Cerca per genere
Attori/registi più presenti

CASA CASINò

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 18/4/18 DAL DAVINOTTI
Quando la figlia (Simpkins) deve andare al college e il consiglio di quartiere decide di deviare i soldi destinati ad aiutare gli studenti nel progetto di una gigantesca piscina, papà Scott (Ferrell) e mamma Kate (Poehler) si ritrovano in braghe di tela. Sanno quanto la figlia desideri studiare proprio in quella scuola e per raggranellare il denaro necessario si associano al loro amico Frank (Mantzoukas) per aprire nella casa di quest'ultimo un vero e proprio casinò abusivo, certi che... “la casa vince sempre”. E infatti attrezzato alla grande, nascosto da un ampio giardino, il piccolo casinò comincia presto a fare affari d'oro, riuscendo anche a superare “brillantemente” i problemi con il primo truffatore di passaggio: scoperto, questi viene maltrattato al punto che Scott diventa per tutti “The butcher”, il macellaio dalla scure facile. I tre, in breve, si fanno prendere la mano fino a diventare quasi tre gangster scorsesiani. E qui il film, fino a quel punto assai debole e povero di battute, comincia finalmente ad ingranare sfruttando la facile trovata dei tre borghesi placidi trasformati dal denaro facile. Un po' tardi però, perché l'idea del casinò casalingo non ha fin lì offerto il divertimento sperato. Si cerca di alzare il ritmo creando un po' di allegra confusione, portando i frequentatori a scommettere su combattimenti a mani nude improvvisati tra le sale in seguito a screzi e offese reciproche, ma la verità è che il tutto poco funziona né va molto meglio con gli interventi del presidente del comitato (Kroll) o del poliziotto di quartiere, personaggi di contorno che faticano a trovare la loro giusta dimensione. Si scherza, ci si ubriaca stando attenti a non farsi beccare dalla figlia che ha invitato in casa le amiche, ma per incontrare le gag migliori tocca aspettare l'entrata in scena della guest star Jeremy Renner nei panni del gangster Tommy: non molte scene ma piuttosto azzeccate, utili a movimentare un film che a dispetto del tema stava consolidandosi come un debole prodotto per famiglie. Dinamiche elementari, attori in gamba ma sottoutilizzati, regia sufficientemente svelta che però deve fare i conti con una sceneggiatura decisamente povera di idee che spinge i protagonisti a individuare col mestiere la via per portare alla risata. Ferrell, si sa, ha i mezzi per farlo e la Pohler lo spalleggia validamente (un po' meno Mantzoukas), quindi qua e là – e soprattutto nella seconda parte – ci si diverte, benché il film promettesse di meglio, da un'idea potenzialmente eccellente (in chiave di commedia comica).
il DAVINOTTI