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DOLCEZZA EXTREMA

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Dolcezza Extrema
Dati:Anno: 2015Genere: animazione (colore)
Regia:Alberto Genovese
Cast:Eddy Endolf (Marco Antonio Andolfi)
Note:Le voci dei pupazzi sono di Alessandro Bianchi, Giovanni De Giorgi, Paola Masciadri, Massimo Muntoni, Alberto Pagnotta.
Visite:91
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 13/6/18 DAL DAVINOTTI
Strampalatissima avventura spaziale animata in ogni modo possibile, bombardata da luci e colori improbabili che assieme alle musiche le conferiscono un impatto decisamente curioso. Un caos continuo che nasconde una storia appena abbozzata, in cui l'astronave Dolcezza Extrema, abitata da ex rockettari finiti in disgrazia, deve consegnare docce abbronzanti in un futuro dove il martire Elfisio (si vede nel prologo) proprio da una di esse finì fulminato. E' per ricordarlo che il re Gregorio (interpretato dall'eroe “trash” Eddy Endolf, regista del cultissimo LA CROCE DALLE SETTE PIETRE, unico volto umano qui presente, pur se in forma di ologramma) organizza tali spedizioni in giro per il cosmo. L'equipaggio della Dolcezza Extrema, capitanato da Pixws (un pupazzo di stracci, calzini, bottoni e quant'altro, come tutti gli altri personaggi del film), vivrà ogni sorta di esperienza all'interno di un viaggio che è in buona parte mentale, con una quantità di incubi lisergici resi interessanti sia da una realizzazione particolare che da un sonoro eccellente, buon punto di forza del film. Un doppiaggio limpido, rumori/suoni ricercati e l'interruzione saltuaria operata da scatenate esibizioni “live” del gruppo grind metal “The Crocketts”, perlopiù dovute a flashback del protagonista (che vi apparteneva). Il tutto frullato in ambienti ricreati digitalmente e con una fantasia non comune nella forma dei personaggi, talvolta talmente irriconoscibili da suscitare inevitabili risate. Ma è un effetto voluto, perché è chiaro che non si possa prendere seriamente un'operazione simile, coacervo di suggestioni che di rado lasciano intravedere dietro il filtro allucinato la storia da seguire. Si finisce un po' storditi, nonostante la durata contenuta; perché il bombardamento di suoni e immagini è davvero continuo e colpisce per l'inventività profusa, considerati i mezzi non certo imponenti. Si gode delle singole scene e del modo in cui sono realizzate, ci si sorprende a notare quanto l'animazione comicamente rozza sappia comunque rendere le azioni che vuol rappresentare. Qualche concessione a una volgarità di maniera non disturba per un prodotto che potrà sicuramente irritare i non avvezzi a operazioni simili (facile scambiare il tutto per puerilità da nerd), ma anche sedurre chi cerca nel campo nell'animazione qualcosa di finalmente diverso dalla norma. Notevole il sottotitolo: “Socks (calzini), drugs and rock'n'roll”: è proprio così!
il DAVINOTTI