5 bambole per la luna d'Agosto

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MMJ Davinotti jr
Anno: 1970
Genere: thriller (colore)
Regia: Mario Bava
Note: Aka "Cinque bambole per la luna d'agosto". Da "Dieci piccoli indiani" di Agatha Christie. GB,USA: Five dolls for an august moon.
Numero commenti presenti: 56
Papiro: cartaceo

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B. Legnani 14/03/07 00:44 - 4691 commenti

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Àlgido e coloratissimo. Come in Reazione a catena, i personaggi si muovono come automi, senza emozioni, con un comportamento freddo, ben sposato, nel contrasto, ad una tavolozza rutilante. Cast così così (il migliore è William Berger), suspense inesistente, storia così così, che parte molto tardi. Insomma, da guardare, più che da ascoltare. La scena delle biglie (bellissima) è stata ripresa, qualche anno dopo, da La corsa della lepre attraverso i campi, di René Clément.
MEMORABILE: La scena delle biglie.

Giapo 14/03/07 09:15 - 232 commenti

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Un film atipico per il Maestro: il punto debole del film è proprio la storia, confusa, priva di autentica tensione e sostanzialmente anche di credibilità. La giusta chiave di lettura da dare secondo me è quella della critica sociale, e in questo Bava fa pieno centro, sbeffeggiando una società sporca, viziosa, arrivista e vuota con deliziosa crudeltà, come nella sequenza dei cadaveri “cellophanati” appesi nel frigo come quarti di bue, dondolanti al ritmo di un valzer circense…

Il Gobbo 10/04/07 15:51 - 3011 commenti

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Il dubbio su quanto Bava ci fosse o ci facesse non sarà mai sciolto, ma visto il credito dato a tanti ben peggiori, perchè non osare che il Maestro quanto più ha dovuto filmare trame insulse tanto più ha potuto sbizzarrirsi nel sabotarle dall'interno, e nel modo più radicale (disinteressandosene e spregiando il galateo)? Quando il giochino riesce, ecco dei gioiellini d'avanguardia pop senza strombazzarlo. Ovvio, è un film che sin dal memorabile inizio con gli zoommoni avanti e indietro, si ama o si odia: io lo amo. Soundtrack capolavoro di Umiliani.

Undying 12/06/07 17:37 - 3841 commenti

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Una versione poco riuscita sullo stile dei "Dieci piccoli indiani". Lo stesso regista ne parlava assai poco bene. Alcune trovate (i cadaveri appesi nel frigo) risultano ottimamente risolte sul piano visivo... Edwige Fenech è bella (e brava) ma non viene sufficientemente "valorizzata". La tematica (derivata dal racconto di Agatha Christie) è fonte d'ispirazione per una significativa serie di film (alcuni nettamente più riusciti), dei quali resta a buona memoria L'Assassino ha Riservato Nove Poltrone, per via del nutrito cast a disposizione.

Homesick 2/09/07 08:57 - 5737 commenti

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Nonostante la trama gialla sia povera e risaputa e la sceneggiatura confusa e incongruente, qui nasce la versione soft di quell'"ecologia del delitto" che sarà l'asse portante di Reazione a catena. Bava sbeffeggia divertito il genere thriller e l'avidità dei protagonisti, trattandoli come topi in trappola. Fotografia policroma, risplendente, pop-psichedelica, che funge da pendant con l'abbigliamento glamour degli attori e con le bellissime musiche di Umiliani.

Ciavazzaro 3/04/08 12:23 - 4758 commenti

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Ed ecco la personalissima versione dei "Dieci Piccoli Indiani" ad opera di Mario Bava, con un cast femminile notevole (una giovane Edwige Fenech, la Furstenberg la Galleani) e maschile (Berger, Poli, Rossi). Coloratissimo, ricco di colpi di scena, deliziosamente pop; trama gialla scritta con ingegno, omicidi ingegnosi. Da vedere.

Tromeo 22/04/08 13:27 - 52 commenti

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Un Bava sicuramente minore ma molto, molto divertente. Ambientazione pop, un gruppo di attrici bellissime, buona musica e almeno una scena da antologia: le biglie che cadono a terra e si fermano di fronte al cadavere di una donna. Da riscoprire e da rivalutare.
MEMORABILE: La danza iniziale di Edwige Fenech.

Matalo! 17/07/08 09:30 - 1368 commenti

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Promosse solo le ambientazioni e la fotografia ma non così indigeribile, resta uno dei film minori del regista di Sanremo. In effetti la storia della caccia alla formula segretissima è una modestissima variante di "Dieci piccoli indiani" ma i colori, gli arredamenti, i corpi in freezer e le sfere che rotolano saran gradite agli amanti del pop colorato (e in fatto di colore a Bava non gliela si fa).

