"Turno di notte" episodio per episodio

9 gennaio 2015

LA PAGINA DEGLI ESPERTI

In questa pagina sono raccolti i commenti pervenuti sui singoli episodi di "Turno di notte". Chi volesse contribuire commentando un unico e preciso episodio non ha che da CLICCARE QUI  e farlo, scrivendo nel forum il proprio commento e facendolo anticipare dal titolo dell'episodio e dal relativo pallinaggio (cercando di stare più o meno, a occhio, nei caratteri di un commento standard). Il commento verrà prelevato “automaticamente” (per via umana, cioè da me) dal forum e trasferito in questa pagina nel punto esatto.


INTRODUZIONE (a cura di Zender)
I 15 episodi di "Turno di notte", contenuti all'interno della trasmissione "Giallo" condotta da Enzo Tortora, duravano circa 15 minuti ed erano supervisionati dallo stesso Dario Argento (che scelse cast e registi all'interno della propria cerchia di conoscenze e si occupò del montaggio), collaboratore della trasmissione nonché autore di interviste, speciali all'interno della stessa e di alcuni brevissimi cortometraggi chiamati "Gli incubi di Dario Argento". L'idea era quella di un breve giallo che, interrotto prima della fine per dare il tempo allo spettatore di ipotizzare il colpevole tra i due o tre proposti, riprendeva dopo un po' per dare la soluzione. Il cast principale era fisso e composto dai tre "tassisti" Matteo Gazzolo (Rosso 27), Antonella Vitale (Calypso 9) e il jazzista Franco Cerri (Tango 28), Lea Martino (Loredana, la ragazza al centralino dei taxi) e Stefano De Sando (il commissario di polizia). A questi si aggiungeva di solito la "guest star" di turno, che spesso diventava co-protagonista. I registi (che si divisero quasi equamente gli episodi) erano Lamberto Bava e Luigi Cozzi mentre Michele Soavi, che avrebbe dovuto aggiungersi, non diresse poi nulla.

QUI LE INTERVISTE AGLI AUTORI DELLA TRASMISSIONE E CURIOSITA' SUGLI EPISODI 

Elenco degli episodi e commenti:

01. E' DI MODA LA MORTE (regia: Lamberto Bava, con: Matteo Gazzolo, Licinia Lentini, David Brandon)
** Il primo episodio è di ambientazione para-vanziniana, con l'apparente suicidio di una modella buttatasi dal terzo piano dell'albergo dove alloggiava insieme ad altre colleghe. Vicino a lei un orsacchiotto di peluche. Rosso 27 (Gazzolo), giovane tassista che durante il turno di notte assiste alla caduta, azzarda un'indagine, aiutato anche dal fatto di ospitare sul taxi prima un'altra modella, poi l'organizzatore e il fotografo del gruppo che confabulano sulla misteriosa morte. Ce ne sarà a breve un'altro di decesso, che farà capire come si tratti in entrambi i casi di omicidio. Movente sbrigativo, finale tirato via e accenno di narcotraffico (giusto per rimanere sulla linea vanziniana). Bava riprende bene gli atri fashion dell'albergo tra musiche roboanti e decine di modelle in transito, ma al di là di un buon clima poco resta. Prima comparsa del famigerato "taxi fantasma", un taxi dagli interni luccicanti ("sembra un ufo", dice Rosso 27) che si ripresenterà anche in altre puntate.  (Marcel MJ Davinotti jr.)

