4. La porta sul buio: Testimone oculare

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MMJ Davinotti jr
Anno: 1973
Genere: corto/mediometraggio (colore)
Note: Fa parte della serie tv "La porta sul buio" prodotta da Dario Argento.
Numero commenti presenti: 24
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Dopo 4 MOSCHE DI VELLUTO GRIGIO Dario Argento pareva deciso ad abbandonare quella particolare forma di thriller dalle tinte forti che l'aveva portato al successo. Tuttavia, in seguito al flop del curioso e misconosciuto LE CINQUE GIORNATE, rientrò nei ranghi e produsse per Rai Uno quattro telefilm di un'ora ciascuno che riprendevano, ammorbidendole in ragione della destinazione televisiva, le caratteristiche dei suoi thriller. Fu una scelta vincente, che impose la figura di Argento (presentava i minifilm alla maniera di Hitchcock, con una brevissima introduzione di un paio di minuti) a più di venti milioni di...Leggi tutto italiani (all’epoca si poteva scegliere solo tra due canali), che lo indentificavano ormai come l’incarnazione della paura e del terrore. Nella prima puntata Argento annuncia che i registi saranno sempre diversi (anche se IL TRAM è in realtà suo, diretto sotto falso nome, e TESTIMONE OCULARE ne reca ampiamente le tracce) e proporranno un approccio nuovo, moderno, al genere “giallo”. La fotografia di Elio Polacchi è tipicamente argentiana, le musiche di Giorgio Gaslini (tornerà anni dopo con Argento per PROFONDO ROSSO) sincopate, jazzate: suonano assolutamente sperimentali per il thriller e caratterizzano una volta di più l'elemento di novità. Per l'epoca (siamo nel 1973) LA PORTA SUL BUIO dovette rappresentare un bel passo in avanti nell'estetica televisiva, anche se visti oggi i quattro episodi restano passabili o poco più (salvo forse per IL TRAM). Gianfranco Barra, nella parte di un investigatore, appare nella presentazione dell'ultimo telefilm: “E’ una storia vera”, dice lui. • TESTIMONE OCULARE (**) Soggetto di Argento, collaborazione con Cozzi per la sceneggiatura, regia affidata a Roberto Pariante (aiuto regista dei primi lavori di Argento) ma con ampie ingerenze del nostro. La storia riguarda le apparenti “visioni” di Marilù Tolo (che in qualche modo danneggia l'episodio con una recitazione inadeguata), a cui nessuno pare voler credere quando afferma di aver investito una ragazza già agonizzante e di aver visto il suo assassino. Si gioca molto con i sospetti, ed è evidente che il colpo di scena è dietro l'angolo. Molto umano e credibile il commissario, molto meno l'amante di lei. Pariante abusa con i primi piani, gli stacchi improvvisi, ma si riscatta parzialmente dalle scene di suspense all'interno della casa di Marilù Tolo (dove si sente la mano di Argento). Ben sfruttate le partiture jazz di Gaslini, finale prevedibile.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Caesars 6/02/07 12:34 - 2977 commenti

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Il telefilm è firmato da Pariante (già aiuto regista di Dario), ma pare che effettivamente la regia sia completamente di Argento. Comunque sia è l'episodio che più assomiglia ai film del nostro (compresa la voce che sussurra nel buio). L'unico grande, immenso difetto è la recitazione scandalosa di Marilù Tolo (all'epoca fidanzata del Maestro). Per il resto un buon prodotto con una trama interessante anche se non molto originale (deve molto a Merletto di mezzanotte, vecchio film con Doris Day).

Undying 19/04/07 17:48 - 3828 commenti

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Considerata la destinazione finale del prodotto, va riconosciuta la capacità di osare: per il tema molto forte e per i contenuti (all'epoca veri e propri tabù televisivi). Marilù Tolo è bellissima e l'ora passa velocemente... Raffinato e ottimamente girato, anche se inferiore all'episodio diretto da Cozzi (Il Vicino di Casa).

