[1.10] Fear itself - Il mostro nascosto

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Titolo originale: Fear itself - Chance
Anno: 2008
Genere: horror (colore)
Regia: John Dahl
Numero commenti presenti: 9

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/02/09 DAL BENEMERITO SCHRAMM
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Schramm 2/02/09 01:14 - 2451 commenti

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"Io non sono come te". Negazione che acquista una certa singolarità se la si dice alla propria immagine riflessa evasa dallo specchio. La quale, rincarando in bizzarria, risponde "Lo so. Ed è proprio questo il problema". Carroll balla il tango con Stevenson, facendo fare il caschè a Poe. E fino all'ultimo la linea di confine tra schizofrenia e sovrannaturale non viene marcata né l'ambiguità tradita. Dopo Yu, Dahl firma uno dei migliori episodi della serie. Sempre disidratato in termini di plasma, ma teso, cattivello e indubbiamente interessante.

Daniela 26/03/09 23:06 - 9651 commenti

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Change e il suo riflesso sono identici come due gocce d'acqua, ma hanno un carattere molto diverso: per quanto il primo è un fallito ideale come pollo di spennare, quanto il secondo è lucido e sicuro di sé. Però, quando si tratta di ammazzare... Episodio senza infamia, ma poco interessante: il tema del doppio, sempre fascinoso, è declinato con scarsa fantasia ed anche la conclusione è molto scontata. La gradazione orrifica è da bibita analcolica.

Brainiac 4/04/09 13:51 - 1083 commenti

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Fear itself batte Masters of horror, di questo sono sicuro. C'è in questa serie, secondo me, una maggiore ricerca dell'effetto sorpresa, dello spiazzamento finale. Rispetto all'omologa serie targata Garris, i registi si attengono maggiormente alla ricerca del ritmo, dell'atmosfera. Questo episodio però, pur partendo bene (Embry è davvero bravo) si adagia sull'abusatissimo tema del doppio e, pur creando una buona attesa, non regala una credibile disattesa delle aspettative. Dialoghi interessani, girato alla grande. Buono.

Tyus23 20/04/11 19:02 - 220 commenti

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Probabilmente gli intenti erano buoni e la parte iniziale fa ben presagire; peccato però che l'ambizioso tentativo di analisi della caduta del protagonista nella pazzia sia piuttosto sterile e poco riuscito, risultando anche piuttosto irritante nella parte finale. Insomma, un altro episodio insufficiente.

Jena 20/08/11 20:41 - 1219 commenti

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La serie Fear Itself non è affatto male, pur schierando seconde linee del genere horror o addirittura quasi estranei come John Dahl. Comunque questo è uno degli episodi più fiacchi: troppo scontato il tema del doppio, del buono in cui si risveglia l'anima criminale. Certo Embry è bravino, Dahl sa girare e qualche sorpresa c'è, ma anche il finale è scontato e confuso. Si può comunque vedere per "completismo"...

Pinhead80 19/10/15 17:32 - 4005 commenti

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Un uomo pieno di debiti cerca di riscattare la propria vita mettendosi in affari con due loschi individui, finendo però per esserne aggirato. Il doppio al cinema è stato rappresentato un sacco di volte e spesso molto meglio di quanto viene fatto qui. Le dinamiche sono scontate e l'effetto sorpresa viene castrato sin dall'inizio non permettendo mai allo spettatore di immaginare qualcosa di diverso da quello che poi vedrà. Insomma, tutti gli elementi della suspense vengono meno e quindi il compito non viene assolto. Insufficiente.

Buiomega71 3/01/17 00:03 - 2298 commenti

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Episodio che gioca con il "noir" (tanto caro al regista dell'Ultima seduzione) per poi sfociare nelle Metà oscure. Dahl è regista abile e intelligente, chiude in una morsa claustrofobica e angosciososa (quasi tutto il segmento si concentra nel negozio di antiquariato), sa scandire tempi e meccanismi della suspence e mette a segno un paio di colpi (il massacro a bastonate, l'arrivo della moglie di Walter e la doccia "hitchcockiana"). Però qualcosa manca: il vero twist finale e tutto si risolve nella classica storia di pazzia e doppelganger. Ottimo Embry.
MEMORABILE: Le due dita tranciate; La moglie di Walter si toglie le scarpe col tacco; Guardia notturna trafitta dalla spada; Il ghigno finale di Embry.