Bruce 2/12/08 09:20 - 1002 commenti

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Insulso. Con soggetto e sceneggiatura ridotti ai minimi termini, Bava dirige il più debole tra i suoi gialli (e non solo). Manca il ritmo, nessuna suspense. Rimangono il consueto stile e alcune sequenze (le biglie di vetro che rotolano per le scale sino a cadere nella vasca dove c’è l’ennesimo cadavere) ma non bastano. Uno ad uno i ricchi protagonisti del film finiscono appesi nei sacchi della cella frigorifera, quasi fossero tutti meritevoli di una simile fine, nient’altro. Buona la musica.

Ghostship 25/05/09 20:55 - 394 commenti

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Variazione sul tema "Dieci piccoli indiani", girata inventando la sceneggiatura giorno per giorno, ma salvata dal grande stile del genio sanremese. In mano a chiunque altro sarebbe stata una caciara inguardabile, con Bava alla regia è diventato addirittura un cult assoluto in America. Vale una visione.

Deepred89 29/06/09 14:17 - 3269 commenti

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Film non riuscitissimo ma spassoso e piacevolisssimo. La storia, priva di logica e poco interessante, non conta molto: il film infatti colpisce per i bellissimi colori, le ottime invenzioni registiche, l'affascinante ambientazione e la bella colonna sonora. Chi si aspetta la tensione e i colpi di scena tipici dei thriller rimarrà deluso (anche se non manca qualche sorpresa nel finale), gli altri si divertiranno un mondo. Non il miglior Bava comunque.

Renato 18/09/09 11:31 - 1533 commenti

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Dopo i primi 20' pensavo fosse una stupidata bella e buona; invece col passare dei minuti mi sono dovuto ricredere. E' ovvio che a Bava della storia non può fregare di meno, ma lo stile con cui porta avanti il solito meccanismo sulle morti misteriose che si susseguono lo rende davvero divertente. Bellissime musiche di Piero Umiliani ed un finale ovviamente beffardo com'era decisamente prevedibile. Carino, insomma... e la Fenech era divina anche con mezzo chilo di trucco in faccia.

Enricottta 28/11/09 14:43 - 507 commenti

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Secondo modelli in voga nel momento della realizzazione del film, il buon Bava si immerge in atmosfere e ambientazioni (vera commistione di generi), dirige con distacco, spocchia e disinteresse fuori dal comune. Fastidiosi gli attori, quasi minimalisti, con un cast molto "fisico" che non riesce ad interiorizzare proprio nulla. Se tutto quello che rimane è la cella frigorifero piena di cadaveri e lo stupendo fondoschiena della Fenech ci sarà un perché. A "posteriori" penso che comunque il marchio Bava sia ben visibile, con inquadrature molto ricercate.

Stefania 27/12/09 19:44 - 1600 commenti

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Rutilante versione soft e pop di Reazione a catena, del quale non possiede il rigore, la crudeltà e il sarcasmo. C'è ancora un accenno di trama, volutamente labile e improbabile. Grandiose alcune singole sequenze, come il balletto iniziale della Fenech (con sorpresa!), e l'idea dei cadaveri nel cellophane appesi in frigo. È un gioco, che personalmente mi ha divertita fino alla fine.

Il Dandi 30/06/10 22:51 - 1747 commenti

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Thriller lounge in cui Bava prosegue la sua idea di pop-art svolta in Diabolik: avvio lentissimo, in cui i cadaveri si consumano noiosamente, come i cocktail e le sigarette; eppure c'è un tale fascino in tutto che la noia non si avverte. Bava ci prende in giro infilando un messaggio subliminale dopo l'altro (cito solo la scritta sulla sabbia "io $o", con la "s" del dollaro) e il giallo già si evolve verso il meccanismo anarchico di Reazione a catena. Magistrale OST di Piero Umiliani (con l'esordiente Balletto di Bronzo): cosa volere di più?
MEMORABILE: Le zoomate sulle cinque bambole all'inizio; Ely Galleani sull'altalena.

Daidae 22/07/10 20:40 - 2729 commenti

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Alti e bassi. Storia particolare, che ricorda ovviamente 10 piccoli indiani ma anche altri film ove una formula scatena una competizione sanguinosa. Buono il cast, ma il film si perde in un finale davvero ridicolo. Non è male, ma da Bava Mario mi sarei aspettato qualcosa di più.

Tojo72 26/07/17 19:02 - 53 commenti

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Come nei 10 piccoli indiani la domanda che ci poniamo è "chi sarà il prossimo?". Il soggetto ovviamente non è originale e sfruttato più volte, ma la messa in scena di Bava così "pop" (e contestualizzata nel periodo della sua uscita nelle sale) è veramente un piacere per gli occhi, come la Fenech del resto. Forse troppo fumettistico in certi punti (tipo la formula segreta che tutti vogliono) ma da vedere assolutamente; meglio se in una calda sera d'agosto.
MEMORABILE: I cadaveri appesi come carme macellata nella cella frigorifera; La scala a chiocciola della villa.

