Al calar delle tenebre

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Darkness falls
Anno: 2003
Genere: horror (colore)
Note: Aka "Al calare delle tenebre".
Numero commenti presenti: 16
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Mette sempre una certa tristezza constatare come il talento e la classe, che si affacciano con sempre più fatica all'interno del genere horror, vengano talvolta gettati al vento al servizio di sceneggiature e soggetti privi di una benché minima originalità. DARKNESS FALLS parte bene, sfoggia affascinanti titoli di testa che, raccontando la storia di una strega notturna, sfumano in un prologo esemplare, dal punto di vista della messa in scena terrorizzante: luci e fotografia eccellenti, belle inquadrature, la tenebra che cala e avvolge la stanza di un bambino, l'apparire sfuggente di una maschera bianca avvolta in un lugubre manto nero, le urla, la morte... Poi passano dodici anni e l'orrore è sostituito dalle solite lagne di un bimbo che...Leggi tutto non vuol spegnere la luce, dalle crisi esistenziali del sopravvissuto all'attacco di dodici anni prima che vede profilarsi all'orizzonte la maledizione che torna: dialoghi scialbi, una lunga teoria di scene già viste, un affaticamento della regia che evidentemente scalpita per potersi rituffare nell'orrore fine a se stesso. E quando lo fa (notevoli le sequenze in prigione) il film torna a impennarsi, perché ancora il lavoro sulle luci, sul sonoro e sul montaggio è di quelli che colpiscono e il nuovo boogeyman creato da Stan Winston (non il primo venuto!) ha il carisma giusto. C'è il tempo per il rendez-vous finale, già troppo fracassone e diluito senza molte idee, che lascia un po' delusi. È passata un'ora e un quarto e siamo già ai titoli di coda (prolungati per ben 10 minuti, giusto per gonfiare un minutaggio misero), scintillanti e cromati. Un horror elementare, che assembla NIGHTMARE, MOTHMAN PROPHECIES e altro con talento visivo inusuale.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Undying 30/05/07 18:09 - 3841 commenti

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Una bella idea trasposta sullo schermo senza troppa passione. Ai buoni effetti speciali ed alla valida interpretazione degli interpreti si contrappone una sceneggiatura inconcludente e incompleta (il finale, sintetico e irrisolto). Rimane l'amarezza per un soggetto che aveva molte potenzialità e che, alla fine, appare decisamente tirato via.

Cotola 30/12/07 17:57 - 7402 commenti

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Immane boiata di proporzioni colossali che paga a carissimo prezzo una sceneggiatura risaputa ed assolutamente ridicola, priva di qualsiasi logica e piena di enormi buchi narrativi. Finale affrettato e tirato via. Di una pochezza di idee disarmante come dimostra il fatto che duri, cosa più unica che rara nel cinema di oggi, appena un'ora e quindici minuti. Peccato perché tecnicamente non è male ed il regista, che rinuncia a facili e gratuiti effetti speciali sangunolenti, mostra, forse, di non essere una schiappa. Si spera in prove future.

Fabbiu 2/03/08 03:25 - 1925 commenti

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Paura del buio e la vendetta della "fatina dentina": sembravano idee molto interessanti in un film horror; peccato che non ci sia un briciolo di scena non già vista o poco ricorrente negli slasher e horror-fotocopia. Strapieno di lacune che vengono colmate con una fotografia non male, un sonoro pompante e riprese frenetiche; ma non bastano perché il film è sostanzialmente molto povero e nonostante la durata (piuttosto breve) mi sono spazientito troppo aspettando il finale.

Puppigallo 22/07/08 17:32 - 4485 commenti

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Neanche più della fata dentina ci si può fidare. A parte questo, il film, quasi un mediometraggio (e menomale, perchè altro da dire non c’era) ha una sua dignità, i dialoghi sono passabili e alcune scene sono piuttosto ben girate. Gli attori se la cavano e la fata dentina è un “bel vedere” (quando si mostrerà). Certo, la sceneggiatura è un po’ povera e sbrigativa (la spiegazione iniziale), ma nel complesso non è male, anche perchè il protagonista è decisamente ossessionato dal passato e al buio proprio non ci può stare, come uno sfortunato bambino che dorme 10 minuti a notte.
MEMORABILE: La prima comparsa della fata dentina (buona suspence).

Trivex 24/09/10 09:52 - 1471 commenti

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Non capisco perché non continuare con l'andazzo iniziale, oscuro e minaccioso, come rappresentato nella scena nel bagno. Poteva essere un buon horror, infatti il soggetto non è malaccio, ma poi il sentiero intrapreso ha rovinato quasi tutto. Sparisce la tensione, si perde il mistero, arriva una specie di action soprannaturale, basato sul contrasto dinamico, una lotta praticamente fisica tra le parti. Lo sgombero del pathos non rende il prodotto inguardabile, ma lo declassa a mero strumento d'intrattenimento, divulgativo e adatto a visioni (quasi) familiari.

Belfagor 7/06/10 16:25 - 2620 commenti

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Scarso e deprimente horror il cui unico pregio è l'interessante premessa volta a riportare in auge la paura infantile del buio e la leggenda della fatina dei denti. Il personaggio della strega ha un fascino quasi lovecraftiano, ma lo svolgimento sciatto e prevedibile, l'utilizzo quasi pretestuoso del materiale di partenza e la convenzionalità della trama fanno scemare l'interesse molto rapidamente. Poteva prendere la strada dell'orrore cosmico, invece alla fine ad essere cosmica è solo la delusione.

