Eyewitness - Testimone nell'ombra

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Ci risiamo coll'evaso: soprattutto in tv è tema che funziona da sempre e qui, già dalle prime immagini di fuga nel bosco, sembra svolgersi seguendo il più tradizionale degli schemi. Luois (Olejnik) se n'è scappato di prigione con altri due: uno l'han fatto fuori e l'altro catturato. La polizia contatta subito Diana (Booth), la donna a causa della cui testimonianza l'uomo venne condannato: il processo stabilì che Louis le uccise il padre e il fidanzato nel garage della lussuosa villa dove lei ancora abita e dove lui lavorava come giardiniere. Fu la testimone chiave perché lo trovò a fianco dei due cadaveri con le mani ancora sporche di sangue. L'uomo è evaso a centinaia di miglia da lì e la polizia sostiene che quello sarebbe proprio...Leggi tutto l'ultimo posto in cui andrebbe ma... indovinate un po'? La sera stessa Louis s'introduce in casa della donna e a pistola spianata la lega alla sedia! Tuttavia, e qui sta la relativa novità, si proclama da subito innocente, relativamente al doppio omicidio di cui sopra. Pretende di vedere i filmati della telecamere di sorveglianza che lei in tanti anni non aveva degnato di uno sgurardo, di tornare sul luogo del delitto... Ci si chiede quindi se sia davvero lui il vero assassino o se la giustizia abbia preso una di quei colossali granchi che nella fiction sono la regola. Attorno a questo interrogativo gira il film, inizialmente davvero inconsistente nonostante una recitazione accettabile da parte dell'intero cast. La suspense è inoculata a forza, l'evaso non ha affatto l'aria minacciosa ma solo due occhi che fin dalla prima immagine al telegiornale sembrano uscirgli dalle orbite e il rapporto tra i due protagonisti è meno convenzionale del previsto. Quanto agli altri personaggi (il fratello di lei con relativa moglie, l'avvocato e qualche poliziotto in funzione di comparsa o poco più) riempiono un po' la trafila dei possibili sospetti giusto per farci capire che non siamo in un dramma ma in un thriller che potrebbe riservare qualche sorpresa. Che in effetti, volendo chiudere gli occhi sulle incongruenze e l'implausibilità di molte circostanze, arriva. Diciamo che il tutto si basa su un paio di simpatiche idee riguardo alla soluzione (il cellulare...) e che il resto è stato costruito senza fantasia per supportarle. Per questo la fase migliore è sicuramente l'ultima, in cui la tensione a suo modo monta e si assiste allo sperato colpo di scena. Il risultato, insomma, questo EYEWITNESS (premio al titolo meno originale dell'anno) lo porta a casa, senza che d'altro canto ci si possa felicitare granché... Craig Olejnik, noto per la serie THE LISTENER, è un carcerato meno invadente o brutale del previsto e in questo caso all'orecchio predilige l'occhio.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/06/20 DAL DAVINOTTI

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