Buiomega71 28/12/10 22:03 - 2231 commenti

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Amo questo thriller Baviano, pieno di soluzioni visive sorprendenti: i corpi penzolanti nella cella frigo, l'omicidio della Fenech impalata ad un albero, le sfere che rotolano giù per le scale sino ad arrivare al corpo esamine nella vasca da bagno di una vittima (se né ricorderà Argento per Suspiria), i drappi rossi dei letti che rimandano ai suoi gotici, un dipinto che ricorda Barbara Steele, i personaggi che si scannano a vicenda in puro Bava-style... Forse il miglior thriller del maestro sanremese. Brutto lo score di Umiliani, ma è cosa perdonabile.

Xabaras 6/01/11 14:43 - 189 commenti

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Il fratellino deforme di Reazione a catena. A cospetto di una trama gialla insulsa e sconvolta da una sceneggiatura inesistente, Bava approfitta della situazione per anticipare alcuni dei topoi caratteristici del suo successivo capolavoro: l'ambientazione "marina", il meccanismo ad eliminazione progressiva e l'acuta riflessione sull'avidità del genere umano. Le analogie finsicono qui comunque, il tocco del Maestro si palesa solo in alcuni dettagli (la scena delle biglie o l'idea dei cadaveri appesi nel frigo) e le musiche di Umiliani sono imbarazzanti.
MEMORABILE: Negli annali del trash due battute pronunciate da Poli: "La morte ti mette sete"; "La morte ti fa sentire sporco".

Von Leppe 25/04/11 19:39 - 1018 commenti

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Nel 1970 Bava in questo giallo rinnega tutto ciò che aveva fatto di buono il decennio precedente. Sulla collina in riva al mare non c'è più un castello, ma una villa modernissima; la fotografia è luminosa e piatta, non ci sono ombre o luci colorate. Tutto è iper moderno, alla moda (ma oggi risulta superato). Certo, Mario sperimenta, ma i risultati sono scadenti. Bella la sequenza all'inizio con Edwige Fenech che balla e l'idea del frigorifero: le persone come carne da macello (tema che ritorna nella cinematografia baviana).
MEMORABILE: Tutti nel frigorifero dobbiamo finire...

Funesto 1/05/11 14:18 - 525 commenti

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Più che un film un'orgia: giochetti ambigui, scambi di coppia (per lucro) e alcol a gogo, riccastri in una supervilla isolata nella natura... Ad un tratto cominciano a saltar fuori morti a getto continuo... Sciocco "giallo", con momenti che non si capisce se black humor o trash e senza uno straccio di focalizzazione da dare allo spettatore, dato che il cast (notevole) è proprio tutta carne da macello (ma omicidi tutti offscreen). Musiche senza ispirazione, personaggi senza la minima caratterizzazione. Coloratissimo e weird, sì, ma balordo. *!
MEMORABILE: Il dondolio dei cadaveri nei sacchi di cellophane agganciati nella cella frigorifera, con musichetta stile valzer di sottofondo... trash purissimo!

Fauno 13/05/11 11:53 - 1907 commenti

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Per l'estetica è "neve calda", per la valutazione globale è 273° sotto zero e il frigo del film è il deserto del Sahara a confronto. Finale fiabesco e Nick (Poli) come diamine muore? Al secondo stivaggio della cella frigorifera perfino il sottofondo di un grande maestro inizia a tediare, il motoscafo nascosto alla vietnamita... i personaggi e l'ambientazione esteticamente son bellissimi, ma il film va avanti a suon di botta e risposta tra chi è più fesso e il mio giudizio non può che essere pessimo.
MEMORABILE: La battuta di George: "Ma anche noi siamo al servizio dell'umanità... vendiamo senza troppi sentimentalismi". Ecco l'unico contenuto di tutto il film...

Enzus79 9/06/11 17:35 - 1759 commenti

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Nonostante di difetti ce ne siano a iosa, il film mi ha abbastanza convinto. Il buon Bava prende spunto da Agata Christie e gira un giallo tutto sommato sufficiente (ottanta minuti bastano ed avanzano). Attori e colonna sonora fuori luogo: non basta la bella Edwige Fenech...

Ale nkf 10/06/11 13:12 - 803 commenti

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Diretto da Mario Bava, 5 bambole per la luna d'agosto ricorda Dieci piccoli indiani per via della serie di omicidi che vengono commessi su un'isola deserta. Ma al contrario dell'ottimo film di René Clair, in questa pellicola la tensione viene quasi a mancare del tutto. In ogni caso ho apprezzato la critica sociale di Bava che inserisce personaggi ricchi, avidi e pieni di vizi e le scene in cui si vedono i cadaveri appesi nella cella frigorifera. A mio parere non uno dei migliori film di Bava, ma merita ugualmente la visione.
MEMORABILE: Il finale nel quale il/la fortunato/a si gode i 3 milioni di dollari!

Cotola 14/03/12 00:13 - 7458 commenti

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Bava fa le prove generali della sua ecologia delittuosa. Della trama non gli importa un fico secco e non fa altro che "vomitare" il suo disprezzo nei confronti dei personaggi, buoni solo come manichini, come carne da macello e pertanto giustamente finiscono nel freezer con gli altri capi di bestiame. Così giustizia e pulizia sono fatte: ecco l'elemento "ecologico" del film. Il meccanismo giallo però è troppo risaputo: non avvince più di tanto ed alla fine della soluzione non importa quasi a nessuno. Profondamente baviano, con qualche tocco delizioso e con chili di caustica ironia.
MEMORABILE: "Il primo tentativo di cameriere surgelato". "Una donna non deve mai parlare". Il frigo che si riempie di cadaveri. Le biglie e la vasca.

