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CACCIA AL TESORO

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 3
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 25/11/17 DAL DAVINOTTI
L'idea dei ladri occasionali per necessità è una costante del nostro cinema che gli stessi Vanzina hanno già utilizzato in altre occasioni. Una ripresa dei SOLITI IGNOTI che passa qui attraverso un riferimento ben preciso, circostanziato e - non a caso - citato apertamente: OPERAZIONE SAN GENNARO. Siamo infatti a Napoli e Domenico (Salemme), teatrante di scarse speranze che ha appena messo in scena un fallimentare Avaro di Molière in chiave partenopea, si ritrova quasi senza lavoro. Vive con la cognata (Rossi) e il di lei figlio, un bimbo con seri problemi di cuore: la cura ci sarebbe, ma bisognerebbe andare in America e sborsare 130.000 euro. Chi mai ce l'ha una somma simile? L'idea è quella di trafugare uno dei gioielli appartenenti alla mitra di San Gennaro. Studiato il piano assieme a un altro tizio in gravi situazioni finanziarie (Buccirosso), i nostri scoprono però che il tesoro del Santo è stato provvisoriamente trasferito in un museo di Torino. Conosciuti due ladri romani pasticcioni con lo stesso obiettivo (Tortora e Filangieri), costituiranno una vera e propria banda alla quale si unirà pure il figlio (Guazzo) del socio napoletano, ragazzino rompiscatole dalla battuta pronta. Trasferimento di gruppo all'ombra della Mole e attuazione del piano con inevitabili imprevisti. Confidenti nell'estro dei protagonisti, i Vanzina confezionano una sceneggiatura assai modesta, priva quasi del tutto della brillantezza d'un tempo e che si rifugia in gag di maniera assai di rado divertenti. Purtroppo Salemme e Buccirosso in particolare procedono svogliatamente col pilota automatico e il solo Tortora (in partecipazione straordinaria) risolleva un po' gli animi con qualche rispostaccia in romanesco che lascia il segno. La Filangieri si presenta in tuta nera attillatissima e le tocca di fingersi ucraina per sedurre i sorveglianti del museo, la Rossi resta a Napoli e ricompare giusto nel finale, Guazzo non sarebbe affatto insopportabile ma come ragazzino che s'intromette azzardando battute terribili e pigliando schiaffetti da papà poco può fare per rendersi simpatico. L'impressione è di una commedia piccola, girata tra amici e senza alcuno slancio verso aperture più ampie com'era invece avvenuto nel precedente NON SI RUBA A CASA DEI LADRI, con una trama cui nulla importa di essere vagamente plausibile e un finale che fa salvare capra e cavoli nientemeno che alla criminalità organizzata lasciandoci con un messaggio eticamente irricevibile, difficile da accettare perfino per una commedia senza alcuna pretesa di critica sociale. E poi davvero non se ne può più delle solite beghe calcistiche insertate a sproposito (e qui prolungate oltre il lecito) che citano il tradimento di Higuain strizzando maldestramente l'occhio al bar sport. Lodevole invece il recupero del torinese Mario Zucca, qui consulente della Juventus che, pedinato da Salemme, lo costringerà indirettamente a sottoporsi a una divertente seduta dal dentista. Stereotipatissimo il personaggio della Filangieri versione bomba sexy dell'Est in minigonna e stivali cui spetta pure un tragico happy end con love story male accozzata. Dei due mattatori meglio Salemme, teatralmente sopra le righe, rispetto a un Buccirosso per una volta incapace di cavare qualcosa di buono da un copione che ben poco lo valorizza. Del tutto pretestuosa la trasferta a Cannes, inevitabile concessione alla mai sopita vocazione vacanziera dei Vanzina. A salvare parzialmente il film è ancora una volta la regia, che sa come tenere alti i ritmi e gestire i tempi comici. Si attendono tempi migliori.
il DAVINOTTI

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Markus 27/11/17 14:22 - 2348 commenti

Sorta di Operazione San Gennaro (peraltro citato) aggiornato ai nostri giorni; ma l'operazione abbraccia appieno la pratica dei ladri per caso de I soliti ignoti. Nulla di nuovo sotto il sole per quest'ennesima fatica dei Vanzina, stavolta resa dilettevole da un discreto numero di gag offerte da Salemme e Tortora. Buccirosso, pur bravo, non ha un bel copione. La Rossi coniuga prosperosa bellezza a simpatia, mentre la Filangeri fa la vamp... un po' freddina. Francamente inaccettabile, invece, il malcelato messaggio del mafioso "buono".
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Rambo90 27/11/17 23:57 - 4945 commenti

Dal cast e dall'idea mi aspettavo di più. Nella prima parte funziona benino questo omaggio a Risi, ma poi pian piano si sgonfia, con svolte improvvise e insensate. Una love story inutile e incredibilmente raffazzonata, un colpo della strega impensabile e un camorrista di buon cuore intollerabile. La barca è salvata dalla regia esperta e svelta e dall'affiatamento degli attori, con il trio Salemme-Buccirosso-Tortora che batte ai punti le protagoniste femminili (comunque mal servite dal copione). Finale tremendo. Deludente.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

Didda23 28/11/17 10:22 - 1811 commenti

Tralasciando nella valutazione (altrimenti gli toccava il voto più basso) il pessimo messaggio che viene lanciato a fine pellicola, l'ultima opera dei Vanzina non si discosta di molto dalla qualità di certi lavori precedenti. Di potabile (come sempre) la regia di Carlo che trasmette vivacità nelle situazioni, assecondando con perfezione i tempi comici. Peccato che la sceneggiatura sia di bassissima qualità e con poche idee interessanti. Il cast se la cava piuttosto bene, anche se è doloroso vedere un grandissimo come Buccirosso rinchiuso in un ruolo poco ficcante.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: "Il cavallo di troia"; I dolori di Tortora; L'avvocato della Juventus.
I gusti di Didda23 (Commedia - Drammatico - Thriller)