The Kingdom - Il regno (8 puntate)

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Riget
Anno: 1994
Genere: fiction (colore)
Note: Distribuito anche come film unico da quattro ore e mezza.
Numero commenti presenti: 11
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

L’idea della serie TV a sfondo horror l'aveva già avuta David Lynch, che col suo TWIN PEAKS aveva però dilatato oltre il sopportabile l’ottimo punto di partenza. Lars Von Trier ha creato un'opera dalla durata più contenuta (4 ore e mezzo circa) e che può essere digerita (dai più eroici) anche in un colpo solo. Purtroppo Von Trier, che sa farsi notare con alcune inquadrature notevoli e una decina di incantevoli invenzioni di regia, non ha la potenza visionaria e il senso dello “stupore” di Lynch, cosicché il suo Regno finisce spesso per impantanarsi nei meccanismi a incastro tipici dei serial, quasi come un E.R....Leggi tutto meno realistico. La fotografia troppo calda (esagerato e fastidioso il continuo ricorso ai toni arancioni) e movimenti di macchina frenetici (treppiedi e carrelli sono stati banditi, evidentemente) cercano di staccarsi dalla media dei TV movie, ma l'economia della confezione è piuttosto evidente. Von Trier sa creare bene il clima di attesa, salvo poi distruggere tutto con sviluppi fasulli e semplicistiche storie di fantasmi. Effetti speciali pochi, con l'unica eccezione di un parto “demoniaco” (ripreso concettualmente dal disastroso X-TRO, ATTACCO ALLA TERRA) che è un vero e proprio omaggio al cinema splatter. Sceneggiatura e dialoghi in perfetto stile soap: mille parole per dire quattro cose, con una costante ricerca dell'attenzione dello spettatore. L'ambiente ospedaliero sembrava favorire l'esperimento, l’affiatamento del cast anche, l'idea di base (che a ben vedere è praticamente la stessa de LA CHIESA) stimolava, l’insolita cornice nordeuropea (siamo in Danimarca) era indice di originalità, ma alla fine di tutto di sostanza ce n'è poca e non ci si stacca molto dai luoghi comuni dell'horror.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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G.Godardi 27/04/07 15:24 - 950 commenti

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Definita come la risposta europea a Twin Peaks, è un serial tv in 4 puntate, mix tra la soap ospedaliera (nel '94 ER era il telefilm più visto) e una ghost story. Il mix risulta avvincente e la storia appassiona a tal punto da poter essere sorbita tutta in una volta. Girato esclusivamente con camera a spalla ma con fotografia trattata con colori innaturali, come imponeva il Dogma. Tale stile risulta oggi sorprendentemente assimilato dalle strutture seriali televisive. Infatti visto ai tempi la visione risultava straniante, oggi invece è ormai un classico.
MEMORABILE: "I cattivi ridono e buoni piangono,perchè il mondo va così". Da ricordare la sequenza finale dell'ispezione all'ospedale, dove tutto va storto.

Cinevision 24/11/07 16:24 - 72 commenti

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Per apprezzare appieno questo serial horror-ospedaliero bisogna capire bene chi è Lars Von Trier e carpirne l'istrionismo di fondo e il fatto che non si prende mai troppo sul serio. Lo scopo del regista danese era quello di prendere per il sedere le serie tipo E.R. e allo stesso tempo parlare d'altro e ha pensato bene di farlo inserendo nel bizzarro ospedale una inquietante ghost-story. Grandissimo il Dr. Elmer, folle primario che odia i danesi, molto simpatica la vecchietta sensitiva.
MEMORABILE: Le reazioni di Elmer alle stranezze dell'ospedale e l'incontro con la bambina-fantasma.

Ghostship 2/06/09 14:37 - 394 commenti

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Una mini serie televisiva che sembra la versione horror di E.R. ed incredibilmente funziona. Il plot è banalissimo ma viene sviluppato in maniera accattivante, creando una tensione che viene sovente stemperata dal grottesco e dall'ironia. Riusciti i personaggi, ottima direzione degli attori da parte di Von Trier che si diverte a giocare con i canovacci horror più abusati, sempre telecamera a mano e fotografia arancione. Da vedere.

Undying 3/06/09 21:02 - 3840 commenti

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Maratona in chiave psycho-horror diretta con certa gòffaggine da un autore idolatrato all'inverosimile. The Kingdom si dilunga in sequenze asettiche e noiose, tutte girate tra un'ala dell'Ospedale e un corridoio dello stesso. La vantata artisticità, attribuita alla povertà di messa in scena, appartiene -di fatto- ad un budget misero che impone al regista di girare con stile amatoriale. Già questo espediente potrebbe invogliare a tenersi lontano da un prodotto "fai da tè". A peggiorare le cose ci si mette una sceneggiatura sconnessa, inconcludente, quanto coerente con la lunga messa in scena.

