Cerca per genere
Attori/registi più presenti

ENEMY

All'interno del forum, per questo film:
Enemy
Titolo originale:Enemy
Dati:Anno: 2013Genere: thriller (colore)
Regia:Denis Villeneuve
Cast:Jake Gyllenhaal, Mélanie Laurent, Sarah Gadon, Isabella Rossellini, Joshua Peace, Tim Post, Kedar Brown, Darryl Dinn, Misha Highstead, Megan Mann, Alexis Uiga
Note:Ispirato dal romanzo "L'uomo duplicato" di Josè Saramago.
Visite:1419
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 18
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 4/5/14 DAL BENEMERITO MICKES2 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 16/1/18
Che Villeneuve punti con ENEMY ad affermarsi come autore seguendo in parte le orme del suo conterraneo David Cronenberg pare assolutamente evidente. E difatti sarà la CN Tower di Toronto che troneggia sullo sfondo, saranno le riprese dall'alto dei palazzi e i silenzi che si protraggono lungamente, ma l'associazione con il grande talento canadese e i suoi primi lavori è immediata. Non fosse per una fotografia immersa nell'ocra che si fa presto caratterizzante, i richiami sarebbero ancor più immediati. Qui però la poetica del regista è molto meno personale; avvicina in parte Lynch senza possederne l'inventiva, rallenta i ritmi fin quasi ad appiattire la linea dei battiti cardiaci e spreca quella che era un'idea assai intrigante per condurla verso lidi metafisici in cui - come sempre più spesso capita - allo spettatore viene lasciata libertà d'interpretazione regalandogli la soddisfazione di credere d'averci visto giusto in ogni caso. La tensione sale bene, da quando il protagonista riconosce se stesso in un film noleggiato in videoteca: la sorpresa è tanta, nel vedersi confuso tra gli attori di secondo piano mettendo in pausa. Uno sguardo ai titoli di coda, una breve ricerca su internet a scorrere le fotografie e il nome del sosia salta fuori con facilità: si chiama Daniel Saint Claire. Un salto all'agenzia che lo rappresenta, un paio d'altri passaggi e il rintracciamento è cosa fatta. Da qui però il tempo si dilata eccessivamente, la sensazione di smarrimento dei due "sosia" cresce di minuto in minuto, si perdono di vista le figure delle due partner femminili, ci si concentra sul dramma e sui conseguenti, pressanti interrogativi che i due personaggi identici si pongono. Senza coinvolgere di fatto nessun altro nel vortice di dubbi che li attanaglia, lasciando che la presenza di forme aracnidi compaiano qua e là senza apparente motivo a seminare ulteriore mistero. Ma a Villeneuve della storia in sé, dopo il fugace innamoramento iniziale per il colpo di scena sullo schermo, pare interessare poco o nulla. Punta a colpire con le immagini, con i movimenti sinuosi della cinepresa, con le architetture che incombono e opprimono inondando di giallo lo schermo e lentamente (ma davvero troppo lentamente) ci accompagna verso il solito finale aperto che in casi come questo non poteva che porsi come unica soluzione plausibile. Si procede per sensazioni, diffondendo tracce di quel cinema d'autore al quale il regista perverrà con maggiori compromessi in seguito, individuando una via più personale e meno derivativa, che saprà inglobare forti elementi di mistero all'interno però di film che non si limitino come in questo caso a riproporre per l'intera durata la medesima idea senza trovare - arrivati alla conclusione - sbocchi soddisfacenti.
il DAVINOTTI

Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione

ORDINA COMMENTI PER:

Galbo 15/7/17 8:00 - 10319 commenti

Autore di film che raramente lasciano indifferenti, Denis Villeneuve realizza con Ememy la sua opera più criptica. Quasi tutta sulle spalle di un ottimo Jake Gyllenhaal, una storia che affronta il tema del doppio con una narrazione ricca (anche troppo) di sottotesti e metafore. Avvolto da un'atmosfera malsana e torbida, visivamente affascinante, non chiede la comprensione dello spettatore ma solo che questo stia in qualche modo al gioco. Non un capolavoro ma un buon film.
I gusti di Galbo (Commedia - Drammatico)

