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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

E' un fatto che non si sappia più dove piazzarle, queste teste in esubero... E aggiungine una, due, quattro, cinque... Alla fine il povero squalo diventa una giostra, con una testa a fissarti da qualunque parte lo osservi. La forma, dall'alto, sembra più quella di una manta, di una bestia disgraziata cui la natura ha giocato un pessimo scherzo. Natura, poi... Va specificato che nei pressi della spiaggia in cui si ambienta l'intera storia sorge il solito laboratorio sperimentale? No; anche perché, a parte una citazione en passant, della cosa non si parla. Lo squalo sta lì, ne abbiamo visti ormai in ogni variante; a che pro specificare da dove spuntino fuori, con i loro problemi fisici? Questa volta va a disturbare un gruppo di persone riunite...Leggi tutto per risolvere i propri problemi matrimoniali. Peraltro il primo che ne ha è l'organizzatore William (Auret), visto che è in attesa che la moglie (Harty) gli porti lì le carte del divorzio. Ma anche sulle questioni riguardanti i rapporti tesi tra i protagonisti si può sorvolare naturalmente, utili solo a riempire qualche minuto in più tra un attacco e l'altro. Attacchi che, va detto, cominciano subito dopo i titoli di testa: lui e lei a una festa vicino al mare battibeccano, lei scappa, va su una barca e lì arriva il seiteste a farla fuori col tipico zompo fuori dall'acqua. Giusto un assaggino in vista dei pasti più consistenti rappresentati dal gruppetto di personaggi di cui sopra, guidati com'è ovvio dal più sveglio di loro, l'organizzatore capo. Stabilito il campo d'azione, ovvero una bella spiaggetta (sudafricana) disseminata da scogli che la cingono regalandoci un'ambientazione altamente suggestiva (uno dei pochi punti di forza di questi shark-movies di serie Z), il pescecanone multiuso comincia presto divorandosi i due collaboratori del nostro William, il quale ne rinverrà poco dopo i tocchetti sparsi un po' qui un po' lì: una scarpa col piede dentro, un braccio... Fatti due calcoli intuisce il pericolo e avverte tutti i suoi clienti, che come d'abitudine s'aggregheranno per urlare, tuffarsi, tornar su, tentare improbabili contrattacchi (tanto allo squalo se gli tagli una testa gli ricresce) e pensare a come risolvere un secondo serio problema: pare sia in arrivo una tempesta devastante... Sono proprio sfortunati, i nostri eroi. Tanto più che persino quando pensano d'essere al sicuro fuori dall'acqua il loro incubo comincia a raggiungerli pure lì, piantando le quattro teste ai lati per muoverle come fossero zampe e avanzando goffamente pure sulla terraferma. Se poi c'è chi resta impietrito da tanta abilità lasciandosi sbocconcellare... peggio per lui. Tutto sommato è la specialità del mostro da più film, ormai: abbranca la sua vittima tra due bocche e la tende fino a spezzarla. Cast e sceneggiatura sono sempre dello stesso basso livello e quando anche l'idea di base è logora, l'unica cosa che fa la differenza è il singolo effetto speciale, la trovata insolita. In questo caso, oltre alla camminata incerta, lo squalo arriva a imboccare una delle proprie teste (già troncata da una sciabolata) per lanciarla in cielo fino a beccare in pieno un tizio che spara da un faro a duecento metri da lì! Può bastare? No, ma anche gli attacchi qualcosa di nuovo cercano di offrirlo (pur se la CG in alcuni primi piani è tremenda). Sole, mare e sangue: l'appassionato qualcosa di salvabile ci troverà comunque.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 7/09/19 DAL BENEMERITO GESTARSH99 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 14/10/19
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Gestarsh99 7/09/19 19:05 - 1335 commenti

I gusti di Gestarsh99

Gli squali dell'Asylum sono ormai dei multilama Gillette: testine sempre più affollate, sbocchi di sangue e rischio irritazioni ancor più elevati. E infatti all'aumentar dei crani e delle aspettative, diminuiscon la qualità grafica e l'impressionabilità del pubblico. Seguiamole allora queste coppiette modello "Temptation Island", in gara a chi tira le cuoia per prima contro un mostro esacèfalo le cui zucche si diramano a raggiera dal busto come cannoni da incrociatore. La strategia di marketing al rialzo funziona fino a un certo punto: sarà mica giunta l'ora di darci un taglio con ste capocce?
MEMORABILE: Lo squalo capace di sgambettare come un granchio sul bagnasciuga adoperando quattro delle sei teste come vere e proprie zampe laterali...
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  • Discussione Gestarsh99 • 9/09/19 18:02
    Scrivano - 15092 interventi
    Da segnalare alcune divergenze sceneggiatorie rispetto al precedente 3-headed shark attack del 2015
    (bypasso il 5-headed, in quanto non ancora visionato):

    SPOILER SPOILER SPOILER

    * l'inquinamento ambientale che aveva dato origine al mostruoso squalo tricefalo visto in 3-headed non c'entra più un fico secco; in questo "sequel" la causa delle mostruose mutazioni marine va ascritta a
    imprecisati esperimenti biologici segretamente attuati negli anni '80 sulla fauna acquatica;

    * mentre in 3-headed ogni testa di squalo mozzata veniva prontamente rimpiazzata da tre capocce minori, brunicce e rudimentali, in questo "sequel" ad ogni decapitazione corrisponde la ricrescita di un'unica sola testa (che spunta scurella ma poi riassume via via le stesse fattezze di quella precedentemente tranciata).

    SPOILER SPOILER SPOILER