*! Il mondo della moda e delle sfilate già utilizzato in altre pellicole di genere giallo e thriller (il gioco di parole del titolo verrà utilizzato da Gaburro in "La morte è di moda") è lo sfondo per un caso di omicidio decisamente scontato e con poco appeal. Pecca di poca inventiva la risoluzione finale, mentre lasciano invece perplessi le poco credibili reazioni delle modelle di fronte al secondo omicidio (evidentemente ispirato a quello con le forbiti in "Sotto il vestito niente"). Come sottofondo alla sfilata troviamo "U Got the Look" di Prince. (Panza)


02. HEAVY METAL (regia: Lamberto Bava, con: Antonella Vitale, Franca Scagnetti, Peter Pitch)
** Calypso 9 (Vitale) ospita sul suo taxi un giovane "metallaro" (o un "heavy metal", come lo definirà lei) dopo averlo visto uscire da una casa dove non deve aver combinato nulla di buono. Questi più avanti la fa fermare in una piazzetta dove si radunano i suoi amici (mentre parte "Fast as a shark" degli Accept, che proseguirà per un bel po'), dove si accapiglierà per poi risalire sul taxi. Arrivati a casa il giovane le dice di non avere i soldi per pagare e di dover entrare un attimo in casa per prenderli. Non vedendolo tornare Calypso entrerà nel condominio, dove incontrerà una donna con tanto ddi mannaia ("Devo dare da mangiare ai miei gattini...") e un pittore: entrambi le parlano male del metallaro, che intanto, nel suo appartamento, qualcuno ha ucciso. Chi? Soluzione come nei gialletti meno fantasiosi (con l'aggiunta di uno specchio), dopo che Calypso ha rischiato di finire accoltellata con lo sfondo dei Maiden di "Flash of the blade". Bava dirige discretamente, tensione quasi palpabile. Peccato per il finale tirato via, perché l'atmosfera era quella giusta. (Marcel MJ Davinotti jr.)

**! Sempre per la trasmissione Giallo, Lamberto Bava realizzò questo valido corto, intriso delle stesse atmosfere di Demoni. La brava Antonella Vitale, Calipso 9, dovrà smascherare un altro misterioso assassino, rischiando di rimetterci la pelle. Nel cast una delle attrici-streghe di Suspiria, qui armata di mannaia. Nel corto "Flash of the blade" (direttamente da Phenomena) e pezzi musicali da Demoni. Valido. (Lucius)

** Sul taxi questa volta sale un truce metallaro (definito eufemisticamente "scorbutico" da Calypso 9), ma quando sarà il momento di pagare la corsa saranno guai... La concitata scena notturna nell'appartamento dimostra il talento di Bava nel mantenere la tensione alta e si rivela ottimo in questo senso l'inserimento di una fragorosa canzone degli Iron Maiden come sottofondo. Peccato però che come in altri episodi gli elementi per la scoperta del colpevole lascino il tempo che trovano e la risoluzione dell'intreccio non convinca. (Panza)


03. BUONA FINE E MIGLIOR PRINCIPIO (regia: Lamberto Bava, con: Antonella Vitale, Maurice Poli, Stefano De Sando)
*** E' la notte di Capodanno e Calypso 9 (Vitale) deve andare a prendere col taxi qualcuno fuori da una festa. Quando arriva lì, tuttavia, scopre che un ricco signore è stato ucciso nel salottino privato del locale, a quanto pare da qualcuno che aveva le chiavi per entrarvi. Gli indiziati sono la donna che ha passato gli ultimi stanti con lui nel salottino, il cameriere/proprietario (Poli) e l'ex moglie della vittima. Il classico "delitto nella camera chiusa" per l'episodio più "giallo" e complesso della serie, molto basato sulle parole dei sospetti e diretto da Bava con un bell'occhio per le riprese al locale. Notevole anche l'omicidio, con una veloce alternanza tra bottiglie che si stappano e canne di pistola che sparano, con buco in testa al ralenti. Calypso 9 si unisce alla festa (è Capodanno pure per lei) in attesa del commissario (De Sando), che arriverà di lì a poco. Soluzione semplice e al solito sbrigativa, che per una costruzione così complicata fa alla fine piuttosto ridere. Alla festa si ascoltano in sequenza: "Play in the sunshine" (Prince), "La isla bonita" (Madonna), "Bad" (Michael Jackson). (Marcel MJ Davinotti jr.)

