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• KILLJOY - IL CLOWN

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• Killjoy - Il clown
Titolo originale:Killjoy
Dati:Anno: 2000Genere: horror (colore)
Regia:Craig Ross Jr.
Cast:Ángel Vargas, Vera Yell, Lee Marks, Dee Dee Austin, Kareem J. Grimes, Corey Hampton, Rani Goulant, Napiera Groves, Arthur Burghardt, William L. Johnson, Penny Ford, Carl Washington, Dionne Rochelle
Visite:102
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 15/6/16 DAL DAVINOTTI
Pagliacci e cinema horror hanno saputo coltivare negli anni una relazione continuativa che non ha ancora prodotto niente di memorabile (nemmeno quando si è partiti da Stephen King), giusto di tanto in tanto del buon intrattenimento (CLOWN, per esempio). Non è questo il caso, purtroppo, anche se la maschera del pagliaccio killer in questione non dispiace e Ángel Vargas, che gli ha dato espressioni e movenze, sa come replicare efficacemente i ghigni e la scherzosa ferocia dell'antesignano Freddy Krueger. E sempre al primo NIGHTMARE il film guarda quando Killjoy, evocato grazie alla magia nera dal solito nerd inferocito coi suoi coetanei, porta le proprie vittime in una dimensione personale al di fuori dello spazio e del tempo. Non è un locale caldaie, però; solo una stanza le cui pareti sembrano costruite coi pannelli d'un tunnel dell'orrore. Qui Killjoy si diverte a irridere chi ha deciso di far fuori, ma quanto a fantasia nelle uccisioni c'è poco da salvare. Diciamo niente, visto che gli effetti sono miserrimi (d'altronde si tratta di un film uscito direttamente in video) e ci si limita quasi sempre a far disintegrare i poveretti in un pulviscolo digitale di nessuna attrattiva. Detto quindi che di orrore vero non si parla, che la suspence è totalmente assente e che quel po' d'atmosfera si raggiunge soprattutto grazie a una discreta colonna sonora, ci si aspetterebbe almeno di aver a che fare con una storia intrigante. Invece niente: i soliti ragazzetti (quasi tutti di colore, siamo in piena blaxploitation) che maramaldeggiano per il quartiere e si portano a letto le ragazze fino a quando non si presenta in strada un furgone misterioso guidato dal malefico clown; ci fa salire i primi tre bulletti e questi si risvegliano nella sua stanza dei giochi dove morranno, risusciteranno, zombeggeranno... Nel frattempo i “buoni”, ovvero due belle ragazze e il loro amico, incontrano un senzatetto che predice loro ciò che li aspetta spiegando che il responsabile delle loro disgrazie è quel ragazzo che avevano bonariamente evitato e che ha deciso di pigliarsi in mano una bamboletta voodoo per evocare lo spirito di Chuck... ehm, di Killjoy. Come potrà mai essere annientato? La soluzione è a dir poco tirata via, con gli ultimi dieci minuti che sintetizzano bene la povertà d'idee sottesa all'intera operazione (che produrrà pure dei sequel!). L'unico motivo di esistere di film così sta nella simpatia del nemico da abbattere, qui facilmente brillante grazie a un make-up abusato ma ancora efficace. Recitazione anonima, un po' di nudo sotto la doccia, zero sangue e una computer graphic che marca la differenza in negativo rispetto ai film analoghi che negli anni passati si salvavano almeno grazie all'abilità dei maghi degli effetti speciali.
il DAVINOTTI

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Gabigol 19/3/17 16:58 - 153 commenti

Difficile commentare un progetto così povero da rasentare l'amatoriale nelle scenografie, nella recitazione e in una manciata di musiche spesso fuori luogo rispetto alla scena. A dare il colpo di grazia, se non bastasse, interviene un doppiaggio da censura che fa una combo micidiale uno-due con l'adattamento dei dialoghi. Da salvare lo humour e il make-up dell'antagonista principale; tutto il resto è un avvilente contorno che metterebbe in ginocchio qualsiasi regista, Kubrick e Bergman compresi.
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