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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Interessante la scelta di raccontare la prima parte della vita artistica di Sordi arrestandosi di fatto alla celeberrima scena del "Lavoratoriii" dei VITELLONI (gli anni successivi vengono compressi in pochissimi minuti, giusto per mostrare l'incontro con Steno e il conseguente trionfo del Sordi/Mericoni di UN GIORNO IN PRETURA), che lo lanciò definitivamente come attore aprendogli le porte del successo dopo esordi incerti. E' infatti sui primi passi e le chiare difficoltà iniziali che il film focalizza l'attenzione, coi primi amori e il rapporto forte con Andreina Pagnani (Lanciotti), con l'amicizia centrale e i sogni di...Leggi tutto gloria consumati insieme al giovane Federico Fellini (Paradossi), entrambi visti come i personaggi cardine attraverso cui leggere il carattere di Sordi. Edoardo Pesce inizialmente lascia un po' interdetti per una somiglianza non troppo accentuata con l'originale, ma va detto che il lavoro sulle espressioni, parzialmente la mimica ma soprattutto la dizione soddisfa e ci permette di apprezzare la buona immedesimazione dell'attore. Riesce invece più difficile intravedere in lui la carica travolgente del primo Sordi; in parte è colpa di una sceneggiatura che di rado trova spunti sufficientemente comici in grado di replicare l'autentica verve dell'originale (le battute quasi mai sortiscono effetti paragonabili a quelli che avevano i tormentoni e le improvvisazioni fulminanti tipiche del fenomenale attore romano). E' un Sordi troppo didascalico, sminuito in quella che era la sua forza trascinante anche perché Pesce non può, inevitabilmente, replicarne la grandezza e i tempi. E qui s'affossa la fiction, che invece nella scelta dei momenti da raccontare ha intuizioni felici (con bell'accento sul doppiaggio di Oliver Hardy) lasciando correttamente intravedere la poliedricità del protagonista. Purtroppo spesso - anche per mancanza di tempo - molti personaggi finiscono coll'apparire semplici nomi noti da riconoscere per la voce (Corrado Mantoni) o per vizi e passioni (De Sica e il gioco, Fabrizi e la passione per la cucina), tessere di un mosaico da ricostruire con la nostra memoria di cinefili e appassionati. E' piacevole seguire il passaggio dal corso di recitazione a Milano, quando Sordi si pagava il soggiorno lavorando come usciere all'Hotel Continental, fino alle performance rivistaiole a teatro. Più banali il ritratto familiare, il rapporto con la madre molto religiosa e il padre musicista prodigo di saggi consigli, l'affetto per le sorelle... il tutto descritto in pieno stile da fiction senza grandi pretese. Ben realizzata (per quanto limitata a pochi scorci) la ricostruzione storica, maldestra la caratterizzazione di Fellini, ridotto a macchietta anche per via del marcato accento romagnolo. Troppo di frequente insomma, rispetto ad altre fiction più azzeccate, risalta la confezione televisiva in un insieme che dà l'impressione di voler mettere in fila nomi celebri dell'epoca col solo scopo di stimolare collegamenti mnemonici elementari senza che la storia ne mostri la necessità.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 28/02/20 DAL BENEMERITO RYO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 7/04/20
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Ryo 28/02/20 01:34 - 2169 commenti

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La giovinezza di Alberto Sordi dai suoi primi studi (ed espulsione) all'Accademia dei filodrammatici sino alla sua consacrazione nella commedia all'italiana, negli anni 50. Un discreto film biografico, molto interessante per gli amanti dell'attore e della storia del cinema. Bravissimo Edoardo Pesce, che attua un'ottima trasformazione per calarsi nei difficili panni dell'attore romano. Molto risalto viene dato alla vita privata, piuttosto che alla carriera cinematografica e la durata (1h40') sembra maggiore a causa del ritmo stentato.