**! Anche lo stesso episodio nella conclusione ammette la classicità del topos del "delitto della camera chiusa", che qui si svolge nel privé di un locale dove si balla anche sulle note di "Bad" e "La isla bonita", che fanno molto anni '80. La scena dell'omicidio è d'effetto con il macabro contrasto tra il corpo del morto e i vari cibi del veglione di Capodanno. Le intuizioni della tassista per caso sono decisamente credibili e anche il finale non ha quella sensazione di tirato via di altri episodi peggiori. (Panza)


04. GIUBBETTO ROSSO (regia: Lamberto Bava, con: Matteo Gazzolo, Saverio Vallone, Stefano De Sando, Antonella Vitale)
Apertura sul taxi fantasma, ma questa volta c'è in giro un serial killer, riconoscibile dal suo giubbetto rosso. Mentre è in strada di notte col suo taxi, Rosso 27 incrocia una ragazza che si avvicina all'auto e gridando chiede aiuto. Dice di essere appena stata aggredita nel parco, così la Giulietta gialla entra sull'erba e raggiunge il punto indicato, dove si trova a terra un uomo, accoltellato. Addentratosi tra i rovi, Rossi 27 rinviene il famigerato giubbetto rosso. Il primo ad apparire sulla scena è un uomo in impermeabile, che sembra voglia aggredire la ragazza rimasta nel taxi, ma i colpevoli potrebbero essere anche un tizio che passava di lì poco prima (Vallone) e un ragazzetto vestito di rosso appena arrestato dalla polizia. Il finale però è a sorpresa, spiegato con dovizia di particolari da Rosso 27. Sempre ben sfruttata l'ambientazione notturna (questa volta al parco, l'episodio è quasi tutto in esterni) e discreta la recitazione della ragazza aggredita. Non molta carne al fuoco comunque, anche se a livello di giallo (per quanto difficilmente risolvibile senza aiuto) potrebbe anche funzionare. (Marcel MJ Davinotti jr.)

**! Rosso 27 questa volta è alle prese con un serial killer che indossa un giubbotto rosso. Alcuni dettagli sul cadavere (che il tassista tocca a mani nude inquinando la scena del crimine) danno un certo quid all'episodio e anche la soluzione del mistero è un po' più appagante del solido. Come sottofondo, bel pezzo scatenatissimo dei Saxon, "Everybody up". Piccola parte per Saverio Vallone, ladro bagnato fradicio. (Panza)


05. IL BAMBINO RAPITO (regia: Lamberto Bava, con: Franco Cerri, Setefano De Sando)
** Qualcuno s'introduce di notte in una villa e prende dal lettino il figlioletto di una donna che, disperata, quando si accorge del rapimento si getta in strada chiedendo aiuto. Incrocia Tango 28 (Cerri), che passava di lì all'inseguimento del solito taxi fantasma. Andranno insieme alla polizia dove il commissario (De Sando) comincerà a scandagliare nei paraggi. Tre sono le giovani trovate per strada con un frugoletto in braccio e portate in commissariato per accertamenti. Una di loro non è la vera madre. Poca suspense, zero realismo (rapisci un pupo e ci passeggi assieme per strada il giorno dopo?), indagini condotte di giorno e soluzione trovata per una volta dall'altrove poco presente Tango 28 (quello fissato col taxi fantasma). Di giallo c'è giusto la soluzione, ma il resto dell'episodio delude ampiamente, nonostante la corretta regia di Bava. Poco interessante. (Marcel MJ Davinotti jr.)

*! Dopo vari omicidi e un serial killer, questa volta al malcapitato tassista che fa il turno di notte (redarguito anche dal commissario, che gli dice di smetterla di lavorare in quell'orario) tocca aiutare una donna a ritrovare un pargolo scomparso. Laddove negli altri episodi grazie alla corretta regia e alle ambientazioni notturne c'era una certa tensione, qui invece si opta per un lungo giro alla ricerca dei colpevoli (che stranamente dopo un reato del genere non si rifugiano!). Decisamente fiacco e trascurabile. (Panza)


