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GLI SDRAIATI

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Gli sdraiati
Dati:Anno: 2017Genere: commedia (colore)
Regia:Francesca Archibugi
Cast:Claudio Bisio, Gaddo Bacchini, Cochi Ponzoni, Antonia Truppo, Gigio Alberti, Barbara Ronchi, Carla Chiarelli, Federica Fracassi, Gianluigi Fogacci, Sandra Ceccarelli, Donatella Finocchiaro
Note:Tratto liberamente dal romanzo omonimo di Michele Serra.
Visite:442
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 6
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 26/11/17 DAL DAVINOTTI
Prendendo liberamente spunto dal romanzo omonimo di Michele Serra, Francesca Archibugi prova a mettere in luce il carattere delle nuove generazioni contrapponendolo a quello quasi opposto delle vecchie rappresentato da Bisio, qui conduttore di una trasmissione Rai che non riesce in alcun modo a relazionarsi col figlio Tito (Bacchini): appena prova a interessarsene quello gli dà dell'invadente, quando lo rimprovera si prende del pedante scocciatore o peggio. Senza il sostegno di una moglie che lo aiuti nella decifrazione del carattere di Tito e dei suoi amici Giorgio si sente perduto, compreso giusto dal suocero (Ponzoni) a lui sempre rimasto legato. Attraverso il difficile rapporto padre-figlio la Archibugi allarga l'indagine a un mondo tutto da scoprire, quasi inattaccabile dai genitori ed espresso da relazioni d'amicizia forse troppo strette o sentimentali che paiono fredde, mai davvero passionali. Al contrario di quelle che ha coltivato suo padre fin da quando ripetutamente tradiva la moglie, anche con la cameriera (Truppo). A prima vista la ragione, la logica, il rispetto e l'educazione sembrano appartenere tutte solo a chi pensava bastasse crescere i figli tradizionalmente ignorando l'abisso che divide invece epoche diversissime. In una Milano che fa da sfondo poetico e leggero una storia toccante, che Bisio è bravo nell'interpretare con grande umanità rinunciando alla tentazione di avvicinarsi anche marginalmente all'ironia e alla facile battuta. Chi guarda è portato inevitabilmente a solidarizzare con lui provando irritazione nei confronti di un figlio viziato, irriverente, irrispettoso che a molti di certo verrebbe voglia di raddrizzare a ceffoni. Ma non è sempre così facile, specie se si tratta come in questo caso di un atteggiamento diffuso e condiviso. Per tracciare i suoi ritratti la Archibugi alterna momenti indubbiamente indovinati a fasi di raccordo invece sintetizzabili, che appesantiscono di frequente la narrazione, e a semplicizzazioni che indicano uno schematismo di fondo dal quale era forse opportuno allontanarsi evitando qualche ripetizione ridondante. Ad ogni modo si capisce come una traccia forte da seguire esista, come la voglia di descrivere un problema vero sia sincera, come si esca da certa superficialità attraverso personaggi psicologicamente complessi (molto brava la Truppo a rendere il suo), complicità amicali che rifuggono il facile qualunquismo (Alberti). Si individua insomma una maturità di fondo che piace, purtroppo non sempre supportata da un'efficacia registica che avrebbe aiutato a rendere più scorrevole e gradevole il film. E' però anche il tocco femminile insolito, mai banale, della Archibugi a ispessire una sceneggiatura solo a tratti capace di essere ficcante come dovrebbe e potrebbe.
il DAVINOTTI

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Galbo 23/4/18 4:26 - 10330 commenti

Il tentativo di costruire un racconto sulle differenze generazionali si infrange per la Archibugi sui difetti tipici del cinema italiano, incapace di concepire storie di ampio respiro e che preferisce rifugiarsi sugli stereotipi e personaggi banali e mono dimensionali in preda ai cliché narrativi. Passabile la prova di Claudio Bisio, da dimenticare quella dei giovani attori che recitano come nelle serie televisive di discutibile qualità. Apprezzabile la scelta delle location che almeno evitano le solite ambientazioni da cartolina. Mediocre.
I gusti di Galbo (Commedia - Drammatico)

Markus 27/11/17 10:11 - 2490 commenti

Dopo un mero remake francese (Il nome del figlio) la Archibugi mette in scena l'omonimo romanzo di Michele Serra. Il rapporto padre/figlio dei nostri disgraziati giorni viene sviscerato attraverso dialoghi e situazioni che un'attenta regia riesce a non rendere quasi mai banale (specie sul versante adulto, con un Bisio convincente). Il film è soprattutto una fotografia - credo abbastanza fedele - dell'atavico scontro generazionale tra genitori (con qualche rancore) e i giovani di oggi (dietro l'angolo il temibile effetto Notte prima degli esami).
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Paulaster 19/4/18 10:11 - 1751 commenti

Padre separato cerca di recuperare il rapporto col figlio. Attenzione all'adolescenza nell'età di maggiore incomunicabilità familiare, osservata dal punto di vista dei giovani. Le dinamiche tra i ragazzi sono centrate ma i ruoli degli adulti esprimono scarso realismo. Bisio è troppo impostato e arrendevole per ciò che capita e sul finale si cerca la via facile. Piccole situazioni (la barista, la fidanzatina, lo psicologo) vengono accennate e poi fatte sparire.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La barista che si sveste immediatamente.
I gusti di Paulaster (Commedia - Documentario - Drammatico)

Bruce 29/3/18 11:51 - 872 commenti

Distante dal testo omonimo di Serra, il film della Archibugi è una commedia malinconica che esprime la difficoltà di relazioni tra figli e genitori negli anni della adolescenza. Ambientato nella Milano borghese del centro città, vede Claudio Bisio protagonista in un ruolo lontano dalle sue corde di comico. Tutto rimane abbozzato, anche nei dialoghi, manca un adeguato approfondimento che renda davvero partecipe lo spettatore di quel che vede. Accompagnato da un tema musicale triste e talmente ripetitivo da rendere fastidiosa la visione. Evitabile.
I gusti di Bruce (Giallo - Poliziesco - Thriller)

Lou 28/11/17 14:46 - 656 commenti

Ispirandosi al libro di Serra, l'Archibugi affronta il tema del rapporto padri-figli in modo fresco e diretto, con una suggestiva ambientazione milanese. La sceneggiatura è però esile, con un quadro che tende a infierire più sugli smarrimenti degli adulti che sull'indolenza giovanile. Il giovane Gaddo Bacchini rappresenta egregiamente i tipici atteggiamenti degli adolescenti sdraiati, al padre Bisio manca invece qualche sfumatura per apparire più credibile. Musica decisamente inappropriata.
I gusti di Lou (Avventura - Azione - Drammatico)

Marimba69 15/5/18 9:35 - 2 commenti

Ennesimo film sugli scontri generazionali, con un padre sin troppo apprensivo che con i suoi sforzi di ricomporre il rapporto con il figlio adolescente ottiene invece l'esatto contrario. Un Bisio sobrio e misurato come non mai in un film più che discreto che però evidenzia la mediocre dizione degli attori più giovani (delle loro frasi non si comprende quasi nulla, salvo le parolacce ad alta voce), bravi comunque nel caratterizzare i loro ruoli. Ottimo Ponzoni, suocero-amico di Bisio.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: "La risonanza magnetica è giusta: sta bene, è sempre stronzo...".
I gusti di Marimba69 (Animazione - Commedia - Western)