Homesick 9/07/07 18:08 - 5737 commenti

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L'intreccio si riallaccia a Quattro mosche e il crescendo di tensione è costituito da ambienti claustrofobici, voci misteriose, senso di minaccia incombente, inquadrature insolite e montaggio sincopato, oltre alle musiche jazz di Gaslini. Insieme a Il tram, l'episodio più riuscito della serie, dove l'impronta di Argento è maggiormente riconoscibile.

Deepred89 21/12/08 14:21 - 3385 commenti

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Il migliore degli epidosi della serie "La porta sul buio", registicamente notevole (soprattutto per un prodotto televisivo) e permeato da un clima cupo e inquietante. Sceneggiatura svelta ed interessante, cast di buon livello ed azzeccata colonna sonora. Decisamente un buon prodotto.

Cotola 29/01/09 02:21 - 7876 commenti

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A mio avviso il miglior episodio della serie: buon inizio (con un bel colpo di scena) buon prosieguo e soprattutto gran finale che, per quanto un po' prevedibile, non delude e riesce anche a provocare qualche brivido. Nel complesso più che discreto soprattutto perché (vista anche la destinazione finale) riesce a mantenere una certa tensione narrativa dall'inizio alla fine.

Brainiac 16/04/09 10:39 - 1083 commenti

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Inferiore all'episodio Il tram ma comunque un film Tv dignitosissimo. Perchè vederlo? Perchè è la summa della poetica Argentiana della prima fase (quella in cui ancora faceva paura). Gli elementi sono pochi e ben gestiti: una villa isolata, un omicidio senza prove, una voce che cambia (la bellissima e claustrofobica scena della finestra col marito appostato nell'ombra). A questo Argento (Pariante), si può perdonare il resto: la pessima prova della Tolo e degli altri attori (commissario escluso), alcune incongruenze. Di fronte ad uno stile così personale...
MEMORABILE: La donna, vessata dall'assassino, si nasconde nella villa. Fuori c'è il marito appostato. E ad un certo punto la sua voce...

Cif 28/05/09 22:58 - 272 commenti

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La costruzione da giallo puro è assai ben fatta, il resto lo fanno gli indizi, i piccoli depistaggi e tutti i dettagli che hanno reso celebre Argento, che ancora si concentra sulla costruzione della paura dalle piccole cose: rumori, piccoli movimenti, oggetti ecc. Un Argento minimalista per questo 4°episodio della serie (il 2° migliore dopo Il vicino di casa). Qualcosa è un po' forzato nella storia, però a rivederlo oggi si respira a pieni polmoni il talento del nostro Dario e la sua curiosità artistica di indagare un genere. 2 pallini e 1/2.
MEMORABILE: Il protagonista maschile (il marito) ha la stessa aria, una fisionomia simile e lo stesso timbro di voce di Argento!

Bruce 18/06/09 16:38 - 1006 commenti

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Thriller originale, con buone atmosfere, inquietanti e stranianti. La brava Marilù Tolo si trova suo malgrado coinvolta in una situazione da brividi, la tensione è palpabile e crescente. Vi sono chiari rimandi a Images di Altman e al cinema di Hitchcock. Forse il migliore tra i quattro telefilm della Porta sul buio.

Stefania 12/07/09 20:46 - 1600 commenti

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Un bell'esercizio di stile: dare un'impronta registica originale a una storia che originale non è; giovane moglie in pericolo: vittima designata o isterica visionaria? Niente male il risultato: l'atmosfera è da brivido, le opportune malizie ci sono, il crescendo della tensione è ottimamente costruito. Discreto.

Funesto 9/07/10 22:46 - 525 commenti

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Notevolissimo quarto tassello della "Porta sul buio", forse il migliore dell'intero ciclo. Roberto Pariante costruisce una storia terribilmente coinvolgente: Marilù Tolo assiste ad un omicidio (volontario?) che pare non sia mai avvenuto e si sospetta della salute mentale della donna. Le atmosfere autunnali sono splendide e Marilù Tolo crea un personaggio intrigante e ambiguo sebbene la sua recitazione, a ben vedere, lasci a desiderare. Ottimo il finale, prevedibilissimo ma di grande effetto e ricco di tensione. Interessantissimo, da non perdere.
MEMORABILE: Scena rubata a L'uccello dalle piume di cristallo: la Tolo con un coltello in mano corre ad aggredire il killer che prova ad entrare dalla porta.