06. BABBO NATALE (regia: Lamberto Bava, con: Matteo Gazzolo, Sebastiano Fusco, Antonella Vitale, Stefano De Sando, Luciano Bartoli, Mauro Bosco)
** Un uomo vestito da babbo natale, che vediamo di notte omaggiare i passanti davanti a un centro commerciale, viene trovato morto. I tre sospettati sono uno sfruttatore di prostitute, uno spacciatore e un uomo col trench. Chi è il colpevole? Bava dirige un episodio piuttosto stanco, in cui però la professionalità della confezione (buone le scene in notturna) e una recitazione superiore alla media della serie permette di non annoiarsi troppo. L'indizio è di facile individuazione (anche se lascerebbe adito a molte confutazioni) e non è ben chiaro il motivo per cui i tre sospetti sono stati bloccati. (Marcel MJ Davinotti jr.)

** Anche una serie giallo-thriller si concede un episodio natalizio (ma ce ne sarà un altro), dove ad essere accoppato è proprio un uomo vestito da Babbo Natale (che dona gratis – roba da fantascienza – regali a tutti gli avventori del supermercato). Sciatti i dialoghi tra i sospettati che sembrano un riempitivo, ma qui l'assassino si fa fregare con una papera evitabile e con un po' di attenzione si intuisce chi sia. (Panza)


07. L’IMPRONTA DELL'ASSASSINO (regia: Luigi Cozzi, con: Brett Halsey, Antonella Vitale, Mirella D'Angelo, Elena Fanucci)
*! In una palestra viene ammazzata (brutalmente) una donna. Gli indiziati sono da ricercare sul posto, e il principale sospettato pare essere Brett Halsey (attore feticcio di Fulci), l'ex marito destinato a riscuotere grazie a questa morte una grossa eredità. Tra colpi ridicoli di karatè al femminile ecco una soluzione perlomeno vagamente credibile, con Calypso 9/Antonella Vitale a fare da spettatrice passiva. (Marcel MJ Davinotti jr.)

**! In tv non potevano concentrare l'obiettivo su un volto bollito, ma si sbizzarriscono con le forbici. Buona l'ambientazione in una palestra con la sauna. Il voto è medio, in quanto non c'entra molto la logica... più importante è seguire le parole. A volte la mania di perfezione si ritorce contro chi ce l'ha... (Fauno)

** Se si chiude un occhio sulle goffe scene di arti marziali in apertura (accompagnate da "Let's work" di Mick Jagger), non dispiace questo episodio ambientato in una palestra scenograficamente d'impatto. Negli omicidi si vede un po' di sangue e l'indizio che fa incriminare l'assassino è plausibile; certo però che le reazioni alle efferate morti qui sono decisamente prive di emozioni... Passabile. (Panza)


08. CIAK SI MUORE (regia: Luigi Cozzi, con: Corinne Cléry, Antonella Vitale, Pascal Persiano)
*! L'attrice Corinne Clery (nella parte di se stessa) sale sul taxi di Calypso 9 e va a lavorare sul set portandosi dietro la giovane conducente. Lì pare che nessuno ami la bella attrice francese (che tra l'altro non doppiata ci perde molto, in recitazione) e, durante le riprese di un ridicolo film horror, viene assassinata da un coltello di scena (che doveva essere retratttile). Soluzione facile per un episodio che lascia intravedere l'amore di Cozzi per il cinema di genere: ci sono il mostro della Laguna Nera, la maschera del Jason di VENERDI' 13... (Marcel MJ Davinotti jr.)

***! Davvero buono: non tanto per la difficoltà d'identificare il colpevole ma per capire come si tradisce. Bellissima l'ambientazione a Cinecittà, con la Clery nel ruolo di se stessa che sforna pure un paio di massime sui rancori nel mondo dello spettacolo. Di delitti così se ne sono visti molteplici e se proprio si vuole è in parte profetico di quel che sarebbe successo pochi anni dopo in un film molto dark. Qui l'atmosfera è anche un po' dark, ma il sottofondo è quello di Guerre stellari e di Star Trek... (Fauno)

