3. La porta sul buio: La bambola

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MMJ Davinotti jr
Anno: 1973
Genere: corto/mediometraggio (colore)
Note: Fa parte della serie tv "La porta sul buio" prodotta da Dario Argento.
Numero commenti presenti: 27
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Dopo 4 MOSCHE DI VELLUTO GRIGIO Dario Argento pareva deciso ad abbandonare quella particolare forma di thriller dalle tinte forti che l'aveva portato al successo. Tuttavia, in seguito al flop del curioso e misconosciuto LE CINQUE GIORNATE, rientrò nei ranghi e produsse per Rai Uno quattro telefilm di un'ora ciascuno che riprendevano, ammorbidendole in ragione della destinazione televisiva, le caratteristiche dei suoi thriller. Fu una scelta vincente, che impose la figura di Argento (presentava i minifilm alla maniera di Hitchcock, con una brevissima introduzione di un paio di minuti) a più di venti milioni di...Leggi tutto italiani (all’epoca si poteva scegliere solo tra due canali), che lo indentificavano ormai come l’incarnazione della paura e del terrore. Nella prima puntata Argento annuncia che i registi saranno sempre diversi (anche se IL TRAM è in realtà suo, diretto sotto falso nome, e TESTIMONE OCULARE ne reca ampiamente le tracce) e proporranno un approccio nuovo, moderno, al genere “giallo”. La fotografia di Elio Polacchi è tipicamente argentiana, le musiche di Giorgio Gaslini (tornerà anni dopo con Argento per PROFONDO ROSSO) sincopate, jazzate: suonano assolutamente sperimentali per il thriller e caratterizzano una volta di più l'elemento di novità. Per l'epoca (siamo nel 1973) LA PORTA SUL BUIO dovette rappresentare un bel passo in avanti nell'estetica televisiva, anche se visti oggi i quattro episodi restano passabili o poco più (salvo forse per IL TRAM). Gianfranco Barra, nella parte di un investigatore, appare nella presentazione dell'ultimo telefilm: “E’ una storia vera”, dice lui. • LA BAMBOLA (*!) L’episodio più atipico, diretto da un poco incisivo Mario Foglietti (che lo scrive assieme a Marcella Elseberger), caratterizzato da una lentezza frustrante e da un unico colpo di scena che è il solo motivo per il quale il telefilm deve essere nato; una buona idea che Lizzani riprenderà da molti anni dopo nel suo LA CASA DEL TAPPETO GIALLO. La particolarità sta invece nel cast, dove convivono un inedito e giovanissimo Gianfranco D'Angelo (è il commissario, serio e quasi irriconoscibile) e un'altrettanto acerba Mara Venier (ancora molto magra e “piatta”). Qui di Argento c'è veramente poco. Regna una ripetitività desolante, il senso della suspense è ridotto ai minimi termini (c'è un omicidio “argentiano”, sì, ma è chiaramente pretestuoso), il protagonista Robert Hoffman è gravemente inespressivo e le “scorrettezze” per fregare lo spettatore non si contano.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Caesars 6/02/07 13:07 - 2943 commenti

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Sicuramente il peggiore della serie, nel quale Argento c'entra poco e niente. La trama è particolarmente ingarbugliata, c'è un'unica sequenza di omicidio che può ricollegare questo telefilm alle opere di Dario. Sicuramente la serie sarebbe stata molto più "coerente" senza l'aggiunta di questo episodio. Robert Hoffmann era attore di una certa notorietà anche in Italia negli anni 60-70 (qualcuno lo ricorderà come Robinson Crusoe televisivo). Mario Foglietti era un funzionario RAI.

Undying 19/04/07 17:52 - 3833 commenti

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Il peggiore del ciclo: per via di un Gianfranco D'Angelo commissario decisamente risibile e per una trama ingarbugliata e raffazzonata che rasenta la ripetizione ad nauseam con la presenza di fantocci sparsi qua e là per le scenografie. Mara Venier non avrebbe poi avuto sbocco come attrice, anche se il peggio lo ha dato in Caramelle da uno sconosciuto (diretto da Franco Ferrini, fedele sceneggiatore - per lungo periodo - di Argento)... Dimenticabile.

Homesick 9/07/07 18:05 - 5737 commenti

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Psicanalitico e ingannevole, questo episodio si regge tutto su false piste e tensione psicologica per dimostrare che la realtà non è affatto come sembra; a ciò contribuiscono l'ambiguo fascino nordico di Hoffmann e gli occhi spauriti di una fanciullesca Venier. Interessante.

