"Il maresciallo Rocca" stagione per stagione

20 novembre 2020

LA PAGINA DEGLI ESPERTI

In questa pagina sono raccolti i commenti pervenuti sulle singole stagioni della serie "Il maresciallo Rocca". Chi volesse contribuire commentando un'unica e precisa stagione non ha che da CLICCARE QUI e farlo, scrivendo nel forum il proprio commento e facendolo anticipare dal numero della stagione (es. STAGIONE 2) e dal relativo pallinaggio. Il commento verrà prelevato “automaticamente” (per via umana, cioè da me) dal forum e trasferito in questa pagina nel punto esatto.


STAGIONE 1 (1996)

*** Probabilmente una delle migliori serie poliziesche italiane. Le sceneggiature di Laura Toscano e Franco Marotta riescono a fondere bene gli intrecci seriosi con una certa leggerezza da commedia all'italiana, mai invadente ma che fa sorridere quando affiora. Proietti è uno straordinario protagonista, capace di passare dal serio al faceto in modo indolore e rapidamente, senza perdere mai in credibilità. Un po' spenta la Sandrelli, mentre Sergio Fiorentini si dimostra egregia spalla che con il protagonista dà vita a bei duetti. Non male anche il cast di contorno, in cui alcuni caratteristi come Sbragia riescono a imporre bene il proprio personaggio. Tra i vari episodi si spazia molto sui temi, non tutti sono propriamente gialli, ma in particolare gli ultimi due vincono sugli altri perchè più avvincenti, intricati e all'apparenza difficili da risolvere per Rocca. Buono. (Rambo90) 

***! Un bravissimo Gigi Proietti è assoluto protagonista di questa grande serie tv italiana. La prima stagione de "Il Maresciallo Rocca" è di quelle che non si dimenticano, complice la presenza di vicende non banali alternate ai momenti di vita privata dei protagonisti. Oltre a Proietti si segnala la buona prova di Sergio Fiorentini alias brigadiere Cacciapuoti e di Mattia Sbragia delle vesti del procuratore. Non tutti gli episodi sono di uguale livello, ma l'ultimo e quello che contiene la vicenda della rapina al supermercato sono una spanna sopra gli altri. Un serie poliziesca che si guarda sempre con piacere. (Ultimo)


STAGIONE 2 (1998)
***
Stagione molto più "gialla" della precedente. Gli intrecci, infatti, prediligono un'impostazione classica con ricerca del colpevole e assassinio iniziale. La cosa aiuta perché è una novità assoluta visto che nella stagione precedente si spaziava di più tra i diversi tipi di crimini. Molto più intrigante quindi, anche se in alcuni passaggi degli episodi si avverte una maggiore lentezza nel ritmo. Proietti sempre protagonista perfetto con un Fiorentini più presente e una Sandrelli molto più spiritosa e simpatica che nella prima stagione. Appaiono molti attori italiani oggi famosi, tra cui Filippo Nigro e Edoardo Leo, a dire il vero qui entrambi abbastanza incolori: a vederli recitare la loro carriera futura sarebbe insospettabile. Notevoli le musiche dei De Angelis. (Rambo90) 

*** Seconda stagione sempre di buon livello, forse leggermente inferiore alla prima causa minori scene d'azione. In questi quattro episodi si segue maggiormente l'impostazione da classico giallo e sia Gigi Proietti che Sergio Fiorentini sembrano ben calzanti. Un po' spenta la Sandrelli, meno calata nella parte. Il migliore episodio è l'ultimo, ove il Maresciallo dovrà vedersela con un assassino seriale e a tratti si sfiora la pelle d'oca. Buone le location in quel di Viterbo. (Ultimo)