** Contando su un riuscito cammeo autoironico di Corinne Cléry (tipo quelli de Il tassinaro di Sordi, sempre per rimanere in zona) che sta girando un horror intitolato "I mostri della città morta" (ma sentiamo il tema di Star wars per qualche insondabile motivo). L'ambiente del set cinematografico affascina sempre, ma in questo caso l'assassino è decisamente ingenuo e la soluzione dell'intreccio è di facile intuizione. (Panza)


09. SPOSARSI E' UN PO' MORIRE (regia: Luigi Cozzi, con: Matteo Gazzolo, Elena Pompei, Claire Hardwick, Bruno Bilotta, Antonella Vitale)
*! Il peggiore tra i nove telefilm firmati da Cozzi, diretto male e nato da un soggetto poverissimo: una sposa ancora in abito nuziale sale sul taxi di Rosso 27, ma non riesce a sfuggire alla morte proprio mentre è seduta lì dietro. Chi l'ha uccisa? Al taxi si sono affiancate, nel tragitto, le auto dei tre sospettati. Chi di loro avrà sparato? Soluzione ridicola, ma ancor più ridicola è la coincidenza che vuole i tre sospetti passare tutti accanto al taxi di Rosso 27. D'accordo che è un telefilm, ma... (Marcel MJ Davinotti jr.)

*! Sottolineo la suggestione dell'omicidio per la verosimiglianza assoluta del fiotto di sangue che esce dalla tempia, ma qui, al contrario di quasi tutti gli altri episodi, c'è una logica talmente banale che basta avere proprio un minimo di cultura generale per arrivare alla soluzione. Neanche la stranezza del matrimonio da celebrare a mezzanotte o la bellissima sposa, tutt'altro che radiosa, che decide di fare un'escursione all'aeroporto poco prima del grande evento, riescono a scaldare l'atmosfera... (Fauno)

*! Se già sotto il livello di guardia è la recitazione (poco convincente la sposa, ma anche l'accento alla Stanlio e Ollio del padre della sposa è pessimo), decisamente smorto ed evidentemente scritto svogliatamente è l'intreccio giallo non soltanto nelle coincidenze che portano all'omicidio ma anche nell'elemento rivelatore suscettibile di critiche. Inspiegabile l'inserimento della main theme di "Psyco" nella colonna sonora, come se non si potesse avere nient'altro come sottofondo. (Panza)


10. DELITTO IN ROCK (regia: Luigi Cozzi, con: I De Novo, Gianni Miani, Antonella Vitale, Cinzia Farolfi)
*! Altro episodio in cui salta fuori l'anima di Cozzi, qui quella più musicofila: una ragazza dimentica nel taxi di Calypso 9 una cassetta preziosissima contenente un inedito di Jim Morrison (lo sentiamo dopo, ed è la straconosciuta "L.A. Woman": esilarante!) e decide di andare a cercarla agli studi della RCA. Qui incontra il grupppo rock dei De Novo (all'epoca assieme ai Litfiba l'anima rock dell'Italia underground) e Gianni Miani, ritrova la cassetta finita in mano a un produttore senza scrupoli ma, quando sta per dimostrare che è di sua proprietà, riceve una bella asciata in pieno volto (fuori campo). Colpevole scoperto senza troppi problemi da Calypso, movente abbastanza assurdo. (Marcel MJ Davinotti jr.)

Sarà amato dai giovani per via dell'atmosfera completa dello studio di registrazione per gruppi rock, con la presenza perfino del produttore, oltre a fonici, addetti al missaggio, eccetera e per il ruolo degli inediti discografici con diritti d'autore annessi. La tecnica dell'omicidio è buona, ma il colpevole si tradisce come un perfetto ebete. Personalmente già prenderei a calci Oliver Stone per avere fatto The Doors, figurarsi quest'episodio che verte sul ritrovamento di un loro inedito... (Fauno)

