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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Dopo un veloce omicidio in garage girato davvero male si comincia che par di stare in una puntata di LAW & ORDER: bella avvocatessa in carriera, Samantha Simms (Monroe) è a colloquio con un piazzatissimo detective (Ravanello) che scopriremo poi essere il suo ex: stanno già parlando del delitto visto in apertura perché la principale indiziata, Brenda (LaPlaca), è la sorella di Samantha, con la quale ultimamente non era troppo in ottimi rapporti. Ma di fronte ai legami di sangue non ci si può tirare indietro e così la difesa della sorella pare scontata (un po' meno a Brenda, sulle prime assai recalcitrante). L'uomo è stato ucciso con la macchina...Leggi tutto di lei, che lo conosceva e con cui coltivava una relazione (nonostante una moglie pluricornuta e un figlio). Tracce di DNA dappertutto sull'auto, una tonnellata di SMS minacciosi... per Brenda pare un processo già scritto, ma ovviamente Samantha non è d'accordo: crede ciecamente nell'innocenza della sorella e si prodiga per cercare indizi che la possano scagionare. Scopre però che quella le nasconde qualcosa, qualcosa in cui devono rientrare anche un politico (Munro) con cui la vittima aveva rapporti di lavoro e un club provato popolato da belle escort. La prima parte è piuttosto avvincente: la Monroe è ben calata nel ruolo, ha il piglio giusto e si dimostra credibile (vale a dire non troppo melodrammatica) anche nel rapporto difficile con la sorella, originato dall'aver lasciato lei e la madre (poi morta) per realizzarsi altrove. Meno convincente la controparte maschile: se si eccettua Munro, che come politico indubbiamente è calzante, gli altri sembrano caricature di personaggi da poliziesco di quart'ordine. Poi subentrano i soliti computer ricettacolo di informazioni chiave come sempre protetti da password imbecilli che chi ci si mette davanti dopo tre o quattro tentativi le azzecca. Piace la capacità della protagonista di terrorizzare i possibili informatori minacciando azioni legali che smontano ogni pallido tentativo di difesa che invochi la privacy (in particolare è ben resa la figura della intrigante signora che gestisce le escort del club Beaumont) e l'indagine sembra procedere discretamente. Nella fase centrale tuttavia già si intuisce che le idee son poche e ci si rifugia negli schemi classici del thriller televisivo più tipico aprendo a una seconda parte in cui l'interesse si smorza sempre più e i protagonisti si ripetono senza particolari variazioni cominciando a far scemare l'attenzione. Tocca invece stare attenti, perché c'è ancora da capire chi sia l'assassino e perché abbia agito tanto sconsideratamente; c'è da proteggere chi rischia la vita e da far luce su certe frequentazioni per capire quale sia il segreto che Brenda nasconde alla sorella e un po' a tutti. Niente di particolare anche in quello, ma il film se non altro si segue per la buona performance della Monroe e la struttura non del tutto peregrina. Un thriller tv nella norma, che parte bene per perdersi progressivamente nell'anonimato.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 28/05/20 DAL DAVINOTTI

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