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NON UCCIDERE

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Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/3/12 DAL BENEMERITO LUCIUS

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Daniela 18/5/17 18:10 - 6618 commenti

Due reati a confronto: quello di guerra (l'esecuzione di un partigiano da parte di un cappellano militare tedesco) e quello di pace (l'obiezione di coscienza di un giovane cattolico di leva), in un film girato in un'epoca in cui il secondo era considerato paradossalmente meno comprensibile ed "accettabile" del primo. Una di quelle opere il cui contenuto trascende le qualità intrinsecamente cinematografiche, che pure sono presenti (la regia asciutta, la prova intensa di Terzieff, quella commovente di Flon), per farsi veicolo di impegno civile. Destò scandalo, a riprova che colpiva nel segno.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La visita dei genitori in ospedale, la delusione derivante dal fraintendimento del loro sostegno; L'ultimo incontro con la madre.
I gusti di Daniela (Azione - Fantascienza - Thriller)

Lucius  10/3/12 22:42 - 2587 commenti

Il problema di questa pellicola è l'argomento da oratorio, che svilisce il valore estrinseco del film e fa passare in secondo piano il lavoro dell'intero cast; perché stiamo parlando di Cinema con la C maiuscola, ma che appare asservito alle esigenze della chiesa, piuttosto che a quelle del regista che lo ha voluto girare impegnando tutto se stesso. Si parla di obiezione di coscienza, un argomento nobile ma che poco si addice alla settima arte. Grande denuncia sociale, per un tema che divide. Ideologico.
I gusti di Lucius (Erotico - Giallo - Thriller)

Rufus68 27/1/16 0:03 - 1397 commenti

Quali sono i limiti della coscienza? Non solo della coscienza che si rifiuta di uccidere in tempo di guerra, ma anche di quella che decide di non collaborare con le strutture militari in tempo di pace; in ossequio fermo alle proprie intime convinzioni. Il film è a tratti didascalico, ma la figura di Terzieff che, come il Michael Kohlhaas di Kleist, persegue le proprie idee a qualunque costo - e a dispetto di ogni compromesso - rimane nella memoria. Commovente l'incontro con la madre.
I gusti di Rufus68 (Drammatico - Fantascienza - Horror)