Minitina80 17/02/17 16:35 - 2400 commenti

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Breve apologo sul Doppelgänger, ossia il gemello maligno che spinge il suo omologo a compiere scelte non sempre sagge. Non serba grandi sorprese per cui qualcosa di veramente importante resta impresso nella mente. Un episodio ordinario, ben interpretato e con un epilogo prevedibile e poco efficace. In lontananza si nota qualche elemento tipico del giallo, legato maggiormente al movente che a fasi diverse del racconto. Da vedere per completezza sapendo che si tratta di un episodio senza infamia né lode.

Rufus68 11/11/19 21:11 - 3153 commenti

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C'è di meglio, ma c'è anche di (molto) peggio, specie in questa serie. Il tema del doppio viene condotto con scarsissima originalità (così come risulta prevedibile il finale); la tenuta dell'insieme è migliore della media e, in alcuni punti, risalta una pur debole tensione. Nulla di nuovo. Apprezzabili alcune citazioni letterarie ("Il vaso" di Hoffmann, "Markheim" di Stevenson).
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Zender • 28/12/12 09:47
    Consigliere - 43739 interventi
    Mancherebbe questo, Mco. Non sai che titolo italiano è stato dato a questo? Grazie per gli altri intanto.
  • Discussione Mco • 1/01/13 18:17
    Scrivano - 9687 interventi
    Ciao, scusa ma mi sono assentato per le feste.
    Il titolo italiano con cui passa su Cielo/Sky è: Il mostro nascosto.
  • Discussione Zender • 1/01/13 18:33
    Consigliere - 43739 interventi
    Ci mancherebbe :) Bentornato. Aggiunto grazie.
  • Discussione Buiomega71 • 3/01/17 10:08
    Pianificazione e progetti - 22114 interventi
    Un uomo sommerso dai debiti cerca di vendere un vaso "prezioso" a un antiquario. L'affare non và a buon fine e l'uomo uccide l'antiquario a bastonate. Improvvisamente (forse uscito da uno specchio di inestimabile valore), all'uomo le si palesa il suo doppio, la sua metà oscura, calcolatrice, feroce e spietata. Per l'uomo e una discesa negli inferi che avrà un tragico epilogo...

    Dopo un incipit "incubotico" degno di nota (l'immagine dell'uomo che non si riflette nello specchio, il lavandino del bagno imbrattato di sangue), pare che questo episodio voglia spingersi nei meandri della Bottega che vendeva la morte o di Cose Preziose (il negozio dell'antiquario, dove e ambientato quasi tutto l'episodio), ma così non e.

    Siamo più dalle parti delle Metà oscure e dei doppelganger cattivi e spietati (l'altra parte di noi stessi) sul modello dell'Alain Delon di William Wilson (da Tre passi nel delirio)

    Dahl (autore che amo sia per L'ultima seduzione e Radio Killer) e signor regista, che sà infondere angoscia claustrofobica (l'escalation da incubo all'interno del negozio di antiquariato), gioca ancora con il suo amato "noir" (le cadenze e le tempestiche da puro thriller, i fumi per i vicoli, il luogo del delitto, l'occultamento delle prove, l'omicidio a scopo di lucro, l'occultamento dei cadaveri, la truffa, l'arrivo della polizia nel finale) e azzecca alcuni buoni momenti (il brutale omicidio a bastonate di Curtis-Hall, le due dita tranciate e messe nel taschino del giubbotto, il rientro al negozio della moglie-che si sfila pure le scarpe col tacco da perfetta "dark lady"-il delitto hitchcokiano nella doccia, l'allarme che suona ininterrottamente e le pantomime di Embry per fermarlo, la guardia notturna trafitta dalla spada, il pre finale incubo/sogno/veglia)

    Il regista di Kill me again sembra più interessato (ancora una volta) ai meccanismi del thriller a lui cari che non all'horror tout-court.

    Ottima la prestazione di Embry (notevole il suo ghigno di follia nella chiusa dell'episodio, non dissimile da quella di Norman Bates che chiudeva Psycho III) che si sdoppia e la fotografia di John Spooner

    Però, alla fine, rimane quel retrogusto un pò amarognolo per un twist finale a sorpresa mancato e , quello che rimane (pur ottimamente narrato) e la classica storia di follia e doppia personalità.

    Da segnalare il BELLISSIMO commento musicale Lie Lie Lie composto da Serj Tankian, che apre la serie e ti entra subito in testa
    Ultima modifica: 3/01/17 10:13 da Buiomega71
  • Discussione Raremirko • 3/01/17 22:16
    Addetto riparazione hardware - 3505 interventi
    Buio, mi sembra di capire che 'sta Fear itself ti sia piaciuta, forse pure più delle due stagione dei MoH...


    Dico bene?


