il Davinotti

il Davinotti: migliaia di recensioni e commenti cinematografici completi di giudizi arbitrari da correggere

IL PRESIDENTE DEL BORGOROSSO F.C.
versioni, partite, storia
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269375 commenti | 8964 papiri originali | 47780 titoli | 19636 Location

AL CINEMA

LOCATION ZONE

  • Film: Mario e il mago (1994)
  • Luogo del film: La casa in cui vanno ad abitare i coniugi Fuhrmann
  • Luogo reale: Largo Tonnara, Scopello, Castellammare del Golfo, Trapani
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  • Film: Fanny (1961)
  • Luogo del film: La casa di Fanny (Caron) nei pressi del porto di Marsiglia
  • Luogo reale: Cassis: Place Mirabeau, Francia, Estero
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  CINEPROSPETTIVE

ULTIMI COMMENTI

Commento di: Redeyes
Pellicola tutto sommato gradevole che pur seguendo quasi pedissequamente i cliché della commedia americana moderna, riesce nell'intento di strappare più di un sorriso. Il cast funziona piuttosto bene: ben assortita la famiglia e anche sorella e marito. Certo spesso le battute sono di grana grossa, fra bagnetti nella fogna, boxer poco coprenti e parentesi campus, però glielo perdoniamo con piacere e Walleyworld arriva celermente. Nota di merito per una Applegate in grandissimo spolvero.
Commento di: Pinhead80
Il primo lungometraggio dell'eclettico Ken Russell è un'allegra e spensierata commedia ambientata nella ridente città costiera di Gormleigh, e più precisamente in uno stabilimento balneare. I nostri protagonisti dovranno cercare di pubblicizzare le bellezze del luogo sfruttando le grazie di una nota attrice, ospitata per svolgere la funzione di specchietto per le allodole. Il film procede a due marce: la prima parte non ingrana a sufficienza ma poi, con l'entrata in scena dell'affascinante Marisa Mell, le cose cambiano in meglio. Frizzante. 
Commento di: Zoltan
Pur con un ritmo discreto (specialmente rispetto a tanti successivi lavori di Vanzina), "Selvaggi" lascia un retrogusto pesante di film superfluo. I richiami sociali sono rara superficialità, le gag sostanzialmente non esistono e gli attori sono lasciati in balia di sé stessi nel... naufragio totale. E dal momento tra questi nessuno pare in grado di improvvisare e tirare fuori una gag dal nulla... Completamente dimenticabile.
Commento di: Rambo90
Un'ottima performance attoriale di Benvenuti, non adeguatamente supportata dal Benvenuti autore che parte benissimo ma si perde leggermente quando l'azione si sposta nell'appartamento che Ivo condivide con altri emarginati. Qualche lentezza e banalità di troppo, oltre alla poco stimolante svolta del Rolex come punto di rottura. Comunque ci sono molti momenti teneri, la Neri pure è brava e la colonna sonora supporta al meglio il carattere infantile ma non stupido del personaggio di Ivo. Scelta benissimo la location paesaggistica d'inizio e fine.
Commento di: Anthonyvm
Se il capostipite puntava all'elemento mystery facendo dei pupazzi una presenza quasi forzata all'interno del plot, il secondo capitolo dà molto più spazio ai giocattoli: la trama si banalizza, ma il ritmo accelera e le uccisioni (così come il sangue) aumentano. Lo script è tuttavia lacunoso (il fatto che i protagonisti non abbandonino l'albergo o avvisino le autorità dopo il primo delitto è anche più incredibile delle marionette viventi) e il finale non gratifica. Effetti e make-up restano di discreto livello. Spassosi il bimbo sadico con la frusta e la grassona armata di fucile.
Commento di: Pinhead80
Il documentario ci restituisce un ritratto a tutto tondo di uno dei più grandi attori del cinema italiano. Attraverso i racconti e le testimonianze dei propri figli e di chi ha avuto la fortuna di lavorare con e per lui, emerge la storia di un uomo che ha dato tutto sé stesso alla settima arte e al teatro e che ha scoperto solo in un secondo momento il valore della famiglia e la bellezza della vita nelle mura domestiche. Ci viene data anche l'opportunità di poter gustare molti filmati che lo vedono protagonista al cinema e a teatro. Un'opera intima e molto interessante. 