Cloack 77 14/04/12 14:51 - 547 commenti

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L'unico vero protagonista di 5 bambole per la luna d'agosto è Mario Bava, l'unico in grado di dare vita ad una sceneggiatura troppo scadente. Il regista, sfruttando una straordinaria scenografia pop, dirige, affresca tutta la pantomima con uno stile lisergico ma necessario, con una sequenza eccezionale (la famosa caduta delle biglie di vetro) e un cinismo unico nei confronti del cast (le vittime appese nella cella frigorifera) e della sceneggiatura (l'ultima scena è fantascienza).

John trent 8/08/12 11:44 - 326 commenti

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Confezionato in maniera divina, con un occhio di riguardo a un'estetica kitsch che si nota sia nell'arredamento degli interni della villa in cui si snoda la storia, sia nell'abbigliamento e nelle pettinature delle attrici. I colori accesi e sgargianti dominano la scena (caratteristica comune a tutti i film di Bava a colori). Solare, psichedelico, straniante e ammaliante con qua e là sprazzi di genialità (i cadaveri penzolanti nella cella frigorifera a ritmo di valzer). Musiche mostruosamente belle di Umiliani. Discreto.
MEMORABILE: Il valzer dei cadaveri appesi nella cella frigorifera; Il finale con la canzone del Balletto di bronzo.

Lythops 24/08/12 13:01 - 972 commenti

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Alcuni appartenenti a un manipolo di insopportabili personaggi vengono fatti fuori poco per volta in una villa su un'isola deserta. Accanto a questa originalissima idea abbiamo abondanza di insulsaggini e musiche davvero irritanti, ma in compenso sono assenti recitazione, logica e sceneggiatura. S'intuisce che verrà partorito presto o tardi "Ecologia del delitto".

Trivex 19/09/12 15:53 - 1480 commenti

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Thriller "simpatico", colorato e brillante, dove si trova un po' di tutto: gore del tempo antico; micronudo della Fenech (più che bellissima); ironia striasciante; parolacce e situazioni quasi surreali. La storia scorre lineare come le libagioni dei protagonisti (e peccatori), inesorabilmente soggetti alla "penitenza" impartita dal regista tramite il suo operatore assassino. Non il miglior film del maestro, ma sicuramente un episodio di genere, obbligatorio per gli addetti ai lavori.

Maik271 17/02/13 15:10 - 436 commenti

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Bava alla regia è una garanzia anche per un soggetto non di altissimo livello come questo. Da ricordare sicuramente la scena iniziale fatta di primi piani, notevoli l'idea dei corpi nel congelatore appesi tra i quarti di bue e la sequenza con le palle di vetro che cadono dalla scala e scoprono un'omicidio. Musiche psichedeliche del bravo Umiliani e ottimi gli arredi pop della villa. Le due bellezze del film sono in ordine d'importanza la splendida Fenech e un'acerba Galleani. Finale umoristico con spiegazione.
MEMORABILE: L'idea dei corpi appesi insieme ai quarti di bue nella cella frigorifera.

Lucius 29/08/13 00:29 - 2819 commenti

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Sarà pure un Bava minore, ma grazie al plot e alla messa in scena mantiene un innegabile fascino. Scorrevole, caratterizzato da colori accesi, riflette, come in uno specchio, il lato pop di quegli anni. Pettinature, costumi e musica, un vanto per gli occhi e per l'ascolto. Notevoli anche alcuni tagli di regia e lo stile in generale. Buona la messa in scena, con particolare riferimento agli omicidi. Leggero, estivo, ma con un suo perché.

Jdelarge 9/08/13 15:43 - 850 commenti

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Bava sceglie di sacrificare lo sviluppo della storia che, in realtà, alla fine regala anche qualche colpo di scena simpatico. Il vero punto di forza (come in ogni film di Bava) è l'incredibile qualità di ripresa e inquadrature, degne di un capolavoro. Il film, quindi, è più che accettabile, ma col rammarico che se si fosse scelto di valorizzare anche la storia forse si sarebbe potuta ottenere una pellicola di livello incredibilmente alto.

Giùan 30/11/13 07:07 - 2930 commenti

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Che il Maestro lo abbia girato con disimpegnata malavoglia si intuisce se non dai titoli di testa dall’incipit patinato sulla spiaggia, cui fa seguito lo scarto della Edwige lanciata in una scatenata danza orgiastica. Allo stesso modo il resto del film sbanda schizofrenicamente tra soporiferi tempi morti (le schermaglie tra i presunti colpevoli) e impennate di ingegno registico (i cadaveri “ghiacciati”; la visita dei marinai in casa). Finale da furbetti e punitivo per lo spettatore. Infiammabile il cast femminile, cui fan da contraltare bromurosi maschi.

