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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 3
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 20/5/17 DAL BENEMERITO XAMINI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 26/9/17
Un cinema che inevitabilmente divide, quello di Malick, e che in film come questo, in cui il particolare stile estatico del regista si fa centro assoluto, non può che allargare ancor di più la forbice tra oppositori e sostenitori. Ciò che accade sullo schermo diventa assolutamente secondario rispetto al modo in cui lo si racconta, con i dialoghi quasi del tutto sostituiti dai pensieri fuori campo dei protagonisti che riflettono sulla loro condizione. Malick procede per emozioni e lo fa attraverso la consueta, strepitosa ricerca d'immagini e la musica, che qui oltre a farsi indispensabile sfondo fa anche da complemento alla trama: BV (Gosling) e Faye (Mara) sono infatti entrambi parte di due diverse band e si amano, per quanto la volubilità di lei permetta anche una relazione nascosta col produttore Cook (Fassbender). Un triangolo che inizialmente pare il cardine attorno al quale far ruotare la storia ma che invece si apre in un secondo tempo a frequenti intrusioni. Tempi e luoghi si confondono: passato, presente e futuro si alternano senza una logica lineare per cogliere diversi momenti nelle vite dei protagonisti, gli spazi si mescolano e un dialogo o un pensiero può cominciare in un luogo e continuare in un altro senza che ci si debba chiedere perché. Alla sensazione di straniamento contribuisce l'uso costante di lenti deformanti per le riprese, che ci accompagna in una diversa dimensione dove contano più i messaggi del subconscio rispetto ai confronti tra personaggi; che esistono ma sono secondari, come se la voce del cuore procedesse di pari passo prendendo il sopravvento. Si ritorna ai momenti in cui BV usciva con un'altra, si raggiungono quelli che vedono Cook frequentare e sposare una splendida donna (Portman) o in cui Faye vivrà un'avventura lesbica. I meravigliosi corpi che si muovono negli spazi sono colti in tutta la loro plasticità in una ricerca del bello che non coinvolge solo la natura ma anche l'uomo come parte della stessa. Purtroppo lo studio di Malick, l'insistere su uno stile certamente non immediato porta il film a difetti evidenti (uno su tutti l'assenza di un ritmo accettabile), sorvolabili solo stabilendo una particolare empatia col regista, accedendo di conseguenza al suo singolare universo filmico e accettandone lo stile senza compromessi. Sulla stessa falsariga era però allora meglio THE TREE OF LIFE, in cui tali caratteristiche venivano portate al loro culmine. Curioso che dell'attività musicale dei protagonisti si veda poco o niente, a conferma di un interesse puramente laterale per ciò che non comprende la sfera più intima e personale.
il DAVINOTTI

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Daniela 19/6/17 3:02 - 6615 commenti

Commento a caldo mentre ancora risuonano le note dei titoli di coda e mi chiedo perché, durante la visione, mi ronzava in mente l'ultimo film di Refn: non si somigliano, eppure... l'estetica che si è fagocitata il racconto, il vuoto pneumatico che circonda i personaggi, una sfilata di attori belli a cui non basta essere bravi per acquistare un poco di consistenza, inquadrature curatissime (quanto vezzo in quei tagli di teste, in quelle deformazioni da grandangolare) per raccontare ambasce esistenziali che non suscitano la minima empatia. La somiglianza c'è non nei film ma nell'impatto: zero.
I gusti di Daniela (Azione - Fantascienza - Thriller)

Matalo! 10/10/17 20:55 - 1310 commenti

Disgustoso. Forse l'abisso artistico di un grande regista che da anni ha perso la tangente. Assunto: il mondo del rock è perdizione - meglio la campagna. La frode è lo stile: una mdp che volteggia tra attori che sembrano ubriachi e corpi da rivista di moda. Raramente il nulla e la vanità han raggiunto tali livelli di comicità involontaria (se non ci si addormenta prima). Bocciatissimo.
I gusti di Matalo! (Commedia - Gangster - Western)

Xamini   20/5/17 15:35 - 755 commenti

Malick è uno di quegli autori dotati di uno stile forte: a lui piace in particolare giocare con le dissonanze, spostando su tre assi differenti vicenda, immagini ed esperienza sonora. È un modo di comunicare che può affaticare, specie quando lo spettatore è sottoposto a un lavoro di ricostruzione, come in questo caso. Ma è un modo che arriva direttamente al subconscio, saltando a piè pari il razionale e può colpire anche forte. Nota di chiusura per la consueta immensa bellezza delle inquadrature, che si avvalgono anche di un eccellente lavoro in fotografia del buon Lubezki.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Dovendo scegliere qualcosa, direi la scena del "battesimo", quasi catartica.
I gusti di Xamini (Commedia - Drammatico - Fantastico)