Hackett 18/04/08 20:54 - 1800 commenti

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Trascurabile episodio della serie. Eccessivamente pretenzioso, finisce per scadere nella noia allo stato puro, con cali narrativi davvero imbarazzanti. Regia scialba e interpreti scelti senza cognizione di causa. Tensione drammaticamente sotto i tacchi.

Sunchaser 2/08/08 15:16 - 127 commenti

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Il bel finale non basta a salvare un episodio scialbo e privo di tensione, diretto in maniera letargica da Mario Foglianti, regista che infatti avrebbe fatto poca strada. Restano interessanti alcune citazioni: l'assassinio della ragazza rimanda a 6 donne per l'assassino; la figura del protagonista ricorda Il pensionante; la follia dell'assassino rimanda a Marnie.

Deepred89 21/12/08 14:26 - 3380 commenti

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Il meno interessante tra gli episodi della serie. Tutto il film ruota attorno al colpo di scena finale, intrigante e spiazzante, anche se tutto ciò che viene prima appare lento, noioso e poco convincente. Piuttosto trascurabile, nonostante qualche tocco azzeccato e una buona colonna sonora (oltre che al buon finale). Nulla di imperdibile.

B. Legnani 8/01/09 23:29 - 4915 commenti

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Di esasperante lentezza e ripetitività, forse il meno interessante della serie. Meglio sarebbe stato farlo durare solo mezzora: lo spettatore sarebbe arrivato al bel finale un po' più sveglio. Cast indiscutibilmente interessante in ogni linea. Il meccanismo, che sfocia nel finale, è presente in tanti altri film (La terza mano, solo per dirne uno di simile livello), ma qui, in effetti, funziona. Un'occasione persa.
MEMORABILE: La chiusura delle tapparelle.

Cotola 29/01/09 02:26 - 7846 commenti

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Terzo episodio della serie che risulta essere il meno riuscito di tutti: la tensione, infatti, latita non poco e il colpo di scena finale è solo presunto. Inoltre Mara Venier non recita e Gianfranco D'Angelo nel ruolo dell'ispettore è credibile quanto un asino che vola. In ogni caso si può comunque vedere.

Daniela 26/05/09 14:17 - 10233 commenti

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Episodio mediocre e pure scorretto. Nella presentazione, Argento avverte lo spettatore che avrà una bella sorpresa nel finale, anzi lo sfida ad indovinare chi è l'assassino prima del termine del film. Sfida puerile assai, tanto sono sciocchini i trucchetti con cui si cerca di far convergere i sospetti sulla persona sbagliata. Fra la Vernier secca come un'acciuga ed il belloccio Hoffman, che fanno a gara in inespressività, si becca la palma della peggiore interpretazione D'Angelo, commissario indegno di una recita scolastica nelle elementari.

Bruce 19/06/09 16:09 - 1006 commenti

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Penalizzato da una lentezza esasperante risulta il meno interessante dei quattro episodi del ciclo televisivo curato da Argento. Dopo un buon avvio, tutto ripreso in soggettiva, la noia prende via via il sopravvento, complice anche il cast non all'altezza, con un Gianfranco D'Angelo commissario da recita in parrocchia e Mara Venier alle prime armi. Ci si riprende giusto in tempo per il colpo di scena finale (preannunciato dallo stesso Argento all'inizio) che, in zona Cesarini, salva dalla definitiva bocciatura questo debole giallo.

Pupo De Luca HA RECITATO ANCHE IN...

Stefania 15/07/09 16:51 - 1600 commenti

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Brutto, lento, a tratti ridicolo, con una trama che fa acqua da tutte le parti... Citazioni da Bava, Polanski, eppure... una noia totale. Forse il titolo allude all'espressione, perennemente "imbambolata", dei due protagonisti, Venier e Hoffman!

Cif 6/09/09 15:39 - 272 commenti

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Un episodio semplice semplice, che gioca a nascondere la spiegazione fino alla fine, anche se alla fine una grande spiegazione non c'è. Più un'esercizio di stile, che altro: la nuova maniera argentiana declinata sul piccolo schermo, che raccoglie nuovi adepti. Carino soprattutto perché consente di capire la lezione di Argento sulla costruzione della paura, attraverso inquadrature e tutti gli altri strumenti, più semplici, del cinema artigianale, quando non erano ancor giunti i grandi effetti speciali. Due pallini, per omogeneità rispetto agli altri.
MEMORABILE: Dolcemente vacua la Venier. Veste inedita per D'Angelo, che riesce piuttosto bene.