Pinhead80 2/10/09 17:30 - 3945 commenti

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Tra tutti i film di Lars Von Trier questo risulta essere forse il più angosciante. Certo non si può affermare che sia un film basato sul ritmo e questo, vista la lunga durata, risulta alla lunga essere un difetto. Più che per la trama si segnala in positivo per le atmosfere claustrofobiche e per l'ottima interpretazione di Ernst Hugo Jarogard nei panni del dott. Elmer.
MEMORABILE: Il dott. Elmer sul tetto dell'ospedale mentre contempla in lontananza la Svezia (e le sue considerazioni).

Aal 4/09/10 08:27 - 322 commenti

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Lars Von Trier organizza un'incursione nell'universo televisivo ma lo fa alla sua maniera, ovvero non prendendosi troppo sul serio. Un mix di E.R. e Twin Peaks in salsa nordica con qualche momento memorabile, una fotografia innaturalmente virata sui toni dell'arancione e la sensazione di venire presi per i fondelli sempre dietro l'angolo. Il professor Elmer è un personaggio veramente riuscito, eccessivo fino ad essere caricaturale ma su tutta l'operazione aleggia un vago sentore di non spontaneità che si trasforma in noia, talvolta.

Jorge 14/11/10 19:53 - 164 commenti

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Premetto di aver visto la versione italiana, che è tagliata rispetto al progetto originale; detto questo, considero "The Kingdom" un prodotto godibilissimo, intelligente presa in giro di serie "mediche" come E.R. e simili ma, con all'interno, una "ghost story" a tratti comica, ma al contempo davvero inquietante, quasi "lynchiana". Gli attori sono coralmente bravi, bello il taglio registico (i colori possono non piacere, ma anche si seguono le regole del "Dogma") interessante la trama. Il finale è raffazzonato ma coerente. Molto piaciuto.

Luchi78 7/01/13 14:09 - 1521 commenti

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Grazie a un finale a dir poco pirotecnico che sfiora i limiti della tragedia comica, Von Trier riesce a salvare il suo E.R. alla danese, in cui si poteva fare molto di più ma si è preferito rimanere su un taglio più economico. Si parte col piede giusto, cercando di stimolare la curiosità che un ambiente del genere può fornire con l'inserimento di una massoneria nascosta all'interno del "regno", oppure gli strani comportamenti relazionali del figlio del primario. Poi ci si perde troppo tra ectoplasmi e spiritismi vari, ma una visione la merita.

Deepred89 23/01/14 12:55 - 3282 commenti

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Rispettoso dei parametri televisivi, sia nei ritmi che nella descrizione dei personaggi, è uno dei Von Trier migliori, penalizzato da una fotografia di immonda sciatteria e da qualche passaggio un po' discutibile, ma sorprendentemente scorrevole, intrigante e soprattutto privo di quella supponenza che caratterizza molti suoi lavori. Il buon clima di mistero (pur se stemperato dal grottesco) e i brevi ma incisivi momenti gore fanno pensare che sia proprio l'horror il territorio giusto per il Lars (si pensi anche a Antichrist).

Lythops 25/02/15 11:55 - 972 commenti

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Ciò che colpisce maggiormente è la costante oscillazione tra generi diversi, il perfetto controllo della regia che caratterizza psicologicamente i personaggi sia attraverso lunghe dissertazioni quanto rapidissimi primi piani o atteggiamenti corporei. Qui tutto o quasi disorienta per la sua singolarità, tutto è frenato o esasperato a seconda delle situazioni e la fotografia sgranata e virata totalmente a un seppia (quasi) indisponente appare come l'unica soluzione narrativa per sottolineare una storia con vari livelli di lettura. Quasi geniale.

Raremirko 1/12/19 23:51 - 516 commenti

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Forse ce lo si aspettava un po' più serio; prende ispirazione da E.R. e Twin Peaks, miscelandoli. Cast molto indicato (c'è anche Kier), script più curato di quello che possa sembrare, atmosfera particolare e inquietante. Medici e lavoranti non ci fan comunque una bellissima figura; il regista appare pure in coda a ogni episodio con un fare a metà strada tra il luciferino e l'ambiguo. Tutto sommato merita la nomea di cult che si è creato nel tempo e anche rivisto dopo tempo non perde nulla. Molto molto buono.
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