fatte trovare alla polizia (con gli attributi maschili mozzati e infilati in bocca alla Angel heart).

    E proprio una delle veterane della SCUM , Bebe Babbitt (una sempre straordinaria Frances Conroy, altro volto storico di AHS), e ex compagna della Solanas, mette in guardia la parte femminile della setta di Kai, inculcando loro il culto del femminismo e la supremazia del maschio da debellare.

    Dopo che un membro della setta di Kai, Harrison, viene tratto in inganno dal gruppo di donne e fatto a pezzi con una motosega brandita da Ivy, si scopre, però, che Bebe è segretamente alleata con Kai e il tutto parebbe un'altro diabolico piano ordito dalla mente machiavellica del nuovo Charles Manson.

    Come sempre nella serie pezzi di storia americana (Andy Wharol e la sua factory, la Solanas e il movimento SCUM che si dipana dalla fine degli anni 60 a inizi 70) che si incastrano con colpi di genio inaspettati (le femministe invasate dalla SCUM sono , in realtà. lo zodiaco), in quella che è la stagione scritta sicuramente meglio e che sembra più American crime story che nemmeno horror, con la ricostruzione storica della factory wharoliana degna del The Doors di Oliver Stone. E, soprattutto, almeno per il momento, non si avvisano escamotage d'aria fritta per allungare gli episodi della serie (che era il difetto principale di Hotel, per dirne uno).

    ***


    Ultima modifica: 3/01/22 13:21 da Buiomega71
  • Discussione Buiomega71 • 4/01/22 09:40
    Pianificazione e progetti - 23872 interventi
    AMERICAN HORROR STORY stagione 7 Cult

    Episodio 8  La testa del serpente di Barbara Brown

    POSSIBILI, E INEVITABILI, SPOILER.

    E anche Cult si fregia di una sbandata pressochè inutile e buttata lì giusto per impepare di atmosfere horror/gore una stagione che non ne avrebbe bisogno.

    A ritroso nel flashback, Kai e Winter, mentre passano la serata sul dark web tra mitomani e frustrati, si imbattono in un invito di un utente che dice di essere un reverendo che salva i peccatori dalle loro turpi azioni.

    Invitati nella dimora del reverendo, scoprono una casa degli orrori e delle torture, dove il servo di Dio lascia agonizzare ragazze madri partorienti, tossicodipendenti e omossesuali. E francamente non se ne può più di marchingegni supplizianti alla Saw o di sadismi stile Hostel

    Dopo questa parentesi dell'aria fritta, l'episodio torna nei ranghi dei piani diabolici e dei doppi giochi, degli inganni e dei tradimenti, dove l'ascesa al potere di Kai assume sempre più i tratti di un "mafia movie" alla Padrino-e per tanto di una luce sinistra shaekesperiana,il titolo in originale, L'inverno del nostro scontento, non è un caso- (Kai, sentendosi tradito da suo fratello, lo psichiatra che aveva in cura Ally, non esita a sgozzarlo davanti ai suoi accoliti) e i suoi deliri di onnipotenza un misto tra Charles Manson, James Warren Jones e Adolf Hitler (impagabili, per assurdità, grottesco e follia, le pantomime per far accoppiare sua sorella Winter con il poliziotto gay, bello, biondo e ariano, e dare alla luce un nuovo messia. Mentre l'uomo penetra la sorella. Kai dovrebbe sodomizzare, contemporaneamente, l'inseminatore della sorella, in una folle congiunzione a tre che limitirebbe i danni dell'incesto e preserverebbe la purezza, se non fosse che al poliziotto gayo non arriva l'erezione e Winter si ribella a questa totale pazzia, rendendosi conto che suo fratello altri non è che uno psicopatico con manie di onnipotenza)

    E se Ivan Rassimov voleva penetrare Janet Agren con un fallo sacro in Mangiati vivi. Kai vuole "deflorare" la sorella tramite un'altro uomo, con benestare sodomitico/omo divino fraterno.

    Winter viene degradata a sguattera dopo il suo diniego al delirante concepimento del nuovo messia, il poliziotto gay (che si scorprirà nazistello-le svastiche in casa-e assai misogino-raggiunge l'erezione solo strangolando le partner) si beccherà una pallottola in testa proprio da Winter-col tentativo di stuprarla-, ormai conscia della pazzia megalomane del caro fratellino.