ULTIMI PAPIRI DIGITALI

Vecchia convinzione dei genitori, credere di poter sempre sapere cosa sia bene per i figli e cosa no. Qui, nello specifico, tre padri si alleano clandestinamente per eliminare dalla scena i pretendenti delle tre loro figlie, che giudicano irrimediabilmente inadeguati. L'unico che pareva disporre dei requisiti necessari viene spietatamente mollato sull'altare da colei (Gioli) che perde la testa appena rivede di fronte alla chiesa la vera anima gemella, del suo stesso sesso. Apriti cielo! Papà Arturo (Giallini) non sa più che pesci pigliare e si accorge che nelle sue stesse...Leggi tutto condizioni sono Sergio (Battiston) e Antonio (Salemme): il primo vede la propria figlia insidiata da un di lui vecchio compagno di scuola che già all'epoca aveva fama di playboy incallito, il secondo da un trapper (Biondo) che pare avere in testa solo i soldi. E' la tendenza delle commedie di questi anni: l'alleanza strategica e sotterranea per combattere subdolamente situazioni scomode. Senza grande fantasia i tre escogitano un sistema di mutua collaborazione per distruggere - agli occhi delle figlie - l'immagine di chi le insidia. E le madri? Restano in attesa: chi spingendo perché l'azione del marito abbia successo (Lodovini), chi guardando con inveterato scetticismo alle capacità risolutive del coniuge (Ferrari e Pandolfi). Ravello orchestra le danze forte di una sceneggiatura già rodata, dal momento che siamo in presenza del solito remake (di una commedia spagnola, questa volta). Il copione tuttavia non sembra sposarsi troppo ai tre protagonisti in campo (perché è evidente che i veri motori comici del film siano i tre padri): Giallini in particolar modo pare lontano dalla sua esuberanza tipica, costretto in una figura posata che poco concede alle abituali escursioni nel romanesco. Salemme si barcamena con mestiere e Battiston ricorre a un talento nel recitare che gli è ormai riconosciuto; ma troppo caricaturali sembrano le figure delle figlie, ribelli per natura e schiave di una visione moderna del mondo dalla quale i genitori sono distanti anni luce. Regia che pensa a sostenere il ritmo scoppiettante, meno a dare un minimo di credibilità alla vicenda, sospesa in quel clima che troppo spesso sfocia in un grottesco di maniera cui però fanno ahinoi difetto le battute. L'atteggiamento dei tre padri ha tratti simpatici, ma nel complesso ci voleva più acutezza, maggiore incisività per dare al film uno sprint superiore, che non desse l'impressione di ricadere senza speranza nei soliti cliché. Per non parlare di un finale conciliante con ripensamenti inevitabili utili al riavvicinamento generazionale, sorrisi e abbracci d'ordinanza per soddisfare i fanatici dell'happy ending. L'ottica prettamente maschile scelta dal film costringe le donne a parti modeste, stereotipate, e sui giovani è bene non contare, da un punto di vista della commedia: servono solo come motivo scatenante, spalle anonime da muovere come più fa comodo...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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Strano mix tra sentimentale e animali assassini, si propone come thriller senza un perché. Lei sta a Beverly Hills, lui in Alaska ma è venuto a trovare un amico che deve dichiararsi a una ragazza comprandole un anello. Dal momento che lei è la figlia dei proprietari di una gioielleria e lì lavora, ecco creata l'occasione: formale, dapprima, ma lui con la sua disarmante semplicità, dopo aver aiutato l'amico nella scelta dell'anello, torna in negozio da solo chiedendole di uscire insieme. Lei si stupisce, sorride ma subito accetta. Giornata al parco,...Leggi tutto scatta qualcosa e quando Reid (Clyde) deve tornarsene in Alaska, Mia (Pratt) fa passare qualche tempo e si lascia guidare dall'amore: molla tutto e lo raggiunge facendogli una gran sorpresa. L'idillio continua tra una natura di sconfinata bellezza e il pericolo di un grizzly che (l'avevamo visto nell'incipit del film) si aggira per i boschi sbranando gli incauti. In tutto questo cosa c'entra il thriller? Il fatto è che qualcuno, lì intorno, sta combinando qualcosa di losco, anche se inizialmentre non si capisce bene cosa. E poi c'è la guardia forestale del posto (Pluym), che tempo addietro stava con Reid e l'aveva lasciato salvo ora pentirsene, che di fronte a una rivale di città dalla pelle candida e la manicure appena fatta rosica non poco. Mia si aggira per le poco abitate lande mentre è evidente che la missione principale del regista sia far risaltare quanto più possibile le attrattive turistiche dell'Alaska. Mia vive in un cottage magnifico, con vista sulle montagne, esce per fare jogging nei boschi e tac... becca subito il grizzly da cinque quintali. Per fortuna che Reid le aveva spiegato di star ferma e non fuggire d'improvviso, altrimenti rischiava di essere la seconda vittima dell'orso. Intanto lei e Reid amoreggiano, si scambiano occhiate dolci mentre lui le spiega come prepara le sue esche speciali per la pesca con la mosca... Attenzione però ai cattivoni che girano intorno, brutti ceffi legati a quel qualcosa di losco di cui sopra e che minacciano la povera Mia con frasi da signori del tipo: "Sono stato gentile con te per via del tuo fondoschiena, ma provocami ancora e credo che non lo sarò più tanto". Tuttavia è un clima da criminali all'acqua