Funesto 7/07/10 23:59 - 525 commenti

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Interessante. Un mediometraggio per la tv stranamente molto violento, con gran finale a sorpresa. Nonostante una confezione misera (fotografia bruttissima, musiche assenti), il film si giova di una regia che sa creare tensione con poco a disposizione (spaventosissima la scena dell'omicidio della sarta) e di ottimi attori, inclusa una notevole Mara Venier (danneggiata comunque moltissimo dalla voce). C'è persino Gianfranco D'Angelo! Per me è da vedere: è intrigante, teso, violento (limitatamente), sadico. Da riscoprire, senz'altro.
MEMORABILE: L'omicidio della sarta e il finale.

Myvincent 26/10/11 23:16 - 2795 commenti

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Diretto da Mario Foglietti con lo zampino di Argento, ha uno stile statico e minimale, ma introspettivamente sviluppato nei meandri della mente umana, in questo caso malata. Rovesciamento delle parti, false piste e finale inaspettato sorprendono lo spettatore, rendendolo partecipe di un vero e proprio psicodramma televisivo. Interessante esperimento.

Pinhead80 8/02/11 12:10 - 4079 commenti

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La fuga di un paziente da un ospedale psichiatrico dà il via a questa interessante opera. La tensione è mantenuta costantemente alta e tiene incollato lo spettatore sino alla fine, nella speranza di riuscire a mettere al punto giusto tutti gli elementi del puzzle. Si destreggia bene anche D'Angelo nell'insolito ruolo di ispettore di polizia. Psicoanalitico.

Il Dandi 16/02/11 13:26 - 1917 commenti

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Nella serie che ha sdoganato il thriller argentiano al pubblico televisivo, questo gialletto psicologico risulta un vero pesce fuor d'acqua, non solo per la sua lentezza. Il problema è che il film stride con le atmosfere tipiche della serie, tant'è che è anche l'unico episodio in cui perfino il jazz di Giorgio Gaslini appare fuori posto. Poi certo, la presenza di volti destinati a diventare più noti in altra veste (Gianfranco D'Angelo, Mara Venier) non aiuta... strano a dirsi ma Robert Hoffman è il migliore.
MEMORABILE: Scoprire che la Venier da ragazza non era bionda.

Fauno 5/09/11 12:10 - 1989 commenti

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Chiaro che quando si vede l'immagine distorta, si sente la voce sdoppiata e l'inerzia del film fa una curva a 180° e torna indietro c'è da rabbrividire eccome... Una certa emozione l'ho provata anche in questa quarta o quinta visione. Più che buono... Davvero bravo Hoffman. Azzardo a dire che rimpolpando a dovere la storia ne sarebbe potuto scaturire un film da grande schermo e sicuramente niente male...

Markus 9/09/12 12:05 - 3403 commenti

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L'episodio meno convincente del ciclo "La porta sul buio"; non tanto per la vicenda in sè, che attinge dagli stilemi del classico thriller d'antan che gioca le carte migliori nel finale a sorpresa (un classico nel giallo italico del periodo), ma per la lentezza delle scene e per la scarsa regia, che non riesce a creare entusiasmi. Elementi divertenti - perciò degni di nota - sono la presenza di D'Angelo nei panni del commissario (fatto un po' trash se visto con gli occhi di oggi) e la futura regina della TV Mara Venier.

Panza 16/02/14 18:14 - 1542 commenti

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Esprimo profondo rammarico nel vedere una bella regia e un notevole montaggio persi in una tale piattezza di idee. Dovrebbe essere un dramma psicologico con tanto di colpo scena finale, invece ci si annoia fra scene eterne (ma quanto durano le passeggiate del commissario?) e un cast tragicomico. D'Angelo appare poco e comunque non incide affatto, mentre più bella figura la fa Hoffman. La scarsa presenza di dialoghi in alcune scene (la soggettiva iniziale) dà grande spazio alle musiche di Gaslini. Si guarda per completismo e si scorda.

Vitgar 16/09/14 12:43 - 586 commenti

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Scarso in tutto; come thriller, come giallo: forse gli attori contribuiscono a rendere il tutto poco credibile, con un finale abbastanza scontato. Si vede Hoffmann di ritorno da Robinson Crusoe, la Venier ancora giovane, un D'Angelo che non è propriamente fatto per queste interpretazioni. Bello rivedere Pupo de Luca, ottimo batterista jazz.

