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NAPOLI VELATA

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 10
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/1/18 DAL BENEMERITO COTOLA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 5/1/18
Ozpetek avvolge Napoli e la sua storia nell'ammaliante manto del magnifico Cristo velato di Giuseppe Sanmartino (suggestiva scultura conservata alla Cappella Sansevero non a caso inquadrata nel finale). Come un illusionista si diverte a giocare confondendo sogno e realtà e spingendo lo spettatore a porsi mille interrogativi destinati a non trovare risposte univoche. Seguire la vicenda come un giallo è una partita persa, nonostante nelle prime fasi si sia portati a immaginare d'esser di fronte a un'indagine vera e propria, con segreti e moventi da svelare. L'apertura su un feroce omicidio compiuto sulle scale d'un condominio colpisce immediatamente, ma un salto cronologico che ancora non si sa se in avanti o all'indietro riporta tutto all'apparente normalità di una donna single (Mezzogiorno) che conosce un giovane (Borghi) e ci va a letto lasciandosi trascinare in un focoso amplesso. Il tempo di darsi un appuntamento al museo e questi scompare, ritrovato poi dalla donna stessa sul lettino ove per mestiere (è anatomopatologa) analizza i cadaveri. Chi l'ha ucciso? Indizi disseminati lungo il film si mescolano ai ricordi d'infanzia di lei e alla comparsa di personaggi folcloristici il cui chiaro intento è quello di caricare al massimo la forte napoletanità dell'insieme. Gli ossessivi rimbalzi tra i cortocircuiti mentali della protagonista ci fanno perdere e confondere, rincorrere elementi poi abbandonati, ripresi, modificati, lasciati vanamente a macerare in attesa che possano in un successivo momento essere recuperati per riannodare le fila di una trama volutamente aleatoria, secondaria rispetto a luoghi e personaggi, minuto dopo minuto soffocata dall'ostinato rifiuto del regista di riportarla in primo piano. Così, causa anche una conduzione che indugia sui particolari, sugli sguardi e più spesso sul nulla, si fatica a seguire un filo logico sempre più sfilacciato frantumato ossessivamente da divagazioni estetizzanti che si crogiolano in un'altra Grande Bellezza italiana intrufolandosi tra scorci suggestivi e ricche scenografie d'interni. Ammennicoli, maschere, simboli riempiono la scena insieme alla Mezzogiorno, inquadrata in ogni espressione e posizione, dalle più audaci di un gratuito sesso ansimante alla plasticità scultorea solo apparentemente intaccata da un look assai poco giovanile. Esteticamente è un Ozpetek ricercato e ambizioso, ma narrativamente le stesse qualità si concretizzano in un velleitarismo deludente, in un troppo disinvolto gioco di ombre e fantasmi, in “magnifiche presenze” spogliate ed esibite senza vera necessità, in indizi destinati ad ingrossare le fila dei film aperti a più interpretazioni, artatamente alterati per sconquassare ogni azzardata collocazione logica. E mentre l'occhio si fa rapire dalle forme contraddittorie di una città solare quanto ingannevole, la buona recitazione complessiva e la magia di risposte che galleggiano nel dubbio mascherano i difetti donando effimera sostanza all'impossibile.
il DAVINOTTI

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Pigro 2/1/18 9:17 - 6762 commenti

I misteri di Napoli, città barocca e segreta, fascinosa e ambigua: delitti, omertà, fantasmi e un eros debordante, all’ombra di un’arte mozzafiato, in un gineceo fragile e infido. Mille temi in una storia che accompagna un’anatomopatologa a cercare di svelarsi a sé stessa dopo il barbaro omicidio dell’amante di una notte. Roba da registi spericolati, amanti del rischio e dell’oltraggio, non da Ozpetek che riporta l’intrigante soggetto alla propria dimensione edulcorata e cartolinosa, dove il vero dolore lascia il passo al bello della vita.
I gusti di Pigro (Drammatico - Fantascienza - Musicale)

Cotola 2/1/18 0:06 - 6552 commenti

Melodramma familiare, da cui Ozpetek sembra proprio non riuscire a stare lontano, travestito da "thriller" la cui vena è più che blanda. Ben presto infatti non interessa quasi più a nessuno della soluzione del mistero ed il colpo di scena finale è prevedibile (e non solo esso), e per certi versi ridicolo, come poche altre volte. Ma il turco si diverte a rimescolare le carte con troppi finali che vogliono confondere lo spettatore rivelandosi francamente fastidiosi e disonesti. Dialoghi spesso banali e scene sul folclore partenopeo evitabili poiché gratuite rispetto all'economia della storia.
I gusti di Cotola (Drammatico - Gangster - Giallo)

