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TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/03/11 DAL BENEMERITO DIDDA23
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Didda23 23/03/11 11:16 - 2280 commenti

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Non era assolutamente facile narrare la storia del "Dottor Morte" senza scadere nella retorica o nella didascalità, ma lo sceneggiatore Mazer confeziona una sceneggiatura molto intensa e di ferro. La regia di Levinson è molto curata e funzionale. Prova spettacolare di tutto il cast (Goodman, Sarandon, Huston), ma è Al Pacino a dimostrare una volta di più di essere immenso. Curata tutta la parte dei processi legali. Il film induce a una riflessione profonda su temi importanti come la libertà di scelta individuale, il suicidio assistito e l'eutanasia.

Cangaceiro 25/03/11 10:02 - 982 commenti

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Levinson, in declino al cinema, si rifugia nel piccolo schermo dirigendo e producendo un film sulle gesta del Dr. Kevorkian, paladino dell'eutanasia. La sua regia è piatta, banale con continue dissolvenze a nero in fase di montaggio che smascherano le pause pubblicitarie della tv americana. La forma non è l'elemento principale dell'operazione, ma le sbandate ci sono pure nel contenuto: l'ossessione personale del medico (lunga e nauseante la fase processuale) si mangia la scena spedendo dietro le quinte la riflessione sui temi trattati. Bravissimo Al Pacino.

Galbo 3/06/11 07:02 - 11310 commenti

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Tema ad altissimo rischio quello dell'eutanasia (o morte assistita). Si corre il rischio della retorica infinita e del drammone strappalacrime. Barry Levinson, regista esperto e "navigato" evita quasi tutte le trappole del tema e dirige un film tutto sommato sobrio dipingendo un protagonista lucido e cosciente ma assai poco accattivamente, al quale presta il volto un magnifico Al Pacino che tende a strafare un pò solo nella parte processuale. Opera godibile ed informativa.

Belfagor 25/03/13 15:33 - 2620 commenti

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Telefilm su Jack Kevorkian, medico statunitense celebre per il suo coinvolgimento nel suicidio assistito di oltre cento pazienti terminali. La sceneggiatura di Mazer evita la retorica e i sensazionalismi, in armonia con la regia asciutta e cronachistica di Levinson: ne scaturisce il ritratto di un uomo dai saldi principi, anche se testardo e istrionico. Ottima la prova di Pacino, affiancato da un degno cast. Nella parte dedicata al processo il film si dilunga, ma si mantiene comunque informativo e provocatorio.
MEMORABILE: "Ma lei ce l'ha un Dio?" "Sì, si chiama Johann Sebastian Bach e a differenza del suo non è un personaggio inventato".

Capannelle 18/02/15 14:24 - 3689 commenti

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Un biopic abbastanza sentito che riesce a scansare derive melodrammatiche e si segnala soprattutto per la prova di un cast notevole, che non si limita al solo Al Pacino. La regia è un minimo personale, non si può definire da film tv ma onestamente non riesce a tenere viva l'intera durata del film (durata peraltro esagerata). La sceneggiatura appare incentrata sul dr. Kevorkian e sulla sua determinazione, forte ma anche poco scaltra per l'esito processuale.

Rambo90 15/03/17 22:48 - 6273 commenti

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Biopic dal forte taglio documentaristico, che non cerca di farti empatizzare con il protagonista quanto piuttosto di far ragionare sull'argomento eutanasia. Scelta azzeccata (anche se qui e là la mancanza di vere emozioni pesa), aiutata da un ritmo per nulla pesante e da un montaggio veloce. Pacino è grandioso e aggiunge un altra performance importante alla sua carriera, ma sono bravi anche i caratteristi di lusso Sarandon, Goodman, Huston e la rediviva Vaccaro. Da vedere.
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