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TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/03/09 DAL BENEMERITO HOMESICK
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Homesick 10/03/09 19:02 - 5737 commenti

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Quattro episodi sull’instabilità dell’amore, che Antonioni narra secondo il suo consueto schema: ampio spazio al paesaggio (specie nel primo, ambientato a Ferrara) che diventa esso stesso attore, dialoghi sporadici o sostituiti da sguardi, gesti e silenzi eloquenti, un erotismo delicato e sensuale sprigionato dai nudi artistici della Sastre, della Marceau e della Caselli. Mastroianni e la Moreau disquisiscono su arte e realtà. Prologo, intermezzo ed epilogo sono opera di Wim Wenders. Etereo e affascinante, conserva l’essenza del Maestro, seppur un po’ annacquata rispetto al passato.
MEMORABILE: Il rispetto qusi sacrale con cui Rossi Stuart sfiora il corpo della Sastre.

Saintgifts 4/04/10 09:53 - 4098 commenti

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Traendo dal suo stesso libro "Quel bowling sul Tevere", Antonioni, dopo dieci anni di inattività, gira questo film diviso in quattro storie e in posti diversi (bellissime locations ben fotografate) tenute assieme dalla figura di un regista (Malkovich) che esterna i suoi pensieri. Storie d'amore dove sono le donne che cercano e aspettano uomini o troppo intellettuali o troppo viscerali. Fa eccezione l'ultimo episodio, ma c'è un motivo. I dialoghi a volte sono banali: meglio i silenzi e le immagini dei corpi.

Pigro 30/03/11 14:51 - 9154 commenti

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Quattro frammenti di discorsi amorosi insoddisfatti, evocati da un regista. Evitando le premesse dei critici entusiasti ("pensate che il regista è 83enne e colpito da ictus") il film in sé è piuttosto inutile. Storie artificiose, dialoghi pessimi, grandi attori sprecati, ambienti da cartolina, sequenze banali, musica inascoltabile: il tutto sia negli episodi di Antonioni che nei raccordi di Wenders. Si salva la bella idea, pervasiva, degli scorci visti dalle finestre. Manierismo alla film intellettuale anni 60, ma con 30 anni di ritardo.

Cotola 2/04/11 19:34 - 8575 commenti

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A tredici anni di distanza dall'ultimo film e dopo la malattia che lo ha colpito, Antonioni torna al cinema con Wenders. La pellicola per la verità è più figlia del primo che del secondo: Wenders ha girato, infatti, solo le parti di raccordo. Dispiace che il risultato sia deludente, sia nelle immagini (che conservano qualche scorcio interessante ed un pallido ricordo del maestro che fu), ma ancor di più nei dialoghi (di Tonino Guerra) che sono brutti e banali come non mai e nella storia. Fosse stato muto ne avrebbe guadagnato.

T.garufi 13/06/11 23:43 - 17 commenti

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Filosofico nei dialoghi, che tendono a rendere vago il contesto e ne addolciscono l'acido (s)costume. Magistrale il controllo delle luci negli interni e nelle riprese di nudo delle tre donne, ottimo il lavoro di Contini e Muller. Il filo conduttore delle quattro storie è proprio l'amore nelle sue diverse e particolari forme: il tradimento, la gelosia e le conseguenze che ne derivano.

Enzus79 7/10/11 15:33 - 2515 commenti

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Non uno dei migliori film di Michelangelo Antonioni (e dire che alla sceneggiatura ha collaborato anche un certo Tonino Guerra). Lentissimo anche se comunque fa riflettere sulle possibili emozioni che può provocare una storia d'amore. Le scene di nudo sono troppe ed inutili. Bella la colonna sonora.

Giacomovie 26/12/11 13:37 - 1384 commenti

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Film lento e denso di significati con quattro storie aventi il tema conduttore dell'amore insoddisfatto o che rimane sospeso. Le riflessioni sull'esistenza sono caratterizzate da un ermetismo che ha il suo fascino (anche se non per tutti i gusti) e supportate da riferimenti simbolici. Ogni episodio ha un erotismo delicato supportato da tre bellissimi nudi (Ines Sastre, Sophie Marceau e Chiara Caselli) che sottolienano il contrasto tra carnalità ed astrazione.

Myvincent 16/08/12 07:25 - 3425 commenti

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Tre storie firmate da Michelangelo Antonioni e Wim Wenders ricche di riflessioni sull'esistenza e sull'amore, con un sottofondo intimistico come solo due grandi maestri potevano raccontare. Interpreti internazionali e due straordinari camei di Mastroianni e Moreau basterebbero per prendere le distanze dalla decadenza della cinematografia coeva. Eccellente pietanza.

Paulaster 6/05/14 09:50 - 3925 commenti

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Serie di 4 episodi filanti dove Antonioni mette più a nudo gli attori piuttosto che indagare nelle singole relazioni. Dialoghi perlopiù stucchevoli che creano altro vuoto rispetto agli spazi di contorno: decadente a Ferrara, noiosetto a Portofino, essenziale a Parigi. Parte in Provenza dove a livello di immagini si distingue per efficacia visiva e per fortuna le parole non sono necessarie. Come scelta delle coppie forse si salva Reno/Ardant, le altre sono squilibrate e non creano empatia. Sufficienza a Mastroianni e Caselli.
MEMORABILE: La ripresa dall’esterno dell’ascensore; Lo scorrimento finale dell’albergo.

Noodles 3/12/22 23:16 - 1782 commenti

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Il testamento artistico di Michelangelo Antonioni, che torna sul set dopo tredici anni dimostrando di non aver perso la mano. È un film a episodi: sono quattro e tutti buoni, tra cui spicca quello con Sophie Marceau. Wim Wenders ha girato prologo, finale e intermezzo, ma la sua mano in realtà sembra presente in tutto il film. È visibile infatti una commistione tra lo stile serioso di Antonioni e quello surreale del regista tedesco. Cast assolutamente all'altezza, che mischia Italia, Francia e Spagna. Indimenticabile la fotografia nell'episodio ferrarese. Gran bel film.

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    immagine a 20:46

    Ultima modifica: 20/02/22 11:51 da Zender