Cerca per genere
Attori/registi più presenti

I BURY THE LIVING

All'interno del forum, per questo film:
I bury the living
Titolo originale:I Bury the Living
Dati:Anno: 1958Genere: horror (bianco e nero)
Regia:Albert Band
Cast:Richard Boone, Theodore Bikel, Peggy Maurer, Howard Smith, Herbert Anderson, Robert Osterloh
Visite:169
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/4/08 DAL BENEMERITO CIAVAZZARO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 29/7/14
Curioso, piccolo thriller americano (ammantato da una forte patina horror) in cui il protagonista, Robert Kraft (Richard Boone), è il nuovo direttore responsabile del cimitero di Immortal Hills. Giunto lì, viene istruito dal becchino locale (Theodore Bikel, conciato alla Boris Karloff) che gli mostra la grande mappa delle tombe appesa al muro, suddivisa in spilli neri (tombe occupate) e spilli bianchi (tombe “prenotate”). Quando per un errore Kraft infila due spilli neri al posto dei bianchi e si accorge che il giorno stesso le due persone che avrebbero dovuto occupare quelle due tombe vuote sono morte, capiamo che qualcosa non va. Il “gioco” è infatti questo: ogni volta che Kraft mette uno spillo nero dove ne andrebbe uno bianco, la persona accidentalmente muore! Naturalmente nessuno vuol credere a una cosa del genere, ma di fronte all'evidenza... Il film sposta l'attenzione sulla progressiva follia che s'impadronisce del protagonista, il cui sguardo si fa sempre più allucinato ad ogni nuovo decesso. Di fatto Kraft si trasferisce a vivere nel cimitero per cercare di capire cosa stia succedendo, e il passo successivo (geniale) ci fa capire come una volta appreso di possedere il potere di morte sulla gente, Kraft si chieda se abbia anche quello di vita: cosa succederebbe se mettesse spilli bianchi al posto dei neri? E la terra sotto alle lapidi comincia a smuoversi... Sembrerebbe un film di zombi, a questo punto, ma tutto si risolve con la suggestione, perché di morti viventi non se ne vedono e la soluzione al grande enigma è prossima. E' come se il regista Albert Band avesse voluto fermarsi un attimo prima per lasciare il testimone a Romero. Il clima pesante, raffreddato da un buon bianco e nero, è indubbiamente efficace e il racconto procede piuttosto spedito (anche perché la durata supera di poco l'ora e dieci). Il cast non aiuta troppo, ma la mappa ricoperta di spilli riesce da sola a creare la giusta suspence, mentre anche la polizia si chiede come sia possibile che i decessi di tante persone possano essere legati a un foglio di carta appeso. Peccato aver sfruttato poco l'ambiente cimiteriale, confinato a qualche esterno, e aver lasciato invece spazio alla fidanzata del protagonista, le cui intrusioni assieme a quelle di altri personaggi secondari sgonfia un po' l'atmosfera. Ad ogni modo non ci si annoia e l'idea è indubbiamente di quelle che lasciano il segno. Non è un caso che Stephen King l'abbia inserito tra i cento film che secondo lui hanno in qualche modo cambiato la storia del cinema horror.
il DAVINOTTI

Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione

ORDINA COMMENTI PER:

Ciavazzaro 23/12/09 10:43 - 4619 commenti

Piccolo horror-thriller nel quale il nuovo responsabile di un cimitero scopre che mettendo in un tabellone delle tombe uno spillo nero nella tomba di persone ancora vive può causarne la morte. Il film è abbastanza cupo, il cast è convincente. Certo è una pellicola non troppo curata dal punto di vista tecnico, ma si fa vedere piacevolmente.
I gusti di Ciavazzaro (Giallo - Horror - Thriller)

Metakosmos 17/5/17 13:18 - 126 commenti

Interessantissimo film di Albert Band: la storia del custode di un cimitero che scopre come segnando con spilli neri determinate tombe sulla mappa causa la morte dell'acquirente ha del geniale. Il film prosegue in una spirale cupa e ossessiva focalizzandosi sulla paranoia del protagonista anche grazie a ottime trovate visive. Avremmo davanti una capolavoro totale del genere se non fosse per l'ultimo minuto, che rovina ogni cosa vista prima distruggendo tutta la suspense e la genialità creatasi. Rimane in ogni caso il bel lavoro.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La forma della mappa che sembra ingigantirsi sempre di più insieme alla paranoia del protagonista sull'orlo della follia.
I gusti di Metakosmos (Giallo - Horror - Western)