    A me non entusiasmò, episodio di Landis in primis...
  • Discussione Buiomega71 • 3/01/17 22:45
    Pianificazione e progetti - 22114 interventi
    Raremirko ebbe a dire:
    Buio, mi sembra di capire che 'sta Fear itself ti sia piaciuta, forse pure più delle due stagione dei MoH...


    Dico bene?


    A me non entusiasmò, episodio di Landis in primis...


    Mi mancano ancora 4 episodi, ma devo dire che questa serie mi stà dando buone soddisfazioni (l'episodio landisiano l'ho trovato divertentissimo)

    Difficile dire se e migliore dei Masters (là c'era Argento , e in ottima forma pure), ma in linea di massima mi hanno deluso di più alcuni episodi dei Masters che nemmeno quelli di Fear Itself

    Poi non definirei horror (in senso stretto) questa serie (a parte alcuni episodi), perchè molti altri si orientano verso il thriller e nell'essenza del twist finale.

    Eppoi i Masters avevano più libertà nel sex and violence, che quì, per una ragione produttivo/televisiva e molto più sottocontrollo (anche se, Darren Lynn Bousman e Stuart Gordon hanno cercato di aggirare nei loro episodi, mostrando più gore del dovuto)

    Comunque sì, nonostante alcuni episodi dei Masters fossero eccellenti (Carpenter, Miike, Argento, Landis in Family, Dante nella seconda stagione, McKee e Schmidt) i Fear Itself (a parte, fin'ora Dickerson) mi stanno dando piacevoli e piccole gioie personali.
    Ultima modifica: 3/01/17 22:49 da Buiomega71
  • Discussione Raremirko • 3/01/17 22:53
    Addetto riparazione hardware - 3505 interventi
    Vero, vero, rispetto ciò che dici.


    Anche se dei masters mi colpirono più episodi (Argento, si, li ancora bravo, Anderson, o Gordon, il suo episodio ispirato a Poe per me è eccellente), dei Fear Itself ricordo solo Anderson e Fessenden praticamente.


    De gustibus.


    Che poi Fear Itself altro non è che una terza stagione dei MoH; dietro c'è pure Garris credo...
  • Discussione Buiomega71 • 4/01/17 00:07
    Pianificazione e progetti - 22114 interventi
    Raremirko ebbe a dire:
    Vero, vero, rispetto ciò che dici.


    Anche se dei masters mi colpirono più episodi (Argento, si, li ancora bravo, Anderson, o Gordon, il suo episodio ispirato a Poe per me è eccellente), dei Fear Itself ricordo solo Anderson e Fessenden praticamente.


    De gustibus.


    Che poi Fear Itself altro non è che una terza stagione dei MoH; dietro c'è pure Garris credo...


    Sì, in un certo senso sarebbe un prolungamento dei Masters (credo che sia stato nelle intenzioni di Garris), anche se quì, rispetto ai Masters , si gioca meno col grottesco

    Al contrario ho detestato l'episodio del Gatto nero di Gordon (nella seconda stagione dei Masters, mentre quì ha fatto un ottimo lavoro-anche più del suo episodio della prima stagione dei Masters) che mi parve davvero brutto e buttato lì (così come il Dante della prima stagione)

    Ho finito ora l'episodio di Fessenden, bellissimo! (e qui Fear Itself ritorna alle origini primigenee di puro horror)

    Quindi, vale quanto scritto sopra, Fear Itself , anche se più "ammorbidito", e a contare gli episodi riusciti, mi stà dando più soddisfazioni dei Masters.
    Ultima modifica: 4/01/17 00:10 da Buiomega71
  • Discussione Raremirko • 4/01/17 00:13
    Addetto riparazione hardware - 3505 interventi
    De gustibus, Buio, ci mancherebbe.


    Ok; peccato che poi tutto, a quanto ne so, venne interrotto, senza altre stagioni.


    Poteva esser interessante veder all'opera più registi, anche nuovi, o anche non propriamente horror.
    Ultima modifica: 4/01/17 00:14 da Raremirko
  • Discussione Buiomega71 • 4/01/17 00:36
    Pianificazione e progetti - 22114 interventi
    Raremirko ebbe a dire:
    De gustibus, Buio, ci mancherebbe.


    Ok; peccato che poi tutto, a quanto ne so, venne interrotto, senza altre stagioni.


    Poteva esser interessante veder all'opera più registi, anche nuovi, o anche non propriamente horror.


    Sì, sono appena 13 episodi. Peccato davvero, perchè al contrario delle serie tv, adoro le antologie horror televisive.

    Però, quì, non ci sono autori "prettamente horror" (chessò, Mary Harron o John Dahl, per dire, ma che hanno firmato episodi davvero degni di nota)
    Ultima modifica: 4/01/17 00:39 da Buiomega71