*! Visto che la musica è una componente molto importante di questa serie, era inevitabile un episodio ambientato in uno studio discografico con protagonista una vera band, i Denovo, e il cantante Miani. Il soggetto però è davvero minimale (e la soluzione ètroppo  semplice, se si presta un minimo di attenzione ai dialoghi), tanto che per entrare nel vivo bisogna attendere tutta la parte sul taxi misterioso, presenza immancabile. Riciclata di nuovo "La isla bonita", già usata nella festa di Capodanno di un precedente episodio. (Panza)


11. L’EVASA (regia: Luigi Cozzi, con: Antonella Vitale, Matteo Gazzolo, Micaela Pignatelli, Thomas Rauser, Imma Piro)
Episodio insignificante e malriuscito, con Calypso salvata in extremis per be due volte prima da Rosso 27 e poi dalla polizia (che crivella di proiettili il colpevole con reazione esagerata): un'evasa salta a bordo di Calypso e la porta in un magazzino minacciandola con una pistola (scarica); qui però, mentre cerca le prove della propria innocenza, viene assassinata brutalmente con un uncino da macellaio piantato nel collo. Calypso, non vedendola tornare, va a cercarla ma finisce chiusa in una cella frigorifera a meno dieci gradi: per poco non ci lascia le penne. Soluzione elementare, assai ingenuotta. Curioso l'utilizzo da parte del musicofilo Cozzi di un classicissimo pezzo dei Pink Floyd targati 1969 (parliamo della versione live di "Careful with that axe, Eugene" tratta da "Ummagumma") che già aveva affascinato Michelangelo Antonioni il quale, per il suo ZABRISKIE POINT, l'aveva fatta reincidere al gruppo. Cozzi ne abusa lasciandola come sottofondo per almeno quattro minuti, fino all'urlo liberatorio e oltre. (Marcel MJ Davinotti jr.)

****! Davvero geniale, e per durare così poco rasenta il top! La trama è tosta, l'accompagnamento di "Careful with that axe Eugene" dei Pink Floyd è sublime, Calypso rischia sul serio di crepare. L'omicidio richiama l'episodio Il tram da La Porta sul Buio, ma la truculenza in aggiunta è da Venerdì 13. E l'assassino? Uno dei miei miti... quando l'ho rivisto in un recente film di Argento ho letteralmente toccato il cielo con un dito... (Fauno)

Troppo sbrigativa la risoluzione dell'intreccio rispetto al lungo inizio con il giro dell'evasa - accompagnato da uno splendido pezzo dei Pink Floyd e abbandonando l'uso dei soliti temi musicali dei film nella serie - e poi di quello di Rosso 27 (ma come fa ad entrare?) nel deposito. Ultimo minuto trash con sparatoria esageratissima, quasi da parodia, e dialogo finale osceno ("Come stai?" "Bene") che rovinano tutto. (Panza)


12. LA CASA DELLO STRADIVARI (regia: Luigi Cozzi, con: Jasmine Maimone, Antonella Vitale, Matteo Gazzolo, Jinny Steffan)
*! Episodio particolarmente significativo per Cozzi, che sul mito di Paganini e del suo fantastico violino impernierà l'anno dopo il suo trash-cult PAGANINI HORROR, nel quale ricomparirà il patto col diavolo del musicista veneziano (nonché l'attrice Jasmine Maimone). Qui però è solo uno stratagemma, perché l'interesse della storia è un altro ed è all'origine di uno degli episodi più inricati: si racconta infatti anche di un crimine perpetrato anni prima. Siamo in una pensione per musicisti e la padrona tenta di vendere lo stradivari di Paganini ad una somma altissima, Purtroppo pare sia un falso, e finirà ripetutamente sulla sua testa fino a fracasseargliela (riprese in ombra sul muro). Soluzione altamente improbabile. (Marcel MJ Davinotti jr.)

