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UNA DOPPIA VERITà

All'interno del forum, per questo film:
Una doppia verità
Titolo originale:The Whole Truth
Dati:Anno: 2016Genere: drammatico (colore)
Regia:Courtney Hunt
Cast:Keanu Reeves, Renée Zellweger, Gabriel Basso, Jim Belushi, Gugu Mbatha-Raw, Jim Klock, Ritchie Montgomery, Judge Robichaux, Christopher Berry, Lara Grice, Nicole Barré, Lucky Johnson, Lyndsay Kimball, Jason Kirkpatrick
Visite:385
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 8
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/10/16 DAL BENEMERITO DANIELA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 17/6/17
Avvocato (Reeves) difende il figlio (Basso) di un suo cliente (Belushi) accusato di aver pugnalato a morte proprio suo padre. Il ragazzo non parla dal giorno del delitto, sua madre (Zellweger) è a dir poco scossa, anche perché tutto sembra concorrere a una chiara condanna. Le prove sembrano andare in una sola direzione e lo stesso giovane, trovato davanti al cadavere del padre, è stato sentito dire da una poliziotta "Avrei dovuto farlo prima". Non si capisce quindi inizialmente quale direzione voglia prendere il film e come possa essere ribaltata un'accusa tanto facilmente circostanziata, né l'impostazione sembra così stilisticamente accattivante da potersi permettere una trama troppo lineare. Anzi, inutile negare che - anche per via di attori non fenomenali - l'impressione è quella di un buon prodotto televisivo e poco più, nonostante la vista di Reeves in un ruolo simile sorprenda e allo stesso tempo stuzzichi. Buona ma più anonima (e in ombra) la performance della Zellweger, fisicamente irriconoscibile rispetto all'ultima Bridget Jones. Tanto che ad emergere è piuttosto l'esuberanza di Jim Belushi, confinato ai frequenti flashback che spezzano una narrazione volta alla ricostruzione progressiva dei fatti e che rappresentano le uniche fughe virtuali dall'aula del processo, in cui si svolge quasi per intero il film. Per tutta la prima parte non ci si discosta molto da una corretta quanto neutra descrizione dei fatti. Difesa ed accusa non divagano negli interventi e la sfida prosegue a brevi interrogazioni dei testimoni e indicazioni a una giuria che durante la storia non guadagna mai importanza. Ci si chiede quindi dove voglia davvero condurci la regista, che si limita a dirigere facendo soprattutto attenzione a non perdere di vista la necessaria chiarezza espositiva. Si cominciano ad intuire gli obiettivi nella seconda parte, che riserverà più di un colpo di scena in attesa di un finale a suo modo spiazzante e ben reso dal flashback chiave. Una sceneggiatura quindi apprezzabile, una regia senza fronzoli che bada al sodo senza alcuna ansia di stupire confidando nel “fascino soft” di Reeves e nella forza della semplicità. Ben studiata la scelta dei (pochi) testimoni da portare in processo, ma è anche l'astuzia dell'imputato a colpire (non si dimentichi che conosce molto bene la legge). Non c'è mai la sensazione di assistere a un gran film, ma è bene ricordare che a volte non è obbligatorio lasciare il segno per intrattenere al punto giusto. Qui tutto (o quasi) torna, la costruzione è impeccabile e senza alzare la voce si ottiene comunque di fornire un buon esempio all'interno di un genere che Courtney Hunt (già alla regia di alcuni episodi di LAW & ORDER UNITA' VITTIME SPECIALI e IN TREATMENT) conosce e ha già affrontato, pur nell'angustia del piccolo schermo.
il DAVINOTTI

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Galbo 17/10/17 5:45 - 9790 commenti

Dopo il ben Frozen River, la regista Courtney Hunt dirige un thriller processuale con esiti artistici purtroppo differenti. Il limite principale è proprio nella direzione che non riesce a creare la tensione necessaria e conduce una narrazione priva di sussulti e con un finale prevedibile, se si è seguita attentamente la storia. Particolarmente soporifere risultano le parti ambientate fuori dall’aula del tribunale. Anche gli attori sembrano poco convinti e l’unico che ci mette un minimo di vigore (in tutti i sensi) è Jim Belushi.
I gusti di Galbo (Commedia - Drammatico)

