"L'alligatore" EPISODIO PER EPISODIO

4 gennaio 2021

LA PAGINA DEGLI ESPERTI

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1-2. LA VERITA’ DELL’ALLIGATORE
*** Le prime due puntate "coprono" il primo libro che ha come protagonista L'alligatore, presentando i personaggi principali della serie. I ritmi sono lenti, così come richiede l'aderenza al racconto di partenza, ma ciò non toglie nessuna godibilità a quanto ci viene narrato. Forse si arriva un po' frettolosamente alla conclusione, senza che vengano approfonditi alcuni aspetti della vicenda, ma il "clima" e gli interpreti sono quelli giusti, Matteo Martari nel ruolo principale in primis, per questa serie. Buona la regia di Vicari. (Caesars)

3-4. IL CORRIERE COLOMBIANO
***
Buona trasposizione dell'omonimo romanzo di Carlotto, anche se ovviamente rispetto ad esso sono assai meno approfonditi alcuni personaggi (vedi la narcotrafficante Tia, ad esempio, che qui rimane molto in disparte). Rispetto alle prime due puntate non c'è più la necessità d'introdurre i personaggi, quindi si entra subito nel vivo della situazione. Buona la trama e buoni gli interpreti, almeno quelli principali (alcuni di quelli di contorno invece lasciano parecchi dubbi). Bella la fotografia, per essere un prodotto TV. Cambio di mano alla regia, ma la cosa non si nota. (Caesars) 

5-6. IL MAESTRO DI NODI
**! 
Questa terza trasposizione tratta da libri che vedono L'alligatore come protagonista risulta meno efficacie rispetto alle due precedenti. La trama è un po' troppo frammentata e presenta accadimenti non ben approfonditi (vedi la trappola finale: perché usare un'esca?). Anche il tema trattato (il mondo degli snuff movie legato al sadomasochismo) può risultare "fastidioso", pure se affrontato in modo non certo troppo invadente. I personaggi continuano ad assumere una loro sempre più precisa fisionomia. La regia, di Scaringi, è sufficientemente dinamica. (Caesars) 

7-8. FINE DEI GIOCHI
***
La prima serie trova la sua conclusione con due episodi non tratti da libri di Carlotto ma scritti appositamente per la TV. La regia torna in mano a Vicari, che si riallaccia ampiamente alle prime puntate, chiudendo (anche se si lascia un ampio spiraglio per future avventure) idealmente il cerchio.  Alcune "finezze" registiche e fotografiche fanno sembrare, a tratti, il prodotto quasi più cinematografico che televisivo. La fiction si conferma valida e consigliata a chi ha amato i personaggi sulla carta stampata. (Caesars) 

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