Schramm 19/2/16 12:45 - 2094 commenti

La corrida su strade perdute tra identità (il cinema, la storia della filosofia dell’immagine) inseparabili e interscambiabili. Il chiasma di sé stessi quale proprietà invariantiva per semplificare il divenir molteplice. Il chiamare a Chi s’è visto? che si fa tao e sinusoide, arbitrato dallo psicopompo mito d’Aracne. Un saramagico Villeneuve si trastulla con il rispecchiar lo specchio del penultimo Lynch, accarezza il transidentitario, usa il boato di nuovi palazzi mentali che crollano per farci un test audiometrico. Ne va dello spettatore recalcitrante, ma ne riguadagna il cinema.
I gusti di Schramm (Drammatico - Fantastico - Horror)

Cotola 26/5/14 13:14 - 6606 commenti

Thriller psicologico che nonostante una certa cripticità ed incompiutezza (si veda in entrambi i casi il finale, ma non solo) ha un notevole ed indiscutibile fascino. Si viene, infatti, avvolti da uno script che mantiene abbastanza alta la tensione e l'interesse dello spettatore, per giungere ad una chiusa spiazzante che si presta alle più svariate interpretazioni. Alla fine si tratta di una visione intrigante ma anche difficile nella lentezza dei suoi ritmi e nei suoi simbolismi. In definitiva: sconsigliato a chi si aspetta un thriller tradizionale in cui alla fine tutto fila e viene svelato.
I gusti di Cotola (Drammatico - Gangster - Giallo)

Daniela 28/10/14 7:37 - 7060 commenti

Si dice che ognuno di noi abbia un sosia sparso per il mondo. Un professore di storia scova il suo: un attore che finora si è cimentato solo in piccole parti, sposato e prossimo a diventare padre. I due sono proprio identici... ma sono proprio "due"? Deciso cambio di passo rispetto al film precedente: tanto quello era appassionante ed emotivamente coinvolgente, quanto questo è freddo e celebrale. Villeneuve mette in scena un labirinto mentale senza via di uscita, flashato da lampi kubrickiani e surreali che intrigano ma non illuminano. Film certo fascinoso ma molto, troppo criptico,

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La sequenza iniziale con donne e ragni; La passeggiata capovolta; L'immagine finale, prima dei titoli di coda.
I gusti di Daniela (Azione - Fantascienza - Thriller)

Deepred89 17/4/15 15:03 - 2944 commenti

Pellicola straniante e claustrofobica, forse debitrice del Lynch ultima fase. Il gioco che permette il dispiegarsi dell'ottima idea di partenza (l'avvistamento in un film di una comparsa... già vista) è di quelle che fanno scoccare il colpo di fulmine cinefilo. L'intreccio si sviluppa con intelligenza mentre i pesanti filtri della fotografia trasformano la fredda ambientazione in uno sfuggente inferno onirico. Peccato per quella chiusa ermetica: già trent'anni fa Fulci dimostrò che i ragni nelle città dei morti viventi rovinano i finali.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il protagonista visionando un film si accorge di quella comparsa, in tenuta da maggiordomo; La creatura (?) che veglia sulla città.
I gusti di Deepred89 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Capannelle 19/6/15 14:48 - 3391 commenti

Peccato, rispetto al Prisoners che verrà è un'altra storia e non convince, nonostante le capacità di ripresa di Villeneuve risultino confermate e ci siano alcune belle sequenze visive grazie anche a una fotografia particolarmente curata. E' la storia a procedere troppo criptica, arricchendosi di elementi che diventano materiale per fanatici del visionario e della libera interpretazione. Ma il tutto non acquista solidità, come anche la voglia di concedergli una seconda chance.
I gusti di Capannelle (Commedia - Sentimentale - Thriller)

Hackett 21/6/17 7:41 - 1541 commenti

Bello a metà. Se infatti non si può negare il fascino estetico della pellicola e la sua capacità di accumulare la tensione, lo stesso non si può dire per quanto riguarda la sceneggiatura, che pur intrigando non si spinge fino in fondo lasciando troppo spazio alla libera interpretazione. Resta comunque un thriller psicologico interessante. Ottima la prova del protagonista, il cui volto è ormai sinonimo di film fuori dall'ordinario.
I gusti di Hackett (Giallo - Horror - Thriller)

