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KILLING HASSELHOFF

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Killing Hasselhoff
Titolo originale:Killing Hasselhoff
Dati:Anno: 2017Genere: commedia (colore)
Regia:Darren Grant
Cast:Ken Jeong, Jim Jefferies, Colton Dunn, David Hasselhoff, Dan Bakkedahl, Ron Funches, Jennifer Ikeda, Rhys Darby, Victor Turpin, Harry S. Murphy, Katy Stoll, Jon Lovitz, Datari Turner, Master P, Taylor Coliee
Note:E non "Killing Hassellhoff".
Visite:102
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 19/11/17 DAL DAVINOTTI
Qualcuno già lo conoscerà, il totomorte. E' quel macabro gioco a scommesse in cui si punta sull'inatteso decesso di qualche vip: se quello durante l'anno muore, si vince. Chris (Jeong) da qualche tempo si gioca la dipartita di David Hasselhoff senza successo e ora, con l'aggiunta di sempre nuovi partecipanti, il montepremi ha raggiunto il mezzo milione di dollari. Naturale (si fa per dire) che quando gli affari cominciano ad andar male, gli strozzini premono e la vita va a rotoli, Chris cominci a pensare di ucciderlo davvero, il povero Hassellhoff e di incassare la vincita. Parte così alla volta della villa a Venice Beach del divo (il suo manager è interpretato da Jon Lovitz) e comincia ad azzardare fallimentari attentati come capitato in tante commedie prima di questa. Hasselhoff, da par suo, si concede un'autoironia talmente ostentata da infastidire, confermando lo scarso gusto di un film che ha comunque nella scelta del protagonista il difetto peggiore: il coreano Ken Jeong può essere una buona spalla (nelle Notti da leoni lo era senz'altro), ma trovarselo al centro della scena ne mette in luce la scarsa dimestichezza coi tempi comici nonché la limitata espressività; tanto che finisce col fare pure qui la spalla a coloro coi quali di volta in volta condivide il set. Molto più divertente ad esempio l'amico (Darby) tradito dalla partner con un modello di intimo maschile, ossessionato al punto di vedere il rivale ovunque e di finire per questo in clinica a curarsi. O Redix (Dunn), il killer professionista corpulento e gay, volgare quanto sessuomane. Non che siano personaggi originali o particolarmente centrati, ma almeno sanno come sfruttare il poco a disposizione. Hassellhoff, nella parte di se stesso, gigioneggia come ci si aspetta in questi casi, celebra se stesso e il suo mito citando SUPERCAR e BAYWATCH, sfugge con eleganza agli attentati e sfoggia un fisico ancora possente, nonostante l'età. E' ormai il suo ruolo, in un cinema che vampirizza le star di secondo piano in chiave parodistica (Bruce Campbell ne è la vittima più frequente) per garantirsi qualche facile risata in più. Ma se si spera che bastino una corsa al rallentatore in costume rosso o Kitt ad attendere col navigatore parlante non ci siamo proprio. E difatti il film vive di qualche rara fiammata, con il resto a fare quasi sempre da piatto riempitivo.
il DAVINOTTI

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Taxius 16/12/17 10:48 - 757 commenti

Sciocca ma tutto sommato divertente commedia che vede come protagonisti Ken Jeong e David Hasselhoff nella parte di se stesso. Film di stampo televisivo che ha il suo punto di forza in Hasselhoff, bravo a prendersi per i fondelli citando i suoi personaggi più famosi, ovvero quelli di Baywatch e Supercar. La trama è quella che è, ma intrattiene e alla fine da un film del genere non si può pretendere più di tanto.
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