Nicola81 22/02/14 13:14 - 1925 commenti

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Bava non verrà certo ricordato per questo film, troppo superficiale e leggero anche per un regista notoriamente abituato a non prendersi eccessivamente sul serio e che qui non regala nemmeno troppi sprazzi del suo proverbiale talento. Qualche buona sequenza comunque c'è, le musiche di Umiliani sono piacevoli, ma la storia è molto debole e gli attori in primis sembrano non crederci troppo (la Fenech farà di molto meglio in seguito). Mediocre lo è da sicuro, che abbia un suo perché è da vedere.

Giordani 13/08/14 04:08 - 39 commenti

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Alti e bassi per questo film di Bava: fotografia e ambientazioni (specie gli interni) sono su livelli altissimi, ma purtroppo mancano totalmente gli intensissimi momenti di tensione a cui il regista ci ha abituati con altre sue opere: ne deriva quindi un film molto affascinante dal punto di vista visivo ma che tutto sommato non lascia il segno come altri capolavori del regista sanremese. Finale, questo sì, davvero baviano e ottima colonna sonora.

Minitina80 24/02/15 00:09 - 2304 commenti

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Tra i film meno riusciti di Mario Bava. La sceneggiatura è una delle tante figlie illeggittime di "Dieci piccoli indiani" e, oltre ad avere un meccanismo conosciuto e risaputo, è purtroppo sciatta e senza mordente. Bava non riesce ad aggiungere altro per rendere la visione stimolante e quando si arriva a scoprire il nome dell'assassino poco importa. L'unico tocco di baviana memoria lo si può ritrovare nei cadaveri appesi nella cella frigorifera. Si può soprassedere senza troppi rimpianti.

Samdalmas 23/05/15 18:11 - 302 commenti

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Considerato il peggior film di Bava, è una variazione sul tema dei "Dieci piccoli indiani" con attori che bevono, fumano e parlano tutto il tempo mentre le belle donne (Fenech, Fürstenberg) si divertono a tradirli. Il gusto pop del Maestro è sempre riconoscibile, quasi si diverte a sbeffeggiare la trama con trovate surreali come i corpi che finiscono appesi nella cella frigorifera. Musiche di Umiliani mentre il brano finale è del Balletto di Bronzo.
MEMORABILE: La danza iniziale della Fenech; I corpi appesi nella cella frigorifera.

Victorvega 25/05/15 14:02 - 289 commenti

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Luci e ombre su questo film, ma da prendere com'è. Lento, dialoghi così così, poca tensione da una parte ma bellissimo manifesto del periodo dall'altra. Colori, ambientazioni e splendide musiche fan parte dell'insieme. Alcune scene sono da antologia (il ballo della Fenech, i cadaveri in frigo, le biglie).
MEMORABILE: La Fenech che balla la musica di Umiliani; I cadaveri in frigo; La bella scena delle biglie.

Tersilli 5/08/15 15:10 - 61 commenti

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Grande thriller del Maestro Mario Bava liberamente ispirato a "Dieci piccoli indiani" di Agatha Christie. Bava realizza questo ottimo giallo all'italiana del periodo pre-argentiano, con atmosfere un po' grottesche. Regia superba, inquadrature bellissime, fotografia eccezionale; montaggio ottimo e musiche spettacolari di Umiliani. Buone le interpretazioni. La tensione si mantiene sempre alta, esplodendo negli ultimi dieci minuti. Film molto anni '60. Inquietante.
MEMORABILE: La regia; La fotografia; La musica; Gli ultimi dieci minuti.

Alex75 10/08/15 09:26 - 667 commenti

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Bava sovverte un classico di Agatha Christie rivestendolo di estetica pop in stile Diabolik e di nera ironia sull’avidità umana, perfezionata nel successivo Reazione a catena: i cadaveri ballano il valzer assieme ai quarti di bue e non ci si rammarica per la loro sorte. Tra le “cinque bambole”, Edwige Fenech lascia intravedere un grande avvenire mentre Ely Galleani ruba la scena a tutti, enigmatica (e apparentemente innocua) silfide bionda che si aggira intorno al “mattatoio”.
MEMORABILE: La cella frigorifera; Le biglie; Le apparizioni di Ely Galleani.

Myvincent 21/02/16 08:32 - 2524 commenti

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Mario Bava sembra divertirsi molto, congetturando un giallo molto originale, dalla trama inverosimile ma che si traduce in un vero esercizio di stile, a tratti persino sperimentale. Una specie di trompe l'oeil cinematografico ricco di spunti, bello di scenografie eleganti; difettoso quanto basta per renderlo appetibile e difficilmente dimenticabile. Erotismo di sottofondo.
MEMORABILE: Il trucco stile Moira Orfei della Fenech.

