Psycho IV

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Pyscho IV : The Beginning
Anno: 1990
Genere: thriller (colore)
Note: Aka "Psycho 4".
Numero commenti presenti: 16
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Operazione sulla carta interessante quella di Joseph Stefano, sceneggiatore dello PSYCO originale al quale viene commissionato questo capitolo 4. Un prequel mascherato da sequel, che mescola passato e presente attraverso flashback che ricostruiscono gli anni in cui Norman viveva con sua madre e quelli immediatamente successivi, dove già si travestiva e commetteva i suoi primi omicidi. A raccontarne le gesta è egli stesso in persona (di nuovo Norman Perkins!), che contatta via telefono una trasmissione radiofonica in cui si sta animando una discussione su parricidio e matricidio. Ospiti un killer reo confesso e uno psichiatra che, a sentire la voce di Norman (si fa chiamare Ed), capisce subito...Leggi tutto assieme alla conduttrice (Pounder) quanto il caso possa farsi molto interessante. L'uomo infatti racconta perché abbia ucciso sua madre e cosa lo portò a proseguire i delitti, sempre commessi tra la casa e il motel (l'azione di fatto da lì non si sposta, se si escludono le riprese nello studio radiofonico). Un modo per farci insomma conoscere quella donna che siamo sempre stati abituati a vedere imbalsamata sulla sua seggiola o poco distante. Il fatto è che si fatica molto ad associare la bella Olivia Hussey all'immagine che ci si era giocoforza fatti di mamma Bates: è molto giovanile, ha i capelli lunghi e una passione poco giustificata nel reprimere un figlio (Thomas) già non troppo per la quale di suo. Ma l'artificiosità negli atteggiamenti e l'aver insistito con esagerata foga sui comportamenti sballati di Norma Bates tende a falsare la corretta percezione del passato. Così come si avverte immediatamente l'impossibilità di replicare quella raffinatezza nella messa in scena che aveva fatto del classico di Hitchcock una pietra miliare del genere, capace di giocare con una suspense qui colpevolmente del tutto assente. L'esplicitazione smaccata di ogni azione, la reiterazione vuota nei gesti delittuosi nei confronti di personaggi femminili privi di ogni spessore svilisce quella che poteva essere una non banale ricerca psicologica, e anche l'amante di Norma, Chet (Schuster), è dipinto come una maschera sadica e monodimensionale, perfetto obiettivo da annientare per la gioia di Norman ma anche di chi guarda. Perkins ci regala i suoi sguardi alterati mentre racconta il proprio passato al telefono, intervenendo di persona all'interno dei flashback come presenza estranea, spettatore stranito dei propri ricordi (tanto per sfruttarne al massimo la carismatica presenza). E naturalmente convince molto più di un Henry Thomas dall'aria troppo poco ambigua per interpretare un Norman già ampiamente preda delle sue turbe. Si limita a sgranare gli occhi con espressione attonita subendo fin troppo quel che gli accade intorno. Qualche buona intuizione non manca, ma la regia di Garris è debole, scolastica, e al di là di una certa cura in alcune inquadrature e una buona capacità di sfruttare gli spazi della casa il film non va, impantanandosi in un finale tirato inutilmente per le lunghe alla ricerca di una spettacolarità non pervenuta. Così come poco funzionano i siparietti in radio, meri intervalli tra un flashback e l'altro. Resta il fascino di incontrare mamma Bates da giovane per seguirne la spietata esecuzione o di vedere Norman cucirne le carni...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 15/07/07 DAL BENEMERITO CIAVAZZARO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 6/07/19
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Ciavazzaro 15/07/07 12:10 - 4759 commenti

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Ultimo capitolo della saga di Pysco. Questa volta lo sceneggiatore del primo capitolo Joseph Stefano indaga sull'oscuro passato di Bates per capire i fattori che lo hanno fatto diventare criminale, e questo rende il film interessante. C'è un minimo di tensione, ma è quasi scontato immaginare il finale...
MEMORABILE: La voce della madre in cantina

