Ai confini della realtà (tutte le stagioni)

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/03/07 DAL BENEMERITO PUPPIGALLO
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Puppigallo 10/03/07 09:35 - 4497 commenti

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Un piccolo gioiello per chi ama la fantascienza, l’horror e il fantasy. Non ci sono mirabolanti effetti, conta l’idea, che fa da carburante alla messinscena, a volte quasi teatrale nella realizzazione. Non tutti gli episodi sono riusciti, ma anche in quelli minori si nota almeno lo sforzo creativo. Da segnalare: La clausola; Solitudine; La notte del giudizio; Morire in 4; L’autostoppista; Mostri in Maple Street; Oltre il buio, con Redford). Il migliore resta comunque “Tempo di leggere”. Persino l'aggiunta del narratore (presenza fisica) nelle serie a seguire non risulta disturbante. Da vedere.
MEMORABILE: La sigla; Il giudizio nel campo di concentramento; Il bambino mostro (la trasformazione in giocattolo); Il bibliotecario obsoleto; Buster Keaton.

Homesick 23/03/07 08:43 - 5737 commenti

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Un capolavoro della storia della TV americana. Elegante, geniale, pungente, ironico, malinconico, inquietante, profetico: un viaggio nel mondo dell'immaginazione in poco più di 20 minuti. Regie attente e interpretazioni impeccabili da parte di attori già famosi o destinati a diventarlo; memorabili i commenti di Rod Serling, ideatore della serie e autore di molti episodi (altri autori sono Richard Matheson e Charles Beaumont). "This is The Twilight Zone!"

Ciavazzaro 26/08/08 12:09 - 4758 commenti

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Sarebbero a centinaia gli episodi e le star da citare in questa mitica serie. Capolavori come Tempo di leggere non si dimenticano. Si alternano episodi seri ad episodi leggeri (quindi più dimenticabili), che però si amano lo stesso. Da citare Morire in 4, La clausola, Immagine allo specchio (con Vera Miles), Il sarcofago con Ida Lupino e Martin Balsam, Ore perdute (ormai entrato negli annali), L'autostopista, Lunga vita a Walter Jamison e Mostri a Maple street (vero specchio della nostra società).

Undying 28/08/08 19:57 - 3841 commenti

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Inattesi squarci di soprannaturale si aprono sugli occhi dello spettatore, rapito da storie scritte con cura (non a caso, tra gli sceneggiatori, uno dei nomi più presenti è quello di Richard Matheson) e rese accattivanti grazie all'uso di ottimi attori, notevoli scenografie e accurate regie. La serie ha il pregio di mettere assieme storie brevi ma colme di contenuti (spesso anche morali) a volte -forse- pure profetici. Ha influenzato intere generazioni, ha lanciato -o consolidato- grandi nomi (d'attori e registi) e, anche in anni recenti, ha condizionato pellicole e nuovi format televisivi.

R.f.e. 20/10/09 11:45 - 817 commenti

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Non ho mai gradito questa sopravvalutata serie. Qualche raro episodio si può anche salvare (discreti "Un mondo su misura", "Chi è il vero Marziano?" e "Ore perdute", quest'ultimo con Anne Francis, doppiata da una giovanissima Vittoria Febbi). Per il resto, molto moralismo ipocrita e ricattatorio, visioni consolatorie dell'aldilà, insulse barzellette filmate (o poco più) e la paura - negli episodi scritti dall'altrettanto sopravvalutato Richard Matheson - che il perturbante stravolga delle, peraltro insignificanti, esistenze piccolo borghesi.

Cotola 13/06/12 00:01 - 7456 commenti

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Se è vero che il mezzo secolo abbondante sulle spalle si sente tutto e che la qualità degli episodi (come accade spesso nelle serie) non è certo omogenea, va detto che, almeno per chi ha una certa età, continua a sprigionare un fascino d'altri tempi. Gli ingredienti vincenti sono il mistero, la tensione ed i finali a sorpresa, spesso beffardi o comunque sovvertenti le certezze dello spettatore circa ciò che ha visto. Ciò soprattutto in certi episodi che sono delle chicche imperdibili: tra tutti quelli scritti dal grande Matheson.