Saintgifts 14/1/16 10:28 - 4099 commenti

Esiste veramente il nostro sosia del tutto e per tutto uguale a noi? Ci sono particolari concreti nel film che tolgono ogni dubbio (semmai ce ne fossero rimasti): il nostro doppio siamo noi stessi; un doppio di cui abbiamo paura, un doppio con il quale non vorremmo mai essere messi a confronto. Villeneuve carica di drammaticità la vicenda con una fotografia particolare e con le architetture di una città emblema di una civiltà evoluta esteriormente, ma che non riesce a risolvere problemi ancestrali (forse irrisolvibili) con cui dobbiamo convivere.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Maman, il grande ragno.
I gusti di Saintgifts (Drammatico - Giallo - Western)

Pinhead80 5/12/17 13:55 - 2979 commenti

Chiunque cerchi delle risposte qui casca male, perché sono le domande a farla da padrone. Impossibile rimanere immuni di fronte all'esplosione di immagini simboliche (per lo più aracniformi) che sottolineano i momenti topici della vicenda. La doppia essenza dell'essere umano ci viene proposta come incontro/scontro tra la voglia di normalità e la necessità di evadere in un corpo "altro" in grado di appagare tutto ciò che la quotidianità incessantemente reprime. Finale pazzesco, di quelli che non ti scorderai mai.
I gusti di Pinhead80 (Documentario - Fantascienza - Horror)

Giùan 9/1/15 22:47 - 2412 commenti

Camminando su un esile filo polanskiano, Villeneuve si mostra capace di costruire uno psicodramma dal robusto coinvolgimento cinematografico, disseminando la pellicola di sulfurei connotati paranoici. La provocazione nei riguardi dello spettatore, elemento necessariamente fondante per un film con tali peculiarità, non viene condotto con l'aggressività talora supponente di un Haneke, colpendo altresì per un utilizzo parsimonioso e rarefatto degli elementi a disposizione. Un lavoro di sottrazione che spiazza, irretisce ma fa appello alle nostre meningi.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La formidabile interpretazione doppelganger di Gyllenhaal.
I gusti di Giùan (Commedia - Horror - Thriller)

Piero68 12/6/17 9:19 - 2324 commenti

Non avendo letto il romanzo non posso fare paragoni, ma qualcosa mi dice che Villeneuve cerca più l'esercizio di stile che il contenuto. Dopo aver ridotto i dialoghi al minimo, si lancia in una sorta di "tempo sospeso" criptico e simbolico dove i ragni dovrebbero rappresentare la complessità della vita e il destino. Filtri alla mdp che forse aumentano la bellezza della fotografia ma diminuiscono l'impatto visivo e tanti momenti di noia. Finale aperto che lascia il tempo che trova. Magari Saramago parlava solo dell'interscambiabilità dell'uomo.
I gusti di Piero68 (Azione - Fantascienza - Poliziesco)

Didda23 2/12/17 20:06 - 1905 commenti

Un'opera che mantiene una sincera dignità, nonostante le atmosfere e qualche tematica possano ricordare i grandi del genere (da Polanski a Lynch). Villenueve è grandioso nell'elevare le location a elementi portanti della trama, conferendo alla pellicola un'aura ipnotica e maniacale. La sceneggiatura poggia su metafore interpretabili soprattutto alla luce del ruolo della donna che sembra apparire solo sullo sfondo, mentre ha un ruolo cardine. Straordinaria la fotografia dai toni ocra. Gyllenhaal è credibile nel doppio ruolo. Finale che può dividere.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La visione del film; Le lezioni di storia all'università; L'incontro fuori città.
I gusti di Didda23 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Mickes2 4/5/14 14:09 - 1550 commenti

“Il Caos non è altro che ordine non decifrato". Dopo le buone ma risapute implicazioni del film precedente, Villeneuve torna con un thriller visionario e allegorico sull’Io e le inquietudini della psiche. Una ragnatela che intrappola fitta di stranezze per un viaggio esistenziale e apocalittico all’interno di se stessi; un excursus sinuoso e cupissimo sul doppelganger dove una realtà distorta sgomita contro una routine tesa e depressa. Ancora una volta il peggior nemico di un uomo è se stesso; non resta altro che guardare il proprio destino con terrore.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: “All the greatest world events happens twice” (Hegel); “The first time it was a tragedy; The second time it was a farce” (Karl Marx).
I gusti di Mickes2 (Erotico - Fantastico - Western)

