Al di là delle montagne

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Titolo originale: Shan he gu ren
Anno: 2015
Genere: drammatico (colore)
Numero commenti presenti: 5

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 11/05/16 DAL BENEMERITO XAMINI
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Xamini 11/05/16 11:50 - 1051 commenti

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Cinema niente affatto banale, quello di Zhangke Jia. Il racconto si svolge in tre annate (1999, 2014, 2025), riprese in tre formati differenti e separate da distanze spaziotemporali incolmabili. Il tratto predominante è quel capitalismo divoratore che cannibalizza la Cina, la trasforma rapidamente e che nel film è incarnato dal figlio di Tao (la Cina), Dollar (nomen omen), incapace di desiderio, di ricordare il nome della madre o la propria lingua di origine. Come Still life, è un film dai ritmi lenti, apparentemente indigesto, ma talmente ricco di allegorie da premiare con gli interessi una visione attenta.

Daniela 29/10/16 16:39 - 10326 commenti

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Dal 1999 a 2015, l'evoluzione della società cinese narrata attraverso momenti di vita familiare in una storia in cui l'occidentalizzazione economica e culturale porta alla perdita di radici e quindi di identità: Dollar, il ragazzo che il padre ha cresciuto nel lusso in Australia, insieme all'uso del cinese ha dimenticato anche il nome di Tao, in un cortocircuito in cui madre e lingua-madre si identificano. Attraverso una narrazione tradizionale, il regista firma un'opera molto ambiziosa nei contenuti, talvolta troppo didascalica e semplicistica in alcuni passaggi, ma stimolante.
MEMORABILE: "Sei il padre di un traduttore automatico"

Giùan 11/12/16 12:04 - 3296 commenti

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Ha una straordinaria qualità asintotica questo splendido film di Zhang Ke, con il suo avvicinarsi alle corde emotive dello spettatore, senza mai raggiungerle e cercando anzi con un magistero tecnico che fa tutt'uno con uno sguardo etico profondo, di non coincider mai con esse. Pervaso da scarti continui, il film ha un incipit da melò comune, quasi scostante, che pure alla lunga risulta propedeutico a un mood perennemente e preventivamente nostalgico. Opera complessa e (fortunatamente) imperfetta sulla perdità d'identità universale. Bravi Tao, Dong e Liang.
MEMORABILE: Tao ritrova Zhang ormai malato; Il finale al ritmo di "Go West".

Galbo 27/10/16 07:14 - 11612 commenti

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"Vestita" con abiti melodrammatici, una vicenda che parla dei cambiamenti impetuosi della Cina, da un'economia rurale alla massiccia industrializzazione e soprattutto al trionfale ingresso del Dio denaro che scardina le coscienze e scombussola i sentimenti. Corruzione delle anime mostrata dalla storia. Con uno stile visivo pregevole, il regista dirige un dramma in tre atti impreziosito da un uso superbo di fotografia e ambientazione e con un'eccellente interpretazione del cast. Da vedere.

Saintgifts 29/11/16 18:50 - 4098 commenti

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Passato, presente e futuro, una Cina che, nella visione di Zhangke Jia, sta cambiando velocemente ma con la speranza che da qualche parte rimangano radici e tradizioni. Uno spaccato della vita di Tao (Tao Zhao) da Fenyang (città natale del regista) all'Australia, in un arco di 25 anni, partendo dalla fine del 1999, con una puntata nel 2014 e un finale nel 2025, tre momenti nettamente distinti dai diversi formati dello schermo. La prima parte, fatta più da espressioni e lenti momenti cruciali, si occidentalizza sempre più avvicinandosi al futuro.
MEMORABILE: "Go West" dei Pet Shop Boys.

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