    Ma è Ally il punto cardine, che, sorprendentemente, si fa passare tutte le sue paure e fobie e si arruola nella setta di Kai (gatta ci cova?).

    Reverendi a cui Seven ha fatto più male che bene a parte, l'episodio fila via liscio e , ormai, i nodi stanno venendo al pettine.

    **!
    Ultima modifica: 4/01/22 19:26 da Buiomega71
  • Discussione Buiomega71 • 5/01/22 10:07
    Pianificazione e progetti - 23872 interventi
    AMERICAN HORROR STORY stagione 7 Cult

    Episodio 9  Prova di lealtà di Angela Bassett

    POSSIBILI, E INEVITABILI, SPOILER.

    L'episodio si apre con le follie suicidie di massa di Jim Jones (che si rifà al momento culmine di The Sacrament di Ti West), Marshall Applewhite (questo con tanto di deliranti visioni fantascientifiche di alieni e astronavi) e David Koresh (le numerosissime figliazioni e il massacro alla fattoria) ,tutti e tre interpretati da Evan Peters) , veri e propri miti e punti di riferimento per Kai, che ormai si sente il nuovo messia e chiede ai suoi accoliti folli prove di fedeltà assoluta (lo scherzone macabro del beverone avvelenato, dove chi si rifuta di bere la pozione viene freddato all'istante).

    Ally tira fuori il suo lato oscuro e smette di frignare, e con naturalezza e ginecea spietatezza mette in atto il suo piano vendicativo, avvelena sua moglie Ivy, godendosi lo spettacolo di vederla morire avvelenata mentre butta sangue dalla bocca.

    Kai si erge a guru assoluto (tra i suoi obiettivi eliminare la pornografia da internet, che, secondo lui, causa l'indebolimento del fisico e della mente) e si prende meriti non suoi (dice di essere il padre del piccolo Oz, pontificando che il seme per l'inseminazione artificiale era il suo, ma non è vero) e nessuno osa contrariarlo, anche perchè circondato da uno stuolo di fedeli "soldati" nazistoidi e misogini, pronti a fare qualsiasi cosa Kai ordini.

    Nei suoi deliri, Kai, afferma che Jim Jones venne resuscitato da Gesù Cristo in persona (in uno dei momenti più pacchiani dell'intera serie di AHS, dove Cristo-sempre interpretato da Evan Peters-se ne scende dal cielo, con visibili corde che lo sostengono, insieme ad alcuni angeli (che nemmeno nella farsaccia Un pesce color rosa), riportando in vita Jones, che a sua volta ridà vita ai suoi adepti morti suicidi. Ma il piccolo Oz, consultando Wikipedia con lo smartphone, sbugiarda Kai davanti ai suoi seguaci. Kai si adira all'istante, punendo il ragazzino per aver messo in dubbio la "sua" verità.

    Intanto Ally continua nel suo piano, facendo credere a Kai che Oz sia davvero figlio suo conquistandosi così la sua fiducia, l'unico modo per attuare la sua vendetta e far cessare quel clima settario di megalomania, delirio e morte.

    Almeno da segnalare la battuta cult (nomen omen) del ragazzino Oz, quando Kai tira in ballo il nome di Tolstoj e Oz risponde "Cosa? Toy story?".

    Ormai si sta giungendo al capolinea, episodio di pura transizione, dove poco succede (anche se non si contano più i plot twist), ma resta la curiosità di come Murphy e Falchuck intendano chiudere questa settima stagione, tra le più interessanti di AHS, dominata dalla grande interpretazione di Evan Peters.

    **!
    Ultima modifica: 5/01/22 20:12 da Buiomega71
  • Discussione Buiomega71 • 6/01/22 10:34
    Pianificazione e progetti - 23872 interventi
    AMERICAN HORROR STORY stagione 7 Cult

    Episodio 10 Charles (Manson) al potere di Bradley Buecker

    POSSIBILI, E INEVITABILI, SPOILER.