Undying 17/08/08 00:45 - 3841 commenti

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Uno dei primi esempi di prequel, nemmeno mal scritto e diretto con certa cura dal fondatore di alcune serie televisive di certo interesse (Masters of Horror e Fear Itself). Il taglio è, in prevalenza di stampo televisivo, ma l'originalità narrativa, con la storia focalizzata sul perché Bates sia uno "schizofrenico dissociato" è ben sorretta dalle ottime interpretazioni degli attori. Il thriller è sparso in maniera blanda, senza scene d'effetto e senza gore.

Lucius 20/05/09 04:44 - 2819 commenti

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Quarto capitolo della saga di Psycho. Anthony Perkins accetta volentieri di impersonare per la quarta volta il ruolo di Norman Bates, stavolta per la tv, anche se il film a conti fatti sembra tutt'altro che un prodotto televisivo. Dall'adattamento del romanzo di Robert Block per Hitckcock, sicuramente un capitolo tutt'altro che minore nella serie. Innovativo, con un ottima regia ed una particolare fotografia.

Brainiac 28/05/09 22:24 - 1082 commenti

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Non è tanto il tono grottesco dell'epilogo (l'uomo che dà del bravo ragazzo al nipote matricida) a stonare (nella tv italiana s'è visto di peggio). È proprio l'intera operazione a non convincere e non c'era bisogno di ripercorrerne i traumi edipici per capire che Norman Bates vivesse con colpevolezza la propria sessualità. Alcune scene sono passabili (il primo omicidio con la ragazza-tentatrice illuminata di rosso) ma francamente vedere gli ammiccamenti dei "giovani" Bates, mamma e figlio che si strofinano è davvero, davvero, davvero troppo imbarazzante.
MEMORABILE: "Cosa vuoi che usi per passarti l'acqua sopra la pelle?". "Usa le mani..."

Ghostship 9/11/09 23:40 - 394 commenti

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Pessimo epilogo per una "saga" che parte dal capolavoro hitchcockiano e si inabissa in questo tragico flop paratelevisivo. La ricostruzione del trauma di Bates appare semplice e superficiale, specie perché il film è scritto male ("Per colpa tua ho la vescica irritata" - "Devo dare a mia madre lo sciroppo delle due di notte") e manco diverte; nulla, o quasi, si salva. E nemmeno Perkins ci crede più. Fotografia gratuitamente sgargiante.

Myvincent 4/09/10 21:17 - 2525 commenti

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Neanche troppo vergognoso questo film che racconta la genesi di un omicida e dei suoi percorsi mentali. Sforzo della sceneggiatura per trovare elementi nuovi, pescando nel passato di Norman Bates, descrivendolo bambino e poi soprattutto adolescente e non caricandolo di colpe eccessivamente gravose per il personaggio che, tutto sommato, muove anche a pietà. Inutile ribadire la bravura e la forza mimica di Anthony Perkins. Per un po' si pensò anche ad uno Psycho V o a The son of Psycho, ma non se n'è fatto nulla.

Buiomega71 30/12/10 11:56 - 2234 commenti

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Continuo a pensare che Garris sia uno dei registi più sottovalutati degli ultimi anni. Lo dimostra questo ultimo capitolo delle gesta di Norman Bates, dopo il bellissimo numero 3. Garris si discosta dagli altri film della saga, costruendo un prequel fatto di flashback a ritroso nel tempo, nell'adolescenza di Norman (ottimamente interpretato da Henry Thomas) e puntando sul rapporto con la madre. L'abilità di Garris sta nell'avere puntato sul sottotesto incestuoso, piuttosto che sui soliti omicidi. Originale e velamente erotico/morboso.
MEMORABILE: Norman gioca con la madre sul letto, improvvisamente lei si accorge dell'erezione del figlio. Scatta l'ira funesta della mammina.