*! Così così... si apprezza più per le descrizioni, che hanno una sorta di magia, oltre che per gli aneddoti sul grande Paganini. La scena dell'omicidio ha un'attinenza non del tutto casuale con l'antefatto di Profondo rosso, anche se arma e contesto sono ben diversi. Il resto però è davvero trascurabile. (Fauno)

*! Con uno spunto ripreso tempo dopo dallo stesso Cozzi in Paganini horror (che utilizzerà anche il nome della villa, la Casa del sol), viene imbastito un omicidio incentrato su un violino Stradivari. Inizio affascinante sulle note de "Le streghe" di Paganini, ma il giallo vero e proprio è tristarello, risolto davvero male come se non si sapesse come portare a termine la puntata. Chiusa metacinematografica del commissario: "Mica brancoliamo nel buio come nei telefilm!". (Panza)


13. GIALLO NATALE (regia: Luigi Cozzi, con: Daria Nicolodi, Asia Argento, Giada Cozzi, Antonella Vitale, Howard Ross, Gerardo Amato)
** L'episodio più interessante. Non tanto per la storia, atipica ma poco sfiziosa (non prevede nemmeno il delitto di rito, visto che a Natale sono tutti più buoni), quanto per la presenza nel cast, oltre che dell'ex fidanzata di Argento (la Vitale, come noto), anche della sua ex moglie Daria Nicolodi e della loro splendida figlia Asia (all'epoca giovanissima e pettinata come un maschietto), già inconfondibile nella sua non-recitazione. A farle da sorellina chi troviamo poi? Giada Cozzi, ovvero la figlia di Luigi. E' proprio vero: Pasqua con chi vuoi, ma Natale con i tuoi! Purtroppo, a incorniciare tanto ben di Dio, una storia scadente, di due ragazzine (Asia e Giada, che recitano con i loro nomi di battesimo) in cerca del loro papà, al circo, per avvertirlo che mamma (la Nicolodi) lo vuole far fuori. Dovranno riconoscerlo tra tre possibili genitori. canzoni natalizie a go-go con la Band-Aid e John Lennon... (Marcel MJ Davinotti jr.)

** Appena sufficiente, più strappalacrime che altro. Il particolare che svela chi è il padre delle bambine è talmente sfuocato sul primo nome, che solo il secondo, che si legge bene, con molto sforzo può farci arrivare alla soluzione... Lo apprezzerà chi adora la Nicolodi, specie in versione isterica. Il cast è di lusso per la presenza di Howard Ross (sempre grande) e Gerardo Amato. (Fauno)

** Secondo episodio natalizio che questa volta rinuncia al solito omicidio da risolvere per occuparsi delle baruffe di una moglie con l'ex-marito (non proprio in pendant con il tradizionale clima natalizio, rimarcato da una sequela di hit ad hoc anni '80) e sulla ricerca di quest'ultimo da parte delle due figlie della coppia, interpretate dalla figlia di Cozzi e da un'Asia Argento irriconoscibile, entrambe inascoltabili e con  qualche problema di dizione. Indizio risolutivo inserito a bella posta, memore della lezione de "La lettera rubata" di Poe. Questa deviazione dal solito tran tran della serie non mi è comunque dispiaciuto e si lascia vedere. (Panza)


14. VIA DELLE STREGHE (regia: Luigi Cozzi, con: Antonella Vitale, Elena Pompei, Bruno Corazzari, Susanna Martinkova)
Streghe? E come si poteva cominciare se non con una riproposizione del tema dei Goblin composto per SUSPIRIA? Cozzi libera di nuovo il suo amore per il cinema di mostri, riesuma la maschera del mostro della laguna nera (già presente in CIAK SI MUORE), la affianca all'Uomo invisibile, la Vampira e il Teschio immortale riunendo tutti per una festa a cinque in ricordo di un delitto compiuto anni prima ai danni di una collega scrittrice di successo (la sorella dell'organizzatrice della festa). Nuovo omicidio, ma colpevole questa volta acciuffato! (Marcel MJ Davinotti jr.)