    Non poteva mancare, visto la sfilza di santoni e sette che popolano questa stagione fatta di cospirazioni e nuovi messia in preda al delirio e alla follia, il buon Charlie (sempre interpretato da Evan Peters in modalità trasformista peterselleriana) e il massacro di Cielo Drive.

    Prima che Tarantino dia la sua versione, così come Farrands e la Harron riscoprano (a modo loro) il culto di Charlie e la strage di Bel Air, Falchuck e Murphy arrivano prima, riproponendo la notte di sangue con vittima Sharon Tate (le donne della family, sono impersonate dalle stesse attrici della stagione-in un inquietante sdoppiamento allucinatorio-quindi Sarah Paulson/Ally/Susan Atkins/, Leslie Grossman/Meadow/Patricia Krenwinkler/, Billie Lourd/Winter/Linda Kasabian/, mentre Sharon Tate è interpretata dalla modella Rachel Roberts), che diverrà il punto di riferimento di Kai (con tanto di proiezione mentale di Manson, che le appare come consigliere e "spirito" guida).

    Ormai Kai è sulla breccia dell'onda, ma , chi si oppone alle sue propagande politiche non tarda a farsi sentire. Durante un comizio viene attaccato da alcuni manifestanti democratici che lo tacciano di nazismo e non vogliono che gli Stati Uniti finiscano nelle mani di un fascista misogino, gettandole palloncini pieni di urina e spruzzandole spry urticante negli occhi.

    Kai si vendica così dei sovversivi, facendo uccidere dai suoi clown il suo braccio destro Gary, per far ricadere la colpa sui democratici oppositori. Ormai il dado è tratto, e Kai punta alla Casa Bianca.

    Kai diventa sempre più sospettoso e paranoico, cominciando a soffrire di allucinazioni (non solo le appare Charles Manson come suggeritore, ma pure il fratello che ha ucciso, omaggio al fantasma malmesso di Griffin Dunne di Un lupo mannaro americano a Londra) e le sue paranoie si fanno sempre più ossessive quando trova una cimice, stile La conversazione, nascosta dentro il divano della sua dimora.

    Chi ha messo la cimice? Chi lo stà tradendo per conto dei federali?

    La femminista sovversiva Bebe torna a farle visita, irata perchè non ha mantenuto le sue promesse, e cioè quelle di far esplodere la rabbia delle donne in un momento politico delicato con Trump al potere.

    Kai mostra il suo disprezzo per le femministe, dicendo a Bebe che le donne vanno prese per la F, Bebe le punta addosso la pistola, ma Ally, più lesta, spara in testa a Bebe, salvando la vita a Kai.

    E mentre Winter fa la barba a Kai con il rasoio (con un omaggio agli Intoccabili di Brian De Palma, quando Capone/De Niro viene sbarbato e accidentalemnte tagliato dal barbiere), Kai "sente" che è sua sorella che ha messo la cimice. Ally rinforza i sospetti di Kai, e quest'ultimo strangola la sorella, per poi sfogarsi in un pianto a dirotto, in un momento in micro da decadenza viscontiana alla Caduta degli Dei.

    Ma la vera spia è un suo subalterno, tal Speedwagon, che non regge all'uccisione di Winter e scappa via, ma viene raggiunto da Ally...

    Tanta carne al fuoco (come direbbe Corrado Fumagalli), per il penultimo episodio, dove ormai il giorno del giudizio è vicino, e restano in gioco Ally (che da vittima si è trasformata in carnefice), Beverly e, naturalmente, il nuovo messia Kai, che stà sempre più sprofondando nella follia come un personaggio delle tragedie shakespeariane.

    ***


    Ultima modifica: 6/01/22 19:10 da Buiomega71
  • Discussione Buiomega71 • 7/01/22 10:12
    Pianificazione e progetti - 23872 interventi
    AMERICAN HORROR STORY stagione 7 Cult

    Episodio 11 Il grande giorno di Jennifer Lynch

    POSSIBILI, E INEVITABILI, SPOILER.

    E il giorno del giudizio è arrivato.