di rose, destinato a condurci per mano verso un finale tra i più sgangherati mai visti in cui confluiscono orsi, trappole, pistole, spray urticanti e un certo imbarazzo registico che qui trova il suo apice. Non che prima fosse stato più interessante il film, con la Pratt quasi sempre col sorriso forzato, Clyde colla faccia della giovane marmotta e la Pluym guardia forestale che viaggia tra l'irritato e lo sbarellato. Detto della svolta noir clamorosamente pretestuosa per dare un minimo di sale al film, di un paio di attacchi del grizzly che si limitano a pacifici avvicinamenti alle vittime seguiti da un urlo e lo stacco, di un titolo da perfetto thriller tv (anche in originale) del tutto campato in aria, non si può proprio dire che il film sia tra i più validi del campo. Ma questo a dire il vero lo si capiva fin dal primo romantico approccio in gioielleria tra i due protagonisti...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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Poco considerato in Italia (citato giusto quando si specifica che il vincitore di Sanremo vi verrà ammesso di diritto), l'Eurovision song contest ha invece i suoi ammiratori, in Europa. Tra questi anche i piccoli Lars e Sigrit, che vedendo dal loro paesino in Islanda gli Abba cantare "Waterloo" in tv si scatenano in balli e grida per la gioia dei loro genitori. Molti anni dopo i due sono cresciuti, ma la loro passione per l'Eurovision song contest è rimasta. Soprattutto in Lars (Ferrell), il quale fin lì pare non aver pensato ad altro dopo aver fondato con...Leggi tutto Sigrit (McAdams) i Fire Saga, una band che ha ottenuto solo un piccolo successo con un brano che Lars non ne può più di ripetere "live". La fiamma non s'è spenta però, e quando a Reykjavík i Fire Saga vengono selezionati per una sorta di Sanremo locale il cui vincitore dovrà concorrere all'Eurovision, Lars vive un periodo di esaltazione che si trasforma in gioia assoluta quando lo yacht che ospita tutti i concorrenti tranne lui e Sigrit esplode in mare uccidendo ogni loro avversario. L'Islanda è terrorizzata all'idea, ma non può che spedire all'Eurovision song contest proprio loro, i Fire Saga! L'avventura prosegue quindi a Edimburgo, in Svezia, dove i due conoscono i partecipanti degli altri paesi (per la cronaca l'Italia non viene citata mai una volta in tutto il film, limitandosi a comparire anonimamente su qualche tabellone dal quale poi presto scompare) e si dedicano a provare il loro pezzo. Un po' fesso come buona parte dei personaggi che Ferrell interpreta (qui è suo pure parte dello script), Lars è il solito bambinone con manie di grandezza, assecondato da una partner che lo guarda con amore non corrisposto. Prima viene la musica, naturalmente, ma poi capita che alle feste conosci le persone sbagliate, quelli che ci provano... Le canzoni in gara, inserite per alzare il ritmo, non sono presenti in gran numero: sentiamo il brano del russo (Lemtov) e della bella greca (Mahut) perché sono i personaggi che più intervengono nella storia, ma per gli altri pezzi quasi sempre qualche accenno o poco più. Se si escludono una riproposizione della canzone "ufficiale" dei Fire Saga e un simpatico medley di gruppo alla festa orgiastica, a fare il film è il rapporto tra Lars e Sigrit, che guarda con l'usuale verve parodistica a quelli tradizionali del cinema americano ma senza che la commedia riesca ad essere mai veramente comica come vorrebbe. Un po' per la regia poco agile di Dobkin, un po' per certe divagazioni che goffamente si agganciano a tradizioni del nord Europa (gli elfi a cui Sigrit crede pregandoli), un po' per la difficoltà di infilare battute veramente divertenti (nonostante si ricorra ai tipici nonsense ferrelliani), il film non decolla mai davvero. Ripropone le stesse dinamiche senza variazioni di rilievo, segue il classico canovaccio del film da "sogno americano" (anche se poi diverte Lars deluso che consiglia un bambino: "Rinuncia ai tuoi sogni adesso, finché sei ancora giovane!") e disegna gli islandesi come dei perfetti americani dai vestiti diversi. L'idea era insomma interessante, la realizzazione molto al di sotto del suo potenziale, nonostante qualche gag simpatica e musiche azzeccate (molto bella l'ultima esibizione). Happy ending di rigore.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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Il tenente Colombo

Da sempre una grande passione del Davinotti, il tenente Colombo ha storicamente avuto sul sito uno spazio fondamentale. Ogni puntata uscita ha un suo singolo commento da parte di Marcel MJ Davinotti jr. e di molti altri fan, ma per Colombo è stata creata fin dagli albori del Davinotti una homepage personale che raccoglie non solo i commenti ma anche informazioni e curiosità su uno dei più grandi personaggi televisivi mai apparsi. ENTRA

L'ISPETTORE DERRICK

L'unico altro telefilm che col tempo ha raggiunto un'importanza paragonabile a Colombo (con le dovute differenze) sul Davinotti è “L'ispettore Derrick”. Anche qui ogni singolo episodio della serie (e sono 281!) è stato commentato, da Zender prima e da molti altri fan poi, ma con un approccio più sdrammatizzante, in ricercato contrasto con la compostezza del telefilm. Il link porta a una pagina collegata anche agli approfondimenti in tema. ENTRA

SFOGLIA PER GENERE