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IO SONO TEMPESTA

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 13/4/18 DAL DAVINOTTI
Tra Kusturica (anche per la scelta e l'uso invadente delle musiche) e la tradizione più casereccia dei brutti, sporchi e cattivi di Scola in versione edulcorata e ripulita, Luchetti s'inventa uno strano film che guarda all'ultima parte di vita del Caimano e immagina un imprenditore d'assalto che, per evitare la galera, presta servizio in un centro d'accoglienza elargendo pillole di saggezza economica a chi difficilmente potrà recepirle. Il gruppo di spiantati da seguire, infatti, abitualmente impegnato a sopravvivere e basta, fatica un bel po' a provare simpatia (e poi “empatia”, parola chiave ripetuta cento volte per descrivere la comprensione del rapporto) nei confronti del nuovo collaboratore. Ma sarà sufficiente oliare un po' i cardini e ogni cosa andrà a suo posto. Tranne che con Angela (Danco), la religiosa donna che gestisce il luogo, dura e incorruttibile, scettica sulle qualità di un bancarottiere che alterna momenti di volonterosa comprensione ad altri in cui mostra tutto il suo disprezzo nei confronti di chi proprio sembra non aver interesse a migliorare. Nel gruppo di poveri emerge in particolar modo il Bruno di Elio Germano, un giovane che esibisce una brillantezza figlia forse di qualche rotella fuori posto e che non manca di osservare con orgoglio come lui e Numa Tempesta (questo l'insolito nome del protagonista) siano in fondo fatti della stessa pasta. Una prova eccessivamente sopra le righe per Germano, ottimo attore che tuttavia quando viene lasciato libero di gigioneggiare in romanesco spesso esagera minando la credibilità generale del film, come avviene in questo caso. Nonostante una regia che Luchetti mantiene nei binari di una certa professionalità IO SONO TEMPESTA si trasforma presto in una confusa serie di scenette mal assortite, che si incastrano faticosamente l'una nell'altra senza che l'estro di Giallini possa rivitalizzarle se non in minima parte. Con personaggi sbozzati grossolanamente, macchiette che si vorrebbero allegre ma che al massimo si rifanno a gag stravecchie rielaborate senza fantasia (emblematica la scena, che pure va annoverata tra quelle divertenti, in cui Tempesta offre cento euro a chi dirà ad Angela quanto lui sia in gamba), il film non riesce mai ad uscire da un disegno irrisolto al quale partecipano figure prive di una significativa collocazione come le escort che studiano psicologia e allungano il brodo con botta e risposta ingenui che non si sa bene cosa vorrebbero dimostrare, guidate da una “Radiosa” Simonetta Columbu inguainata in costumi e abiti succinti per gratificare l'occhio. Né riescono a risultare simpatici gli altri senzatetto che Tempesta gestisce come vuole organizzando poi una trasferta in Kazakistan per l'ennesima truffa edile di cui nulla si capisce o quasi. Luchetti si limita ad accendere fioche luci su un quotidiano che dovrebbe mettere in evidenza i contrasti enormi tra due filosofie di vita agli opposti, ma lo fa senza seguire un vero filo logico, indeciso tra una commedia amara che rievoca pallidamente i fasti di quella che fece grande il nostro cinema e un linguaggio moderno e frammentario padroneggiato senza la necessaria confidenza, affidandosi al mestiere ma lontano dal raggiungere gli ottimi risultati ottenuti in passato con opere ben più autentiche e sentite.
il DAVINOTTI

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Ryo 18/4/18 14:49 - 1611 commenti

All'inizio mi sembrava un classico film di redenzione scontata del ricco che impara l'empatia per i più sfortunati, ma quasi subito la sceneggiatura fa piacevolmente ricredere e, andando controcorrente, racconta una storia in cui un ricco prova empatia per i meno sfortunati, ma a modo suo. La regia ha nello stile delle riprese e dell'accompagnamento sonoro un fastidioso stile da fiction all'italiana. Personaggi che potevano esplodere vengono mal sfruttati da interpreti non all'altezza. Giallini rimane un signor attore.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: "Anch'io sto provando l'empatia!".
I gusti di Ryo (Comico - Fantastico - Horror)

Gabrius79 14/4/18 0:41 - 1032 commenti

Un film diretto da Luchetti che purtroppo non riesce mai a decollare risultando spesso e volentieri noioso e a volte privo di una certa logica. Giallini, pur avendo la parte del leone, non riesce a increspare più di tanto questa calma piatta. Germano bravo ma con una certa sguaiataggine di fondo a volte ripetitiva. La Danco se la cava bene. Nonostante la professionalitá registica il film gira a vuoto.
I gusti di Gabrius79 (Comico - Commedia - Drammatico)