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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Paolo Stoppa entra in scena come narratore paludato, prima ancora che come protagonista della vicenda. Si rivolge allo spettatore e spiega come la storia che verrà raccontata sia la cronaca di fatti realmente avvenuti nella Lisbona degli Anni Venti, quando il traffichino recidivo Alves Reis s'inventò un sistema per coinvolgere tre ricchi signori in una colossale truffa ai danni nientemeno che del governo portoghese; un sistema per immettere sul mercato milioni di scudi (la moneta locale) fatti stampare in modo apparentemente legale dalla stessa tipografia inglese che normalmente si occupava (dal momento che a Lisbona non esisteva la Zecca) di produrre le banconote autentiche. Un piano ingegnoso indubbiamente, che è lo...Leggi tutto stesso Reis (sempre Stoppa) a spiegare ai suoi tre soci: riferisce loro che il Portogallo - nella figura del governatore della banca Camacho Rodriguez - ha messo a punto un finanziamento particolare per chi voglia imbarcarsi nell'operazione: chi vorrà investire 5 milioni di dollari in Angola (all'epoca colonia portoghese) si vedrà restituiti tutti i soldi segretamente - ma legalmente - attraverso un'emissione particolare (che è proprio quella sulla quale Reis dice di voler mettere le mani, millantando continui contatti con Rodriguez). Difficile passare un'operazione simile sotto una parvenza di legalità, ma è quello che invece Reis riesce a fare con i due ricchi imprenditori (Sperli e Tarascio) e il diplomatico (Ferrari) che sceglie come compagni d'avventura e ai quali spilla subito un bel po' di denaro (per pagare i debitori che lo assillano) spiegando loro come quelle siano spese necessarie a “ungere” i meccanismi giusti. E' gustoso seguire come il protagonista - cui Stoppa regala aplomb aristocratico misto a ribalderia sfacciata - organizzi la truffa e soprattutto come reagiscano i tre alle sempre nuove sollecitazioni del vulcanico Reis. Così come sono ottimi i momenti in cui a loro tocca di convincere le tipografie a stampare il denaro senza disporre di alcuna conferma diretta da parte del governo portoghese. Insomma, le scene che stuzzicano la curiosità ci sono e sono anche discretamente organizzate, ma nel complesso il lavoro di D'Anza, che pure è uno specialista delle lunghe durate tipicamente da sceneggiato, fatica a tenere viva l'attenzione, costretto a concedere ampio spazio alla teatralità di Stoppa (pur bravo) e a qualche siparietto inutile di troppo (tutti quelli musicali che chiudono la seconda puntata sono interminabili). E in fondo la truffa, che pure è interessante, è meno machiavellica di quanto si possa immaginare; per cui, una volta spiegata, nel procedere non è facile riempire le quasi tre ore complessive. E qualche impaccio c'è anche nelll'illustrare con chiarezza quali siano gli inconvenienti cui si va incontro, così come nell'ultima puntata ci sono stacchi che impediscono di godere appieno dello svelamento del trucco accompagnandoci verso qualche passaggio caotico di troppo al quale sarebbe stata preferibile una maggiore linearità, nel racconto. Curioso come gl immancabili riassunti delle puntate precedenti siano sempre raccontati a parole dallo Stoppa versione narratore, che si aggira per Piazza del Commercio (prima puntata) o per Piazza dell'Impero di fronte al Monastero dos Jerónimos (seconda) sfruttando begli scorci di Lisbona.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 28/05/17 DAL BENEMERITO NICOLA81 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 18/01/21
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Nicola81 28/05/17 23:13 - 2151 commenti

I gusti di Nicola81

Ricostruzione piuttosto fedele della clamorosa truffa ordita negli anni Venti dallo spregiudicato uomo d'affari Alves dos Reis  ai danni della Banca del Portogallo. Su sceneggiatura di Luigi Lunari, D'Anza dimostra di cavarsela anche al di fuori degli abituali territori del mistero, ma tre puntate interamente basate su una truffa non sono poche e l'attenzione rischia inevitabilmente di calare. Cast notevole, come si usava nei vecchi sceneggiati RAI, ma Stoppa (pur fornendo l'ennesima buona prova) era troppo anziano per il ruolo di Alves dos Reis. 

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