5 è il numero perfetto

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Trasposizione di una celebre graphic novel di Igort, passato qui a dirigerla in prima persona, 5 E' IL NUMERO PERFETTO guarda ad esempi americani come ERA MIO PADRE per trasferire credibilmente una classica storia di gangster nella Napoli del 1972. Lo fa servendosi di uno dei più affermati attori italiani e sapendo quindi di partire da una solidissima base. Tony Servillo, che già aveva interpretato il ruolo del sicario nel film che lo rivelò al grande pubblico, LE CONSEGUENZE DELL'AMORE, passeggia di notte per i vicoli della città sotto la pioggia lasciando già intendere quanto l'interesse primario del regista...Leggi tutto sia rivolto principalmente alla resa grafica delle immagini con lo studio di angolazioni, luci, contrasti cromatici, ombre; il film propone inquadrature ardite, infilandosi tra esterni ed interni di location suggestive giocando sempre al buio. Dalla notte e dall'illuminazione artificiale non si esce infatti praticamente mai, lasciando che l'estro del protagonista riempia i vuoti di una sceneggiatura che al di là di qualche frase ad effetto poco fa. Se infatti la storia si riduce classicamente alla semplice vendetta del guappo (Servillo) che si trova a raccogliere il cadavere di suo figlio uscito di casa per uccidere a sua volta, dai dialoghi e dalle situazioni era lecito aspettarsi di più. Così come dalla regia che certo, ha il suo gran daffare nell'arricchire l'impatto visivo di ogni scena, ma dimentica di regalare alla storia un briciolo di scorrevolezza. Perdendosi in vezzi talvolta sterili, pause non richieste, impacci di ogni genere: frenano l'andamento di un'opera che non può pensare di poter sedurre lo spettatore ad ogni scena facendogli dimenticare i minuti che passano. Se poi la figura del protagonista innegabilmente si dota della straordinaria efficacia concessagli dall'istrionismo di Servillo, altrettanto non può fare con gli altri, a cominciare da una Golino la cui funzione nella vicenda si rivela piuttosto ininfluente. E' l'amica che Peppino Lo Cicero incontra mentre sta rovistando nella valigia del figlio ucciso e che poi gli si accompagnerà nel prosieguo della vicenda, ma interviene lasciando di rado il segno, limitandosi a fare da spalla. Né troppo può un Carlo Buccirosso in partecipazione secondaria, eccellente in alcuni scambi con Servillo ma poco credibile con la pistola in mano. E di sparatorie ce ne sarà più d'una, con grappoli di morti sul campo come si conviene ai noir più truci; manca però la necessaria spietatezza: l'azione si fa presto meccanica e a lungo andare anche l'inventiva grafica sembra lentamente spegnersi nella maniera, lasciando il campo libero al resto e mettendo di conseguenza in luce difetti imputabili all'inesperienza registica. Musiche e fotografia di livello: impossibile non riconoscere ad Igort il minuzioso lavoro nella costruzione delle immagini, osservare un gigante come Servillo sul set è sempre un piacere, ma al di là di ciò restano in mano un soggetto e una sceneggiatura talmente scarni che il dover continuamente ricorrere a espedienti tecnici per vivacizzarne l'andamento penalizza inevitabilmente il risultato. Specie se la storia (finale e flashback compresi) è di quelle già viste mille volte.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 30/08/19 DAL BENEMERITO DIGITAL POI DAVINOTTATO IL GIORNO 7/09/19
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Digital 30/08/19 23:33 - 1113 commenti

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La voglia di contaminare il genere gangsteristico con il pulp e la parodia funziona a metà, nella pellicola di Tuveri. L’inizio è dei più intriganti, con Servillo che passeggia per le viuzze di Napoli sotto una pioggia battente. Peccato che giunti nel mezzo del cammino filmico il tedio inizi a sopraggiungere a causa di un ritmo sempre più compassato, con profluvio di dialoghi e ben poca azione. Un film che poteva ambire allo status di cult viene parzialmente sabotato da una regia poco dinamica. Colpo di scena spiazzante, giacché non prevedibile.

Cotola 31/08/19 10:31 - 7402 commenti

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Tratto da una graphic novel, il film è un noir in salsa partenopea (per fortuna senza eccedere sulla napoletanità dell'insieme) in cui non mancano sia aspetti positivi che negativi. Tra i primi vanno segnalati le prove degli attori (con menzione per un Buccirosso volutamente dimesso, visto quanto accadrà) e per una ricostruzione d'epoca davvero gustosa tra fumetti, manifesti pubblicitari ed altro. In negativo la solita storia di vendetta con poche frecce al suo arco. Riesce anche a strappare qualche risata. Colpo di scena imprevedibile, ma troppo improvviso e calato dall'alto. Non male.
MEMORABILE: Servillo spiega al figlio il delicato "equilibrio biologico" su cui si regge il mondo; Il paragone tra fumetti americani e quelli neri italiani.