Herrkinski 11/10/16 16:03 - 5035 commenti

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Bava se la gioca tutta sull'immagine: l'estetica pop-art della casa è magnifica, coloratissima ed esaltata dall'ottima fotografia e il cast offre un gineceo da lustrarsi gli occhi, oltre a favolosi abiti d'epoca. Detto questo, il resto del film gira intorno alla classica trama di derivazione Christie e si fa apprezzare più che altro per un certo humour nero; lo script però è confusionario e ben presto si tende a perdere attenzione per soffermarsi più sulle immagini che sulla vicenda, svolta in modo improbabile. Bella la ost psichedelica.

Rufus68 11/11/16 21:59 - 3050 commenti

I gusti di Rufus68

Inutile cercare logica in tale film; la logica è tutta nella testa di Mario Bava che, en passant, è il vero assassino. Il disprezzo di Bava per la stupidità e l'avidità dell'uomo (leggi: i suoi personaggi) è sempre paludata da scenografie pop e minuetti sonori stranianti (come nella scena dei cadaveri appesi nella ghiacciaia), ma non per questo risulta meno dura. Peccato che stavolta gli attori siano davvero anonimi e contribuiscano a diluire, perciò, tale carica beffarda.

Faggi 29/01/17 19:51 - 1487 commenti

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Trama non pervenuta (o quasi) ovvero script come puro pretesto, attori utilizzati come meri burattini; tutto il valore del film sta nella preziosa messa in scena pop, nella ricercatezza cromatica e della messa in quadro, nel gusto dell'invenzione visuale, nel gioco dell'artefice con il proprio stile e con la forma del thriller. Non tutto è in asse, c'è del bozzettistico e qualcosa traballa (considerando l'insieme); tuttavia è indiscutibile che si tratti di una piccola ghiottoneria da non perdere.

Rebis 11/04/17 12:25 - 2088 commenti

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Forse troppo sbrigativamente liquidato da Bava come mero prodotto commerciale, "squallido, il peggior film che abbia mai diretto" (cit.) è uno slasher allucinato e diradante che mettendo enfasi stilistica laddove non c'è nulla da enfatizzare - la storia, risibile - finisce col coniugare il troppo e il troppo poco: grafica thanatologica o vetrinistica del delitto? Puro guilty pleasure, può ipnotizzare o annoiare inesorabilmente. Il gusto estetico, comunque, è fuori discussione. Nella filmografia del regista vale soprattutto come occasione di riscatto: frutterà l'insuperato Reazione a catena.

Daniela 21/07/17 01:49 - 9221 commenti

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Fiacca riproposizione dello schema alla Dieci piccoli indiani, protagonisti un gruppo di ricchi bloccati in un'isola che vengano ammazzati uno ad uno, senza scomporsi più di tanto. La trama non è mai stati il pezzo forte nei film di Bava, ma qui siamo quasi ai minimi storici, e lo stile è ben lontano da quello delle opere migliori. A completare il disastro: tensione inesistente, dialoghi insensati, prova mediocre del cast, epilogo che vorrebbe essere beffardo ma risulta campato in aria. Da salvare, oltre al titolo: l'idea dei corpi congelati e la sequenza delle biglie (l'unica memorabile).

Ira72 1/12/17 19:01 - 920 commenti

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Essenzialmente un’esperienza visiva. Le bambole ci sono (eccome), bellissime peraltro. E sgranano gli occhioni (perché non è che si possa pretendere anche saggi autoriali) in un contesto che più pop non si può. Atmosfere sgargianti, ambientazioni e costumi dei migliori anni 70. Poi c’è la trama. Poi. Nel senso che gli omicidi ci sono e anche piuttosto originali, ma quel kitsch che aleggia nell’aria toglie tensione e brividi. Tanta ingenuità fa anche sorridere (e si sa che dai thriller ci si aspetta altro). Ma. Tanta originalità e ironia vanno premiate.

Rambo90 20/01/18 01:26 - 6317 commenti

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Mi aspettavo di più sinceramente. La regia di Bava in questo caso lascia un po' a desiderare, in un clima che non riesce mai a farsi davvero teso, oppresso da musiche e montaggio troppo "moderni" per il tipo di storia che si vuole raccontare (mutuata da Dieci piccoli indiani). Qualche tocco riuscito qui e là si intravede, tipo l'agghiacciante ammucchiata di cadaveri nella cella e si cerca con curiosità di scoprire l'assassino, ma messa in scena e ritmo son troppo mal costruiti per avvincere. Finale incredibilmente arronzato.

Ronax 3/02/18 01:46 - 899 commenti

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Sorvolando sulla trama - un'ennesima e confusa rimasticazione di Dieci piccoli indiani - i meriti di Bava vanno come sempre cercati altrove e cioè nel fascino delle soluzioni visive che diventano le vere protagoniste del film a scapito del contorto e spesso illogico snodarsi della vicenda. Pienamente immerso nell'estetica e nello spirito del suo tempo, alterna tempi morti e dialoghi banali a colpi di genio come l'accumularsi dei cadaveri incellophanati nella cella frigorifera. Di grande effetto il cast femminile, Fenech e Fürstenberg in testa.
MEMORABILE: Le mise e le acconciature della Fenech e il suo finto omicido iniziale.