Greymouser 20/5/14 23:01 - 1441 commenti

Villeneuve, dopo le buone prove già messe in carniere, ci stupisce con un thriller criptico, esistenziale, dallo svolgimento a tratti incomprensibile, o - comunque - suscettibile di mille interpretazioni diverse. La mano registica è sempre notevole, il talento è cristallino... eppure, non sono del tutto convinto di una rappresentazione così esoterica - mutuata da un romanzo di Saramago che non ho letto, ma immagino irto di simbolismi e metafore. Resta l'impressione di un'opera di spessore, ma arduamente decifrabile.
I gusti di Greymouser (Fantastico - Horror - Thriller)

Gestarsh99 3/8/14 0:37 - 1061 commenti

Il romanzo più "cinematografico" di Saramago è per Villeneuve chassis orientativo su cui filare e intessere un allucinante thriller sui temi del doppio e della perdità di identità, sull'offuscamento della coscienza e il dualismo schizofrenico ordine/caos, che rinnova e intassella gli impulsi più oscuri di Lynch, Polanski, Kubrick e De Palma. Un doppelganger-movie zigrinato di alterazioni psicoemotive e ripugnanti simbologie aracnèe, che nel suo sfingeo cerimoniale acustico/visivo si appropinqua ad un incubo inintellegibile, vessatoriamente inghiottito in una dimensione kafkiana e dostoevskiana.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'enigmatica, inattesa e spaventosa scena di chiusura; l'ombra "cloverfieldiana" dell'enorme ragno imcombente sul pallido skyline di Toronto...
I gusti di Gestarsh99 (Horror - Poliziesco - Thriller)

Jandileida 15/2/15 9:23 - 1027 commenti

Generalmente i film del filone Lynch/Carax mi lasciano con un senso di incompiuto e con il persistente dubbio che, in fondo, l'obiettivo sia quello di far riflettere sulla grande farsa che è il cinema. Inserendosi in tale scia, il film di Villeneuve mi ha lasciato la stessa sensazione ma devo dire che il cupo girovagare di un sempre più bravo Gyllenhaal dentro se stesso e nei suoi incubi, rincorso dal suo doppelgänger, mi ha affascinato non poco. Merito anche della grande regia e di una fotografia decisamente riuscita. Qualche dubbio sui ragni. Buono.
I gusti di Jandileida (Azione - Drammatico - Guerra)

Kinodrop 27/2/17 18:26 - 716 commenti

Sembra impossibile che l'autore di La donna che canta e Prisoners abbia intrapreso una strada così inautentica e asettica, che non riesce a coinvolgerci mai per la mancanza totale di empatia nei confronti dei personaggi. Il presupposto (non nuovo), poteva interessare, ma l'intrusione di elementi metafisici e simbolici e la quasi indistinguibilità del "doppio" contribuiscono a questa sensazione di cripticità voluta. L'elemento che disturba ancora di più è l'aura che rimanda a gratuiti stilemi da nouvelle vague o del genere "incomunicabilità".

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Lo scambio delle coppie; Il ragno.
I gusti di Kinodrop (Commedia - Drammatico - Thriller)

Rullo 5/5/14 19:59 - 388 commenti

Un gioco mentale o una strana realtà? Questa la domanda che aleggia su tutta la pellicola, con ragni onirici e similitudini destabilizzanti. Un Gyllenhaal stanco e insoddisfatto, un Gyllenhaal determinato e approfittatore. Lascia un retrogusto di incompletezza, colmabile solo con la riflessione post-visione. Ottimo anche il comparto tecnico, dalla fotografia dai toni caldi alla regia - come da suoi standard - su livelli elevatissimi. Molto buono anche il protagonista ed eccellente il copione.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il ragno gigante; Il finale.
I gusti di Rullo (Avventura - Commedia - Drammatico)