Rambo90 3/09/19 23:11 - 6270 commenti

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Noir letargico, che a uno stile visivamente appagante non fa corrispondere una trama interessante. La sceneggiatura si spreca poco a descrivere i personaggi, lasciando al solo protagonista l'onore di avere un minimo di approfondimento. Dialoghi lenti, alcuni quasi inutili, si alternano a sparatorie ben girate ma prive di mordente. Il cast tiene svegli, con un grande Servillo e un Buccirosso adeguato, ma le attese generate da trailer e spot vengono completamente disattese.

Markus 7/09/19 14:59 - 3225 commenti

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Storie di gangster e guappi nella Napoli del 1972. Igort dirige il suo film in costume trattandolo come un fumetto: cura nelle location, ottimo livello attoriale, fotografia più che ammaliante e l'inconsueta - ma bella - città partenopea piovosa e sempre notturna. Allora, cosa non va? Ahimè la vicenda è poca cosa: una scarsamente coinvolgente storia di crimine e rancori che, dopo pochi minuti, ha già detto tutto. Si ricorre a virtuosismi registici, infinite sparatorie e qualche sanguinolenta scena per mascherare la penuria di idee.

Piero68 20/04/20 09:01 - 2750 commenti

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A metà tra un fumetto e un videogioco ha sicuramente dalla sua un'ottima visionarietà e una fotografia curata nei minimi particolari e ammaliante; ha però il suo grande difetto in una sceneggiatura tutto sommato noiosa e banale e in un cast che si salva solo grazie al marpione Servillo. Completamente fuori luogo la Golino e improbabile il buon Buccirosso nei panni del gangster. Inoltre Igort disegna una Napoli anni 70 che non esiste e non è mai esistita (almeno da un punto di vista scenografico). Godibile sì, ma non tanti limiti.

Capannelle 31/12/19 00:36 - 3688 commenti

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La graphic novel all'italiana offre qualche buono spunto visivo grazie a una fotografia ben impostata e alla scelta di rappresentare ambientazioni anni 70 in un'atmosfera più plumbea che solare; e a qualche perla di saggezza (l'equilibrio biologico, i piccioni) che fa da contraltare ad altri dialoghi meno riusciti. Sul lato action la forza si stempera al progredire delle sparatorie, poco adatte per il trio che le interpreta e in costante ralenti. Anche le successive vicende soffriranno degli stessi vezzi e ci saranno pochi appigli per emozionarsi.

Galbo 19/05/20 16:26 - 11307 commenti

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Noir napoletano ambientato nei primi anni 70 e tratto da una graphic novel. Si fa apprezzata per il ricercato aspetto visivo, con uno studio impeccabile delle inquadrature e una fotografia molto elegante. È inoltre una gradita occasione per assistere alla prova da “mattatore” del grande Servillo affiancato da un ottimo Carlo Buccirosso e da una Golino più defilata. La storia mostra qualche pausa frutto di una sceneggiatura non impeccabile ma si tratta di un opera meritevole di visone e nel complesso di buon livello.

Ultimo 10/06/20 12:29 - 1336 commenti

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Intrigante nelle premesse, a conti fatti deludente. Il film si inserisce nel filone dei gangster movies con una vicenda poco originale, che sa di già visto molte altre volte. Servillo è senza dubbio in forma, ma questo non basta : si arriva alla sufficienza solo grazie a una seconda parte dinamica (ci sono diversi scontri a fuoco...) che confluisce in un finale degno con un piccolo colpo di scena. Poca cosa qui la Golino e sottotono Buccirosso. 
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Capannelle • 1/09/19 19:48
    Scrivano - 2487 interventi
    Vedo che la grafica della locandina è (penso volutamente) anni 70.
  • Discussione Cotola • 1/09/19 19:53
    Consigliere avanzato - 3603 interventi
    @ Capannelle Ci hai preso in pieno Capa. Il film è ambientato negli anni Settanta. C'è una bella ricostruzione, con dei meravigliosi manifesti pubblicitari di quegli anni.
  • Discussione Capannelle • 31/12/19 00:40
    Scrivano - 2487 interventi
    Vero per noi "vecchietti" certi manifesti sono veramente singolari, tipo quello del digestivo Antonetto. Il film, purtroppo, un po' meno coinvolgente anche se gli va riconosciuto la voglia di tentare qualcosa di nuovo. Strana la Iaia Forte che compare solo in una scena di 2 secondi e quasi non si riconosce.
    Ultima modifica: 31/12/19 00:42 da Capannelle