Rambo90 8/07/12 03:30 - 6317 commenti

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Ho visto nel tempo quasi tutti gli episodi di tutte le stagioni e la trovo una delle migliori serie fantascientifiche/horror di tutti i tempi. Oltre a storie quasi sempre sorprendenti e fantasiose, la cosa migliore sono i cast delle varie puntate, quasi sempre capitanati da grandissimi attori. Ho apprezzato in particolar episodi come "La bambola vivente" con Savalas e "Steel", con Lee Marvin. Cult.

Galbo 19/07/12 05:34 - 11343 commenti

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Serie epocale nella storia della televisione americana e mondiale, Ai confini della realtà segna anche uno spartiacque per l'assoluto valore qualitativo del prodotto. Di alto livello sono infatti scrittura e sceneggiatura degli episodi, così come ricostruzioni ambientali ed impianti scenici (si pensi a Tempo di leggere) nonchè prove di recitazione degli attori impegnati, da divi del piccolo schermo ad illustri partecipazioni di professsionisti del cinema. Da non perdere.

Piero68 17/12/12 09:11 - 2754 commenti

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Magnifica serie cult fatta, in sostanza, di tantissimi cortometraggi estemporanei. Dai 10 ai 20 minuti al massimo. La qualità è innegabile e la fattura superba. Regia e attori che man mano si alternano sono sempre all'altezza. Da piccoli a grandi divi dello schermo a sconosciuti, ma sempre perfettamente calati nella parte. La vera forza è forse proprio quella di offrire racconti brevi, comunque ottimamente sceneggiati, sempre diversi e totalmente slegati tra loro. Difficile trovare una puntata noiosa: c'è sempre almeno uno spunto interessante.

Modo 18/12/12 11:21 - 820 commenti

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Notevole serie americana: tratta episodi surreali che prendono spunto dalla fantascienza e dall'horror. Alcuni episodi sono veramente piccoli gioielli, altri un po' scontati. Trovo comunque estremamente interessante il tutto. Si può cogliere anche lo spaccato degli anni che furono.

Lady 27/06/14 18:16 - 54 commenti

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Serie televisiva imprescindibile. È anche innegabile che il periodo storico, quello della prima serie, determini un imprinting memorabile in chi ha assistito a queste proiezioni in età formativa. Atmosfere e tematiche originali e a dir poco ammalianti. Attori, interpretazioni e dialoghi conturbanti. Magiche colonne sonore. Insomma, in una parola: indimenticabile!
MEMORABILE: C'è una quinta dimensione oltre a quelle che l'uomo già conosce; è senza limiti come l'infinito e senza tempo come l'eternità; è la regione intermedia tra la luce e l'oscurità...

Ultimo 22/04/15 16:31 - 1348 commenti

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Una serie televisiva intramontabile, strutturata su episodi di modesta durata (circa 20/25 minuti), assai innovativi per i primi anni 60 e ripresa circa venti anni dopo con risultati più che buoni. Mi ha sempre stupito la perfezione stilistica delle puntate: nonostante non siano tutte dello stesso valore presentano una costruzione essenziale tale da catturare lo spettatore come poche altre serie sanno fare, inserendo racconti di horror/fantascienza connaturati da una serie di morali e stereotipi delle società moderne. Stra-consigliato.
MEMORABILE: Gli episodi Tempo di Leggere; La giostra; La barriera della solitudine; Un discorso per gli angeli; Fra i migliori delle prime storiche stagioni.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Daniela • 13/05/20 11:32
    Consigliere massimo - 5068 interventi
    Zender ebbe a dire:
    No no, assolutamente a qualsiasi serie. Però mi sa che semplicemente l'avevi dimenticata, perché è così da una vita e non è la prima serie che hai commentato. Era così anche ai tempi degli Hitchcock presenta :)