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Pinhead80 9/02/11 16:48 - 4091 commenti

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Dopo aver assistito a un omicidio una donna, oltre a non essere creduta, è costantemente minacciata dall'assassino. Il film conclude la serie della porta sul buio e, tra tutti quelli visti in precedenza, è quello che ho gradito maggiormente, perché ha uno sviluppo intrigante ed è il meglio recitato. Il colpo di scena è dietro l'angolo...

Il Dandi 16/02/11 13:36 - 1917 commenti

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Il tram era più metropolitano e virtuositico, ma questo è l'episodio più colorato e pop della serie (per me l'unico da gustare a colori e non nel b/n in cui fu trasmesso). Stile e trama sembrano quasi più quelli di un giallo lenziano che argentiano. Glauco Onorato svolge il suo ruolo di commissario con consueta efficacia, Marilù Tolo è bellissima e la si segue senza battere ciglio; peccato per le recitazioni degli altri, che inficiano parecchio l'atmosfera. La regìa è comunque precisa.
MEMORABILE: La voce sconosciuta che risponde alla protagonista da sotto alla finestra.

Fauno 5/09/11 12:17 - 1998 commenti

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È questo il migliore e batte di gran lunga Il tram. Vero che alla fine si agevola lo spettatore ad arguire quantomeno un coinvolgimento di un personaggio, ma la trama è quasi unica, oltre che vera. Ottimo Onorato, ma impagabile la componente femminile. Altea De Nicola la dovrò cercare negli annali perché è stratosferica, della Tolo già lo sapevo che non avrebbe dovuto fare il minimo sforzo per assumere espressioni così drammatiche... lei è un'attrice nata, si sa plasmare bene ad ogni occorrenza e avrebbe meritato una carriera molto più sfolgorante.
MEMORABILE: "Tutto in ordine!" La sagoma dell'assassino col revolver.

Trivex 18/02/14 11:29 - 1565 commenti

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Buona la performance di Marilù Tolo per una discreta storia che poteva essere sfruttata meglio; ma la giustificazione, a causa del formato tv, è comunque piena. La vicenda avrebbe richiesto infatti uno sviluppo più forte, in particolare nel finale, comunque piuttosto teso e ansiogeno. Anche qui rimane inalterato il fascino di genere nero, perfetto nell'esplicitazione finale, assolutamente tipica di quel tempo, di quello passato e di quello (ahimè) presente. (**!)
MEMORABILE: Il commissario che dà del "bamboccio" al personaggio...

Panza 3/03/14 18:01 - 1552 commenti

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Almeno qui Pariente e Argento riescono a gestire discretamente il giallo psicologico con un montaggio forsennato e una parte centrale dell'episodio non da buttar via. Sono di più le cose che non vanno, però: la Tolo è davvero scarsa nella recitazione e ci ricorda la peggiore Asia Argento. Inoltre l'inizio lentissimo e la conclusione banale non giovano a questa puntata (con titolo utilizzato poi da Bava jr.) che conclude una serie molto sopravvalutata in cui forse l'unica cosa davvero bella è la raffinata colonna sonora di Gaslini. Inutile l'intro.

Vitgar 25/09/14 09:29 - 586 commenti

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Non mi convince del tutto. Dopo cinque minuti già si capivano il colpevole e il movente. Discreta la tensione narrativa, anche se molte soluzioni sono poco credibili (vedasi il progetto del marito per tendere l'agguato all'assassino). Poco consona la "predica" finale del commissario ai due fedifraghi. Attori decorosi, con una bella Marilù Tolo.

