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TUTTI I SOLDI DEL MONDO

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 4
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/1/18 DAL BENEMERITO DUSSO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 7/1/18
Osservando la ricostruzione storica della Roma dei Settanta e certe licenze discutibili sulla realtà italiana del tempo, c'è chi non ha mancato di sottolineare errori e imprecisioni; ma Scott non è Rosi e nemmeno Pollack: la sua Roma è immaginifica, disegnata coi tratti superbi di un artista della forma, che può permettersi di sostituire al rigore l'estro puntando a colpire con luci e grandiose aperture paesaggistiche, lavorando di fantasia sul soggetto ricavato dal celebre rapimento in Italia di Jean-Paul Getty III (Charlie Plummer), nipote del ricchissimo petroliere americano Jean-Paul Getty (Christopher Plummer, che nonostante l'identico cognome non è parente di Charlie), avido uomo d'affari, cinico al punto di rifiutare il pagamento dei 17 milioni di dollari chiesti come riscatto. Lasciando la madre (Williams) del ragazzo a consumarsi tra le lacrime e la disperazione, confortata solo dall'addetto alla sicurezza di Getty, Fletcher Chase (Wahlberg), ingaggiato per liberare il sequestrato senza sborsare un solo dollaro. Molto s'è detto della sostituzione di Kevin Spacey con Christopher Plummer (che in soli otto giorni ha reinterpretato tutte le scene necessarie) ed è facile pensare a quanto Spacey possedesse in potenza tutto il cinismo necessario per la parte; ma Plummer è attore di gran caratura e non demerita, così come Wahlberg dimostra di poter essere utilizzato con profitto anche in ruoli non necessariamente d'azione. Perché l'azione latita, è vero, ma non se ne avverte la mancanza, sostituita dalla tensione costante data dalle continue contrattazioni con i rapitori, i quali non capiscono come sia possibile che uno degli uomini più ricchi del mondo si rifiuti di pagare il riscatto per il nipote. Per loro (secondo una facile stereotipizzazione dell'italiano) la famiglia è il bene più importante, inconcepibile tradirla. E invece Getty tentenna, o meglio volta le spalle e lascia che ad agire sia il suo uomo migliore mentre lui prosegue a investire il proprio denaro, a leggere gli andamenti del petrolio sui mercati, ad acquistare preziosissime opere d'arte. Nel triangolo tra le parti interessate a liberarare il ragazzo Chase è il tramite, costretto a mediare senza sosta tra il distacco del vecchio e le pressioni della madre. Nel frattempo tra Roma e la Calabria il povero Paul si consuma in una prigionia snervante in attesa che qualcuno lo ritrovi, consolato solo dal rapitore che di lui si occupa in prima persona, Cinquanta (Duris)... Nonostante la durata raggiunga quasi le due ore e venti Scott riesce a tenere alta in chi guarda la curiosità di capire come si concluderà la vicenda, a gratificare l'occhio con riprese di classe superiore (si veda il finale notturno tra le strade e i vicoli del paese semideserto), a muovere le sue pedine con abilità e a confezionare un dramma che ha nel rapporto di Getty col suo denaro (Plummer peraltro aveva appena interpretato Scrooge nell'ennesima rilettura di Dickens) una delle particolarità più interessanti: l'idea di pagare il riscatto detraendolo dalle tasse, ad esempio, è geniale... La Hollywood commerciale di qualità, che con tutti i soldi del mondo (o quasi) forse eccede con la patina ma sa intrattenere. Tanti gli attori di casa nostra utilizzati in loco, dal ritrovato Vaporidis (una parte di pochi minuti) al bravo Marco Leonardi (il boss dei sequestratori), da Giulio Base (il coroner) a Francesca Inaudi (una prostituta nella notte romana).
il DAVINOTTI

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Markus 7/1/18 18:17 - 2379 commenti

Che cattivoni questi italiani che si permettono di sequestrare un americano! Ridley Scott, con tutte le atrocità del 1973 e con mezzo mondo sotto le più sanguinose dittature (peraltro capitanate da loro) scomoda il "Belpaese" come esempio di fattaccio di cronaca nera. Due ore d'intrattenimento "noir" con la consueta mezz’ora di troppo e un po' di bloopers abbastanza lampanti con cui fare i conti, ma che in definitiva non inficiano più di quel tanto un'opera complessivamente ben realizzata e che a tratti attanaglia. Discreta la cura nei costumi.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Didda23 7/1/18 21:18 - 1848 commenti

Scott, sfruttando la propria indiscussa ecletticità, firma un'opera dall'indubbio interesse, narrando i fatti di cronaca del sequestro Getty avvenuto in Italia nella prima parte degli Anni Settanta. Il belpaese, per una volta, non ha le caratteristiche da cartolina e l'ottima scelta delle location eleva la qualità complessiva. Scott rende il racconto molto fluido, non facendo pesare la durata non indifferente. Narrativamente prelibato, con una gestione della tensione magistrale che culmina in un finale di rara efficacia. Scultissime le presenze italiane del cast.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il rapporto fra il sequestrato e Cinquanta; L'orecchio; La statuetta regalata dal nonno al nipote.
I gusti di Didda23 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Dusso 6/1/18 10:24 - 1506 commenti

Tutto sommato l'ambiente italiano dell'epoca è stato ricreato bene rispetto a quanto visto in altre pellicole straniere girate da noi. Una storia vera per un film che si fa guardare senza problemi, anche se la sceneggiatura - a volte fin troppo distaccata - non è certo il massimo per diversi motivi. Molto bene Leonardi e Duris mentre Wahlberg rimane legato a un personaggio che sembra non si dia troppo da fare per ritrovare il rapito.
I gusti di Dusso (Commedia - Giallo - Poliziesco)

Kinodrop 10/1/18 20:25 - 632 commenti

Ricostruzione molto "cinematografica" e un po' troppo patinata dei luoghi e dei fatti inerenti al rapimento di Getty III negli anni '70. Trama e narrazione piuttosto fluide e solide nell'insieme, che non fanno pesare la lunghezza del film, tutto centrato sulla figura del miliardario petroliere e il suo impero inscalfibile e cinico, indifferente alla sorte del nipote e della sua famiglia. Molto di maniera la "brigantesca" compagnia di rapitori e superficiale il rapporto con la legge. Resta eccellente la prova di Plummer, meno che scolastica la WIlliams.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: 'Ndrangheta e tarantella; La statuetta-souvenir; Cinquanta; L'orecchio; Il plastico di Villa Adriana.
I gusti di Kinodrop (Commedia - Drammatico - Thriller)