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THE PROGRAM

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The program
Titolo originale:The Program
Dati:Anno: 2015Genere: biografico (colore)
Regia:Stephen Frears
Cast:Ben Foster, Chris O'Dowd, Jesse Plemons, Lee Pace, Dustin Hoffman, Laura Donnelly, Bryan Greenberg, Elaine Cassidy, Guillaume Canet
Note:Basato sul libro biografico "Seven Deadly Sins: My Pursuit of Lance Armstrong" del giornalista sportivo irlandese David Walsh.
Visite:265
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 10
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 31/1/16 DAL BENEMERITO DANIELA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 9/12/16
Una vita avventurosa, quella di Lance Armstrong, talmente fitta di contraddizioni da meritare indubbiamente anche più di un film. Stephen Frears dirige THE PROGRAM partendo dal libro di David Walsh (O'Dowd), il giornalista che ancora prima delle condanne ufficiali mise in dubbio la possibilità che un atleta fin lì non così straordinario potesse arrivare a trionfare addirittura sette volte al Tour de France. Il complesso programma studiato per eludere i controlli antidoping non viene descritto nelle sue diverse sfumature perché non è questo che interessa; l'attenzione è concentrata sull'uomo Armstrong prima che sul ciclista, tanto è vero che non è necessario conoscere i meccanismi di uno sport complesso come il ciclismo per capire il film: le vittorie di tappa, le scalate, le fughe si limitano a poche immagini sulle strade di montagna con la sovrimpressione di giornali che riassumono nei diversi titoli i momenti chiave. Ciò che conta sono l'indagine giornalistica da una parte e l'elaborazione di una strategia vincente attraverso le sostanze proibite dall'altra, in una contrapposizione che mette in luce la sicurezza e il decisionismo di Armstrong (straordinaria la somiglianza di Ben Foster), la sfacciataggine di chi sa di aver contribuito in modo decisivo a trasformare il Tour de France in uno dei più grandi eventi sportivi annuali. Si comincia coi primi timidi successi e con il dramma del tumore ai testicoli, si racconta dell'incontro con l'italiano Michele Ferrari (Canet) e della decisione di accettare qualsiasi trattamento pur di raggiungere la vittoria. Ecco quindi l'adesione a un team (la US Postal) in cui il doping diventa di casa, con la promozione di un giovane di belle speranze come Floyd Landis (Plemons) da gregario a capitano (vinse pure lui un tour che poco dopo gli venne revocato per doping) e la predominanza di un Armstrong sempre più divo, pronto tuttavia a rimontare in sella pochi anni dopo il ritiro successivo alle famose sette vittorie al Tour. Frears è abile a comprendere in un film di poco superiore all'ora e mezza l'intera carriera del ciclista, rischiando spesso di apparire superficiale e sbrigativo ma guadagnando in scorrevolezza e godibilità, assistito da un eccellente cast e da una stimabile chiarezza espositiva. Chiaramente si tratta di un'opera realizzata per i non intenditori, per chi ha voglia di conoscere senza approfondimenti accessori la storia di uno dei personaggi più controversi dello sport di ogni tempo, eroe della lotta contro il cancro (con milioni di dollari devoluti alla causa), esempio di volontà e abnegazione ma insieme triste alfiere di uno dei maggiori crimini sportivi che la storia ricordi.
il DAVINOTTI

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Galbo 17/6/16 5:51 - 9752 commenti

Sulla storia di Lance Armstrong, un "instant movie" abbastanza didascalico, corretto nella rappresentazione, ma poco personale. Probabilmente un'opera realizzata su commissione da un regista dal quale ci si aspettava un film con maggiore personalità. Da registrare una buona ricostruzione ambientale e una prova degna di nota di Ben Foster che ben rappresenta il misto di ostinazione e scaltrezza del protagonista. Detto ciò, coloro i quali sono interessati all'argomento troveranno qualche documentario ben realizzato e più meritevole di visone.
I gusti di Galbo (Commedia - Drammatico)

Daniela 31/1/16 12:03 - 6457 commenti

Grande leggenda quella di Lance Armstrong, e che delusione scoprire la realtà su cui si poggiava. Frears ne ricostruisce la vicenda dalla scoperta della malattia allo smascheramento incentrando la narrazione sul lato sportivo, mentre i riflessi umani sono affidati all'interpretazione di Foster, convincente nel rendere una personalità egocentrica, arrogante fino alla megalomania, che relega tutti gli altri personaggi sullo sfondo, a parte il Landis del bravo Plemons. Approccio squadrato, magari troppo didascalico, ma il risultato è interessante.
I gusti di Daniela (Azione - Fantascienza - Thriller)

Hackett 19/11/16 10:57 - 1419 commenti

Film documento che parte con un'impostazione leggermente piatta tardando ad appassionare lo spettatore. Quando emerge però il vero (impensabile all'epoca dei fatti) Armstrong, con il suo fare da sbruffone e la sua aggressività, lo spettatore si desta e inizia a farsi domande. Chi non si interessa di ciclismo aveva comunque sempre percepito l'ex atleta in modo molto diverso e ciò incuriosisce. Peccato che la vicenda si concentri solo sull'americano e lasci sullo sfondo il grosso problema di doping che affligge il ciclismo tutto, non solo Armstrong.
I gusti di Hackett (Giallo - Horror - Thriller)