John trent 27/09/14 11:05 - 326 commenti

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Sicuramente l'episodio più "argentiano" della serie, con killer dai guanti neri che fa telefonate minacciose con la voce artefatta e tensione che rimanda fin troppo sfacciatamente a L'uccello dalle piume di cristallo e 4 mosche di velluto grigio. Brava la Tolo. Pessimo il prologo iniziale con il poliziotto Gianfranco Barra che snocciola ad Argento alcuni casi di cronaca nera dai quali poter prendere spunto per un eventuale film. Comunque un discreto episodio.
MEMORABILE: Il commissario che sbuca nel finale dietro la porta.

Graf 19/01/15 01:36 - 708 commenti

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Marilù Tolo assiste all'uccisione di una donna ma del cadavere della vittima non c’è nessuna traccia. Film tv composito: macchinazione di chiare ascendenze lenziane, diffidenza del regista sulla capacità dell’occhio umano di scoprire la verità dall'osservazione delle realtà oggettiva, spaesamento kafkiano della protagonista, costruzione di uno scenario filmico avulso dal mondo reale, tecniche di ripresa agguerrite, musica e montaggio sincopati, paura in crescendo, autentico panico negli ultimi dieci minuti. Il più argentiano della serie. Notevole, anche se la protagonista Marilù Tolo recita così così.
MEMORABILE: Ottima e incisiva la prova interpretativa di Glauco Onorato nella parete del Commissario Rocchi.

Minitina80 3/01/16 18:49 - 2560 commenti

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L’episodio parte subito con un colpo di scena degno di nota, anche se la messa in scena è scarna e minimale. Si cerca di creare un minimo di suspense puntando sul versante psicologico che coinvolge la sventurata protagonista. A tratti sembra quasi un caso di cronaca nera. Purtroppo è debilitato da una recitazione deficitaria, eccezion fatta per Glauco Onorato che è l’unico che dimostra di avere un minimo di personalità. Mostra i segni dell’usura del tempo.

Rufus68 22/07/16 00:13 - 3367 commenti

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L'inizio, poco parlato, con quelle acrobazie pirandelliane (la protagonista passa in pochi minuti da carnefice a vittima a mitomane), lascia ben sperare. Il prosieguo, però, è scontato e prevedibile; il colpo di scena intuibile. A parte Onorato, la recitazione è da Basso Impero televisivo (più attuale che anni Settanta).

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Magi94 12/09/17 14:03 - 753 commenti

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Tenendo anche conto che sia un prodotto televisivo, gli si concede la sufficienza solo per qualche guizzo argentiano nel finale (la voce mutata che risponde è un bel tocco da brivido). Per il resto posso anche chiudere due occhi sulla recitazione sotto ogni livello di decenza, ma non posso tacere sull'imbarazzante scopiazzata di un film più vecchio: Merletto di mezzanotte. Un sacco le somiglianze col film americano: il tentato investimento, le telefonate minatorie, il colpevole...

Rocchiola 18/02/19 13:48 - 903 commenti

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Il soggetto e le musiche fortemente ritmate ricordano le 4 mosche argentiane. Pur essendo firmato da Roberto Pariante l'episodio venne in realtà girato da Argento, di cui sono riconoscibili alcune inquadrature e soggettive. Se la regia si eleva dal piattume televisivo del primo episodio, il ritmo rimane piuttosto blando e la sorpresa finale decisamente forzata. A conferma che per quanto innovativa all'epoca della realizzazione, vista oggi questa serie risulta deludente. Sempre ottimo invece il commento musicale di Gaslini.
MEMORABILE: L'apparizione improvvisa del cadavere davanti alla macchina; I passi dell'assassino nella boscaglia; La spinta alla protagonista ferma al semaforo.

Ira72 7/08/19 13:51 - 1050 commenti

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Marilù Tolo, con quel volto che richiama qualcosa della diva Liz Taylor, riempie lo schermo. Onorato, sornione, indaga su un cadavere e un assassino che non esistono (forse). La trama in sé non è speciale ed è facilmente intuibile chi si celi dietro a misteriose intromissioni e va anche aggiunto che il livello recitativo generale è piuttosto mediocre. Tuttavia questo tripudio anni 70 di colori, oggetti, musiche e chi più ne ha più ne metta, risulta piacevole. La zampata di Argento lascia comunque il suo segno, soprattutto sul finale. Nell'insieme, non male.

