Titanic II

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Titanic II
Anno: 2010
Genere: action (colore)
Note: Aka "Titanic 2".
Numero commenti presenti: 1
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Un'idea bizzarra nata per attirare qualche fan incallito del film di Cameron o qualche curioso colpito dal folle titolo. TITANIC II non è un sequel, come prevedibile, ma semplicemente il nome della gigantesca replica del transatlantico originale che un avventato armatore decide di far partire da New York esattamente cento anni dopo l'indimenticato naufragio con l'idea di percorrere probabilmente la rotta inversa (anche se nessuno specifica il porto di arrivo). Il tutto viene liquidato in poche battute, chiaro, dando per scontati i particolari tecnici, i dati della navigazione, le misure di sicurezza (si sa solo che non sono il massimo, tanto per cambiare)... Il Titanic II sta lì e basta,...Leggi tutto non ci si chieda il perché e il percome. A sorprendere un po' è l'inatteso prologo, in cui si osserva un enorme blocco di costa ghiacciata staccarsi dalla Groenlandia, facendoci già capire quanto accadrà: l'iceberg difatti diventa più che altro l'icona cui aggrapparsi, ma il pericolo vero è il gigantesco tsunami provocato dal collasso geologico (anche se per un attimo, provando a ricondurre maldestramente il pericolo a quello “storico”, si cerca in modo delirante di spiegare che il maremoto muoverà tutti gli iceberg dell'oceano creando lo scompiglio). Divertente lo scambio dei ruoli: il protagonista maschile (Van Dyke, anche regista del film) non è affatto uno spiantato come il buon DiCaprio ma nientemeno che l'armatore della nave (ha ereditato dal padre), e si presenta in plancia accompagnato da quattro splendide ragazze seminude di dubbia moralità. Lei invece (Westbrook) è la brava infermierina, figlia di un più modesto guardacoste (Davison). E' incredibile pensare a quante cose Cameron sia riuscito a raccontare in più nel suo film (e non è solo questione di durata): qui tutto avviene con gran velocità, il tempo si perde sui ghiacci (dove dopo un po' si staccherà un nuovo blocco, ancor più grande, per dare il colpo di grazia pure ai pochi che s'eran forse salvati, anche se di loro nulla si sa) o sull'elicottero del padre che parte per i soccorsi. Inutile precisare che il Titanic II è un blocco in computer graphic di scarsissima plasticità, che l'impatto delle gigantesche onde sullo scafo mostra una porzione dello stesso poco più grande di quattro oblò e che le scene di panico si osservano nel salone e in un paio di corridoi (il resto sono grida fuori campo). Della grandiosità del modello insomma non v'è traccia (e d'altra parte il budget non era esattamente lo stesso) e il Titanic II afflosciato sul mare dopo il disastro sembra più che altro un canotto dipinto. Exploitation di basso livello, tenuta appena in vita da una regia sufficientemente dinamica ma che nella lunga fuga finale evidenzia limiti tremendi. Trattare una storia così come un catastrofico qualsiasi, privo d'un briciolo di pathos, è raggelante; persino più dell'iceberg buttato in mezzo all'onda gigante senza motivo, come un pezzo di plastica da cacciare a forza in scena per questioni di suggestione. Di naufraghi in mare non se ne vedono, ma d'altronde anche di gran vita a bordo non s'era avuta notizia... Un film defunto in partenza che ha il merito di spiegare quanto non sia facile comunicare l'epicità al cinema e quale sia, alla luce di questo, il grande valore del film di Cameron.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 13/11/15 DAL DAVINOTTI
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Taxius 1/03/20 11:41 - 1643 commenti

I gusti di Taxius

Capolavoro di bruttezza firmato Asylum che ovviamente non ha nulla a che fare col blockbuster di Cameron. Titanic 2 infatti è solo il nome della nave protagonista del film. Come tutti i film della Asylum anche questo presenta effetti speciali a dir poco imbarazzanti a cui si aggiungono buchi di sceneggiatura, incongruenze colossali e pessima recitazione. Purtroppo il film non riesce a essere neanche divertente, essendo pure noioso. Un'inutile perdita di tempo.
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