Il Dandi 25/03/20 00:21 - 1817 commenti

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Come al solito la struttura di questo "Il giovane Sordi" è quella di un romanz(ett)o di una vocazione al successo che si arresta quando il sogno si avvera. Leitmotiv stavolta sono i rapporti (entrambi banalizzati) di amicizia con Fellini e di amore con la Pagnani, con varie caricature di passaggio (Vittorio De Sica, Corrado Mantoni) che non vanno mai oltre l'imitazione diventando personaggi, al punto che perfino il bravo Pesce prende la tonalità giusta solo a tratti. Perfino la ricostruzione d'epoca, solitamente punto di forza, è ridotta all'osso.
MEMORABILE: Lillo fa l'imitazione di Aldo Fabrizi che cucina i rigatoni; L'Ambra Jovinelli ridotto a una sala parrocchiale da 20 posti.

Caesars 25/03/20 10:49 - 2722 commenti

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Buona fiction che porta su schermo la vita dell'Albertone nazionale, dagli esordi sul palcoscenico fino al successo cinematografico. La riuscita dell'operazione deve molto alla buona prova di Edoardo Pesce che ci restituisce un Sordi credibilissimo, ma anche il cast di contorno non stona (pur se il Fellini di Paradossi non convince granché). In sostanza un buon prodotto che, seppur destinato alla TV, non sfigura davanti a tanti prodotti realizzati per il grande schermo.

Ultimo 25/03/20 09:14 - 1368 commenti

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Film biografico che racconta gli anni giovanili del grande Alberto Sordi. Edoardo Pesce se la cava piuttosto bene nei panni del grande Albertone, riuscendo a non sembrare troppo grottesco, mentre sembra sottotono il resto del cast. Interessante la descrizione dell'amicizia con il giovane Fellini e il rapporto con i genitori. Meglio la seconda parte. Buone le location romane. Non male, nel complesso.
MEMORABILE: Durante le riprese de Lo sceicco bianco: "A Federi', se cado da qua sopra me rompo na gamba e famo lo sceicco ingessato!"

Gugly 25/03/20 10:08 - 1015 commenti

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Sulla recitazione in sé di Edoardo Pesce nulla da dire, il lavoro su mimica e voce è addirittura impressionante; il problema è che il focus è sugli esordi di Sordi, che in teoria avrebbe 20, 25 anni al massimo ma sembra già quello degli anni Sessanta! Inoltre chi ha letto qualche nota biografica sa che in privato Sordi era più serio e composto, addirittura arrivista, che il povero Fellini non aveva un accento emiliano né una voce così profonda ma tant'è. Diciamo che Pesce è bravo ma si salvano giusto lui e la Lanciotti nei panni della Pagnani.
MEMORABILE: Mario Pio.

Gordon 26/03/20 09:59 - 170 commenti

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Discreto film biografico che ripercorre la vita giovanile del grande Alberto Sordi, interpretato da Edoardo Pesce. Questi, nonostante la buona recitazione, non riesce a rendere pienamente la verve di Sordi, che appare sempre come un cane bastonato. Non vengono inoltre approfonditi alcuni aspetti del personaggio, come la sua religiosità; nel complesso invece la regia, pur abbastanza lenta e compassata, non annoia mai. Buoni ma non eccezionali i comprimari, ottime invece le scenografie d'epoca.
MEMORABILE: Sordi sull'altalena: "Se casco da qui famo lo sceicco ingessato!"

Nando 30/03/20 09:28 - 3485 commenti

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Gli esordi artistici di Sordi in una fiction di discreto livello che vede Pesce in grande spolvero. Gli eventi narrati possono apparire molto romanzati ma sono comunque realizzati con mestiere. Interessante lo sviluppo sentimentale, brava la Lanciotti, mentre troppo bohémien la figura di Fellini. Nel complesso accettabile (d'altronde si tratta pur sempre di un prodotto televisivo).

Decimamusa 1/04/20 09:48 - 84 commenti

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Dalla torbida periferia di Dogman, in cui aveva il ruolo dello spietato ras Simone, alla Roma degli inizi di Sordi: Edoardo Pesce si conferma interprete versatile e di elevata professionalità. Albertone viene splendidamente caratterizzato nella voce, nelle movenze, nel temperamento. In un film così attoriale, il contorno ambientale e il ruolo dei comprimari non sempre sono adeguatamente approfonditi. Meglio, comunque, quello della famiglia rispetto a quello dello spettacolo, ma qui va elogiata la prova di Pia Lanciotti nei panni della Pagnani.
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