Victorvega 7/12/20 18:11 - 406 commenti

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Forse il miglior episodio della serie, argentiano nel tentativo di trasportare la tensione rendendola viva nel descrivere la persecuzione nei confronti della protagonista, testimone di un omicidio irreale e perseguitata in qualche modo. Alla fine il giudizio è positivo, anche se non si può non rilevare come l'ingesso finale della polizia nel finale sia quasi comico.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Icaroblu • 20/01/15 18:00
    Disoccupato - 106 interventi
    Il Dario si firmava per questi telefilm Sirio Bernadotti.
  • Discussione Zender • 20/01/15 18:11
    Consigliere - 44580 interventi
    Ma non è vero! Si è firmato Sirio Bernadotte e solo per "Il tram". Qui la regia è di Pariante (poi sostituito da Argento).
  • Discussione Graf • 20/01/15 20:02
    Call center Davinotti - 915 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Ma non è vero! Si è firmato Sirio Bernadotte e solo per "Il tram". Qui la regia è di Pariante (poi sostituito da Argento).

    Infatti Zender, Testimone oculare è il film TV nel quale si sente maggiormente la mano e lo stile di Argento.

    Sarei curioso di sapere perché Dario Argento scelse
    lo stranissimo pseudonimo di Sirio Bernadotte (Bernadotte è il nome dell'attuale casata reale svedese...) per dirigere il film TV Il tram. Non credo che il nome sia stato scelto a caso.
    Sirio è una stella della costellazione del Cane Maggiore ed è la stella che brilla di più nel cielo notturno.
    Boh...
    Ultima modifica: 21/01/15 02:20 da Graf
  • Discussione Nipo • 1/12/17 23:25
    Galoppino - 74 interventi
    “Testimone oculare” è il secondo telefilm diretto da Dario Argento dopo “Il tram” per la serie “Una porta sul buio”, anche se risulta firmato da Roberto Pariante.
    Pariante a quel tempo era stato aiuto regista per Argento, e per questo era stato scelto come regista dell'episodio. Ma iniziate le riprese Argento si rese conto dell'inadeguatezza di Pariante a portare avanti il telefilm, decise così di sostituirlo, ma di lasciare la firma a lui per la regia. Il telefilm in realtà sembra un campionario dell'armamentario argentiano messo in campo fino a quel momento nei film precedenti. Molti esempi di scene ricordano la trilogia che li precede. Vediamo ad esempio, ad inizio episodio, la protagonista Roberta (interpretata da Marilù Tolo) intenta ad esaminare quello che crede il cadavere di una donna, morta di fronte alla sua auto. Roberta indugia sul corpo della donna, lo osserva, lo sfiora come a voler capire la realtà della morte. Indugia sul cadavere. Sembra in attesa di una spiegazione, una rivelazione che quel corpo le deve fornire. In quel momento Roberta si trova al cospetto della Morte, e quasi pretende un segno che la aiuti a comprendere quel mistero che le è davanti. Il contatto con la Morte, e con il morto, riporta ad una scena analoga del “Gatto a nove code” quando il giornalista Giordani si trova in una cripta, davanti ad una bara aperta, al cospetto del cadavere di Bianca Merusi. Anche in quella situazione ci troviamo davanti ad un incontro ravvicinato con un cadavere. I due protagonisti rimangono incastrati dalla visione del morto. Fissando quelle salme, riportandole alla realtà con il tatto, toccandole, cercano quasi un confronto diretto, quasi l'abbattimento di un tabù; la scoperta della verità di cosa ci aspetta alla fine di tutto. Ma anche un'altra sequenza ci riporta con al memoria alla pellicola precedente. La macchina da presa inquadra in primo piano una tazza, mentre avanza verso Roberta, fino a quando lei lo prende per bere. Nel “Gatto” vediamo un'inquadratura simile quando Giordani offre un bicchiere di latte ad Anna Terzi: c'è la medesima inquadratura con primo piano del bicchiere di latte e carrello verso la donna, finché lei non lo prende. Possiamo anche notare tra le altre cose la tecnica del flashback di Roberta, mentre lei racconta al commissario (Glauco Onorato) l'episodio della morte della donna sconosciuta e della sua tentata aggressione da parte dell'assassino. Argento si avvale qui della tecnica già sperimentata ne “L'uccello dalle piume di cristallo” quando Sam Dalmas, cercando di scoprire il particolare rivelatore nascosto nella sua memoria, riesamina i suoi ricordi come fossero stralci di sequenze ripetute in moviola.