Deepred89 5/1/18 12:08 - 2892 commenti

Ennesima occasione mancata che annega un intrigo giallo sulla carta pure interessante (gli spunti a ben vedere abbondavano, tra misteri del passato e probabili omertà del presente) tra eccessi melodrammatici e manciate di folklore e di sesso spinto buttati nella mischia per far colore. Di buono una tutt'altro che inetta regia (memorabile la vertiginosa inquadratura iniziale), un buon cast (eccetto Borghi, poco credibile sia come amante di una notte che come impalpabile stalker da camera) e musiche funzionali. Discutibile il finale ambiguo.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La prima inquadratura del film.
I gusti di Deepred89 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Markus 5/1/18 17:45 - 2380 commenti

Napoli e i suoi misteri, a partire da una fattaccio di sangue che coinvolge suo malgrado la normale vita di una quarantenne. Un bel quadro esteticamente ineccepibile di Ozpetek, che mette nel calderone sesso patinato, esoterismo, fantasmi d'amore e una specie di giallaccio da sbrogliare. Non tutto fila liscio, in quanto la vicenda prevede troppe situazioni non chiare, creando quindi nello spettatore il desiderio di una spiegazione che quasi mai c'è. La Mezzogiorno incarna molto bene il personaggio e questo indubbiamente aiuta alla fruibilità.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Rambo90 3/1/18 14:54 - 4995 commenti

Inizia noir, diventa però presto un dramma, avvolto dalle ombre di una famiglia che cela segreti in una Napoli ben fotografata ma impalpabile dal punto di vista folcloristico (nonostante gli sforzi nel far parlare tutti con accento dialettale). Il film alla lunga annoia, qui e là risuscitando interesse quando sembra ritrovare la traccia gialla, persa poi completamente in una parte finale confusa e ingiustamente inspiegata. La Mezzogiorno poco convincente, molto meglio il cast di contorno tra Barra, la Bonaiuto e altre presenze. Mediocre.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La colonna sonora.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

Pinhead80 9/1/18 19:44 - 2952 commenti

Nonostante il suo stile sia ben presente anche in questo film, Ozpetek cerca di confondere lo spettatore mescolando le carte in tavola. Lo fa sfruttando le magiche atmosfere di Napoli e una sceneggiatura che porta alla ribalta alcuni degli stilemi classici del giallo italiano. Il risultato e un'opera straniante che fino alla fine alimenta domande senza dare risposte, in un crescendo di tensione che culmina in un finale spiazzante.
I gusti di Pinhead80 (Documentario - Fantascienza - Horror)

Myvincent 8/1/18 19:36 - 1922 commenti

Polpettone come pochi, peraltro tedioso, segna uno dei livelli più bassi dell'elegante produzione del regista turco. Si aggiunge la presupponenza di conoscere a fondo un mondo, quello partenopeo, mescolato di sacro e profano assieme, promettendo la fascinazione di un mistero che, francamente, viene disatteso. La Mezzogiorno quando alza il tono della voce fallisce miseramente, il resto del cast è di gran lustro: Lina Sastri, Peppe Barra, Anna Bonaiuto. Ozpetek un vero "turco napoletano", comico non volutamente.
I gusti di Myvincent (Drammatico - Giallo - Horror)

Gabrius79 2/1/18 22:07 - 1019 commenti

Ozpetek ambienta la storia nella città partenopea con esiti fiochi. Pur avendo a disposizione un bel cast assistiamo a una pellicola piuttosto scialba che talvolta si fa fatica a seguire: non si capisce bene dove voglia andare a parare. La Mezzogiorno recita con un certo trasporto, Borghi fa "il bello che non balla", il resto del cast veleggia sulla sufficienza piena. Probabilmente un'occasione sprecata, se si credeva di realizzare una sorta di mix fra melodramma e thriller.
I gusti di Gabrius79 (Comico - Commedia - Drammatico)

Nancy 9/1/18 13:55 - 696 commenti

Ozpetek ritorna in una forma migliore rispetto a quelle a cui ci aveva abituato ultimamente. Il film pecca di lacune e di qualche colpo gobbo nella trama, ma tuttavia si tiene unito e incede bene fino alla fine, tenendo l'attenzione dello spettatore. Grande prova quella della Mezzogiorno, ottimo anche Borghi nel doppio ruolo di seduttore/sedotto, da brividi la scena d'amore iniziale. Il regista fa centro in un film che racconta una città, un'atmosfera, senza cadere mai nel cartolinesco e nelle banalità in cui poteva facilmente incorrere. Bello.
I gusti di Nancy (Commedia - Drammatico - Thriller)

Macbeth55 6/1/18 0:56 - 31 commenti

Napoli è ormai una città senza un’identità precisa; o meglio, è frammentata in cocci di vario tipo tra cui purtroppo una inutile borghesia biodegradabile dall’effetto social, virtuale e non. Quindi l’effetto Napoli cinematografica è assolutamente oleografico senza mai essere drammaturgia, ma solo un set nelle mani di un buon direttore della fotografia. In quest’ottica "Napoli velata" è un film qualunque, né bello né brutto, che si accartoccia su una sceneggiatura che fa acqua da tutte le parti. Bellissime le musiche, orribili i costumi.
I gusti di Macbeth55 (Commedia - Documentario - Fantascienza)