    Kai si ritrova in un carcere di massima sicurezza, e lo vediamo armeggiare con una secondina di colore, un pò come faceva Brad Davis con Irene Miracle in Fuga di mezzanotte, nella sua cella. La secondina, Gloria, afroamericana e in sovrappeso, sta mostrando le tette a Kai e si scopre che è una sua adepta, rivolgendosi a lui chiamandolo "Divino supremo". Perchè, anche tra le mura del carcere, e tra i detenuti, Kai stà riorganizzando il suo culto, dispensando protezione verso gli altri carcerati e promettendo loro il giorno del giudizio (non senza qualche sacrificio di sangue).

    Kai è stato tradito dal "ratto", una spia infiltrata nella sua family

    Mentre stà progettando "la notte delle 1000 Tate" (ma che, causa tempistica, diventano 100), che consiste di far assassinare 100 donne incinte, per creare caos, panico, terrore e rabbia muliebre, e rinforzare la sua corsa alla Casa Bianca, Ally (che è l'infiltrata) fa intervenire le teste di cuoio dell FBI, che fanno irruzione nel covo di Kai uccidendo tutti i suoi adepti, ponendo fine alla follia di Kai, che, una volta arrestato, giura di uccidere Ally.

    Ally diventa l'eroina nazionale e si candida alle elezioni, e trova in Beverly il suo braccio destro. E anche Lana Winters (la famosa giornalista di Asylum) vorrebbe intervistarla per il suo talk show.

    Kai, aiutato da Gloria, riesce a evadere dal carcere per uccidere Ally, uccidendo e sfigurando un detenuto (spellandole la faccia stile Hellraiser), facendolo passare per lui.

    Durante il comizio elettorale tra Ally e il senatore Jackson, Kai fa irruzione sul palco, puntando in faccia la pistola a Ally, ma la rivoltella è scarica (si scopre che Gloria era in combutta con Ally), Kai è disorientato, ma non fa in tempo a razionalizzare, Beverly le fa saltare la testa con un proiettile.

    Ora Ally è finalmente senatrice dello stato del Michigan

    Ma c' è un ma e un però:

    *Ally ha avvelenato e si è goduta l'agonia di sua moglie Ivy
    *Ally ha sparato in testa, con fredezza, alla femminista Bebe
    *Ally ha fatto uccidere. sapendola innocente, Winter da Kai
    *Ally ha piantato un coltello nella gola a Speedwagon

    Ergo, Ally non è una bella persona.

    Nell'ultima inquadratura, infatti, vediamo Ally davanti allo specchio, la sua espressione è un misto di odio e glacialità, e men che peggio che nella chiusa della Fabbrica delle mogli, si copre il capo con una mantella nera, la stessa mantella usata dal movimento femminista/estremista SCUM di Valerie Solanas, che invocava lo sterminio di tutti gli uomini.

    Dalla padella alla brace, Kai e Ally, due facce della stessa medaglia.

    La crociata contro il patriarcato ha inizio...

    ***




    Ultima modifica: 7/01/22 13:37 da Buiomega71
  • Discussione Buiomega71 • 7/01/22 11:11
    Pianificazione e progetti - 23872 interventi
    Zendy, in cassazione anche la settima stagione di AHS,  questo è il commento finale, puoi inserirlo nello speciale SERIE PER SERIE insieme agli altri commenti? Grazie

    AMERICAN HORROR STORY CULT (11 EPISODI)  (2017)

    Sette, deliri di onnipotenza, tradimenti, complotti, derive shakesperiane, follie estremiste femministe (la SCUM), in quella che è la stagione più matura del format. Eliminato l'horror (ma la ghenga di clown assassini è davvero spaventosa), quel che resta è Ho sparato a Andy Wharol e lo Zodiaco, Charlie Manson e il massacro di Cielo Drive, nel volto dell'America più oscuro e intriso di marciume, del nazismo crescente, nell' egemonia di giovani messia sanguinari, alla strage, progettata, delle donne gravide (la notte delle 100 Tate). Splatter parco ma ben assestato e una chiusa pessimista che da valore aggiunto. Evan Peters (petersellerianamente) padroneggia l'intera settima stagione. I mostri (quelli veri) ambiscono alla Casa Bianca.

    Voto ***




    Ultima modifica: 7/01/22 15:35 da Buiomega71
  • Discussione Zender • 7/01/22 14:55
    Pianificazione e progetti - 45723 interventi
    Grazie Buio, aggiunto.