"Adrian" episodio per episodio

16 dicembre 2019

LA PAGINA DEGLI ESPERTI

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PRIMO EPISODIO
*!
Milano, anno 2069. Adrian, in compagnia di Gilda, assiste al concerto di Johnny Silver e viene chiamato sul palco a cantare. L'orologiaio si esibisce in una canzone di protesta che suscita le ire della polizia... Alla goffa animazione ci si abitua presto, ma a infastidire è il fatto che all'interno della puntata non succeda poi molto, dopo l'evento scaturente dell'intera serie. Il protagonista-alter ego di Celentano si pone come redentore e salvatore del popolo, l'unico capace di far aprire gli occhi: un personaggio perfetto che diventa sin dalle prime battute antipatico. Ad essere onesti, certe follie della serie sono al di là da venire, anche se quel finale in cui vengono incrociati bozzetti di Manara, scritte in sovrimpressione e una stupenda canzone di Celentano è una buona anticipazione di quello che verrà. (Panza)

SECONDO EPISODIO
*! Mentre la polizia è sulle sue tracce, Adrian indossa una maschera e, nei panni della Volpe, combatte i criminali... Qui la vicenda, seppur con alcune perplessità, prende avvio con maggior decisione grazie alla comparsa del nuovo personaggio della Volpe (palese il rimando a Zorro nel nome e nella maschera), che balla e lotta contro i cattivi in una farneticante girandola di zoom e pessimi tagli di montaggio (Celentano monta nella stesso stile di "Joan Lui"). Per il resto, il solito andirivieni di retorica e frasi fatte. Spariti i momenti sexy che spuntavano qua e là nel precedente episodio. La discussa frase della Volpe pronunciata dopo il tentato stupro era sicuramente in buona fede, una specie di paternale. (Panza)

TERZO EPISODIO
*!
Ormai la caccia all'uomo nei confronti di Adrian si è scatenata e all'orologiaio tocca correre ai ripari assumendo una nuova identità per poter esporsi senza mettersi in pericolo... Altro giro, altra nuova maschera per Adrian: non ci siamo proprio, il travestimento è ridicolo (e il suo nome è un banale anagramma di Adrian, cioè Darian), palesemente posticcio, e non si capisce come tutti ci caschino. Anche l'ennesimo momento di redenzione dei cattivi non funziona, appare miracoloso. Per il resto ci si continua ad annoiare molto. Ennesimo rimando a "Joan Lui" quando tutti stanno attaccati alla TV (nel 2069?!) a pendere dalle labbra del Nostro che sparla come al solito. (Panza)

QUARTO EPISODIO
*! Darian/Adrian si è ormai palesato in pubblico e il governo decide di tenerselo buono per poter strumentalizzare il suo messaggio... Basta poco per arrabbiarsi con la serie: la scena del Duomo di Milano poteva essere spettacolare, ma la presenza di un pulsante messo in bella vista (con tanto di didascalico cartello) la rende pressappochista e ridicola. Da segnalare quello conclusivo con un'imbarazzante autocitazione di Celentano in versione "teche Rai", assolutamente inutile e inopportuna, inserita senza autoironia. Il vero momento ridanciano è però quello in cui Darian inizia a cantare mentre dietro scorrono immagini di distruzione. No comment sull'improvviso cambiamento d'atteggiamento del governo nei confronti di Adrian. (Panza)

QUINTO EPISODIO
Adrian ha un'idea per diffondere il suo messaggio a più persone possibile e coinvolge i suoi amici... Non si capisce se il frenetico montaggio che accosta all'improvviso scene senza continuità e ne mescola altre con strane dissolvenze sia dovuto a un maldestro rimaneggiamento dopo la sospensione della serie o sia merito dello stralunato montaggio di Celentano. Per il resto, l'episodio è più noioso di quelli precedenti nonostante accadano un sacco di cose. Molto faticoso da portare a termine; si resta solamente allibiti dalla sorpassata visione degli OGM e sull'idea della TV pirata, come se fossimo negli anni '70. Anche il tema della bellezza (ovviamente per Celentano si tratta solamente dell'arte classica) viene buttato lì senza uno sviluppo decente. (Panza)

SESTO EPISODIO
*! I messaggi della TV pirata di Adrian fanno preoccupare Dranghestein che decide di mandare un infiltrato all'interno di un gruppo di giovani ribelli... L'episodio si concentra su una noiosissima matassa di intrighi politici di nullo interesse, anche se nel mezzo di queste monotone scene ci scappa la frase "È peggio del decreto salvaliste delle regionali del 2010", una sorta di tremendo riferimento a eventi per noi recenti (Celentano evita ovviamente di spiegare come si sia poi giunti a un governo di stampo distopico). Non manca un momento in cui Gilda e Adrian si stagliano su un'idealizzato paesaggio bucolico: è l'unico momento davvero memorabile, dal momento che qui la serie si prende troppo sul serio. (Panza)

SETTIMO EPISODIO
*! Darian è in un carcere di massima sicurezza e i suoi amici cercano di trovare un modo per farlo evadere... Mano a mano che prosegue l'episodio sorgono molte perplessità sulla sicurezza del carcere e sull'uso dell'alfabeto Morse, sintomi di come sia stata mal concepita la sceneggiatura dell'intera serie, zeppa di simili incongruità. A rinfrancare lo spettatore ci pensa l'ennesimo montaggio di Celentano che ripropone un suo vecchio videoclip nel quale ripesca le suore ballerine del Tempio dove furoreggiava Joan Lui. La citazione di una fantomatica signora Schuster è già da antologia, così come il momento senil-sentimentale di Darian in cui Celentano zooma avanti e indietro. (Panza)

OTTAVO EPISODIO
** In uno stato di amnesia Adrian viene ospitato da un prete e nel frattempo il governo fa di tutto per cercare di screditarlo agli occhi del popolo... A fronte delle solite stranezze e di una trama che procede per salti e mancate spiegazioni (la partita di calcio), rimane uno degli episodi più gradevoli della serie, che riesce a non essere troppo pesante, anche se restano immancabili i sermoni di Adrian. È presente una grossa anticipazione dell'ultimo episodio, montato ancora peggio di quanto ci si aspetti da Celentano e con un frame rate vergognoso. Inoltre, Gilda e Adrian si stagliano di nuovo sul solito utopico paese di campagna. Il cambio di direzione del popolo rimane ingenuo, senza una vera costruzione. (Panza)

NONO EPISODIO
**! Il governo è ormai in impasse per colpa di Adrian, il popolo è in fermento: Dranghestein corre ai ripari... Episodio di ardua valutazione e di anomala lunghezza: già la citazione a "Via col vento" lascia sbigottiti (a dire il vero tutte le scenette tra il sindaco e la segretaria sono allucinanti), ma quello che viene dopo è irraccontabile. La prevedibile resa dei conti si trasforma infatti in una gigantesca citazione al finale di "Joan Lui" che sfocia poi in un'incredibile tabula rasa compiuta da alcune donne giganti. Dopo questo lungo momento epico si assiste a un lungo medley di canzoni di Celentano sino ad arrivare all'ultima inquadratura, con cui, dopo la lunga avventura di questa assurda serie, non ci si può non commuovere. (Panza)  

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