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OPENING NIGHT

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Opening night
Titolo originale:Opening Night
Dati:Anno: 2016Genere: commedia (colore)
Regia:Isaac Rentz
Cast:Alona Tal, Topher Grace, Anne Heche, Lauren Lapkus, Carlena Britch, Taye Diggs, Rob Riggle, Paul Scheer, Brian Huskey, Zach Cregger, J.C. Chasez, Lesli Margherita, Johnny Ray Gill, Ricardo Mestre, Damian Gomez
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 13/11/17 DAL DAVINOTTI
EFFETTO NOTTE a Broadway, ma in diretta. Durante la rappresentazione di un musical centrato su diverse hit da classifica attraverso le quali ripercorrere decennio per decennio usi e costumi della nostra storia, seguiamo quanto avviene dietro le quinte osservando soprattutto il difficile compito del direttore artistico (Grace); che si occupa di risolvere gli imprevisti, di calmare gli attori, di procurare ciò che serve alle bizzose star e, non ultimo, di mettere ordine nella propria vita: la ragazza che ha lasciato (Tal) viene promossa sul campo per sostituire la cantante principale (Heche) incorsa in un improvviso incidente e lui, ancora innamorato di lei, non vuole che si conceda troppo al divo dello show (Chasez), con cui invece la sera prima ha avuto una relazione causa eccesso d'alcol. Tutt'intorno personaggi eccentrici, un nutrito gruppo di ballerini gay, tecnici, assistenti... Intervallato da qualche buon numero musicale che riattiva il ritmo (discreta la scelta dei pezzi con una punta d'eccellenza nel finale, in cui esplode l'ottima “To Be With You” dei Mr. Big) e vivacizzato da buone scenografie comunque secondarie rispetto a quelle ricostruite per vivere il backstage, il film di Isaac Rentz è leggero quanto i brani eseguiti. Prevedibilmente frivolo, recupera un po' nella descrizione di alcuni caratteri (del protagonista in primis, naturalmente, cui Grace riesce a donare accettabile spessore) ma resta, senza far falsi moralismi, all'interno della descrizione stereotipata di un mondo – quello dello spettacolo – che per sua natura e necessità sdrammatizza e minimizza ogni problema. D'altra parte chi sta più in alto, il produttore Goldmeyer (Riggle), non mostra comprensione vera per nessuno, interessato unicamente a far procedere lo show come deve e a licenziare il primo che sgarra. Non mancano la sfida gay/etero per la conquista del primo ballerino (Mestre) combattuta a colpi di ripetute volgarità (che più in generale certo non si fanno attendere), la crisetta sentimentale, la conversione del vanesio a colpi di “affronti” al suo smisurato ego. Truffaut sta lontano, i tempi son cambiati e questa non è che una semplice commedia senza pretese che vadano al di là del far trascorrere un'ora e mezza in allegria. Dopo i titoli di coda poco resta; diciamo niente...
il DAVINOTTI