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John trent 20/09/14 13:29 - 326 commenti

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Terzo mini-giallo della serie che offre alcuni spunti interessanti. Il ritmo latita un po' troppo ma la suspense dell'ottimo omicidio di Erika Blanc in sartoria evoca il miglior Argento dell'epoca e anticipa di 14 anni quello di Opera. Quasi irriconoscibile (e semipiatta!) la giovane Venier, un po' fuori parte D'Angelo nei panni del commissario mentre Hoffmann, nonostante la sua inespressività, si salva. Il colpo di scena finale è "telefonato" dall'introduzione dello stesso Argento che mette in guardia gli spettatori: nota stonata.
MEMORABILE: L'omicidio di Erika Blanc in sartoria.

Graf 22/01/15 03:17 - 708 commenti

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Una postilla, una breve annotazione a margine della serie TV. Un episodio pieno di difetti, con una sceneggiatura corta come una coperta ma allungata come un brodo, con personaggi affetti dall'ossessione di andare a spasso senza una meta precisa, con la maggioranza degli attori che recita fuori registro, con un commissario di polizia che sembra una macchietta da avanspettacolo, con un colpo di scena finale telefonato; eppure la storia gialla incuriosisce e la sua immersione in una dimensione assorta come un sogno salva il film dal fallimento. Discreto.
MEMORABILE: La scena del delitto in sartoria è una bella citazione di Sei donne per l'assassino; Efficacissimo il tappeto sonoro di Giorgio Gaslini.

Minitina80 3/01/16 18:48 - 2516 commenti

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Come per gli altri episodi della serie, il colpetto di scena finale è presente e neanche troppo telefonato. Peccato abbia un andamento sonnacchioso e catartico che non permette di essere coinvolti emotivamente né di ragionare molto su cosa stia succedendo. Fa il suo effetto vedere Gianfranco D’Angelo in un contesto così serioso. Nel complesso non è indimenticabile.

Rufus68 23/07/16 00:09 - 3348 commenti

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L'assenza di suspense è compensata da una struttura gialla abbastanza ingegnosa: i vari fili del mistero vengono lasciati penzolare sino alla stretta finale (invero un po' deludente); la costruzione del disvelamento è, perciò, la vera protagonista: in ciò il film rimane apprezzabile. Il resto convince poco, a partire dalla coppia di sbirri D'Angelo-De Luca, il sogno di ogni delinquente. La Venier pre-nazional popolare sfoggia begli occhioni, ma gambette così così.

Ira72 26/10/16 12:35 - 1012 commenti

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Premetto innanzitutto che ho trovato originale la sceneggiatura e buono il montaggio (la fuga in soggettiva è tipicamente "argentiana"). Purtroppo, però, il film non decolla e regala poca, pochissima suspence. Insipida anche Mara Venier, troppo acerba forse, comunque inadatta al ruolo che interpreta. Un episodio destinato a essere dimenticato in poco tempo, comunque consigliato per una serata in relax, senza pretese.

Rocchiola 19/02/19 08:05 - 901 commenti

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A parte l’evasione iniziale dello piscopatico ripresa interamente in soggettiva e l’omicidio in sartoria, si potrebbe dire, parafrasando il famoso Califfo, che tutto il resto è noia. E se non fosse per la sorpresa finale si potrebbe tranquillamente abbandonare la visione dopo un quarto d’ora. A conferma della debolezza di questa mini-serie ci sono anche gli interpreti con una giovanissima Mara Venier improponibile in versione drammatica e un serio Gianfranco D’Angelo nei panni di un commissario del tutto inutile, nell’economia del racconto.
MEMORABILE: La soggettiva iniziale della fuga dall'ospedale psichiatrico; L'omicidio della donna in sartoria.

Victorvega 7/12/20 18:05 - 397 commenti

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Questo episodio se la gioca con il primo come punto più basso della serie: troppe lungaggini caratterizzano la storia, dall'andamento soporifero e dal finale (soprattutto dopo esser stati messi allertati nella premessa di Argento) prevedibile. Alla fine rimane la curiosità di vedere una giovanissima Venier e un D'Angelo in imbarazzo nel ruolo del commissario.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Zender • 14/02/11 20:08
    Consigliere - 44450 interventi
    Andata Dandi, inseriti anche i pomelli nello special sul pianerottolo (uno che dovesse leggere una frase così sarebbe certo di trovarsi in un sito di mobili e infissi, non ho dubbi, di certo in tutto tranne che in un sito di cinema).
    Ultima modifica: 14/02/11 20:09 da Zender
  • Discussione Il Dandi • 14/02/11 21:16
    Contratto a progetto - 1490 interventi
    Eh già :)