    Allora scusa, non me la ricordavo proprio.
  • Discussione Zender • 13/05/20 18:08
    Consigliere - 43512 interventi
    Non è un problema, ovviamente. Si può sempre dimenticare una cosa; se ce la si dimentica me la ricordo io semplicemente perché ci ho a che fare ogni giorno o quasi (avevo segnalato la stessa cosa due giorni fa a 124c), non perché abbia più memoria :)
  • Discussione Daniela • 14/05/20 00:06
    Consigliere massimo - 5068 interventi
    98. IL PUPAZZO (The Dummy)
    *** L'irriverente Willie è dotato di una propria personalità oppure si tratta solo della creazione della mente annebbiata dall'alcool del ventriloquo che anima il pupazzo? L'episodio, con sequenze dal taglio impressionista, riprende un soggetto già sviluppato in precedenza che verrà poi riproposto nella quarta stagione in "Io e Caesar". Gustoso l'epilogo beffardo, convincente Cliff Robertson (Daniela)
  • Discussione Zender • 14/05/20 07:58
    Consigliere - 43512 interventi
    Grazie Daniela, aggiunto.
  • Discussione Daniela • 16/05/20 23:19
    Consigliere massimo - 5068 interventi
    1. LA BARRIERA DELLA SOLITUDINE (Where Is Everybody?)
    **** 2 ottobre 1959: sul canale statunitense CBS debutta una nuova serie destinata ad entrare nella storia della tv e nel cuore di tutti gli appassionati. In questo primo episodio, incentrato su un tema ricorrente come quello delle sensazioni suscitate dal trovarsi in un luogo privo di altre presenze umane, già si profila quella che diventerà quasi una costante antologica, ossia l'epilogo a sorpresa che ribalta il senso di quanto visto in precedenza. Qui è forse un poco debole, ma conclude comunque degnamente un racconto angosciante ben diretto e bene interpretato. (Daniela)
  • Discussione Zender • 17/05/20 08:30
    Consigliere - 43512 interventi
    Grazie Daniela, aggiunto.
  • Discussione Daniela • 20/05/20 14:16
    Consigliere massimo - 5068 interventi
    2. UN DISCORSO PER GLI ANGELI (One for the Angels)
    *** Il secondo episodio della serie inaugura il filone fantastico che si va ad affiancare a quello fantascientifico. Il tema è quello classico della morte che si palesa a chi sta per trapassare: qui è nella versione impiegatizia di un distinto signore in giacca e cravatta, alle prese con una "vittima" designata non solo riluttante ma anche astuta. Interpretato dal simpatico Ed Wynn, il venditore ambulante affabulatore conquista facilmente il nostro affetto con un epilogo tra i più dolci e consolanti di tutta la stagione. (Daniela)
  • Discussione Zender • 20/05/20 15:08
    Consigliere - 43512 interventi
    Grazie Daniela, aggiunto.
  • Discussione Daniela • 21/05/20 19:33
    Consigliere massimo - 5068 interventi
    50. TUTTA LA VERITA' (The Whole Truth)
    *** Venditore d'auto usate, grazie alla parlantina sciolta riesce a rifilare bidoni agli ingenui acquirenti ma la nemesi è in arrivo... Episodio umoristico che anticipa "Bugiardo bugiardo" con Jim Carrey nel mostrare quanto possa essere imbarazzante in certi mestieri la costrizione a dire sempre e solo la verità. Un apologo morale reso simpatico dalla presenza dell'estroverso Jack Carson, mentre l'epilogo è spiritoso ma troppo forzato. (Daniela)

    63. LA MENTE E LA MATERIA (The Mind and the Matter)
    **! Impiegato misantropo scopre di riuscire a cambiare la realtà grazie alla forza del pensiero ma, passati i primi momenti di euforia, la scomparsa di tutti i suoi simili si rivela non così piacevole come immaginava. Episodio in tono minore anche se incrocia due temi ricorrenti della serie come la paura della solitudine e i poteri della mente. Penalizzato da un'andamento ripetitivo e da un epilogo scontato, contiene però un momento impagabile: quello in cui Shelley Berman desidera che tutti siano fatti a sua immagine. (Daniela)
  • Discussione Zender • 22/05/20 08:12
    Consigliere - 43512 interventi
    Grazie Daniela, aggiunti.