    In generale il telefilm risulta però un po' inarticolato, alternando sequenze di tensione con altre statiche, ma non in maniera omogenea. Probabilmente questo è dovuto al cambio di regia in corso d'opera.
    Ci sono molte cose che risultano strane all'occhio dello spettatore, per esempio la prima domanda che ci si pone è: perché creare un piano tanto contorto per eliminare una persona? La protagonista è perseguitata perché la si vuole spingere sull'orlo della pazzia, ma poi si scopre che la si vuole uccidere. Tutto questo porta al pensiero che la realizzazione di un tale piano criminale sia comunque destinato a fallire. Ma nel finale il delitto non viene sventato per deduzione e conseguente intervento della polizia, ma solamente per un fortuito caso, una combinazione di coincidenze totalmente legate al caso. Bisogna anche dire che la protagonista, Roberta, dal canto suo non fa nulla per cercare di scoprire o di capire quello che le sta succedendo intorno.
    Lo spettatore smaliziato, conoscitore dell'opera del regista sicuramente intuisce di trovarsi di fronte ad una pellicola surrogata, che purtroppo manca dell'idea originale che era il fulcro del precedente episodio “Il tram”. In effetti, a guardarlo bene, questo telefilm risulta realmente essere una sorta di remake, in chiave ridotta del film “4 mosche di velluto grigio”, la cui variante dall'originale è solo nel ribaltamento dei ruoli (qui Roberto, il protagonista perseguitato di “4 mosche” diventa Roberta). In effetti anche la trama segue, quasi episodicamente, la struttura del film precedente, dalla messa in scena dell'omicidio iniziale fino alla scoperta finale dell'assassino. Un'opera quindi riuscita a metà, che però ha come punto di forza le sequenze di tensione, brevi purtroppo, ma riuscite, disseminate nella pellicola (l'incidente iniziale, il tentato omicidio in strada ai danni di Roberta, la finale attesa dell'omicida in casa, anche questa mutuata dal film precedente). E la scoperta finale, dell'assassino persecutore lascia nello spettatore un po' di amaro in bocca.
  • Discussione Fauno • 3/12/17 19:36
    Contratto a progetto - 2574 interventi
    Complimenti per aver ricordato il particolare della tazza in parallelo a quella del bicchiere di latte ne Il gatto a nove code. Non concordo però sulla miglior riuscita de Il tram rispetto a questo episodio, perché questo è un thriller puro e con delle sequenze indimenticabili: in primis la ragazza che le cade di fronte, ma ancor più il sangue che le esce dalla bocca quando la malcapitata Tolo scende dall'auto, nonché la sagoma dell'assassino che le punta la pistola senza inseguirla.
    E che dire della scena in cui lei viene spinta da dietro nel passaggio pedonale? Qui non mi puoi venire a dire che riprende l'omicidio di Calabresi ne Il gatto a nove code, perché lì la spinta è dal davanti; io direi quasi che è una "prima" argentiana che verrà ripresa ben 14 anni dopo in Opera...
    E non parliamo poi del cambio voce finale, che per chi non lo sa fa ancora rabbrividire. Mi dispiace ma Il tram avrà avuto molti spunti ed idee, specie quella della luce che si spegne nelle curve strette, ma questa a confronto è classe celestiale, e perfino l'ingrediente della serata al Piper con la porta aperta al ritorno non è mica male.