Pesten 8/04/18 09:38 - 632 commenti

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Prendere spunto dalla trama dei 10 piccoli indiani di solito è sinonimo di qualità, per via della bellezza della stessa. Qui però Bava fallisce nell'obiettivo principale, ovvero creare quello stato di tensione e mistero che, nonostante tutto, rendono ancora viva dopo tanti anni una storia simile. Il lato visivo è sicuramente di livello, tra taglio delle inquadrature, colori e scenografie, ma per il resto manca proprio quell'elemento basilare che riesce a mantenere lo spettatore sveglio davanti allo schermo.

Bubobubo 26/08/18 18:46 - 1183 commenti

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Film assai bizzarro e bipolare. Bisogna essere onesti: la storia in sé non vale niente e la risoluzione dell'intreccio (che peraltro si intuisce con largo anticipo) è così ridicola da risultare comica. Ad attirare sinistramente, in questo film di Bava, è piuttosto la sua spiccata e ineguagliabile estetica: memorabili le scenografie pop art, i colori accesissimi, i giochi di sguardi tra donne e uomini, le geometrie dei loro movimenti, le capigliature femminili. Stupenda anche la O.S.T. di Umiliani.
MEMORABILE: La prima panoramica sui personaggi, con una conturbante Edwige Fenech a passo di danza.

Alexpi94 2/09/18 23:59 - 186 commenti

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Bava dirige un buon thriller a metà strada tra il borghese annoiato e l'erotico morboso (di fine anni 60). Ciò che ne vien fuori è un prodotto riuscito, fascinoso e ricco di suspense. La bellezza estetica dell'opera si incastona alla perfezione con la malsana e inquietante atmosfera che aleggia sulla pellicola. Ottimi personaggi (con recitazioni dignitose), squisita soundtrack composta da Umiliani e ritmo incalzante. Degni di menzione i bellissimi interni della villa. Piacevolissimo!
MEMORABILE: Le poliedriche bellezze femminili (Fürstenberg, Fenech e Galleani su tutte); Il frigorifero.

Didda23 4/11/18 17:09 - 2282 commenti

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Esticamente di una bellezza ammaliante e non solo grazie al talento registico sopraffino di Bava (la scena delle biglie è un saggio di maestria eccelsa), ma soprattutto per le scelta mirate dell'ambientazione e per la cura dell'arredamento. Un cast tutto sommato potabile (con la Fenech che ovviamente sovrasta tutto e tutti) per un'opera che incespisca soprattutto nella sceneggiatura, troppo raffazzonata e con un finale che lascia più insoddisfazione che gioia. Qua e là si respira grande cinema, ma i difetti narrativi sono troppo grossolani.
MEMORABILE: I cadaveri nella cella frigorifera; La scena delle biglie; Le musiche di Umiliani.

Markus 5/11/18 08:28 - 3257 commenti

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Un week-end in un'opulenta villa sul mare si trasforma in una carneficina. L'opera di Mario Bava, a torto o a ragione tra le sue più celebri, ha da una parte lo stuolo di "bambole" (cinque, per l'appunto) che non potrà che soddisfare l'occhio maschile e, dall'altra, una perfetta meticolosità nella fotografia/scenografia pop. La vicenda in sé è poca cosa, con passaggi quasi mai convincenti ma da ritenersi lo stesso amabili - forse più oggi che allora - per la volutamente rallegrata messa in scena sanguinolenta. Non prendiamoci troppo sul serio!
MEMORABILE: Le biglie che rotolano nella villa.

Pinhead80 27/03/19 16:51 - 3891 commenti

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La struttura è la stessa di "10 piccoli indiani" ma Bava ci mette del suo nella realizzazione di un thriller gustoso che si fa apprezzare per i colpi di scena e per la sua brevità. Per cominciare la scelta del cast femminile è azzeccatissima, così come indovinate sono le musiche dell'epoca e il sottile erotismo che viene accentuato dalle procaci protagoniste. Ogni volta che uno degli ospiti della casa sulla scogliera finisce in ghiacciaia sembra di essere arrivati a un punto di svolta, ma in realtà non è così.