Tomastich 15/10/12 10:45 - 1216 commenti

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Prendi la cornetta... Norman Bates ti aspetta! Parafrasando una celebre televendita, Psycho IV si presenta come una confessione via radio di Bates, che cerca di tratteggiare il suo passato fino all'omicidio della madre. Poi c'è da recuperare il Norman attuale. Questa parte del film aggiunge un po' di buonismo che magari non era proprio necessaria., però il sempre bravo Perkins si fa apprezzare. Olivia Hussey, poi, era una mammina veramente bella (da viva... naturalmente).

Il Dandi 22/07/13 06:55 - 1747 commenti

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A chiudere il ciclo di Norman Bates è un triste (già solo per il fatto di non essere nemmeno destinato al cinema) film tv che, pur contando ancora su Perkins, spicca soprattutto per essere uno dei primi esempi di "prequel" di una saga (il sottotitolo è "The beginning"), strada spesso battuta con successo nel cinema (particolarmente horror) più recente. Mostrando per la prima volta la famosa Mamma Bates non ancora mummificata, si cerca di giustificare la pazzia di Norman e di renderlo più simpatico, ma il risultato è di una sciatteria deludente.
MEMORABILE: I flashback anni '50 sulla mamma; Le dimostrazioni di fiducia (comiche) dell'attuale compagna di Norman.

Herrkinski 1/04/15 02:49 - 5038 commenti

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Inaspettato capitolo "extra" della serie, che si presenta come un mix tra prequel e sequel. Script e scenografia sono costruiti con attenzione filologica, quindi nessuna contraddizione con i tre capitoli precedenti; purtroppo però il rapporto morboso tra madre e figlio spesso scade nel ridicolo, anche a causa della prova sopra le righe della Hussey, decisamente inadatta al ruolo. Non male Thomas, sempre convincente Perkins e buona la fotografia, nonostante la destinazione tv; ma nel complesso è grossolano e resta poco più che un'occasione mancata.

Rebis 22/07/15 11:14 - 2088 commenti

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Un rozzo manuale di psicologia - che ricostruisce l'adolescenza di Norman approntando eventi traumatici per ogni scena del capostipite - dentro un elementare meccanismo di suspense - la confessione radiofonica che promette nuove vittime. Lo script di Joseph Stefano, garante di continuity, è troppo generico e pilotato a distanza per funzionare, e le motivazioni che muovono Norman (la prole tarata) sono inverosimili e ridicole. Olivia Hussey, esagitata signorina qualunque, non ha il carisma richiesto per interpretare La Madre. Regia di Garris non pervenuta. Score di Bernard Hermann.
MEMORABILE: La mitica colonna sonora di Bernard Hermann...

Deepred89 26/11/16 23:14 - 3272 commenti

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Mediocre, ma Garris (pur coi limiti di un prodotto televisivo) sa girare e valorizza quanto possibile un copione completamente anonimo che fallisce sia nel ravvivare il canovaccio attraverso l'escamotage del dialogo radiofonico sia nel tratteggiare la tormentata infanzia di Norman (e non è facile ad abituarsi a una signora Bates tanto provocante). Godibile solo a sprazzi (simpatiche le tentazioni incestuose) e in modo mai funzionale alla tensione, Perkins esageratamente sopra le righe. Hitchcock, rievocato dalla OST, è ormai lontano anni luce.
MEMORABILE: Una scena molto bella e ben girata: il cocktail mortale.

Jena 10/06/17 10:10 - 1171 commenti

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Come tutti i seguiti del celeberrimo Psyco anche questo non è affatto male. Ovviamente la fa da padrone la presenza carismatica di Perkins, che una volta di più dimostra di aver trovato in Norman Bates il ruolo della vita. Molto interessante la ricostruzione a flashback delle origini del mostro e dell'incestuoso rapporto con la madre (una bellissima, seppure non molto convincente, Olivia Hussey). Qualche volta ci scappa il brividino lungo la schiena. Un po' sciapo il giovane Bates di Henry Thomas, ma c'è pure una brava CCH Pounder pre The Shield.
MEMORABILE: L'omicidio della teenager che voleva farsi il giovane Bates; Le insostenibile scene semi incestuose con la Hussey; Gli sguardi allucinati di Perkins.