Puppigallo 27/6/17 11:17 - 3951 commenti

La voce fuoricampo dell'avvocato contribuisce a spersonalizzare una pellicola, che già arranca di suo, non convincendo fin dalle prime battute (gli attori fanno il compito, tranne Belushi, che recita il ruolo del viscido padre-marito padrone, pompando il personaggio, ma in maniera non proprio disprezzabile). Qualcosa funziona, ma alcuni flash risultano forzati e qua e là superflui, un po' come la storiella della collega col "rivelacazzate", stalker di uomini sposati...Mah. Alla fine, sembra quasi di leggere un libro di medio interesse, con colpetto finale, che però non ne risolleva le sorti.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il mutismo dell'imputato, che fa venir voglia che gli diano minimo l'ergastolo (la sparata sulla violenza in volo...).
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Daniela 27/10/16 11:29 - 6548 commenti

Un ragazzo di 17 anni è sotto processo per parricidio: il verdetto sembra scontato, perché tutte le prove sono contro di lui, che si rifiuta di parlare anche con il proprio avvocato... Legal-drama dignitoso ma anche di routine, non più avvincente di una qualsiasi puntata di Law & Order, dato che neppure il colpo di scena finale, per giunta non del tutto inaspettato, riesce a scuotere dal torpore indotto dalla messa in scena sonnacchiosa. Reeves e Basso inespressivi, Zellweger irriconoscibile, Mbatha-Raw ininfluente, il migliore risulta Belushi pur comparendo pochissimo in quanto vittima.
I gusti di Daniela (Azione - Fantascienza - Thriller)

Markus 19/6/17 8:57 - 2321 commenti

Fattaccio di sangue in Louisiana, con giovinotto accusato di aver pugnalato il padre e relativo processo con brillante avvocato. Tutto qua? La risposta, drammaticamente, è sì. Una vicenda resa per nulla interessante da una regia fin troppo asciutta e impersonale, incapace di dare taratura ai personaggi e quindi tentare di fornire un minimo di empatia sindacale. Reeves è travestito da avvocato (la cravatta, la scriminatura dei capelli) ma non riesce a rendere convincente il personaggio, tanto che il "sopra le righe" di Belushi... pare una boccata di ossigeno.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Capannelle 14/10/17 23:52 - 3278 commenti

Non è una megaproduzione e la messa in scena di stampo televisivo, con fotografia mielosa e pochi ambienti di ripresa, lo conferma. Purtroppo mancano quelle velleità registiche o quella verve narrativa (la voce fuori campo non aiuta) che potrebbero elevare un'onesta storia processuale al rango di buon film. Gli attori sono funzionali ma senza offrire spunti degni di nota, Belushi a parte.
I gusti di Capannelle (Commedia - Sentimentale - Thriller)

Rambo90 19/6/17 23:02 - 4924 commenti

Dramma processuale solo all'apparenza di routine: la trama infatti a metà prende una svolta intrigando più di quanto ci si possa aspettare. Nella prima parte comunque un ritmo fluido e la professionalità del cast tengono desta l'attenzione, tra i classici momenti in aula e flashback che ripercorrono l'accaduto (ma alcuni in modo menzognero). Finale un po' forzato ma sicuramente affascinante. Bravo Reeves, non male la Zellweger ma a rubare la scena sono la Mbatha-Raw e un laidissimo Belushi.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

Dusso 3/7/17 10:34 - 1491 commenti

Dramma processuale teso molto piacevole da seguire, con un colpo di scena finale poco prevedibile; la regia di Courtney Hant si limita invece al compitino e in definitiva il risultato finale è un film riuscito nel suo genere che probabilmente non offre nulla di nuovo nel panorama ma che come detto fa bene il suo dovere. Convincente la prestazione di Keanu Reeves.
I gusti di Dusso (Commedia - Giallo - Poliziesco)

Digital 20/6/17 20:30 - 708 commenti

Onesto legal thriller che non aggiunge niente di nuovo alla sterminata produzione televisiva e cinematografica. Il difetto principale è dunque la poca originalità, ma ciò non gli impedisce di farsi guardare con discreto interesse fino allo spiazzante - e quindi poco pronosticabile - colpo di scena. La regia è delle più compatte, non si concede alcun virtuosismo, mettendo in primo piano i personaggi, ciascuno dei quali con più di un sassolino nella scarpa. Niente di così trascendentale, ma la sufficienza piena la porta a casa.
I gusti di Digital (Fantascienza - Horror - Thriller)