Jena 29/06/19 22:57 - 1171 commenti

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Un Bava minore, se non minimo. In effetti lo stesso regista detestava questo film. E' un prodotto in cui sono concentrati i peggiori difetti del cinema baviano (sceneggiatura poco curata, dialoghi scadenti, risvolti narrativi deboli) e mancano totalmente i grandiosi pregi del regista: lo spirito visionario, la raffinatezza cromatica, le intuizioni geniali. Fiaccamente ispirato ai Dieci piccoli indiani, neanche confrontabile col capolavoro Sei donne per l'assassino. Attori scadenti. Parecchi nudi e dialoghi hard, secondo il gusto settantiano.
MEMORABILE: Ridicolmente, dopo il primo assassinio, i protagonisti continuano a parlare d'affari e a tradirsi l'un altro.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Stefania • 12/05/11 13:08
    Portaborse - 606 interventi
    Funesto ebbe a dire:
    Ma allora si dà la zappa sui piedi: come, prima vuole essere una chiara critica sociale e poi rende tutti così intercambiabili i personaggi, che devono rappresentare meglio di qualunque altra cosa la cosa che il film vuol criticare?
    Poi in merito al discorso del sentimento comune che unisce la gente (l'avidità) allora anche in un giallo dei più classici, senza andar a scomodare questo film, è sempre la stessa cosa: lo stereotipo del riccone anziano che muore, i parenti serpenti ipocriti desiderosi di soldi che non aspettano altro, un killer che salta fuori e ammazza tutti per ingrandire la propria fetta d'eredità... anche lì la gente è l'apoteosi dell'avidità, muore, e da morta è tutta uguale. Mi viene in mente una poesia napoletana che parla di due fantasmi, uno di un netturbino e uno di un barone: alla fine il netturbino, dopo aver sfottuto per bene l'altro fantasma che in vita era un uomo molto più di rilievo di lui, se ne esce con "muort song ji, e muort sippura tu!". Ed è vero infatti.
    Per quanto riguarda Argento, poi, quasi nessuno ha mai negato che sia un mediocrissimo sceneggiatore, per di più non è che io sia tutto sto fan del regista romano (sì, mi piace, ma lo considero sopravvalutatissimo). E comunque, dato che anche i film di uno di spicco come Argento hanno sovente pessime sceneggiature, sono da a giustificare a priori anche tutti gli altri film malscritti?


    Conosco bene la poesia napoletana che citi, mi pare sia "'A livella", ma non mi sembra che qui c'entri molto: la forza omologante qui non è la morte, è il vizio.
  • Discussione Funesto • 12/05/11 13:32
    Call center Davinotti - 1419 interventi
    Era per dire che fintanto che siamo morti siamo sempre tutti uguali, sia che veniamo derisi essendo appesi in una cella frigorifera nel cellophane sia che ci piazzano in una tomba.
  • Discussione Fauno • 13/05/11 12:25
    Compilatore d’emergenza - 2528 interventi
    Mi è dispiaciuto quando è morta Peg (la Ronee). Senz'altro la più bella è la Furstenberg, ma la Ronee è più costante come rendimento estetico. Finalmente ho capito chi è Corrà. Ora rivedrò L'interrogatorio per vedere che ruolo ha in quel film con trama e attori pazzeschi...FAUNO

    P.S.Funesto, guarda Il suo nome faceva tremare,Interpol in allarme...la Fenech si vede poco, ma è in versione battona da due soldi
  • Discussione Funesto • 13/05/11 13:35
    Call center Davinotti - 1419 interventi
    Fauno ebbe a dire:
    P.S.Funesto, guarda Il suo nome faceva tremare,Interpol in allarme...la Fenech si vede poco, ma è in versione battona da due soldi

    Sì, già m'è capitato di sbirciare nelle schede di quei due film e di aver visto i ruoli della Fenech, grazie della segnalazione!
  • Musiche Ciavazzaro • 15/05/11 20:21
    Vice capo scrivano - 5596 interventi
    Ed ecco signori il brano Cinque bambole azzurre:

    http://www.youtube.com/watch?v=CfT0a7M0OeQ&feature=related
  • Musiche John trent • 16/09/12 09:23
    Servizio caffè - 511 interventi
    "Luna d'agosto":

    http://www.youtube.com/watch?v=nAmS7QAaXYQ
  • Homevideo Rogerone • 24/11/13 10:04
    Galoppino - 178 interventi
    Film da vedere per la prima volta, registrato su Sky Cinema Classics ieri notte. Durata molto strana : 74 min 12 sec, quando leggo che l'edizione integra che circola nei dvd è di 78 minuti circa.

    Ho letto adesso le discussioni del Dandi e di Funesto nell'altro thread, pare che anche su Iris passi una versione più corta. Ma se per mediaset ci posso credere che stagliuzzano, a Sky mi sembra stranissimo. Cioè prendono i diritti del film, e attingono ai master di mediaset? impossibile. Sky non può comprare la versione filtrata da mediaset, ma sempre o dal produttore dei dvd o dalla pellicola originaria.

    Chiedo, è possibile che questa discrepanza sia dovuta solo ad una diversa velocità di frame?

    mi viene in mente la stessa discrepanza in Milano trema, nell'alan Young dura 1h38m, nell'aegida siamo sul 1h35m, ma in sostanza presentano lo stesso master. Non pare ci siano differenze nelle sequenze
    Ultima modifica: 24/11/13 11:59 da Rogerone
  • Homevideo Tersilli • 4/08/15 19:33
    Galoppino - 124 interventi
    Il master di Iris è integrale?
  • Homevideo Il Gobbo • 10/02/16 09:33
    Contratto a progetto - 771 interventi
    Finalmente approdato all'alta definizione in italiano grazie alla benemerita Arrow: ottima qualità. Negli extra oltre all'audio commento di Tim Lucas il noto documentario "Maestro of the macabre"