Greymouser 3/07/10 15:04 - 1458 commenti

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Il regista del mediocre prequel di Non aprite quella porta tenta qui di rendere suggestivo e inquietante il tema non nuovo della paura del buio. L'esito è - anche in questo caso - mediocre; perchè l'idea di base e i suoi elementi non trovano il supporto di una regia convincente, e la sceneggiatura fa acqua da tutte le parti. A Liebesman va riconosciuto il coraggio di rischiare il ridicolo col personaggio della fata Dentina, e il merito di averlo quasi evitato.

Ale nkf 10/09/11 20:32 - 803 commenti

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Un discreto horror che si apre con una scena inquietante della fata dentina, ma che via via perde di credibilità a causa di una sceneggiatura troppo sbrigativa soprattutto nell'ultima parte e a causa di alcune sequenze non del tutto chiare. L'idea di una terribile vendetta della fatina con la quale non puoi mai incrociare lo sguardo sarebbe stata buona se il finale non si fosse risolto troppo velocemente e la trama fosse stata sviluppata meglio. La tensione non manca, ma Liebesman avrebbe potuto fare di più.

Ryo 9/01/12 13:59 - 2169 commenti

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Insulsa e banale storiella derivata dalla leggenda della fata dei denti (ma non era il topolino?). Il prologo ha un certo fascino, ma poi ci si trova davanti ad una serie di situazioni esageratamente improbabili, personaggi piatti, cliché e risvolti scontati. Pietoso, così come la risoluzione nell'epilogo.
MEMORABILE: Il prologo della leggenda.

Daniela 21/02/13 13:30 - 9083 commenti

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Il soprannome è grazioso - la fata Dentina - ma la tizia è una strega orrenda che si accanisce sui bimbi per vendicarsi dei torti patiti quando era viva. Un ragazzo che l'aveva sfangata quando era piccirillo torna nel paese natio e deve far i conti con la malefica creatura... Iniziamo dal pregio maggiore: il film dura poco. Fine dei pregi, considerata la sceneggiatura insulsa, la regia corretta ma anonima, il cast irritante, il ricorso estenuante alla tecnica del "rumore improvviso che fa fare un balzo sulla sedia ma è un falso allarme". Sbadigliabile.

Myvincent 6/03/13 06:37 - 2499 commenti

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Il mito infantile della fata dentina riproposto in salsa horror con una storia semplice semplice, ma efficacemente e con un buon ritmo incalzante. Senza tante pretese, ma con alcune assurdità filologiche, il film ha anche il pregio di durare quel tanto che basta per non stancare troppo della sua visione. Da consumarsi la notte e al buio...

Rambo90 13/04/13 00:56 - 6271 commenti

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Non male; horror usa e getta con storia semplicistica tutto improntato all'azione ma alla fin fine godibile, forse anche per la breve durata. La confezione è buona; nonostante manchi completamente il sangue e la tensione non sia altissima, ci si riesce ad appassionare. Cast anonimo ma azzeccato, baubau abbastanza originale.

Taxius 4/06/15 14:30 - 1643 commenti

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La storia è veramente interessante; peccato che venga sviluppata male... i primi minuti sono da vero horror, spaventano e inquietano facendo pensare che il film continui su questi livelli; peccato che tutto finisca subito con la comparsa della scritta "12 anni dopo"... Nonostante la breve durata il film risulta essere lento e ripetitivo, con diversi buchi nella sceneggiatura. La recitazione è scarsa e almeno qui si poteva fare meglio.

Rigoletto 30/12/16 20:42 - 1483 commenti

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Il "Baubau" notturno, spauracchio di tanti ometti, prende corpo in questa storia il cui risultato è scarsino, con l'aggravante di una certa prevedibilità che va a sciupare tutta la componente sorpresa. Ugualmente, cast e regia non si segnalano per alcunché di rilevante, oltre a patire una mancanza di personalità disarmante. Difficilmente potrò risentire la necessità di una seconda visione. Conserviamo il tempo per film migliori.
MEMORABILE: La fotografia.

Magi94 16/07/17 15:03 - 649 commenti

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Il prologo già fa capire che il prodotto in questione non è dedicato ai maggiorenni, ma la successiva ora (e per fortuna non di più) fa rimanere a bocca aperta dall'orrore (purtroppo solo cinematografico) che si sta osservando sullo schermo. Una storia ridicola, dialoghi infantili e neppure un'ombra della "paura" che il film dovrebbe generare. Las scarsa vena di regista, sceneggiatore e attori fa infatti più ridere che altro e non si salva mezzo istante di film. Peggio della media.

Anthonyvm 14/08/19 18:00 - 1683 commenti

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Una collezione a non finire di cliché, stereotipi e luoghi comuni (ci sono tutti: traumi infantili, protagonista tormentato che deve affrontare le proprie paure, persino uno jumpscare con gatto che sbuca all'improvviso). Qualche sequenza riesce a trasmettere un brivido se isolata dal resto, ma il film nel suo insieme è talmente banale e striminzito (anche nella durata, gonfiata con l'espediente dei titoli di coda interminabili) da innervosire più che inquietare. La Fata Dentina non è male come villain, anche se derivativa (Krueger docet). Meh.
MEMORABILE: Il prologo fiabesco con narratore fuori campo; La riuscita (sotto il profilo della suspense) scena della risonanza magnetica; Il volto della Fata.
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