STAGIONE 3 (2001)
***
Parte in sordina, con due episodi un po' fiacchi in cui l'elemento poliziesco scaturisce da fatti banali e l'incedere è un po' lento. Si risveglia nella seconda parte di stagione, con due episodi costituenti un'unica trama, fatta di colpi di scena impensabili e dolorosi. Il ritmo si fa sostenuto e Proietti può finalmente tornare a mostrare il lato più ruvido e aggressivo del suo personaggio. Simpatiche le schermaglie di gelosia messe in piedi con la Sandrelli, mentre risulta sempre più importante l'apporto di tutti i caratteristi da Fiorentini a Sbragia fino ai giovani carabinieri. Non male la partecipazione del doppiatore De Sando come villain finale. In colonna sonora Pino Donaggio sostituisce i De Angelis e nell'ultimo episodio sfodera una traccia malinconica al carillon quasi argentiana. (Rambo90) 

*** Una terza stagione sempre di buon livello, grazie a un ritmo sempre costante in tutti gli episodi. A sorprendere maggiormente sono gli ultimi due, ove si rimane colpiti da momenti veramente drammatici in cui Proietti riesce a tirare fuori il meglio dal personaggio. Niente male anche l'episodio in cui si indaga sul ritrovamento di un teschio, con un finale all'ultimo respiro. Sempre buona la prova di Sergio Fiorentini, e lo stesso può dirsi per Sbragia e la Sandrelli. Attenta la regia e buone le musiche. (Ultimo)


STAGIONE 4 (2003)
***
Una stagione che vede parecchi cambiamenti, il più importante a livello di cast: fuori la Sandrelli e dentro la Pivetti. Il personaggio affidato a quest'ultima cozza un po' con l'atmosfera realistica fin qui costruita dalla serie, perché troppo forzatamente sopra le righe; i tempi recitativi di lei, inoltre, quasi sempre esagerati, non sembrano trovare grosso affiatamento con quelli di Proietti. Comunque gli intecci gialli restano di buon livello, in particolare nell'episodio che vede tra le guest attori come Santonastaso (in una convincente performance drammatica), la grande Anna Proclemer e la Mascoli. In sceneggiatura aumentano i toni comici (altro cambiamento, ma non dà molto fastidio) con vari siparietti in più dedicati alla vita domestica del maresciallo. Sempre eccellente il contributo di caratteristi come Fiorentini e Sbragia. (Rambo90) 

*** Quarta stagione del Maresciallo più amato della Tv sempre di buon livello. La Pivetti sostituisce di fatto la Sandrelli come figura femminile e sebbene dia vita a un personaggio diverso, ben si inserisce nel contesto. Ancora una volta gli intrecci gialli risultano ben studiati, soprattutto negli episodi "Un amore grande" e " La ragazza col cagnolino". Non male la prova generale di tutto il cast, nel quale ancora una volta Fiorentini risulta il migliore. Superflue alcune scene di vita personale, ma non vanno ad intaccare la qualità del prodotto. (Ultimo)


STAGIONE 5 (2005)
**! 
Probabilmente la stagione meno riuscita, più che altro perché si inizia a percepire una certa lentezza nelle vicende, e probabilmente una stanchezza generale da parte del cast. Gigi Proietti è sempre bravo e il ruolo del maresciallo gli calza a pennello; manca però quel tocco in più che fino alla quarta stagione veniva chiaramente percepito. Da segnalare l'episodio che coinvolge in prima persona il genero Marco e l'ultimo, in cui il maresciallo dovrà fare i conti con un caso del passato. Non male, nell'insieme. (Ultimo)

**! La stanchezza di tante stagioni alla fine arriva a sentirsi anche per Rocca. Si è perso il dinamismo delle vecchie storie e in ogni puntata l'intreccio giallo sembra più un contorno per le storie personali e ironiche del maresciallo e della sua famiglia. La comicità infatti ormai è tanta e l'apporto della Pivetti si fa sempre più ingombrante, sfociando spesso in duetti e momenti troppo sopra le righe. Nulla da eccepire invece su Proietti e sulla fida spalla Fiorentini, sempre credibili e in parte. Tra gli episodi quelli che maggiormente recuperano la serietà e la qualità dell'indagine sono gli ultimi due, con quello dei quadri d'arte che sembra trafugato da un libro di Agatha Christie e il gran finale che si ricollega al caso Aleppi della seconda stagione. (Rambo90)

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