    Comunque questo è il terzo appartamento di cui abbiamo con esattezza gli interni: due al primo piano (entrambi da Il profumo della signora in nero, quello di Mimsy Farmer e quello di Mario Scaccia), e questo al secondo piano. sarebbe bello indentificare con esattezza anche quello che ospitava gli uffici di Richard Conte in Roma violenta, che è ancora diverso. Certo è strano che i residenti fossero così disponibili: un appartamento cinematografico passi, ma tutta una palazzina...!
    Ultima modifica: 14/02/11 21:24 da Il Dandi
  • Discussione Zender • 15/02/11 09:17
    Consigliere - 44450 interventi
    Ce l'avranno in contratto all'entrata: si ricorda che gli interni degli appartamenti potranno essere oggetto di ripetute violazioni della privacy da parte di troupe cinematografiche.
  • Curiosità Il Dandi • 16/02/11 13:42
    Contratto a progetto - 1490 interventi
    Pur girati su pellicola a colori, i 4 film de La porta sul buio vennero tuttavia trasmessi in bianco e nero come ogni programma RAI dell'epoca.

    Secondo le raccomandazioni di Luigi Cozzi nei contenuti speciali all'edizione dvd, è bene visionare questi film in bianco e nero per godere della giusta fotografia pensata dai registi per la messa in onda.
  • Curiosità Zender • 16/06/11 21:12
    Consigliere - 44450 interventi
    Grazie alla prestigiosa collezione cartacea Markus possiamo satabilire con esattezza l'ordine e le date di trasmissione di tutti e quattro i telefilm della serie, trasmessi dal CANALE NAZIONALE per quattro martedì sera, esattamente questi:

    4 settembre 1973: Il vicino di casa
    11 settembre 1973: Il tram
    18 settembre 1973: La bambola
    25 settembre 1973: Testimone oculare

    Queste le prove dell'evidenza:

  • Musiche Lucius • 24/09/11 19:21
    Scrivano - 8500 interventi
    Il main theme è incluso anche nel cd compilation "Puro Argento vivo" e nella soundtrack a tiratura limitata de "Le cinque giornate" (foto sotto provenienti dalla prestigiosa Geppo collection):



    Retro...

    Ultima modifica: 25/09/11 13:09 da Zender
  • Musiche John trent • 26/11/11 11:35
    Servizio caffè - 514 interventi
    Buon ascolto...

    http://www.youtube.com/watch?v=NSLy8WfP6Go
  • Discussione Lodger • 9/02/18 00:19
    Magazziniere - 1500 interventi
    questo minifilm è pieno di citazioni hitchcockiane: le porte che si aprono (Io ti salveró), la doppia donna (Vertigo) e in generale c'è una somiglianza con Marnie (mi pare che anche lì Connery strappava i vestiti alla Hedren).

    p.s.
    ma nella scena finale non potevano coprire la scritta MSI sul muro (o girarla altrove)? :-D
  • Homevideo Rocchiola • 19/02/19 08:05
    Call center Davinotti - 1204 interventi
    L'edizione RaiTrade marchiata Warner sul reto copertina cita riporta la seguente dicitura "registrazioni d’epoca digitalizzate e rimasterizzate eventuali imperfezioni testimoniamo l’autenticità della provenienza". Bel modo per dire che l pessima qualità è segno d'autenticità. In ogni caso la qualità è rimasta scarsissima. La Rai ha semplicemente pescato dai propri archivi senza effettuare alcun trattamento sulla fonte originale. Il video viene presentato nel corretto formato televisivo in 4:3 ma presenta una colazione sbiadita con abbondanza di macchie, graffi e righe. L'audio mono originale è passabile ma non esente da difetti, non sempre chiaro e con fruscii vari. Insomma un’edizione pessima ma non c’è di meglio ed ormai anche questa versione è fuori catalogo. Un ulteriore uscita senza un adeguato restauro non avrebbe senso. E poi per dei mediometraggi di 50-55 minuti l'uno perché sprecare quattro DVD quando né bastavano due? Sicuramente per speculare sul prezzo di una confezione scarnissima che non ha neanche lo straccio di un piccolo inserto.
  • Homevideo Rocchiola • 19/02/19 08:09
    Call center Davinotti - 1204 interventi
    Sarà che la visione difettosa fa molto vintage, ma penso che un restauro avrebbe giovato non solo sotto il profilo tecnico ma anche qualitativo, rendendo probabilmente un po' meno obsoleti questi mini-film che ancor'oggi suscitano un forte interesse più per la prestigiosa firma di Dario Argento, piuttosto che per la qualità intrinseca del prodotto !!!
    Ultima modifica: 22/02/19 09:14 da Rocchiola