    Come ripeto: rimpiango la sparizione nel nulla di Altea De Nicola. Quel poco che recita lo fa magnificamente.
  • Discussione Nipo • 3/12/17 19:50
    Galoppino - 74 interventi
    Fauno ebbe a dire:
    Complimenti per aver ricordato il particolare della tazza in parallelo a quella del bicchiere di latte ne Il gatto a nove code. Non concordo però sulla miglior riuscita de Il tram rispetto a questo episodio, perché questo è un thriller puro e con delle sequenze indimenticabili: in primis la ragazza che le cade di fronte, ma ancor più il sangue che le esce dalla bocca quando la malcapitata Tolo scende dall'auto, nonché la sagoma dell'assassino che le punta la pistola senza inseguirla.
    E che dire della scena in cui lei viene spinta da dietro nel passaggio pedonale? Qui non mi puoi venire a dire che riprende l'omicidio di Calabresi ne Il gatto a nove code, perché lì la spinta è dal davanti; io direi quasi che è una "prima" argentiana che verrà ripresa ben 14 anni dopo in Opera...
    E non parliamo poi del cambio voce finale, che per chi non lo sa fa ancora rabbrividire. Mi dispiace ma Il tram avrà avuto molti spunti ed idee, specie quella della luce che si spegne nelle curve strette, ma questa a confronto è classe celestiale, e perfino l'ingrediente della serata al Piper con la porta aperta al ritorno non è mica male.

    Come ripeto: rimpiango la sparizione nel nulla di Altea De Nicola. Quel poco che recita lo fa magnificamente.
    ma quello che dico non si riferisce alle sequenze sicuramente più di tensione, ma la trama generale, per quello che ho scritto, mi risulta più frammentaria. Begli episodi ma slegati. Per quello che riguarda l'attentato è normale che sia proposto in modo diverso, ma l'idea di base, compresa la soggettiva dell'assassino, è simile a quella del gatto. Il tram secondo me è più compiuto per la trama, ma per la tensione è meglio questo.
  • Discussione Fauno • 3/12/17 20:11
    Contratto a progetto - 2574 interventi
    Ok chiarita la differenza. Io in Argento ho sempre cercato soprattutto il brivido più che la compattezza cinematografica, ma quella spinta da dietro non mi ha fatto pensare al secondo film, e il cambio di voce non è stato mai più ripreso da lui.

    Ci sono utenti molto più esperti di me in thriller e horror americani...Io gli unici cambi di voce che ricordi sono quelli contraffatti coi microfoni nella serie degli Scream.
  • Homevideo Rocchiola • 18/02/19 13:49
    Call center Davinotti - 1205 interventi
    L'edizione RaiTrade marchiata Warner sul reto copertina cita riporta la seguente dicitura "registrazioni d’epoca digitalizzate e rimasterizzate eventuali imperfezioni testimoniamo l’autenticità della provenienza". Bel modo per dire che l pessima qualità è segno d'autenticità. In ogni caso la qualità è rimasta scarsissima. La Rai ha semplicemente pescato dai propri archivi senza effettuare alcun trattamento sulla fonte originale. Il video viene presentato nel corretto formato televisivo in 4:3 ma presenta una colazione sbiadita con abbondanza di macchie, graffi e righe. L'audio mono originale è passabile ma non esente da difetti, non sempre chiaro e con fruscii vari. Insomma un’edizione pessima ma non c’è di meglio ed ormai anche questa versione è fuori catalogo. Un ulteriore uscita senza un adeguato restauro non avrebbe senso. E poi per dei mediometraggi di 50-55 minuti l'uno perché sprecare quattro DVD quando né bastavano due? Sicuramente per speculare sul prezzo di una confezione scarnissima che non ha neanche lo straccio di un piccolo inserto.
  • Discussione Rocchiola • 18/02/19 13:59
    Call center Davinotti - 1205 interventi
    Mi permetto di segnalare che l'investigatore privato presente con Dario Argento nella presentazione dell'episodio è interpretato dall'attore Gianfranco Barra non accreditato nel cast.
  • Discussione Zender • 18/02/19 18:03
    Consigliere - 44580 interventi
    Sì, vedo che lo scriveva già all'epoca il Marcel nel suo papiro. Lo aggiungo.