Luras 24/09/17 14:36 - 139 commenti

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La commercializzazione della serie, iniziata nel 1960 con l'insuperabile Psyco, finisce con questo quarto, riassuntivo capitolo, in cui, con fantasia, si ripercorre la storia di Norman Bates dall'inizio. Ecco finalmente svelato il volto vivo e giovane dell'ormai mitica mamma con il suo compagno e il modo in cui Norman si è sbarazzato di loro. Tutto sommato divertente, se lo consideriamo come l'ultimo atto per chiudere il cerchio. Di per sé comunque non c'è nulla di memorabile; anzi, è quasi noioso e per fortuna la saga termina qui.
MEMORABILE: La colonna sonora originale di Bernard Herrmman.

Minitina80 19/10/17 19:38 - 2304 commenti

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Gli anni sono passati, ma Norman Bates è ancora in giro e trova il modo di ripercorrere le fasi che lo hanno portato alla deriva esistenziale. Sotto la lente viene messo il rapporto tormentato e disfunzionale con la madre, una Olivia Hussey bella ma priva di volto ambiguo adatto al ruolo. Il film è centrato più sulla psicologia dei personaggi che sull’efferatezza dei delitti e il sangue che scorre è poco. Non si può dire che sia brutto perché è scritto bene con le dovute accortezze nello svolgimento della trama. Particina per John Landis.

Anthonyvm 3/06/20 16:06 - 1792 commenti

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Chi meglio di Joe Stefano, sceneggiatore del primo Pysco, poteva raccontare la giovinezza di Norman? Pur trattandosi di una produzione TV (e ogni tanto il pur professionale Garris lo dà a vedere), il film non si tira indietro sul versante erotico-morboso, fra nudità ed espliciti (nonché disturbanti) riferimenti al rapporto semi-incestuoso fra madre e figlio. Buono l'espediente narrativo dell'intervista radiofonica e intenso (ma un po' spettacoloso) il climax finale. Notevoli Thomas e una Hussey over-the-top: da Vergine Maria a madre depravata.
MEMORABILE: Il primo omicidio di Norman en travesti; La Hussey punisce Thomas perché ha un'erezione; L'avvelenamento con stricnina; Perkins in fuga dai fantasmi.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Lucius • 20/05/09 04:46
    Scrivano - 8340 interventi
    da Wikipedia:


    Dopo le riprese di Psycho IV la
    facciata del Bates Motel fu utilizzata per un labirinto stregato durante la Halloween horror night del 1993.

    Quando Norman telefona per la prima volta alla radio, dice di chiamarsi Ed. Proprio come Ed Gein, il serial killer del Wisconsin cui s'è ispirato Robert Bloch per scrivere il romanzo di Psycho.
  • Homevideo Lucius • 2/04/10 19:43
    Scrivano - 8340 interventi
    Il cofanetto comprendente i quattro Psycho è quanto di meglio ci possa essere per gli appassionati della saga.
  • Curiosità Maxspur • 22/11/11 22:54
    Galoppino - 205 interventi
    Nel video presente nella pagina dei commenti, al minuto 01:31, mentre è in corso la telefonata tra Norman e la speaker della radio(la brava C.C.H.Pounder-Face Off)si riconosce,tra i presenti nello studio, il regista: John Landis.
  • Homevideo Rebis • 17/07/15 00:37
    Comunicazione esterna - 4289 interventi
    Il film contenuto nel cofanetto UK è nel corretto formato televisivo 1,33;1 e presenta i sottotitoli e il (tremendo) doppiaggio italiano. Qualità audio/video accettabile.
  • Discussione B. Legnani • 19/02/17 14:53
    Consigliere - 13725 interventi
    E' mancato Warren Frost.
    Fobte: Televideo