*** Quattro autori di libri gialli vengono convocati in stile "4 piccoli indiani" ad una festa in maschera in una location particolarmente bella e isolata. Ad aspettarli una donna che spiegherà loro di aver individuato tra i presenti l'assassino della sorella, una loro ex collega ai tempi sulla cresta dell'onda e trucidata. Cozzi gira un corto molto incisivo, musicato anche dal tema principale di Suspiria. Siamo negli anni ottanta e il regista si rifà a certi film della Hammer. Ben diretto e ben fotografato, con una Vitale sorprendentemente brava. (Lucius)

****! Il migliore per ambientazione, costumi (batte perfino l'episodio di Cinecittà) e intreccio (editoria di modelli letterari che vanno dal giallo all'horror). Sublime l'accompagnamento sonoro di Suspiria... Ha la facoltà di catturare talmente tanto da rischiare di non far neanche notare la dimenticanza fatale all'assassino. Un altro dei miei miti, anche se si vede una frazione di secondo essendo mascherata per quasi tutto l'episodio: la grandissima Martinkova. E Corazzari rapato a zero... (Fauno)

*! Uno spunto di partenza interessante viene rovinato da uno svolgimento loffio, con i dialoghi impostati tra le varie persone invitate alla misteriosa e macabra festa e la successiva risoluzione del mistero, affidata a una disattenzione dell'assassino. In apertura il celebre tema di "Suspiria" dei Goblin ad accompagnare la discesa nel taxi nella notte, nell'unica sequenza affascinante dell'episodio, che scade nell'anonimato e nell'insipido. (Panza)


15. IL TAXI FANTASMA (regia: Luigi Cozzi, con: Sebastiano Fusco, Antonella Vitale, Sonia Viviani, Licinia Lentini, Matteo Gazzolo, Stefano De Sando, Alessandra Carosi)
*! Presenza quasi fissa di ogni puntata il taxi fantasma è un taxi misterioso, dai cui finestrini opachi esce una luce gialla fortissima. I protagonisti lo incontrano spesso, ma non riescono mai a fermarlo. Chi mai guida quest'olandese volante delle strade? Lo scopriamo ora: un marziano! Puntata dedicata alla fantascienza quindi (noto amore di Cozzi): apertura con il brano musicale più celebre d 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO, poi GUERRE STELLARI e altri. Cameo di Sebastiano Fusco, lo studioso di Ufo, nella parte di se stesso. Il marziano guiderà Calypso 9 e Rosso 27 in una villa abbandonata, e qui li inviterà a riconoscere, tra le tre donne, l'extraterrestre camaleontica che da tempo stan cercando. Soluzione più degna di un film di vampiri che di un telefilm ala "proto X-FILES", ma tant'è... (Marcel MJ Davinotti jr.)

**! La miniserie di "Giallo" si conclude nel segno della fantascienza degli incontri ravvicinati, svelando finalmente l'identità di chi guida il taxi fantasma. Più che per il quiz sul misterioso extraterrestre celantesi dietro le fattezze di una delle tre donne prelevate dalla bambina aliena - che con quella palla non può non far pensare a Bava (Operazione paura) e Fellini (Tre passi nel delirio) -, l'episodio si distingue per gli effetti sci-fi d'epoca, tutti fumi e luci policrome che rimandano all'artigianato del nostro miglior cinema di genere. (Homesick)

**! Doveva per forza far finire la serie nella maniera più serena, mandando un messaggio di pace e di speranza e ricordandoci quanto siamo piccoli nell'universo. Carino sì, ma non mi si venga mai a dire che è il migliore... ha giusto il suo charme e la sua luminosità. Son simpatiche all'inizio le fotografie originali sugli UFO (che avevo già visto in una miriade di trattati). Certo che capire chi è l'alieno è quasi sostenere un esame di laurea... ti potran calare il voto, ma mai bocciare. (Fauno)

** Finalmente nella conclusione della serie viene rivelata la natura del misterioso taxi luminoso, presenza immancabile in quasi ogni episodio e cruccio dei tassisti della notte, che si rivela essere guidato da un marziano! Puntata di conseguenza particolare, con qualche interessante gioco di luci e ombre nel palazzo dove si imbattono i due protagonisti che questa volta non dovranno risolvere un omicidio. In chiusura rottura della quarta parete e affettuoso saluto del cast al pubblico. (Panza)

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