Nando 3/1/17 17:57 - 3084 commenti

Biografia sportiva e umana di colui che ha infangato il mondo del ciclismo con vergognose pratiche dopanti. Una pellicola ben realizzata in cui all'inizio si enfatizza la malattia del protagonista sempre comunque evidenziando le turpi pratiche. Buone riprese nelle fasi sportive e in parte Forster, che mostra una grande padronanza scenica. Cronologicamente ben realizzato.
I gusti di Nando (Commedia - Horror - Poliziesco)

Giùan 29/8/17 17:26 - 2333 commenti

Fa specie perché non si riesce a collegarne la marcata anodinità allo spessore autoriale sempre ravvisabile in Frears, visto che per il resto è un prodotto che (al di là del rotocalchistico tema trattato) risulta cinematograficamente pulito e scorrevole. Dal regista inglese invece ci si sarebbero aspettati un andamento più ellittico, un'atmosfera più ironicamente "dopata" di cui nel film, piatto come una tappa di trasferimento per velocisti, non v'è traccia. Tutto, a partire dal personaggio Armstrong, è troppo sfumato. Riuscito il brufoloso Landis di Plemons.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Armstrong con infame arroganza e il beneplacito dell'intero gruppo va a far il "concione" al "delatore" Filippo Simeoni durante una tappa del Tour.
I gusti di Giùan (Commedia - Horror - Thriller)

Piero68 10/1/17 14:12 - 2183 commenti

Impiestoso biopic su uno degli atleti più controversi e dopati degli ultimi decenni. Ispirato dal libro di Walsh, giornalista che per anni, anche in tempi non sospetti, aveva accusato Armstrong di pratiche dopanti, il film è semplice e didascalico ma soprattutto ampiamente fruibile anche per coloro che non seguono o non amano il ciclismo. Peccato che il film mantenga sempre atmosfere algide e distaccate così come l'interpretazione di Foster. Certo non bisognava entrare in empatia col personaggio, ma un po' di passione in più avrebbe solo giovato.
I gusti di Piero68 (Azione - Fantascienza - Poliziesco)

Didda23 7/11/16 14:33 - 1779 commenti

Un film destinato a scontentare sia il curioso che vuole informarsi sulla vicenda, sia l'appassionato di ciclismo (soprattutto per le pochissime scene di corsa). Non si può certo dire che sia fatto male, perché Frears è un regista abilissimo nella confenzione e dona un ritmo forsennato alla pellicola. La sceneggiatura indugia più sull'Armostrong uomo e sul delirio di onnipotenza dovuto alla fama e al riscatto sportivo (dal tumore alla vittoria del Tour). Il doping è - ovviamente - centrale e poggia su una verosimiglianza notevole nelle pratiche.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: "Ma come fa un'atleta che prima della malattia prendeva 30 minuti da tutti gli scalatori più forti, staccarli così in salita? "; L'incontro con Ferrari.
I gusti di Didda23 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Jandileida 14/11/16 13:16 - 961 commenti

Comincio con il dire che non è di per sé un film qualificabile come brutto: anzi, il ritmo imposto da Frears permette di arrivare agevolmente fino alla fine. Anche l'Armstrong di Foster merita assai. Il problema è che il film dice tutto quello che già era stato detto in milioni di articoli, libri, trasmissioni: da ciclomaniaco praticamente ho fatto un ripasso. Dispiace anche che gli aspetti più legati al ciclismo vero e proprio manchino del tutto, concentrandosi la storia soprattutto sulla personalità del texano, quasi fosse l'unico ciclista del mondo.
I gusti di Jandileida (Azione - Drammatico - Guerra)

Viccrowley 26/10/16 0:51 - 633 commenti

L'ottimo The Armstrong lie aveva già detto tutto quello che c'era da dire sulla vergognosa caduta di una delle stelle più splendenti dello sport. Frears sceglie una strada cautamente emozionale ma rigorosa e basandosi sul libro di Walsh, accusatore di Armstrong in tempi non sospetti, realizza un'opera che ha il pregio di raccontare il Lance uomo. Impreziosita dalle prove di Foster e O'Dowd, la vicenda si concentra sul carattere del ciclista texano, sulla sua abnegazione e sulla megalomania di un atleta vittima e prigioniero di un ego sconfinato.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: "Soffrire è temporaneo, mollare è per sempre".
I gusti di Viccrowley (Commedia - Fantascienza - Horror)

Manfrin   11/1/17 19:52 - 270 commenti

Gli Usa tanto esaltano quanto polverizzano i loro miti e questo film ne è la dimostrazione. Armstrong, ben interpretato da un somigliante Foster, passa da eroe miracolato a megatruffatore. La sua parabola ascendente viene giustamente farcita di ripetute e realistiche immagini di siringhe e trasfusioni. Buone le immagini che ricostruiscono alcune fasi dei vari Tour.
I gusti di Manfrin (Giallo - Poliziesco - Thriller)